Soroptimist MB : un ecografo per Lampedusa

Mercoledì 11 dicembre le Socie del  Soroptimist  International  di Monza e Brianza si sono riunite allo Sporting Club di  Monza  per la tradizionale cena di fine anno, occasione perfetta non solo per gli auguri di Natale, ma anche e soprattutto per stilare un bilancio del 2013 e presentare i progetti per i mesi a venire.

L’importanza della data scelta non è da sottovalutare. Il 10 dicembre infatti si è festeggiato il 65esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la DUDU, redatta al termine della seconda guerra mondiale e resasi necessaria dopo che il mondo ha preso coscienza e consapevolezza delle atrocità commesse in quello che è stato definito dal celebre scrittore e giornalista  Tiziano Terzani, “Il secolo breve”.                  Firmata a Parigi nel ‘48, nella speranza degli Stati che l’hanno  ratificata avrebbe dovuto essere la base su cui costruire un futuro migliore nel quale rispetto, solidarietà e amore avrebbero guidato le azioni di ogni uomo, secondo l’antico principio di “libertè, fraternitè, egalitè” di cui i francesi sentirono la necessità già nel 1789 quando, dopo la rivoluzione, elaborarono il testo giuridico della “Déclaration des Droits de l’Homme et du Citoyen

Oggi, 2013, molto  è stato fatto, ma molto, troppo resta da fare. Siamo lontani dalla piena applicazione di tali principi e regole. Problema educativo, forse. Problema legislativo, anche. Purtroppo però basta leggere un quotidiano o guardare un telegiornale per rendersi conto che il mondo in cui viviamo cammina sul sottile filo di un equilibrio precario. Un problema che tocca tutti noi, ma soprattutto le donne, spesso vittime designate.

Il Club di Monza  del Soroptimist International ,  il 19° dell’Unione Italiana, è’ stato fondato il 15 novembre 1959. e “opera, attraverso progetti, per la promozione dei diritti umani, l’avanzamento della condizione femminile e l’accettazione delle diversità”; pertanto  non poteva rimanere inerte , soprattutto dopo un anno caratterizzato dall’elezione di papa Francesco, uomo dei poveri, e dal disastro di Lampedusa, ultimo esempio di come la condizione di estrema povertà possa portare l’uomo alla sua stessa distruzione.

Proprio verso Lampedusa, il Soroptimist, tramite la Presidente Viviana Fumagalli Abrankian , ha rivolto il proprio pensiero e il primo obiettivo per l’anno che sta per arrivare. Un segno di amore, un gesto di solidarietà per i profughi che lì arrivano, ricchi solo della loro speranza e che lì restano spesso per periodi ben più lunghi delle 72 ore previste dalle normative vigenti.

Tra questi profughi, molti sono quelli appartenenti alle fasce più deboli: minori, anziani e donne, spesso in gravidanza.     Il Presidio Medico dell’Isola, però, manca di un ecografo. . L’ apparecchiatura di ecotomografia è un sistema di indagine diagnostica medica che non utilizza radiazioni ionizzanti, ma ultrasuoni e  rappresenta un’importante opportunità diagnostica per tutti loro, ma anche per gli stessi lampedusani, spesso costretti a recarsi in Sicilia per poter effettuare un esame con questo strumento. E’ arrivato il momento di dire basta e di agire.

Certo, i costi dell’ecografo sono elevati, ma già qualcosa è stato fatto: quanto raccolto con la lotteria di fine anno del Soroptimist è stato interamente devoluto a questo service, nella speranza che un altro passo in avanti venga al più presto fatto. Lampedusa lo chiede, l’Italia lo chiede, il cuore lo vuole, anzi, lo esige.

Testo e foto di  Caterina Camerlengo