Tasse Universitarie, GIOVANI PADANI: “Nessun futuro per un paese che non investe sui giovani”

“Con tutti i soldi che paghiamo all’anno di tasse, l’Università dovrebbe ormai regalarcela lo Stato, ma invece spendiamo sempre di più per poter semplicemente studiare. Ma dove vanno a finire le nostre tasse e le imposte?”. Se lo chiede Matteo Mognaschi, Coordinatore Federale dei Giovani Padani e Vice-Segretario Federale della Lega Nord. “I dati de Il Sole 24 Ore del 4 Novembre parlano chiaro: le Università al Nord chiedono tasse maggiori di quelle del Sud, ma, oltre al danno, la beffa è che il costo dell’Università potrebbe essere ancora più alto l’anno prossimo. È un costo che non è più sopportabile e richiede inaccettabili sforzi a famiglie già in crisi.” “Come può esserci ricerca ed innovazione in un paese le cui Università diventano sempre più un luogo per élites, viste le tasse astronomiche? Che futuro ci aspetta qui?”. Così Chiara Bosticco, Coordinatrice Federale del Movimento Universitario Padano. “Se solo il 7% degli studenti universitari (dati Il Sole 24 Ore) riceve una borsa di studio, non serve perdere tempo a scervellarci sul perché gli studenti se ne vadano dall’Italia: questo paese non crede neppure più nella sua classe del futuro, salvo quando si tratta di fare promesse in campagna elettorale. Siamo stufi di mille promesse: vogliamo che sia garantito il nostro diritto allo studio con criteri esclusivamente economici e meritocratici.” “Qualità inadeguata al costo pagato, merito zero e, dopo il deprimente valzer del Governo sul bonus maturità, ora abolito, ora rimesso, ora sanato e domani chissà, anche certezze zero. Non siamo più disposti a farci prendere in giro.” Prosegue Filippo Frigerio, Coordinatore Federale degli Studenti Padani. “Il recente volantinaggio #110eFrode, da noi promosso, è stato un successo: più di 200 tra scuole e università volantinate e apprezzamento dagli studenti. Non andremo in giro a spaccare vetrine e imbrattare muri per far sentire il nostro malessere, queste cose non ci appartengono. Non resteremo, tuttavia, a guardare passivamente le nostre scuole cadere a pezzi e i nostri amici scappare all’estero.” “Siamo orgogliosi – concludono Mognaschi, Bosticco e Frigerio – di poter dire che per fortuna ci sono le, tanto vituperate, Regioni del Nord che trovano i soldi per garantire il diritto allo studio. Senza di esse non si vede come si potrebbe supplire ad una mancanza, o dimenticanza, dello Stato.”