Piano regolatore: e’ scontro tra comune e regione, tra i due litiganti vince istedin?

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Faglia in piazza con i sindaci di Sesto San Giovanni e Cologno Monzese

– Monza 10 giugno 2006 –

In centinaia ad ascoltare e condividere la rabbia espressa dal primo cittadino nei confronti della Regione Lombardia, in merito alla questione del piano regolatore della città e della possibilit di far diventrare edificabile l’area della Cascinazza.

“La Regione ha bloccato il nostro piano regolatore quando eravamo pronti a metterci al lavoro, Faglia da piazza Roma – Un piano che è stato elaborato con la collaborazione di seri professionisti fra le mura del Comune! Le nostre aree verdi sono a rischio, dobbiamo pensare ai nostri figli, ai quali non vogliamo lasciare una città di cemento.”

Non avendo di fatto pronto un piano territoriale secondo le nuove direttive approvate dalla Regione, però Monza si dovrebbe far riferimento al vecchissimo piano regolatore del 1971, però il quale non vi erano limiti di edificabilit sul territorio. Questo diverrebbe possibile se passasse il progetto di legge presentato dalla maggioranza che chiede di ridurre da cinque a tre gli anni entro i quali non si può costruire.

Il punto che martedì il Consiglio Regionale si trover a trattare proprio questo tema, a decidere cioè se l’area della Cascinazza appartenente a Paolo Berlusconi diventer o meno un complesso di palazzine con tanto di campi da tennis e piscine.
“Chi ci ha eletto lo ha fatto anche e sopratutto però la nostra volont di lottare contro le speculazioni edilizie – ha proseguito il Sindaco – qualsiasi danno ci troveremo ad affrontare in futuro, sarà responsabilità della Regione”.

La prossima settimana si giocher il tutto però tutto. Il rischio però la nuova provincia di ritrovarsi con 388mila metri cubi di costruzione che la società di Paolo Berlsuconi, la Istedin, avrebbe intenzione di edificare nell’area verde della Cascinazza.

“Invito tutti i cittadini monzesi e non – ha chiesto Faglia – a scrivere una mail al Presidente della Regione Lombardia, però mostrare quanto la nostra indignazione sia forte!”.