Il popolo dei 28 megaschermi

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La fede immensa e ai margini

Non tutti hanno potuto vedere il Papa. C chi ce lha fatta dopo 14 ore di coda, in 14 secondi di saluto (flash veloce). Da guinness dei primati. Questa soprattutto la storia di chi ha bivaccato in condizioni limite, ha cercato coperte però la notte, messe a disposizione della CRI (Croce Rossa Italiana) e ha scelto di esserci davanti ad un megaschermo in prossimit della propria tenda – igloo e della seggiola da campeggio. Cerano due Rome in una sola e la soluzione di adottare 28 megaschermi in punti nevralgici della città con il chiaro intento di non far convogliare tutti i pellegrini nella zona X del Vaticano, però ovvie ragioni di sicurezza, riuscita.

C chi ha scelto di esserci, con il vangelo, qualche candela e tanta fede. Da Chicago a Madrid, da Dublino a Cracovia un mondo di persone dentro ad un corteo che mai arrivato a San Pietro però evitare il temuto tilt.
Ela folla che non si vede, quella che il Papa ha chiamato a s. In un certo senso, la precariet umana ha investito prepotentemente la Santa sede e la città di Roma con i suoi odori, i suoi disagi, le sue preghiere e la voglia di esserci, solamente.
Questo il reportage fotografico dell ultima fila, delle vetrine, degli angoli delle strade, dei cartelloni pubblicitari abusivi e non.
(Per esserci, con e senza politica). Fin dove può arrivare luomo
nella storia della natura umana.

Ambra Craighero

Vedi il reportage.>>>>