STRESS LAVORO-CORRELATO: REGISTRATO UN GRANDE INTERESSE PER IL CONVEGNO DEL CAM

I relatori hanno illustrato ad una vasta platea i rischi dello stress e le strategie per arginarlo.

Il CAM di Monza ha ospitato mercoledì 27 febbraio presso l’auditorium della nuova sede, un incontro intitolato: “Stress  lavoro-correlato: dalla biologia, al burn out, alla mindfulness”. Durante la serata, che ha visto un afflusso di circa 150 partecipanti tra cittadini, giornalisti e medici, sono intervenuti il Dr. Romano Ambrogi (Presidente ALDAI Ass. Lombardia Dirigenti Aziende Industriali), il Dr. Maurizio Biraghi (coordinatore del comitato scientifico e dei progetti di ricerca del CAM), il Dr. Marco D’Orso (responsabile scientifico della Medicina del Lavoro presso il CAM e docente presso l’Università di Milano Bicocca), la Dr.ssa Maira Gironi (neurologo presso il CAM di Monza e presso l’Istituto di Neurologia Sperimentale del San Raffaele di Milano), laDr.ssa Alberta Motta (psicologa, psicoterapeuta e mindfulness trainer) e la Dr.ssa Annalisa Orsenigo (psicologa e psicoterapeuta).

Lo stress è un fattore costante nella vita di tutti i giorni e, in situazioni particolari, può favorire l’insorgere di manifestazioni somatiche tipiche di malattie fisiche (dolori ossei, palpitazioni, senso di mancanza di respiro, cefalea, disturbi digestivi, disturbi di ansia generalizzata, del sonno o dell’umore). Tali sintomi sono esito di conflitti emozionali che possono nel tempo tradursi in vere e proprie patologie ed estendersi alla sfera extralavorativa, condizionando le altre dimensioni del vivere.

 Con il D. Lgs. 81 del 2008, la valutazione dello stress è diventata anche per le aziende italiane un obbligo di Legge. Ma, se lo stress viene ormai affrontato a livello di organizzazione del lavoro, resta l’individuo e l’interazione tra i suoi sistemi organici (sistema psicologico, endocrino, immunitario e neurologico) il cardine del fenomeno.

In quest’ottica “persono-centrica”, nel corso della serata è stata presentata la Mindfulness, una pratica molto conosciuta negli USA, che solo di recente si è diffusa nel Nord Europa e che coniuga la saggezza della meditazione orientale alla scienza occidentale ed esercita un effetto benefico sul sistema immunitario, sulla circolazione e sul cervello, favorendo il recupero di un benessere che coinvolge la persona nella sua interezza.

Ha dichiarato la Dr.ssa Maira Gironi: “Lo stress eccessivo è una vera e propria minaccia per l’individuo: in un primo momento,infatti, l’organismo mette in atto una reazione di adattamento, che, se protratta nel tempo, si trasforma in una situazione di disadattamento, con sintomi fisici, psichici e comportamentali, quali un calo dell’attenzione, un aumento della distraibilità o una diminuzione della creatività. Protagonista di questa risposta dell’organismo è il cortisolo, il mediatore biologico dello stress, il cui eccesso può incidere negativamente sulle funzionalità, ed eventualmente anche sulla struttura anatomica del cervello, andando a destrutturare le sinapsi neuronali, fondamentali per il pensiero, l’astrazione e la memoria”.

Come ha ricordato il Dr. Biraghi,  “Lo stress è una reazione naturale a stimoli esterni ed interni che coinvolgono la nostra sfera personale. In condizioni normali ci troviamo in uno stato di eustress, ovvero in equilibrio, ma in caso di particolare intensità o ripetitività degli stressor, ci si trova in distress, con manifestazioni patologiche, cioè sintomi di origine funzionale, non biologica. Il processo stressogeno può sfociare nella sindrome di burn out, cioè in una condizione di esaurimento, in cui il soggetto non ha la capacità di reagire, perde autostima e si chiude al confronto con gli altri. Lo stress non è di per sé un fenomeno patologico, anzi, in alcuni casi può costituire uno stimolo. La patologia insorge invece quando esso si stabilizza e cronicizza. Ciò dipende non solo da fattori esterni ed oggettivi, ma anche dall’individualità delle singole persone, alcune delle quali per elementi caratteriali e personalità ne sono più predisposte”.

Ha dichiarato il Dr. D’Orso: “Pur essendo molto diffuso, dello stress occupazionale purtroppo non si conoscono ancora le cause in maniera globale ed integrata, né spesso i lavoratori ne sono consapevoli. Spesso si pensa, erroneamente, che certe professioni siano in assoluto più stressanti di altre; in realtà è più corretto concentrare l’attenzione sul rapporto che si instaura tra professione e individuo, perché è proprio in questo binomio che nascono situazioni di stress. Non sempre, soprattutto in un periodo di crisi come l’attuale, i lavoratori svolgono la professione ad essi più congeniale. Tale squilibrio determina l’insorgere di difficoltà che, se non rimosse, possono peggiorare e determinare quadri clinici anche patologici gravi. Purtroppo oggi, nell’ambito della medicina del lavoro, spesso si arriva ad affrontare situazioni di stress eccessivo quando le circostanze sono particolarmente critiche e sono insorte ormai importanti condizioni di incompatibilità in ambito professionale. Sarebbe importante, invece, promuovere una maggiore consapevolezza individuale del problema, anche attraverso iniziative di carattere formativo e divulgativo, per poter intervenire prima che i lavoratori sviluppino quadri clinici gravi”.