Canzo di Ferro

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CANZO DI  FERRO  , in Alta Brianza i paesi ricchi di miniere

Nell’ambito della Valassina comuni,paesi e piccoli borghi offrono uno stupendo paesaggio naturale,meta di turismo,ma,oltre la sua bellezza,ha un segreto nascosto ricco di risorse : le miniere di ferro.  L’epopea del ferro nacque a Canzo nel 1400 con Pietro Negroni e poi Tommaso che furono tra i primi armaioli.

Tommaso,stabilitosi in Brianza,prese il soprannome Missaglia e
fece capo a tutte le miniere di Canzo e dintorni,soprattutto nella località “
Tampa “ presso le cave di ferro del Ceppo Rosso per la lavorazione e la
forgiatura del metallo per armi ed armature.  Fu famoso per
la creazione dell’ “ armatura bianca “,così detta per le particolari piastre
modellate sui cavalieri con estrema precisione tecnica. La generazione dei
Missaglia continuò nell’opera tanto che sia gli Sforza che i Gonzaga richiesero
tali lucenti armature per farsi ritrarre. In questo
contesto si terrà in Giugno una mostra al Museo Erbese a cura di Barbara
Cermesoni,basata su un convegno che riguarda il simbolo dell’estrazione e della
lavorazione di questo minerale così ricco e duttile nel territorio e nella
storia bellica.   Da un punto di vista storico tra il ’4oo ed il ’500 Canzo era un borgo che contava poco più di venticinque famiglie,ma molto ricco presso le cave del “ Maglio “ perla lavorazione del metallo e la forgiatura di armi ed armature.  Arrivarono
così gli Spagnoli,soldati di ventura,per sfruttare il materiale da estrarre;ne
bastarono pochi per occupare il paese,trovare ospitalità nelle case dei canzesi
e convertire la produzione del ferro usato per utensili in quello bellico.

Tornando a tempi più recenti,durante la Seconda Guerra Mondiale,i Tedeschi posero un presidio a Canzo,presso Villa Rizzoli,proprio per utilizzare a scopi bellici il
ferro estratto dalle caverne così ricche in zona.

Secondo tradizione i vicoli del paese vecchio sono una testimonianza di fabbriche di
forbici,coltelli ed anche strumenti chirurgici dati dalla lavorazione del ferro.
Tali fabbriche sono state ormai abbandonate per dare posto a moderne abitazioni
civili.  Non a caso lo stesso stemma ufficiale di Canzo testimonia l’attività degli armaioli e rappresenta i tre forni per la fusione del ferro e sette stelle d’oro.

Si potrebbe quindi dire che in questa zona,compresi anche i Comuni di
Castelmarte,Proserpio,Caslino d’Erba ,Bindella ed Arzago,la popolazione anche di
fronte alle avversità dimostra un carattere di ferro,così come dalle
origini.

Laura Levi Cohen