Panathlon: IL CICLISMO CHE FA PALPITARE

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Il pensiero alla Milano-Sanremo di quattro giorni prima, dominata da vento pioggia e neve e che ha visto arrivare primo sul Lungomare Calvino il tedesco Gerald Ciolek, ha creato le premesse per ricordare a tutti al ciclismo leggendario, quello che entusiasmava le folle ai margini delle strade o con l’orecchio rivolto alle radio. La nostra conviviale era stata aperta dal ricordo commosso di Pietro Mennea che quella mattina, a 61 anni, ci aveva lasciati dopo un’attività sportiva che lo aveva incoronato “miglior velocista italiano” di tutti i tempi. Ospiti della serata due soci onorari del Panathlon: Giorgio Albani e Gianni Bugno, due generazioni ciclistiche, quella artigianale accanto a quella industriale, a cui avrebbe fatto splendido trait d’union Fiorenzo Magni. Entrambi monzesi, il primo per nascita e il secondo per adozione, hanno contrassegnato con eccelsi risultati le rispettive carriere ciclistiche. Per i più giovani ricordiamo che Albani, approdato all’attività professionistica dal Pedale Monzese, in dieci anni conquistò 33 vittorie dove spiccano un campionato italiano, sette tappe del Giro (fu la prima maglia rosa nel 1952), due Giri dell’Appennino, una Coppa Bernocchi, il Giro del Piemonte e il Giro del Veneto, la Tre Valli Varesine. Altrettanto rilevante la sua carriera da direttore sportivo della Molteni per la quale correvano Altig, Basso, Dancelli, Motta, ma soprattutto quell’Eddy Merckx da cui ebbe strepitosi successi e grande stima. Esperienza e capacità che nel 1982 lo promossero vicedirettore del Giro d’Italia, carica ricoperta fino al 2005. Il palmares di Gianni Bugno è fitto di vittorie e lusinghieri piazzamenti, qualche stella per tutti: due titoli mondiali (1991 e 1992), il Giro del 1990 indossando la maglia rosa dalla prima all’ultima tappa, lo stesso anno si aggiudicò la Milano Sanremo, la classifica finale della Coppa del Mondo e il Giro del Trentino, il secondo posto in classifica generale al Tour (1991 dietro Indurain), tre Giri dell’Appennino, due Coppe Agostani, una Tre Valli Varesine, il Giro delle Fiandre nel 1994. E la serie sarebbe ancora lunga. Lasciato il ciclismo pedalato Bugno lo segue ancora, ma dall’alto, come pilota dell’elicottero per le riprese televisive del Giro d’Italia. Lunghi esaltanti capitoli che un altro ospite, il giornalista della Gazzetta Claudio Gregori, ha magnificamente illustrato con aneddoti e curiosità che hanno coinvolto tutti i presenti dove ben radicate sono la passione per il ciclismo. Una passione che ha rivelato, con il ricordo di significative esperienze personali, il panathleta Giuseppe Tasca. Al termine tutti in coda per autografi e foto ricordo. Il nostro club manterrà un’attenzione d’alto profilo invitando, per la conviviale di aprile, il presidente del CONI Lombardia Marzorati.

Gianmaria Italia