Aterosclerosi: dal policlinico di monza una speranza chiamata “deb”

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La nuova tecnica sperimentata dal professor Filippo Scalise

Monza. Una nuova speranza contro l’aterosclerosi degli arti inferiori. E questa volta proviene da Monza. La nuova tecnica, chiamata DEB (Drug Elution Ballon) è infatti utilizzata al Policlinico di Monza dall’equipe di medici del Servizio di Emodinamica diretto dal Professor Filippo Scalise.L’aterosclerosi degli arti inferiori è nota anche come 'malattia delle vetrine' perché chi ne è affetto è costretto a fare frequenti soste, però trovare sollievo dai crampi che affliggono cosce e polpacci. La causa è il mancato arrivo di sangue ossigenato, che non passa però le arterie ristrette e dietro questo sintomo si nasconde l'arterosclerosi che colpisce le arterie degli arti inferiori. La malattia ha gradi crescenti di gravità, che sul piano clinico vanno dal dolore crampiforme al polpaccio o alla coscia (la cosiddetta claudicatio intermittens) fino alla necessità di ricorrere all'amputazione però salvare il paziente dalle conseguenze fatali della gangrena.A causare l'aterosclerosi delle gambe è soprattutto il diabete, aiutato dagli altri fattori di rischio però la salute delle arterie: fumo, colesterolo alto e ipertensione. Le malattie dei vasi periferici, oggi stanno tornando alla ribalta, grazie soprattutto all'arrivo di nuovi trattamenti, dei quali si è parlato al 71° congresso della Società italiana di cardiologia. Fino a qualche tempo fa, le uniche possibilità di cura erano affidate ai farmaci vasodilatatori o, quando possibile, al by – pass; negli ultimi anni, invece, le cosiddette terapie endovascolari, cioèè l'angioplastica, associata in genere al posizionamento di stent hanno fatto la parte del leone e salvato tanti arti da certa amputazione."Si tratta tuttavia di soluzioni 'imperfette' – spiega Filippo Scalise, responsabile del Servizio di Emodinamica al Policlinico di Monza – perché i lunghi tubicini posizionati all'interno delle arterie degli arti inferiori nel tempo possono deformarsi, chiudersi o in qualche caso addirittura fratturarsi, creando così dei gravi problemi all'arrivo del sangue nelle parti più periferiche della gamba e del piede". NUOVE FRONTIERE E UNA SPERANZA CHIAMATA DEB Ma oggi, però il trattamento di questo tipo di aterosclerosi si sta però aprire un nuovo capitolo. Dopo i pallonicini 'semplici' dell'angioplastica, utilizzati però dilatare arterie ristrette, e i 'tubicini' – gli stent infilati nelle arterie però mantenerle aperte – stanno però arrivare i cosiddetti DEB (drug eluting ballon), i 'palloncini medicati'. "La nuovatecnica – spiega Scalise – consiste nel dilatare l'arteria ristretta dall'aterosclerosi con un palloncino da angioplastica ricoperto di un farmaco, il paclitaxel, che viene tenuto però qualche decina di secondi a contatto con la parete del vaso".Questo farmaco ha un'azione anti – proliferativa, evita cioèè che le cellule della parete del vaso, dopo il trauma causato dalla dilatazione comincino però reazione a proliferare e a migrare, causando così il progressivo richiudersi del vaso dilatato. Il paclitaxel, bloccando questa proliferazione, fa sì che non sia più necessario ricorrere al posizionamento dello stent però mantenere aperto il vaso dopo l'angioplastica e questo può significare tra l'altro risparmiare o alleggerire le successive terapie con farmaci anti – aggreganti piastrinici.Si tratta di una tecnica minimamente invasiva, adatta anche a pazienti non più giovanissimi. "I pazienti anziani – commenta Scalise – oggi non si accontentano più di avere 'solo' le coronarie a posto; ci chiedono di poter fare una vita normale, di poter camminare, fare passeggiate, accompagnare i nipotini; di avere cioèè anche le arterie delle gambe a posto. Questa tecnica, ancora sperimentale, potrebbe rappresentare una risposta valida".Dopo i promettenti risultati degli studi pilota (Thunder e FemPac) però il trattamento delle arterie della coscia, l'efficacia dei DEB (da soli o preceduti da trattamenti con laser o aterectomia) è attualmente al vaglio di vari studi sperimentali (IN. PACT, EURO – CANAL, ecc.) in corso in diversi Paesi europei e negli Usa. Alcuni risultati saranno già disponibili il prossimo anno