La Provincia chiama a raccolta i 55 Comuni sul Piano Territoriale di Coordinamento

focus sul consumo di suolo in Brianza

Si terrà mercoledì 18 dicembre all’Urban Center di Monza, a partire dalle 9.30, l’incontro di approfondimento sulla Pianificazione Territoriale della Brianza al quale sono invitati tutti i Comuni e le Associazioni di categoria interessate. Tra i relatori, oltre al Presidente Dario Allevi e all’Assessore al Territorio Cristiano Crippa, il prof. Roberto Busi dell’Università degli Studi di Brescia, Gian Angelo Bravo Dirigente della Programmazione Territoriale e Urbanistica della Regione Lombardia, Franco Sacchi del Centro studi PIM e Antonio Infosini, Direttore del Settore Territorio della Provincia. Al centro del convegno il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, varato dal Consiglio lo scorso 10 luglio, per il quale il prossimo 23 dicembre scadrà il termine ultimo previsto per il deposito di eventuali ricorsi. Ad oggi sono sei quelli già depositati: da qui l’appello degli Amministratori Provinciali perché il PTCP non sia messo sotto attacco: “Crediamo molto in questo Piano, il primo studiato ad hoc per la Brianza – hanno ribadito oggi il Presidente Dario Allevi e l’Assessore Provinciale al Territorio Cristiano Crippa – e ci appelliamo ai Comuni perché siano nostri alleati nel mettere in campo le azioni previste dal Piano a difesa del poco suolo libero rimasto, con un occhio di riguardo alla salvaguardia dell’attrattività e della competitività del nostro territorio” . Già nel mese di novembre l’Assessore Crippa aveva organizzato tre incontri con i Comuni MB – suddivisi per aree geografiche centro, est, ovest – per meglio approfondire i contenuti del Piano. Alle sessioni plenarie si sono aggiunti 23 incontri tecnici con le Amministrazioni in merito alle ricadute sugli strumenti urbanistici comunali e 6 incontri specifici sulle valutazioni di compatibilità. L’osservatorio Provinciale. È in fase di costituzione inoltre l’Osservatorio del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali e della Rete ecologica provinciale, con i compiti – tra gli altri – di: considerare le esigenze delle attività industriali e artigianali esaminando eventuali proposte di rilocalizzazione; 1redigere un rapporto triennale sul paesaggio agricolo e sugli elementi strategici; formulare strategie e programmi volti a consentire l’adozione di misure specifiche per la salvaguardia, la valorizzazione, la pianificazione, il recupero e la gestione del paesaggio; partecipare alla definizione dei contenuti delle intese e delle varianti, valorizzando il patrimonio agricolo e della rete ecologica. Le priorità. Il Piano punta su una nuova “cultura dell’utilizzo degli spazi”, tentando di invertire la rotta rispetto agli ultimi decenni. Grande attenzione è dedicata al recupero delle aree dismesse – 113 solo quelle censite, per una superficie complessiva di 2.618.382 mq – anche come leva di possibile sviluppo economico e occupazionale. I contenuti. Il Piano contiene indirizzi e prescrizioni validi per i 55 Comuni MB in materia di assetto del territorio, ambiti agricoli strategici, paesaggio, infrastrutture e sviluppo socio-economico, individuando come priorità assoluta la difesa del suolo e la tutela delle aree libere. Il ‘Piano per la Brianza’ è il presupposto per un doveroso coordinamento fra i Comuni e la Provincia, per individuare un sistema condiviso per le scelte che hanno ricadute in termini urbanistici su scala sovralocale: contiene infatti criteri di localizzazione e linee di sviluppo per i sistemi insediativi e per i sistemi di mobilità, Pedemontana in primis, con particolare riguardo alle componenti paesaggistiche. I dati. Il dato di partenza evidenzia che in Brianza le aree urbanizzate hanno già raggiunto il 54% del territorio complessivo, pari a circa 219 kmq. Il Consiglio Provinciale ha confermato così la proposta formulata dalla Giunta che prevede forme diversificate di tutela per il 92% della superficie restante: PLIS (circa 48 kmq), Ambiti Agricoli Strategici (circa 100 kmq), Rete Verde di Ricomposizione (circa 119 kmq), Ambiti di Interesse Provinciale (circa 21 kmq) e Parchi Regionali (circa 67 kmq). Restano libere, pertanto, aree pari a 14,73 kmq, ovvero solo il 3,6% dell’intera superficie, nelle quali verranno comunque applicate le misure di compensazione territoriale previste per gli interventi a consumo di suolo.