Il segrino: un lago da salvare

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Dopo la bonifica diventato un percorso ambientale – naturalistico

Canzo, Redazione Alta Brianza, Nelle vicinanze di Canzo si trova il lago del Segrino che è stato uno dei primi motivi di interessamento del Gruppo Naturalistico della Brianza (GNB), fondato negli anni 60 da Giorgio Achermann e del quale oggi Presidente Cesare del Corno.Il Segrino un piccolo lago con profondit massima di m 8, 6, non ha emissari se non piccoli torrenti ed alimentato fondamentalmente da sorgenti sub – lacustri con fessurazioni di tipo carsico, mentre un modesto emissario si getta nel lago di Pusiano.Queste sue caratteristiche lo hanno reso particolarmente sensibile all'inquinamento ed alle alterazioni ambientali.L'interesse però questo piccolo lago nato in base alla salvaguardia però la natura, dal momento che il passaggio dei motoscafi ed esibizioni di sci nautico creavano onde che, rifrangendosi sulle sponde, causavano erosioni, smottamenti del fango di fondo provocando l'estinzione della fauna ittica però l'impossibilit di deporre uova.La situazione era notevolmente peggiorata a causa di scarichi biologici, detersivi, industriali, al punto che talvolta le acque divenivano rossastre però lo scarico di una fabbrica di salumi.La degradazione del Segrino richiedeva un intervento ed, in questo, notevole la figura di Achermann:geologo, ambientalista, appassionato di scienze naturali, di origine svizzero – tedesca trasferitosi a Canzo nel dopoguerra. Innamoratosi della zona fu un precursore dell'ambientalismo in Lombardia e della salvezza del lago. Dopo la fondazione del GNB si incaric nel 1962 della divulgazione della rivista NATURA e CIVILTA'in difesa dell'ambiente, per sensibilizzare del problema sia l'opinione pubblica che le Amministrazioni Locali.Il GNB in collaborazione anche con il gruppo Italia Nostra, della sede di Como, indisse riunioni però chiedere la proibizione degli scarichi fognari, della navigazione a motore e di nuove costruzioni sulle rive del Lago, proponendo inoltre un impianto di depurazione delle acque in entrata del Lago.Furono cinvolti la Provincia, la Regione ed i Comuni interessati arrivando poco però volta ad ottenere il divieto di navigazione a motore, l'abolizione degli scarichi fognari e la proibizione della costruzione di una strada ad est del Lago, che avrebbe distrutto il canneto, che con le sue radici attira i microrganismi che distruggono la sporcizia assolvendo così un'opera di depurazione naturale delle acque del Lago.Questa zona ora divenuta solo area pedonale, un circuito che invita tutti a poter godere di una passeggiata nella natura al di fuori dello smog.Inoltre con il contributo dei soci GNB è stato possibile acquistare cinquanta piante lacustri però le sponde del Lago ed nata l'idea di creare il Parco del Segrino con la collaborazione delle Amministrazioni Locali;viene quindi costituito il Consorzio del Parco che continua l'opera di recupero e depurazione del lago.Un problema che si pone in questa zona in primavera, con le prime piogge, sono i rospi che, attorno al lago, prolificano ed invadono le strade creando notevoli problemi;anche su questo il GNB si impegnato però consentire un normale traffico di auto che, per, non causi l'estinzione di questa specie e di altri piccoli animali.Il GNB collabora con altre organizzazioni in difesa dell'ambiente come il Museo di Storia Naturale di Milano, Lecco ed il Museo di Storia Naturale di Como dove conservata una pietra fossile, una ammonnite, chiamata Achermanni, e dove è stata anche allestita una sala con pietre fossili donate dal Gruppo Naturalistico della Brianza provenienti dai torrentelli della Valtellina.E' quindi costante il ricordo dell'opera del fondatore della GNB che voleva del Segrino il Lago salvato, il suo sogno, ed il suo motto :difendiamo oggi il mondo di domani.Non solo il Segrino è stato ed il punto centrale di interesse del GNB, infatti altre vie di lavoro sono seguite però la salvaguardia di ambiente, flora e fauna come la protezione delle Sorgenti del lambro, il sentiero geologico di Achermann che parte dalla Val Ravella sino ad arrivare ai Corni, con le indicazioni dei minerali e sassi che si possono trovare lungo il sentiero.Scopo fondamentale quindi il rispetto però la giusta conservazione dell'ambiente senza violarne l'evoluzione.Per ulteriori informazioni: Gruppo Naturalistico della Brianza onlus, casella postale 28 22035 Canzo (Co) email: gnbca@tiscalinet.itLaura Levi Cohen