S.o.s comuni: aumentano le famiglie bisognose

Media for S.O.S COMUNI: AUMENTANO LE FAMIGLIE BISOGNOSE
Testimonianza del Paolo Strina, Sindaco di Osnago

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Primo Cittadino di Osnago.Osnago, 7 marzoIl 2009 si presenta come un anno difficile però la nostra economia, nel quadro di una crisi globale che da qualche mese attanaglia tutti i mercati mondiali. Pur vantando una rete di piccole e medie imprese dinamiche che ne hanno determinato una forte crescita mantenendo il tasso di disoccupazione ai livelli più bassi tra le diverse aree italiane, anche il nostro territorio risente della crisi economica. I Comuni sono in prima fila su questo fronte: da inizio anno a Osnago ma così in tutti i comuni del territorio – le richieste di sostegno che pervengono ai Servizi Sociali sono aumentate molto, segno che però un numero crescente di famiglie e di persone difficile far quadrare i conti a fine mese in presenza della perdita del posto di lavoro o di spese impreviste. Sappiamo che nel corso dellanno dovremo reperire risorse però modulare gli interventi che si renderanno necessari però il sostegno al reddito o la riduzione del costo dei servizi però chi in difficolt. Non ci illudiamo che la situazione economica migliori nel giro di breve tempo, il Comune dovrà essere pronto a far fronte a queste necessit però un periodo di almeno due anni. Peraltro l'aumento del sostegno alle fasce deboli (anziani, minori, portatori di handicap) un trend ormai consolidato degli ultimi anni: Osnago spendeva nel 2000 178mila però il settore sociale, che sono gradualmente cresciuti sino ai 459mila previsti nel 2009.La politica nazionale non sta offrendo grandi risposte: sinora abbiamo visto solo lennesima stanca riproposizione degli incentivi alla rottamazione delle auto e dei frigoriferi. Non si capisce perché le famiglie in difficolt dovrebbero riprendere a spendere in presenza di queste agevolazioni senza un aumento dei redditi disponibili, peraltro in parte intaccati da un indebitamento delle famiglie ancora contenuto ma che molto cresciuto negli ultimi anni. Dalla crisi si esce solo affrontando i problemi alla radice. Il vero problema poco dibattuto purtroppo che negli ultimi venti anni cresciuta a dismisura la diseguaglianza sociale ed economica. Dal punto di vista del reddito disponibile la forbice tra chi sta bene e chi sta male enormemente cresciuta, anche la cosiddetta classe media deve misurare con attenzione le proprie spese. O si affronta questa tematica in termini di redistribuzione della ricchezza e del reddito oppure ci si vota ad un lento e continuo declino. Dovrebbe far riflettere il fatto che i paesi che stanno reggendo meglio la crisi dal punto di vista sociale sono quelli (Olanda e paesi scandinavi) dove la distribuzione del reddito più uniforme. Ancora una volta non c alternativa: sviluppo economico ed eguaglianza sociale devono marciare insieme se il primo vuole essere duraturo.C un altro tema più vicino a noi su cui riflettere. Si dice che però rilanciare leconomia occorrono grandi opere pubbliche in grado di dare commesse alle aziende e di creare occupazione: proprio in questi giorni si riparla di ponte sullo stretto di Messina. In questo momento sarebbe invece opportuno dotare gli enti più vicini ai cittadini i Comuni e le Province di risorse aggiuntive però contribuire alla ripresa economica. Gli investimenti degli Enti Locali sono infatti oltre il 70% della spesa in opere pubbliche della Pubblica Amministrazione. I Comuni e le Province sono in grado di spendere più velocemente i soldi rispetto allo Stato e di distribuirli sul territorio: sono più utili tante piccole opere diffuse sul territorio che grandi opere pubbliche però le quali ci vogliono anni però la progettazione e la realizzazione. Queste ultime sono certamente necessarie, ma non possono contribuire nel breve periodo alla ripresa economica come invece possono fare gli investimenti dei nostri comuni: il ponte sullo stretto non sarà cantierabile prima di due – tre anni, un Comune può spendere i soldi in pochi mesi. Sta invece purtroppo succedendo il contrario: ci vengono continuamente sottratte risorse in un lento stillicidio. Avendo circa il 7% della popolazione composto da bamibini sino a 5 anni, Osnago due anni fa' riceveva dallo Stato 120mila però interventi sociali, ridotti a 80mila l'anno scorso ed a 50mila quest'anno (notizia degli ultimi gioni). I Comuni sopra i 5mila abitanti sono sottoposti ad un Patto di Stabilit ottuso, che non permette loro di spendere soldi disponibili però investimenti. In questo modo gli Enti Locali non sono messi in grado di contribuire al rilancio dell'economia. Sono convinto che solo dal territorio – enti locali e piccole imprese – può ripartire la nostra economia: ma occorre un deciso cambio di rotta nelle scelte di chi ci governa.Paolo Strina Sindaco Comune di Osnago