Monza: Celebrazione 112 anni dall’assassinio del Re Umberto I d’Italia

 

Umberto nacque il 14 marzo 1844 a Torino, a Palazzo Moncalieri, da Vittorio Emanuele II, allora duca di Savoia ed erede al trono sabaudo (il quale, quello stesso giorno, compiva 24 anni), e da Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena, sua cugina di primo grado. Fu battezzato con i nomi di Umberto Ranieri Carlo Emanuele Giovanni Maria Ferdinando Eugenio: il primo in onore del fondatore della dinastia sabauda, Umberto I Biancamano, l’ultimo a ricordo del più illustre esponente del ramo cadetto dei Savoia-Carignano, di cui anche lui faceva parte.

sursa http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_I_d%27Italia

Duomo di Monza

Monza

 

La Cappella Espiatoria a Monza

La Cappella Espiatoria a Monza

La Cappella Espiatoria a Monza

La Cappella Espiatoria a Monza

Chiesa Padri Carmelitani Scalzi Monza

Chiesa Padri Carmelitani Scalzi Monza

http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_I_d%27Italia

Umberto I (Umberto Rainerio Carlo Emanuele Giovanni Maria Ferdinando Eugenio di Savoia; Torino, 14 marzo 1844Monza, 29 luglio 1900) fu Re d’Italia dal 1878 al 1900. Figlio di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia e di Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena, regina del Regno di Sardegna, morta nel 1855. Il suo regno fu contrassegnato da diversi eventi, che produssero opinioni e sentimenti opposti. Il monarca viene ricordato positivamente da alcuni per il suo atteggiamento dimostrato nel fronteggiare sciagure quali l’epidemia di colera a Napoli del 1884, prodigandosi personalmente nei soccorsi (perciò fu soprannominato “Re Buono”), e la promulgazione del cosiddetto codice Zanardelli che apportò alcune innovazioni nel codice penale, come l’abolizione della pena di morte. Da altri fu aspramente avversato per il suo duro conservatorismo, il suo coinvolgimento nello scandalo della Banca Romana,[1] l’avallo alle repressioni dei moti popolari del 1898 e l’onorificenza concessa al generale Fiorenzo Bava Beccaris per la sanguinosa azione di soffocamento delle manifestazioni del maggio dello stesso anno a Milano, azioni e condotte politiche che gli costarono vari attentati[2], fino a quello fatale a Monza, il 29 luglio 1900, per mano dell’anarchico Gaetano Bresci. Proprio dagli anarchici, Umberto I ricevette il soprannome di “Re Mitraglia”.[3] Fu anche il destinatario di uno dei biglietti della follia di Friedrich Nietzsche.