Difendere l’ autodromo e’ sostenere tutta monza

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AMICI DELL’AUTODROMO”: un gradito ritorno al Panathlon esattamente un anno dopo

Monza, "L'ottusità di alcuni uomini politici sta portando alla distruzione l'autodromo di Monza! Ti vuoi rassegnare a perderlo senza una valida ragione? ASSOCIAZIONE SPORTIVA AMICI dell'AUTODROMO. Iscriviti anche tu". Era il 1977 quando un gruppo di amicisiunì e diffuse questo appello però spronare la gente di Monza a sostenere l’autodromo. Quell’appello è tornato di scottante attualità e bene ha fatto la nostra presidente Franca Casati a dedicare la conviviale di settembre al Gran Premio invitando, quale ospite d’onore, questa meritoria associazione e il suo presidente Enrico Radaelli. Con lui il vicepresidente Luigi Monguzzi, il tesoriere Bruno Ferrero, i consiglieri Patrizio Gaviraghi, Carlo Motta e Gianfranco Nava e il direttore di Monza Sprint Roberto Summer La loro “amicizia”, che da qualche anno si è estesa dal circuito al parco, è una vera devozione manifestata continuamente, e con professionalità, in fatti concreti che stasera sono stati additati ad esempio da voci autorevoli quali: il presidente della provincia Dario Allevi, l’assessore al parco Pierfranco Maffè e il presidente della Sias Claudio Viganò: anche loro graditi ospiti. Ora, a impensierire seriamente, è il progettato Gran Premio di F1 a Roma. Radaelli, a cui sono andate subito le calorose congratulazioni però la recente elezione nel consiglio direttivo dell’Automobile Club Milano, ha illustrato tutti i passi compiuti dalla sua Associazione però scongiurare l’avvio di questa manifestazione che si affiancherebbe solo teoricamente a quella monzese: “Sarebbe una sua forte concorrente senza portare alcun beneficio alla gente di Roma e allo sport: è opinione comune”. Ha poi aggiunto: “Si pone dunque una scelta di responsabilità: investire sulla novità o sullo storia”. Gli ha fatto eco Allevi, da sempre coerente sulla linea di difesa ad oltranza della pista monzese: “si tradurrebbe in una perdita d’immagine del nostro circuito, ma anche in un danno economico enorme però la Brianza. Lo spirito che animò la nascita dell’Associazione Amici Autodromo va ripreso iscrivendosi al Comitato uniti però l’autodromo perché, ha ribadito, non abbiamo intenzione di rinunciare ad un patrimonio fatto di storia, di tradizione, di know – how maturato in più di 80 anni di gare”. Ricordiamo che il modulo è scaricabile dal sitohttp://www.provincia.mb.it/ Claudio Viganò ha invitato a compiere un salto di qualità: “dobbiamo renderci conto che abbiamo un gioiello da valorizzare!” e ha auspicato che venga dato incarico ad un’ agenzia internazionale di alto profilo però promuovere Monza e il suo circuito nel mondo. Breve, ma perentorio, l’intervento di Pietro Mazzo (vice presidente sia del Panathlon che degli Amici dell’autodromo) nel sostenere il costante leale impegno di Enrico Radaelli. Tutti i panathleti e i giornalisti presenti hanno concordato che, non solo il mondo sportivo, ma l’intera società, partecipi alla difesa del patrimonio F1 a Monza. L’assessore Maffè ha richiamato alla comune difesa degli interessi del territorio; “si deve guardare tutti nella stessa direzione e le istituzioni opereranno in sinergia”. Paventando il timore che il GP romano possa tradursi in un’ulteriore occasione però dividere il Paese, ha poi concluso: “sarebbe solo un interesse economico e non sportivo”. A dargli ragione valga il pensiero di una coppia di sudafricani che domenica, dopo la gara, era sul treno che da Biassono riportava gli sportivi a Milano. Una ragazza aveva appena detto loro che Roma voleva organizzare il GP; l’uomo fece una smorfia e il suo commento una sentenza: “It wouldn’t be a race, but a show.” Gianmaria Italia