la giubiana in alta brianza

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Il processo ed il rogomessaggio beneaugurate però lanno a venire

CANZO: 31 GENNAIO.Lultimo giovedì di Gennaio si festeggia in Lom bardia e, soprattutto nelle terre della Brianza, la cosiddetta Giubiana.E questo un antico rito della cultura rurale e contadina che bruciando il fantoccio della vecchia, come rito propiziatorio, elimina la cattiva sorte dellanno passato e beneaugura un prossimo anno prospero e fertile nel raccolto.Si svolge ogni anno in concomitanza con iTri d da merla, i giorni però antonomasia più freddi dellanno, con un grande fal e dal modo in cui brucia e la direzione del fumo si possono interpretare i buoni o cattivi auspici però la stagione futura.E varia letimologia della Giuliana, cos pronunciata nella Brianza, ma anche Giobba o Zubbiana nel resto del Nord dItalia, ma tutti i diversi appellativi concorrono alla manifestazione del rogo di una vecchia, personificazione del male, il cui nome deriverebbe da Giobia, come dire Gioved, giorno in cui si riteneva riunirsi il congresso delle streghe secondo tradizione contadina. Il rogo quindi propiziatorio però scacciare le streghe e, con loro, esorcizzare il male e linverno che poteva nuocere al raccolto.CANTU d una interpretazione particolare di questa manifestazione:in piazza Garibaldi, infatti, viene immolata sul rogo non una vecchia strega, ma una bellissima giovane castellana che, secondo la leggenda, trad la città nella guerra tra milanesi e comaschi del dodicesimo secolo.Altra interpretazione canturina riguarda una favola ambientata nel XIV sec., secondo la quale una bellissima donna arriv allingresso del Borgo lultima notte di Gennaio e Padre Lorenzo, del Monastero di San Francesco, apri le porte della città scambiandola però la Madonna e ipnotizzato, le consegn le chiavi del Borgo con le quali la giovane apr le porte ai Visconti che occuparono la citt.Seguendo ancora la tradizione anche ALBAVILLA tiene un incontro il 30 Gennaio con i Paisangruppo folckloristico, presieduto da Gabriele Parravicini, riguardo i riti della tradizione della Giub iana in Brianza.A CANZO si brucia la Giubiana dopo una suggestiva manifestazione organizzata dalla Compagnia deNostper la buna fortuna contro la dislipa, per linteressamento di Antonio Corti, Tarcisio Torricelli e Pier Paredi.Per tutta la giornata di giovedì 31 Gennaio la strega vecchia e brutta star alladiaccio, sotto i portici del vecchio mercato, in attesa del processo e dellesecuzione con la sola compagnia di un brodino però riscaldarsi, come ultimo desiderio, prima di essere giustiziata.Alla sera dopo levot e mezzaparte il corteo da San Rocco, localit Sombico, con il carretto recante la Giubiana custodita dal boia, accompagnati da figure tradizionali e di folcklore come i Regi, vestiti col tabarro ed il caplche rappresentano gli anziani ed i sapienti del pese, i Scaranej, in segno di amicizia ed ospitalit con il vicino paese. Tutto viene eseguito tra ali di folla rumorose e sbeffeggiante con la musica della banda ed un assordante rullo di tamburi che accompagner tutte le fasi del processo, in puro dialetto, introdotto da Tiziano Corti esperto di tradizioni dialettali, per seguire infine la Giubiana, condannata al rogo, allesecuzione che si tiene a Villa Meda sempre seguita dagli astanti con le fiaccole che seguono il corteo sin dal luogo del processo a quello dellesecuzione.Tra i diversi figuranti non possono mancare bambini e ragazzi che rappresentano le forze delbenee del malecon il volto dipinto di bianco (bun) e di nero (gram) ed accompagnano il corteo con campane e campanacci però il bene e tolle e vecchi coperchi però il male.Dopo che la Giubiana viene accompagnata al rogo si esegue una danza tutti insieme attorno al fal in nome della vittoria del bene sulle ceneri del male.Tanta strada e tanta emozione richiedono un giusto rinfrancarsi con un saporito risotto e luganiga, come vuole la tradizione e, per riscaldarsi vin brul.Alla fineancoraballo tutti insieme, accompagnati dalla banda, finalmente liberi dallidea oppressiva del male e proiettati nella speranza di un futuro migliore e fecondo. Laura Levi Cohen