QUEL 22 AGOSTO DI 101 ANNI FA…

Gian
Insieme al nostro Inviato Speciale , Gianmaria Italia , vogliamo ricordare alcuni eventi tragici  che sono successi in Europa , in epoche e Paesi non molto lontani dall’ Italia e dal nostro Territorio , che servano come monito ai nostri Politici a non rifare gli stessi errori ed ..Orrori ..  
Sappiamo che la Storia è una maestra implacabile e chi non vuole imparare le sue lezioni , ha il destino già segnato ..
All’indomani della dichiarazione di guerra da parte dell’Impero austro ungarico al Regno di Serbia i titoli dei giornali furono abbastanza simili ad eccezione de L’Avanti che scrisse: “Verso un nuovo macello di popoli”, e macello fu ….E “macello” fu soprattutto nella sola giornata del 22 agosto 1914 , quando i Francesi persero 27mila uomini. Una tragedia che non ebbe uguali nella storia di Francia!
Molti articoli riportano oggi che, dopo avere invaso Lussemburgo e Belgio, l’avanzata tedesca venne fermata  in Francia, sulla Marna; sfugge però la “Battaglia delle frontiere” combattuta dal 14 al 24 agosto 1914 in una vasta area belga a ovest di Arlon. Se ne parla poco, forse per pudore verso una pagina proprio non edificante per le strategie militati francesi.
Fu particolarmente cruenta e interessò i paesi di Ethe, Virton, Neufchateau, Bertrix, Intigny, Ochamps e soprattutto Rossignol, a sud di Neufchâteau, dove la 3ª divisione coloniale francese ebbe 7 000 morti contro gli 800-1000 morti tedeschi.  Cinque battaglioni francesi avevano attaccato alla baionetta, allo scoperto su un fronte di seicento metri e furono decimati dalla micidiale potenza di fuoco delle mitragliatrici tedesche della 12° Division slesiana appartenente al VI corpo d’armata prussiano del generale von Pritzelwitz. La 3° divisione di fanteria coloniale francese, comandata dal generale Raffenel, fu pressoché annientata, erano soldati chiamati “marsouins” appartenenti al 2° e 3° Reggimento Fanteria Coloniale.
Ho raggiunto quelle località, ho visto quelle campagne, quei campi di avena, di grano e li ho immaginati mentre venivano attraversati da migliaia di uomini armati che, sotto il sole d’agosto e con un’umidità soffocante, erano costretti a marce forzate per raggiungere le linee nemiche.
Mi sono addentrato in foreste che sapevano nascondere le truppe tedesche pronte a respingere qualsiasi attacco; truppe che, spesso, si erano lasciate alle spalle crudeli e ingiustificate esecuzioni di civili ad Aarschot, Arlon, Seilles, Tamines, Dinant, Louvain, Ethe, Melen, Soumagne.
Mi si è stretto il cuore nel pensare all’avanzare allo scoperto dei francesi,  talvolta senza l’appoggio dell’artiglieria, in una corsa verso la morte. Ho anche visitato quei cimiteri dove migliaia di croci “celebrano” con un Mort pour la France uomini che, forse, la Francia l’avevano vista, per la prima volta, solo in quei giorni.
  Testo e foto di Gianmaria Italia