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BANCHE E CONSUMATORI PER UNA VOLTA A BRACCETTO

UniCredit Group e Adoc hanno organizzato un seminario per spiegare come utilizzare correttamente carte pre-pagate, carte di debito e carte di credito

pubblicato il 10 March 2010



"Carte prepagate, carte di debito, carte di credito: per un utilizzo corretto ed informato": è questo il titolo del seminario tenutosi oggi a Monza, presso la Camera sindacale provinciale dell’Unione italiana del lavoro, nell’ambito di un programma di collaborazione che UniCredit Group ha avviato con le associazioni dei consumatori. All’incontro, moderato dal presidente regionale dell’Associazione per la Difesa e l'Orientamento dei Consumatori, Nunzio Buongiovanni, hanno partecipato l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Monza, Stefano Carugo, il segretario provinciale della Uil, Antonio Zurlo, e per UniCredit Group Emanuela Angori, responsabile dei progetti con le associazioni dei consumatori, Isabella Artioli, responsabile dell'ufficio Carte di credito e Carte di debito della Divisione Retail Italia, Pietro Lemmi, della direzione commerciale Lombardia Ovest, e Roberto Amisano, responsabile Carte di UniCredit Family Financing. Obiettivo del seminario quello di spiegare ai consumatori semplici comportamenti di buon senso e sviluppare una maggiore consapevolezza sull’utilizzo di prodotti bancari allo scopo di contenere il fenomeno del sovraindebitamento. Buongiovanni ha sottolineato che "la collaborazione tra UniCredit Group e Adoc contribuisce ad aumentare il livello di cultura bancaria in Italia e apre nuovi scenari per un più equilibrato rapporto tra aziende e clienti. L’incontro di oggi è estremamente utile e consente di avvicinare ancor di più il cittadino alla banca". Carugo ha portato il suo contributo evidenziando che "la Brianza, pur essendo il quarto distretto europeo per Prodotto interno lordo, ha numerose famiglie in difficoltà nel pagamento delle bollette. Sono presenti povertà estreme ma anche nuove povertà come quelle dei papà separati. L’Amministrazione comunale sta intervenendo offrendo una mensa a 6 euro il pasto a ben 150 persone, aprendo un tavolo con la Regione riguardo alle politiche del lavoro, collaborando con la ‘San Vincenzo’ e altre associazioni caritatevoli, istituendo la figura del custode sociale per gli 8mila anziani che vivono soli in città. Tutto ciò non basta però: è necessaria la partnership coi privati come le banche". A proposito di politiche del lavoro e potere d’acquisto, Buongiovanni ha rivelato che ci sono aziende che ormai integrano il salario dei dipendenti con buoni per acquisti. Si è dunque rivolto ai bancari sottolineando che "il credito è un diritto internazionalmente riconosciuto" e che "bisogna concedere microcrediti alle famiglie in difficoltà". Angori ha spiegato con alcuni dati il senso dei seminari che UniCredit Group sta organizzando in collaborazione con le associazioni dei consumatori: "Gli italiani sono ultimi in Europa assieme ai portoghesi in tema di educazione finanziaria. Il 50% delle famiglie non è in grado di distinguere le diverse tipologie di mutuo, solo il 27% sa calcolare il rendimento di un titolo, il 70% non si sente in grado di occuparsi di finanze familiari. La nostra attività didattica cerca di colmare queste lacune, rivolgendosi in particolare agli under 25 e agli over 65".
"Questo incontro – ha aggiunto Artioli – rientra in un percorso di iniziative che UniCredit Group dedica alla formazione dei consumatori per un uso attento e informato degli strumenti finanziari. Nel caso delle carte il discorso è articolato. Usarle bene significa programmare le spese secondo le proprie disponibilità finanziarie, facendo un uso consapevole dello strumento". Artioli ha anche illustrato alcune regole da seguire per evitare spiacevoli "contrattempi" economici. Ad esempio, ha ricordato l’importanza del Pin e della sua memorizzazione nel cervello: "Il Pin non deve assolutamente essere tenuto assieme alla carta né tantomeno scritto su agendine o salvato nel telefono cellulare". Lemmi ha invece spiegato le differenze tra carte di credito a seconda della tipologia di rimborso degli acquisti: saldo, revolving, optional revolving. Di fronte a certi termini e tecnicismi Buongiovanni ha chiesto alle banche di istituire un family manager sull’esempio di altri Paesi.
"Abbiamo voluto organizzare l’incontro di oggi per spiegare ai consumatori le basi e i semplici comportamenti di buon senso di ogni giorno – ha affermato Amisano - Questi incontri, infatti, sono importanti proprio perché aiutano i cittadini a conoscere i rischi derivanti da un non corretto e informato utilizzo di questi strumenti di pagamento. Tra carte pre-pagate, carte di debito e carte di credito le più diffuse in Italia sono le seconde: 38 milioni. Di queste, 13 milioni sono le revolving, quelle maggiormente ‘sotto accusa’ da parte dei consumatori. Ma la media delle spese effettuate con queste carte è pari a soli 6-700 euro: ecco perché, più che di sovraindebitamento, bisogna parlare di scarsa conoscenza del prodotto. Innanzitutto – ha proseguito – le carte revolving non sono state ideate per essere utilizzate per le spese quotidiane, ma per far fronte a spese straordinarie, come può essere per esempio l’acquisto di un elettrodomestico. Poi è fondamentale l’importo della rata: è il cliente che lo deve decidere e, se lo desidera, variarlo nel tempo. Questa è un’opportunità di cui spesso non è a conoscenza e che pertanto non lo rende tranquillo nell’utilizzo della carta. Un consiglio che do, inoltre, è quello di controllare sempre il debito residuo indicato nell’estratto conto in modo da avere gli interessi della carta al minimo". Camillo Chiarino

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