Che ci fa una conchiglia in Alta Brianza?

Trigonia_sp.1_-_Mesozoico

Lo sapevate che in Brianza lungo le zone montane delle prealpi sono state trovate rocce dell’età mesozoica di origine marina? Nello specifico sui due massicci montuosi sono stati rinvenuti calcari selciosi risalenti al Giurassico inferiore. Che significa allora? Che c’era il mare dove oggi troviamo le città principali della zona come Como, Erba e Monza. Infatti fino a 250 milioni di anni fa l’area brianzola era terra emersa come oggi ma con il Triassico tutte le Alpi Meridionali furono invase dal mare andandosi a formare scogliere coralline fossili e piattaforme carbonatiche separate da bacini marini. Quindi dove oggi sorgono le splendide montagne dell’Alta Brianza dove potete organizzare una bella settimana bianca, sciare e fare escursioni una volta c’era il mare! Quindi se trovate un fossile sui monti innevati dell’Alta Brianza che sembra proprio una conchiglia come quelle che si trovano in spiaggia non vi preoccupate è normale. Solo, si fa per dire, 35 milioni di anni fa e nel Miocene superiore si sono formate le Alpi Meridionali lombarde e quindi con loro i monti dell’Alta Brianza coinvolte nel corrugamento dovuto al movimento tettonico che ha portato l’avvicinamento dell’Africa all’Europa. Proprio per questi movimenti della crosta terrestre oggi i monti hanno queste diverse altezze e forme tanto che se ne parla anche nel celebre romanzo I Promessi Sposi. A. Manzoni guardando il profilo all’orizzonte dei monti li paragonava alla lama di una sega proprio per il loro andamento altalenante. Infatti pur non raggiungendo altitudini elevate i monti dell’Alta Brianza si alternano in altezza creando quell’andamento “seghettato” raggiungendo il massimo con il Monte Palanzone di 1436 metri fino al piccolo Panigas di soli 902 metri. Tra questi massimo e minimo si alternano poi tutti gli altri monti dell’alta Brianza che sapevate che fanno parte di due massicci diversi e non di un’unica catena? Infatti il primo è quello meridionale verso Como e comprende Bolettone, Boleto, Palanzone e Colma di Sormano, Il secondo massiccio invece è quello più ad est, cioè verso Lecco e ricomprende le vette del Monte Rai, dal gruppo dei Corni di Canzo e dal Monte Moregallo. Per meglio individuare i due massicci si può far riferimento alle due valli che li separano ovvero la Val Brona e la Vallassina.