AVVOCATI, IMPRENDITORI E PROFESSIONISTI PREOCCUPATI PER LE MISURE GIUSTIZIA PREVISTE NEL PIANO DEL GOVERNO “DESTINAZIONE ITALIA”

In Camera di Commercio di Monza siglato un documento con cui l’Ordine degli Avvocati di Monza chiede all’esecutivo di abbandonare il progetto che prevede l’ampliamento delle competenze del Tribunale delle Imprese

Monza, Perplessità e preoccupazione sono state espresse oggi dall’Ordine degli Avvocati di Monza sulle misure relative al sistema giustizia, previste al punto 13 nel piano del governo “Destinazione Italia”, in Camera di commercio di Monza e Brianza, alla presenza del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Monza Francesca Sorbi, del Presidente di Apa Confartigianato Gianni Barzaghi, del Presidente della Provincia di Monza e Brianza Dario Allevi dell’ On. Alessia Mosca e On. Roberto Rampi. Si tratta di due proposte che riguardano il trasferimento delle controversie commerciali ai Tribunali delle imprese, attivi nei capoluoghi di Regione e la concentrazione nei soli tre fori di Milano, Roma e Napoli delle cause civili per le società con sede all’estero. Ai timori dei legali si sono aggiunti quelli di esponenti del mondo istituzionale, imprenditoriale e professionale locale che si sono ritrovati nella sede della Camera di Commercio di Monza per un confronto aperto sulle possibili conseguenze derivanti dall’introduzione delle ipotesi di provvedimenti definiti dall’Avvocatura locale “inadeguati”. E a proposito di giustizia, l’ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza ha stimato che le controversie costano agli imprenditori lombardi oltre 400 milioni di Euro, di cui più di 200 milioni versati per il recupero crediti. Vale a dire che ogni impresa lombarda spende in media 485 euro per risolvere controversie di natura giuridica. (Fonte: stima dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat, Cgia, Registro Imprese e Indagine “Crisi e impresa” realizzata dalla Camera di commercio di Monza e Brianza). “Spostare sul Tribunale delle Imprese di Milano, il contenzioso commerciale oggi svolto con efficienza dai Tribunali territoriali di Monza, Como, Lecco, Sondrio, Busto Arsizio, Varese, Lodi, Vigevano e Voghera significherebbe accentrare nel foro della città meneghina oltre il 50% delle liti con quanto ne consegue in termini di impatto sui tempi di risposta alla domanda di giustizia, sui flussi di traffico, sull’economia locale – ha esordito la Presidente dell’Ordine degli Avvocati monzesi, Francesca Sorbi. Solo su Monza, si calcola che, nei primi nove mesi del 2013, il Palazzo di Giustizia di via Garibaldi, abbia trattato 3mila ingiunzioni oltre a 600 liti ordinarie, senza contare i procedimenti d’urgenza o cautelari, sequestri e accertamenti tecnici preventivi. Tutti fascicoli che, se entrasse in vigore la misura dell’ “estensione delle competenze del tribunale delle imprese” passerebbero direttamente a Milano, senza distinzione tra entità del valore della causa e indipendentemente dal valore dell’impresa. Qualche esempio? Il saldo non pagato per i lavori di un appalto edile, la sostituzione di una serratura da parte della ditta individuale di un fabbro, la contestazione della qualità di una stoffa per tendaggi. Dopo aver perso la sede distaccata di Desio, dopo il trasferimento nel 2012 del “blocco” del diritto societario assorbito dai nuovi Tribunale delle Imprese, ora il Foro di Monza , tra i principali d’Italia con il suo bacino d’utenza di 1 milione e 100 mila abitanti e 90 mila imprese, rischia di essere ulteriormente svuotato. Ma non è banalmente e semplicemente una questione di campanile. “Il vero problema per l’amministrazione della giustizia – ha aggiunto Sorbi- è che ancora una volta si annunciano iniziative “a spot”, inserite in grandi pacchetti normativi, quando invece sarebbe necessaria una riforma organica e radicale che tenga conto di tutti i fattori che concorrono alla funzionalità e all’efficienza del sistema”. Per tutti questi motivi, al termine dell’incontro, l’Ordine degli Avvocati di Monza ha stilato un documento che presto verrà sottoscritto anche dalla Camera di Commercio e dalla Provincia di Monza e Brianza con cui si chiede al governo Letta fin da subito di “non dar seguito al previsto ampliamento delle competenze del Tribunale delle Imprese. Quindi, di rivalutare la possibilità di intervenire sul sistema giustizia con un approccio organico e di più ampio respiro, evitando provvedimenti isolati destinati inevitabilmente ad ampliare criticità già esistenti. Infine, di determinare una complessiva razionalizzazione delle risorse con un approccio sistematico, non calato dall’alto, ma capace di tenere conto di tutti i fattori che concorrono alla funzionalità e all’efficienza della giustizia con il coinvolgimento delle singole realtà associazionistiche, professionali e imprenditoriali dei territori coinvolti”. Non meno problematico per gli avvocati brianzoli è il proposito di concentrare nei soli 3 tribunali di Milano, Roma e Napoli le controversie che coinvolgano società con sede principale all’estero. Se un italiano, residente a Sondrio ma dipendente di un’azienda con sede in Germania, ha un contenzioso con l’officina per un pezzo di ricambio difettoso installato sull’auto di proprietà della “company” tedesca, dovrà necessariamente recarsi al Tribunale di Milano. A questo proposito, nel corso del dibattito è stata evidenziata la forte difficoltà da parte dei nuovi Tribunali delle imprese di accorciare i tempi già biblici della giustizia civile con previsioni e calcoli per lo più in negativo e riportati nel testo da inviare al Governo: “Già oggi, -si legge – a poco più di un anno dall’entrata in vigore della legge che ha disposto l’istituzione del tribunale delle Imprese, nella sede di Milano, si deve registrare un obiettivo sovraccarico di contenzioso incompatibile con l’attuale organico di magistrati e personale amministrativo, incapace di evadere le richieste in termini adeguati”. I Tribunali delle Imprese sono stati costituiti con il Decreto “Cresci Italia” e sono entrati in funzione nel settembre del 2012. In Italia, attualmente se ne contano 25. Uno per Regione, ad eccezione della Lombardia dove ne esistono due (uno a Milano e l’altra a Brescia) e in Sicilia mentre la Valle D’Aosta fa riferimento al Piemonte. Questi Tribunali si occupano di marchi, brevetti, diritto d’autore e di diritto societario.