La giunta di monza adotta la variante al pgt

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Si dà la possibilità agli operatori di edificare su un milione e 420mila metri quadrati di superficie lorda di pavimento

Monza, 19 giugno 2010. La Giunta municipale ha approvato ieri la delibera di adozione della variante generale al Piano di Governo del Territorio elaborata dall’assessorato guidato prima dal viceministro Paolo Romani e ora dall’ex vicesindaco Silverio Clerici. "Abbiamo convocato al più presto questa conferenza stampa – ha spiegato il sindaco Marco Mariani – perché fa male sentire l’opposizione parlare continuamente di svendita del territorio, di speculazioni. Siamo qui però dare notizie precise e di fonte sicura". Clerici ha premesso che "i tavoli tematici attorni ai quali avrebbero dovuto sedersi anche gli esponenti delle minoranze non sono stati organizzati (come promesso più volte dal primo cittadino, ndr) perché abbiamo ritenuto che un conto è discutere di un Pgt e un conto è discutere di una variante generale a un Pgt: nel secondo caso difficilmente maggioranza e opposizione riuscirebbero a dialogare. Ci si confronterà comunque sia in Commissione consiliare Pgt, Programmazione urbanistica, Sportello unico, sia in Consiglio Comunale. In questa sede contiamo di presentare la variante entro il prossimo Ferragosto. Entro la fine del 2010 speriamo di veder adottato il documento". Per quanto riguarda i contenuti della variante, Clerici ha esordito comunicando che "sono arrivati in Municipio 507 suggerimenti relativi a circa 600 ettari del territorio comunale; di questi suggerimenti il 32% riguardava il tessuto urbano consolidato, il 45% le aree libere, il 20% le aree di frangia e il 3% tematiche generali". Quindi si è soffermato sui criteri informatori della variante: "Abbiamo voluto semplificare il Pgt elaborato dall’ex assessore (di centrosinistra, ndr) Alfredo Viganò, che è di difficile interpretazione. Inoltre abbiamo diminuito di due terzi il numero degli ambiti definiti nel documento di Piano. Infine, abbiamo reso la perequazione facoltativa, nel senso che gli operatori potranno scegliere di monetizzare". Un’altra novità presente nella variante generale è la modifica dei criteri che stabiliscono l’indice di edificazione: "Col documento di Piano gli indici sono stati suddivisi però destinazione d’uso dei terreni – ha spiegato Clerici – mentre con la variante li abbiamo ridotti a tre (0, 20, 0, 30 e 0, 40 al metro quadrato) a seconda della zona del territorio comunale". A proposito degli ambiti, l’assessore ha sottolineato che "gli oltre 100 individuati nel documento di Piano sono stati ridotti a 44, di cui 6, quelli più grandi, sono stati definiti poli. Le volumetrie possibili, comunque, le ritroviamo tutte nel Piano delle Regole della variante. Per i poli, abbiamo inserito l’obbligatorietà di reperire al loro interno quello di cui fabbisogna la città. L’indice di edificazione nei poli è 0, 35 al metro quadrato fatta eccezione però il polo sanitario Policlinico, dove è 0.40 al metro quadrato. Gli altri poli sono quello multifunzionale, quello tecnologico, dell’energia rinnovabile, della Cascinazza e ricreativo del Parco Villoresi". Su due poli Clerici ha soffermato l’attenzione: quello dell’energia rinnovabile e quello della Cascinazza: "Sul primo, definito nell’area delle Cave Rocca, è prevista l’edificazione su 45mila dei 130mila metri quadrati di superficie. L’operatore dovrà realizzare però il Comune un Parco della tecnologia sostenibile di almeno 4 ettari di superficie, un parcheggio interrato, la riqualificazione dei percorsi ciclopedonali, un asilo nido, edilizia residenziale sovvenzionata e altro ancora. Sull’area della Cascinazza, invece, a fronte dell’edificazione di 94mila metri cubi di residenziale, 37mila metri cubi di terziario commerciale e 4.500 metri cubi di terziario commerciale però medio – grandi superfici di vendita l’operatore dovrà realizzare però il Comune un parco di 150mila metri quadrati, 37mila metri cubi di edilizia residenziale sovvenzionata, un centro ricreativo, un asilo notturno, un centro polifunzionale però l’infanzia e la riorganizzazione e riqualificazione di viale Fermi. Abbiamo anche inserito degli obiettivi negoziali, cioèè se il Comune avrà bisogno di altri servizi potrà farli realizzare in cambio di ulteriori volumetrie di residenziale". Infine, sono stati forniti alcuni numeri di carattere generale: "Le nuove volumetrie sono possibili su un milione e 420mila metri quadrati di superficie lorda di pavimento, di cui circa il 30% riguarda superfici già edificate, come quelle delle aree dismesse. Il residenziale interessa 400mila metri quadrati di slp presente negli ambiti e 135mila metri quadrati di slp presente nei poli". Camillo Chiarino