PER GLI ARTIGIANI DELLA BRIANZA ARRIVANO TIMIDI SEGNALI POSITIVI

Congiuntura III trimestre 2013: la produzione si stabilizza attorno allo zero e il fatturato cresce dello 0,5% rispetto al trimestre precedente

Dopo un biennio negativo il fatturato torna positivo, il saldo occupazionale tra entrate e uscite +0,8%, ma le aspettative per il prossimo trimestre su produzione e mercato del lavoro restano negative

Per le imprese artigiane della Brianza, il III trimestre 2013 si apre con una stabilizzazione della produzione, sia a livello congiunturale che a livello tendenziale attorno allo zero, interrompendo così la caduta della produzione registrata per tutto il 2012 e i primi 6 mesi del 2013. Anche il fatturato dopo un biennio di segno negativo torna positivo, con una variazione tendenziale del +2,1% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno e del +0,5% a livello congiunturale (rispetto al II trimestre 2013). L’indicatore economico relativo agli ordini si mantiene pressoché stabile a livello congiunturale, registrando -0,2% rispetto al trimestre precedente, mentre la variazione tendenziale registra -1,3% rispetto allo stesso trimestre del 2012. Sul fronte del lavoro le imprese artigiane possono comunque contare su una lieve ripresa: torna infatti positivo il saldo occupazionale passando dal -0,6% del II trimestre al +0,8% del trimestre attuale, risultante da un tasso di ingresso dell’1,9% e tasso di uscita dell’1,1%. Allo stesso modo diminuisce il ricorso alla CIG che ha riguardato il 9,2% delle imprese artigiane (era il 20,5% nel II trimestre) e anche il totale monte ore lavorate passa dal 3,1% all’1,8% del trimestre attuale. Le aspettative per il prossimo trimestre rimangono negative sia riguardo all’occupazione che alla produzione, nonostante quest’ultimo indicatore abbia registrato un miglioramento rispetto allo scorso trimestre, con il 31,6% degli artigiani che si aspetta una diminuzione della produzione (era il 40,7% nel II trimestre 2012), e il 17,1% un aumento. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l’89,9% non attende cambiamenti, tuttavia si abbassa la percentuale di imprenditori che prevede la diminuzione dell’occupazione passando dall’11,5% del II trimestre al 9,2% dell’attuale. È quanto emerge dalla Analisi congiunturale trimestrale dell’Artigianato manifatturiero in Brianza (III trimestre 2013), realizzata dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza in collaborazione con le Associazioni provinciali dell’Artigianato e dei Lavoratori della Brianza. “Dopo un lungo periodo caratterizzato da indicatori negativi, riguardanti diversi parametri – ha dichiarato Gianni Barzaghi, membro di Giunta della Camera di commercio di Monza e Brianza – i dati dell’ultima congiuntura relativi alla produzione si stabilizzano attorno allo zero, il fatturato torna di segno positivo ma “una rondine non fa primavera”. Gli artigiani guardano ancora con una certa preoccupazione all’avvenire: le aspettative rimangono negative, ma si abbassa la percentuale degli artigiani che si aspetta una diminuzione della produzione.” “Nonostante le aspettative degli artigiani della Brianza sul mercato del lavoro non diano segnali di ottimismo, il saldo tra entrate ed uscite relativo all’occupazione del trimestre in esame rappresenta un’eccezione positiva rispetto agli scorsi mesi. Ha dichiarato Walter Mariani, membro di Giunta della Camera di commercio di Monza e Brianza. Questo dato, unito alla diminuzione del ricorso alla CIG, interrompe uno scivolamento verso il basso in atto da mesi, che ci auguriamo possa essere definitivamente bloccato anche grazie a misure che alleggeriscano gli oneri fiscali a che ricadono sulle imprese artigiane”.

Analisi congiunturale trimestrale dell’Artigianato manifatturiero in Brianza (III trimestre 2013) PRODUZIONE Nel terzo trimestre del 2013 la produzione dell’artigianato manifatturiero interrompe la caduta registrata per tutto il 2012 e i primi sei mesi del 2013. Sia la variazione congiunturale (espressa come media mobile a 4 termini) che quella tendenziale sono attorno allo zero. Il numero indice della produzione, espresso in rapporto al valore della produzione del 2005 (posto pari a 100) nel trimestre in esame rimane quindi sugli stessi livelli del precedente attestandosi a 68,4. Anche il tasso di utilizzo degli impianti, che esprime il livello della produzione in percentuale al potenziale massimo degli impianti in funzione, continua pertanto a mantenersi su bassi livelli attestandosi al 60,6%. FATTURATO Nonostante la stazionarietà del livello della produzione, nel terzo trimestre si segnala una crescita che interrompe un biennio di segno negativo, come si osserva dal grafico. La variazione tendenziale (rispetto al terzo trimestre del 2012) del fatturato a prezzi correnti è infatti positiva, pari a +2,1%, mentre su base congiunturale (rispetto allo scorso trimestre) si tratta di un +0,5%. Il numero indice del fatturato (posto 100 il valore medio dell’anno 2005), si attesta stabilmente su valori molto vicini a quelli della produzione. La quota del fatturato estero sul fatturato totale anche nel trimestre in esame continua ad essere su valori relativamente elevati rispetto alla media degli ultimi anni, registrando il 10,6%. ORDINI Dagli ordini acquisiti nel trimestre arriva invece un’indicazione meno positiva per l’artigianato manifatturiero brianzolo. In termini congiunturali, ovvero rispetto al trimestre precedente (espresso come media mobile a 4 termini) si registra una sostanziale stabilità degli ordini totali (-0,2%), mentre in termini tendenziali, ovvero rispetto al medesimo trimestre dell’anno precedente, il calo è del -1,3%. Coerente con l’andamento degli ordini la diminuzione registrata per il periodo di produzione assicurato dagli ordini pervenuti che scende a 33,7 giorni, circa 3 in meno rispetto a quanto dichiarato lo scorso trimestre. SCORTE DI MATERIE PRIME E PRODOTTI FINITI In linea con il dato dello scorso trimestre, solo una piccola quota di imprenditori artigiani (6,8%) giudicano abbondanti le scorte di materie prime contro il 22,0% che le giudica scarse, per un saldo tra le indicazioni di eccedenza e di scarsità che rimane negativo (-15,3 punti percentuali). Per le scorte di prodotti finiti rimane attorno al 5% chi le considera esuberanti mentre sale fino al 40,7% chi le ritiene scarse (erano il 16,4% lo scorso trimestre). Non si ferma la crescita dei prezzi delle materie prime (+2,3% nel trimestre), sostanzialmente immutato il livello dei prezzi dei prodotti finiti (+0,1%). OCCUPAZIONE L’andamento del mercato del lavoro rappresenta un’eccezione positiva rispetto agli altri dati congiunturali e ai dati occupazionali degli scorsi trimestri. Il saldo occupazionale del trimestre, pari al +0,8%, è il risultato della differenza tra un tasso di ingresso dell’1,9% e un tasso di uscita dell’1,1%. Contemporaneamente diminuisce il ricorso alla CIG, nel trimestre ha riguardato il 9,2% delle imprese artigiane manifatturiere (contro il picco negativo del 20,5% nel trimestre scorso) e l’1,8% del monte ore lavorate nel trimestre (era il 3,1% tre mesi fa). ASPETTATIVE Le aspettative per il prossimo trimestre degli artigiani brianzoli rimangono pessimiste sia riguardo all’occupazione che alla produzione, tuttavia registrano un miglioramento per quest’ultima. Per la produzione rimane attorno al 50%, come nel trimestre passato, la quota di chi non si aspetta variazioni, mentre prevedono un aumento il 17,1% contro il 31,6% che si aspetta una diminuzione. Per quanto riguarda l’occupazione, sale fino all’89,9% l’aspettativa di stabilità, contro un 9,2% che si aspetta una diminuzione.

TEEM: 1.500 nuovi posti di lavoro, 200 milioni di euro di ricchezza

A 550 giorni dall’apertura dei cantieri TEEM ha assicurato 312.125 giornate-lavoro, 1.500 nuovi posti e 200 milioni di euro di ricchezza

Maullu: «Garantiamo reddito a tante micro e piccole imprese lombarde che senza queste commesse sarebbero costrette a licenziare»

Milano,  - Trecentododicimilacentoventicinque giornate-lavoro assicurate dall’11 giugno 2012 (apertura dei cantieri) al 30 ottobre 2013, 1.500 lavoratori presenti quotidianamente nei Lotti Nord, Centro e Sud dal 1° gennaio scorso, 998 imprese (279 direttamente impegnate nei cantieri, 719 fornitrici dall’esterno di servizi e prestazioni) coinvolte dall’avvio della realizzazione del tracciato autostradale (32 chilometri da Agrate Brianza a Melegnano con interconnessioni con BreBeMi, A1, A4) e delle arterie ordinarie integrate (38 chilometri), 2.326 mezzi impiegati nella costruzione e 200 milioni di euro di ricchezza generata tra pagamento degli emolumenti, acquisto di materiali (374.000 metri cubi di calcestruzzo, 48.000 tonnellate di ferro e 18.000 litri di vernice) e saldo dello stato di avanzamento. Quelli illustrati stamattina dall’amministratore delegato di Tangenziale Esterna Spa Stefano Maullu, nell’ambito dell’incontro «TEEM: il lavoro si fa (auto)strada» svoltosi presso il campo-base di Truccazzano, sono dati che inquadrano nell’ottica di un formidabile volano anticiclico contro la crisi economica l’impulso offerto all’occupazione e alla crescita dalla trasposizione alla realtà di Tangenziale Est Esterna di Milano. Anche perché tali riscontri, certificati dalla Piattaforma Genesis, che, oltre a incrociare con Prefetture e Forze dell’ordine la documentazione antimafia richiesta a tutte le imprese, monitora minuto per minuto gli ingressi nei Lotti Nord, Centro e Sud di uomini e mezzi, «fotografano» unicamente l’attività strettamente legata ai cantieri e non contemplano le ricadute positive innescate sul territorio dalla permanenza di un esercito composto da 1.500 lavoratori che, ogni giorno, finiscono per generare ricchezza nelle aree interessate dalle opere attraverso azioni basilari come mangiare un panino, prendere un caffè, rifornirsi di benzina e fare la spesa. Dai numeri evidenziati oggi durante l’evento, peraltro caratterizzato dai significativi interventi del segretario generale di Uil Milano Lombardia Walter Galbusera, dei sindaci di Pozzuolo Martesana Angelo Caterina e di Truccazzano Vittorio Sartirana nonché dei lavoratori Stefania Sardelli (sono diverse le giovani donne che operano nei cantieri anche con ruoli importanti), Paolo Sigalini e Hamed Kamel, scaturisce, in ogni caso, una dimensione di occupazione e di crescita in assoluta controtendenza rispetto alla recessione accusata anche dalla Lombardia motore economico dell’Italia. Va sottolineato, del resto, che il 46% delle 279 imprese impegnate direttamente nei cantieri proviene dalla Lombardia, il 34% da altre regioni del Nord, l’11% dal Centro e il 9% dal Sud. L’estrazione provinciale delle imprese lombarde vede, inoltre, in pole position i territori interessati dalla realizzazione di TEEM e BreBeMi in quanto 54 imprese sono di Milano, 12 di Monza e Brianza, 15 di Lodi, 24 di Bergamo e 24 di Brescia. Interessante, infine, notare che il 44% delle imprese coinvolte ha meno di cinque dipendenti, il 37% tra i cinque e i 15, il 15% tra i 16 e i 49 e solo il 4% più di 50. Nella costruzione di TEEM non stanno, insomma, lavorando solo i colossi del settore, peraltro rappresentati nell’azionariato della Concessionaria, ma anche (e soprattutto) le ditte più piccole. «Garantiamo un reddito continuativo a quel popolo delle partite Iva formato da muratori, carpentieri, tecnici, trasportatori, saldatori eccetera che, in assenza della costruzione di TEEM, si ritroverebbe a lavorare singhiozzo e, perdipiù, senza cassa integrazione – ha dichiarato Maullu -. Ed è questo, tra quelli comunicati oggi, il dato che più inorgoglisce TE a 550 giorni dall’apertura dei cantieri. Per quanto riguarda l’indotto, ovviamente sfuggito a questo primo bilancio imperniato sull’attività dei Lotti Nord, Centro e Sud, posso anticipare che sarà un’indagine affidata a un’università specializzata ad appurare quanto lavoro complessivo abbia innescato TEEM in una rete di servizi costituita non solo delle ditte rifornitrici di materiale edile ma anche da ristoratori, albergatori, negozianti, baristi eccetera. Ma il discorso dell’occupazione e della crescita indotte dall’opera non si esaurirà con la sua costruzione. Basta, del resto, la modernizzazione assicurata al Paese dalla realizzazione dell’Autostrada del Sole per accreditare la tesi sostenuta da autorevoli economisti che ogni euro investito nella costruzione di infrastrutture si moltiplichi almeno per cinque in termini di produzione immediata di ricchezza».

Monticello Brianza, le Opposizioni abbandonano l’aula consiliare al momento del voto

Nel Consiglio comunale del Comune di Monticello Brianza, Giovedì 7 novembre 2013 è stata sottoposta ai Consiglieri l’approvazione del Bilancio Preventivo 2013 e Pluriennale 2014-2016. I tre Gruppi di opposizione Consiliare – che rappresentano elettoralmente i due terzi dei Monticellesi – hanno deciso per l’abbandono dell’aula al momento della votazione dopo aver argomentato i motivi di questa grave e inedita decisione (il Capogruppo Cavasin, non presente in Consiglio comunale per motivi personali, comunica e precisa che se fosse stata presente avrebbe anche ella agito in tal senso). L’elemento di forte critica espresso sul Bilancio 2013 da tutti i tre Gruppi d’opposizione si è concentrato sul progetto della “aula ginnica”, inserito a tutti i costi dalla maggioranza nel Bilancio 2013. E’ questa un’opera da noi tutti ritenuta inutile e costosissima, che comporterà una spesa di un milione di euro (quasi due miliardi di vecchie lire) per la realizzazione di una superficie utile di soli 250 metri quadri: un costo al metro quadro di circa 4.000 euro, un valore più da villa di lusso che da aula ginnica. Inoltre, quest’opera andrebbe a potenziare un plesso scolastico che (per la sua posizione al centro del paese senza la possibilità di essere servito – né ora, né mai – da una viabilità decente e da un minimo spazio per parcheggi) nel breve periodo e appena le risorse economiche lo permetteranno dovrà essere spostato in un’area meglio servita e più comoda per tutti. Già per questi chiari elementi di inutilità e spreco di pubblico denaro il Bilancio 2013 avrebbe senz’altro ricevuto il nostro voto contrario. Tuttavia, l’elemento di fortissima criticità che ci ha indotti a un gesto eclatante di denuncia con l’abbandono dell’aula è dato dal fatto che quell’aula ginnica presso le Scuole Elementari – opera davvero priva di qualsiasi requisito di necessità e urgenza che lo giustifichi – è stata introdotta a Bilancio e votata dai Consiglieri di maggioranza senza ricevere alcuna legittimazione democratica da parte dei Monticellesi. Nel programma elettorale 2009 del Gruppo di maggioranza Rinnoviamo Monticello, infatti, di questa costosissima opera non vi era alcuna traccia. E’ quindi una realizzazione decisa a tavolino solo da un gruppo ristretto, che si arroga il diritto di spendere il denaro pubblico senza tenere alcun conto dell’opinione della popolazione. Approvando il Bilancio 2013 i Consiglieri di maggioranza si sono quindi assunti la gravissima responsabilità politica e amministrativa di decidere la costruzione di un’opera pubblica senza il doveroso avallo di tutti i Monticellesi; di fatto, decidendo di prelevare un milione di euro dalle nostre pubbliche tasche per realizzare una salatissima opera pubblica senza alcuna preventiva autorizzazione da parte di tutta la Cittadinanza. E’ questo il fatto che denunciamo come grave e altamente censurabile: un vero e proprio atto d’arbitrio posto in atto da un piccolissimo gruppo di potere, un sopruso decisionale che metterà tutti i Monticellesi nel 2014 di fronte al fatto compiuto di un’opera pubblica senza alcun requisito di urgenza, un’opera della quale nessun elettore alle Elezioni del 2009 era minimamente a conoscenza. Correttezza politica avrebbe doverosamente richiesto che tale onerosissima opera fosse inserita nel programma elettorale delle prossime Elezioni Amministrative del 2014 e soltanto successivamente messa a Bilancio, in cantiere e realizzata: cioè solo dopo aver ricevuto l’eventuale approvazione e mandato a procedere da parte dei Monticellesi. Così invece non è stato, e questo a tutti noi appare ancora più grave considerato il fatto che – alle passate Elezioni amministrative del 2009 – il Gruppo di maggioranza Rinnoviamo Monticello aveva ottenuto a malapena solo un terzo dei consensi da parte degli elettori; elettori che sin da ora invitiamo a rivolgersi ai propri rappresentanti consiglieri di maggioranza per pretendere le ragioni di questa opera pubblica inutile, vero e proprio “abuso di delega elettorale” messo in cantiere senza che i Monticellesi sapessero alcunché e potessero giudicare prima. E in ultimo, quello che è ancora più censurabile e che proprio non si riesce a capire è perché, nonostante si sia a fine mandato, l’attuale Amministrazione e in particolare il Sindaco Rigamonti insistano con la realizzazione “a tutti i costi” di quest’opera che non ha – lo si ribadisce – alcun carattere di necessità e urgenza. Proprio non si poteva aspettare qualche mese, portando la decisione nel programma delle prossime Elezioni di Primavera 2014? Perché tutta questa grande fretta di spendere denaro pubblico in un’opera così palesemente superflua? Forse perché non si è per nulla certi che i Cittadini di Monticello l’approverebbero, se fossero chiamati a dare il loro decisivo parere con il proprio democratico voto?

Monticello Brianza, 11 novembre 2013

Allevi a Roma per l’Assemblea Nazionale delle Province Italiane

“Immolare le Province è un sacrificio controproducente”

Sì a mantenere il governo di area vasta per ridurre gli sprechi

Sacrificare le Province in nome della spending review è un’operazione folle, antieconomica, solo demagogica: non sappiamo più come spiegarlo ai nostri rappresentanti romani”. Così Dario Allevi, Presidente della Provincia MB, Vicepresidente dell’UPL – Unione delle Province Lombarde – e del CAL – Consiglio delle Autonomie Locali – commenta, rientrando a Monza, i lavori dell’UPI ai quali ha preso parte da questa mattina.

“In questo senso il provvedimento presentato dal Ministro Delrio ci sta portando sull’orlo del baratro, pronti a fare un salto nel buio – continua Allevi - Che ne sarà delle scuole superiori, dei centri per l’impiego, della programmazione formativa, della pianificazione territoriale che abbiamo avviato in questi anni?”.

Allevi fa riferimento, in particolare, alla realtà della Brianza, una Provincia giovane, nata solo nel 2009, per la quale sono stati investite risorse, energie e progetti “che ora rischiano di fermarsi al palo, senza neanche stimare quale spreco comporterebbe una simile operazione e quale aggravio arriverebbe dal 2014 nelle casse comunali”.

 Tutto per un semplice e banale spot elettorale, al quale è sempre più difficile dare credito”, ha concluso il Presidente.

Tasse Universitarie, GIOVANI PADANI: “Nessun futuro per un paese che non investe sui giovani”

“Con tutti i soldi che paghiamo all’anno di tasse, l’Università dovrebbe ormai regalarcela lo Stato, ma invece spendiamo sempre di più per poter semplicemente studiare. Ma dove vanno a finire le nostre tasse e le imposte?”. Se lo chiede Matteo Mognaschi, Coordinatore Federale dei Giovani Padani e Vice-Segretario Federale della Lega Nord. “I dati de Il Sole 24 Ore del 4 Novembre parlano chiaro: le Università al Nord chiedono tasse maggiori di quelle del Sud, ma, oltre al danno, la beffa è che il costo dell’Università potrebbe essere ancora più alto l’anno prossimo. È un costo che non è più sopportabile e richiede inaccettabili sforzi a famiglie già in crisi.” “Come può esserci ricerca ed innovazione in un paese le cui Università diventano sempre più un luogo per élites, viste le tasse astronomiche? Che futuro ci aspetta qui?”. Così Chiara Bosticco, Coordinatrice Federale del Movimento Universitario Padano. “Se solo il 7% degli studenti universitari (dati Il Sole 24 Ore) riceve una borsa di studio, non serve perdere tempo a scervellarci sul perché gli studenti se ne vadano dall’Italia: questo paese non crede neppure più nella sua classe del futuro, salvo quando si tratta di fare promesse in campagna elettorale. Siamo stufi di mille promesse: vogliamo che sia garantito il nostro diritto allo studio con criteri esclusivamente economici e meritocratici.” “Qualità inadeguata al costo pagato, merito zero e, dopo il deprimente valzer del Governo sul bonus maturità, ora abolito, ora rimesso, ora sanato e domani chissà, anche certezze zero. Non siamo più disposti a farci prendere in giro.” Prosegue Filippo Frigerio, Coordinatore Federale degli Studenti Padani. “Il recente volantinaggio #110eFrode, da noi promosso, è stato un successo: più di 200 tra scuole e università volantinate e apprezzamento dagli studenti. Non andremo in giro a spaccare vetrine e imbrattare muri per far sentire il nostro malessere, queste cose non ci appartengono. Non resteremo, tuttavia, a guardare passivamente le nostre scuole cadere a pezzi e i nostri amici scappare all’estero.” “Siamo orgogliosi – concludono Mognaschi, Bosticco e Frigerio – di poter dire che per fortuna ci sono le, tanto vituperate, Regioni del Nord che trovano i soldi per garantire il diritto allo studio. Senza di esse non si vede come si potrebbe supplire ad una mancanza, o dimenticanza, dello Stato.”

La PRIMA SERATA TALENT SHOW @ B-MAT DI VIMERCATE 5 novembre

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SE IL POSTO FISSO È UN MIRAGGIO I GIOVANI ITALIANI FANNO GLI IMPRENDITORI E SONO PURE SODDISFATTI

 I giovani con una propria attività sono più realizzati (91%) e di successo (80,6%) rispetto a chi ha un contratto a tempo indeterminato (86,6% e 70,4%). E in Lombardia 2 giovani su 5 vorrebbero un lavoro autonomo. Il posto fisso resta la prospettiva “solo” per 1 su 4

Presentazione del primo rapporto “L’impresa dei giovani in Italia e in
Lombardia. Attori, valori e sfide tra tradizione e cambiamento”

I giovani italiani e il lavoro? Oggi per gli under 30 meglio essere imprenditori di se stessi. I giovani con una propria attività considerano il lavoro come una modalità di realizzazione (91%) e una fonte di successo (80,6%), contro rispettivamente l’86,6% e il 70,4% di chi ha un contratto a tempo indeterminato. Riguardo alle azioni da intraprendere, secondo gli under 30 italiani, per migliorare specificamente la condizione delle nuove generazioni, la priorità è l’occupazione in generale (47,8%). Gli investimenti per ricerca e innovazione assieme a quelli di incentivo all’imprenditoria giovanile arrivano complessivamente al 18,9%. Segue la necessità di miglior raccordo tra istruzione e mercato del lavoro (18,3%). Gli interventi di sostegno al reddito sono l’azione principale da intraprendere solo per il 5,6% degli intervistati. E in Lombardia? Potendo scegliere 2 giovani lombardi su 5 vorrebbero un lavoro autonomo. Il posto fisso resta la prospettiva “solo” per 1 su 4. Che lavorare “in proprio” sia una scelta, e non solo una necessità dettata dalle difficoltà occupazionali che il Paese sta vivendo, è confermato dagli alti tassi di soddisfazione che i giovani lavoratori autonomi hanno in relazione a differenti aspetti connessi alla qualità del lavoro. In particolare, si sentono più realizzati rispetto a chi lavora per altri (91% contro l’87,2% di chi ha un contratto a tempo indeterminato e il 75,9% di chi ha un’occupazione a tempo determinato) e 2 su 3 riescono a svolgere un lavoro coerente con il proprio percorso di studio (per chi è dipendente si scende a 1 su 2). Sono alcune delle anticipazioni del primo rapporto “L’impresa dei giovani in Italia e in Lombardia. Attori, valori e sfide tra tradizione e cambiamento”, promosso dalla Camera di commercio di Monza e Brianza e realizzato dall’Istituto Giuseppe Toniolo, presentato oggi presso la sede della Camera di commercio di Monza e Brianza da Carlo Edoardo Valli Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza, Alessandro Rosina professore di Demografia e Statistica sociale dell’Università Cattolica di Milano e direttore L.S.A., Mauro Migliavacca ricercatore di Sociologia economica dell’Università degli Studi di Genova, Fabio Introini e Cristina Pasqualini ricercatori di Sociologia generale dell’Università Cattolica di Milano. “Da tempo sostengo la necessità di intervenire a supporto dei giovani per favorire l’occupazione giovanile e il fare impresa, consapevoli del fatto che un Paese che non investe sulle nuove generazioni è un Paese senza futuro. Per queste ragioni abbiamo chiesto all’Istituto Toniolo di fornirci una chiave di lettura di una realtà complessa e in continuo mutamento – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza – Il tema del lavoro rimane il tema principale quando parliamo di giovani. E’ allarmante che il tasso di disoccupazione giovanile in Brianza raggiunga il 22,6%. Eppure dalla ricerca emerge che i giovani guardano al futuro comunque con speranza. I ventenni italiani non appaiono passivi e rassegnati, sono ben consapevoli delle difficoltà, ma non sono per nulla rinunciatari, sanno di essere una ricchezza per il Paese.” Secondo il dottor Mauro Migliavacca “Il quadro che emerge dall’analisi sul rapporto tra giovani e lavoro, ci rimanda l’immagine di una generazione che, nonostante la crisi, nonostante la mancata crescita economica degli ultimi anni, nonostante lo scarso investimento fatto sui giovani in termini di politiche pubbliche, crede in una possibilità di riscatto e vede nel lavoro il mezzo attraverso cui garantirsi questo riscatto. Per fare questo occorrono politiche mirate e necessarie coperture finanziarie”. “La cultura del fare impresa – sottolinea il professor Alessandro Rosina -tra i coordinatori dell’indagine – va promossa maggiormente fin dagli ultimi anni delle scuole superiori, in modo da far diventare concreta la disponibilità a mettersi in gioco con le proprie idee e la propria intraprendenza – di diventare attori positivi del proprio futuro – che emerge dai dati dell’Indagine dell’Istituto Toniolo”. Il focus sui giovani lombardi. Il lavoro… Potendo scegliere 2 giovani lombardi su 5 vorrebbero un lavoro autonomo. Il posto fisso resta la prospettiva “solo” per 1 su 4. Che lavorare “in proprio” sia una scelta, e non solo una necessità dettata dalle difficoltà occupazionali che il Paese sta vivendo, è confermato dagli alti tassi di soddisfazione che i giovani lavoratori autonomi hanno in relazione a differenti aspetti connessi alla qualità del lavoro. In particolare, si sentono più realizzati rispetto a chi lavora per altri (91% contro l’87,2% di chi ha un contratto a tempo indeterminato e il 75,9% di chi ha un’occupazione a tempo determinato) e 2 su 3 riescono a svolgere un lavoro coerente con il proprio percorso di studio (per chi è dipendente si scende a 1 su 2). Gli under 30 con una propria attività considerano il lavoro come una modalità di realizzazione (92,4%) e una fonte di successo (79,5%), contro rispettivamente l’86,7% e il 70,2% di chi ha un contratto a tempo indeterminato. Nella percezione dei giovani lombardi, il lavoro autonomo, rispetto a quello dipendente, consente di perseguire meglio i propri obiettivi (81,3%), di gestire meglio i propri tempi (90,3%), di incrementare di più le entrate (72,3%). Certo, lavorare in proprio offre meno stabilità (solo il 13,2% considera maggiore la stabilità di chi lavora in proprio rispetto a chi ha un contratto alle dipendenze). Sono alcune delle anticipazioni del primo rapporto “L’impresa dei giovani in Italia e in Lombardia. Attori, valori e sfide tra tradizione e cambiamento”, promosso dalla Camera di commercio di Monza e Brianza e realizzato dall’Istituto Giuseppe Toniolo. Le imprese under 35 In Italia le imprese giovanili rappresentano il 10,6% del totale delle imprese attive. La crisi ha colpito anche i giovani che fanno impresa: nell’ultimo anno le imprese under 35 sono diminuite del -4,6%. Stessa variazione per il dato lombardo (-4,7%) mentre a Monza e Brianza il dato si attesta a -5,7%, con un peso delle imprese giovanili sul totale delle imprese attive pari al 9,4%. Emerge da elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese.

EXPLORA/7-MARONI:CON LIGURIA PRIMO ACCORDO PER EXPO

“Quello che firmiamo questa sera è il primo accordo di questo tipo per Expo. Per questo sono qui, perché voglio che ne seguano altri, perché l’Esposizione di Milano è un’opportunità straordinaria per tutte le Regioni italiane e, in particolare, per una Regione come la Liguria, che fa dell’accoglienza e del turismo uno dei suoi asset principali”. Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, salendo a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci ormeggiata al porto di La Spezia, dove, questa sera insieme al presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, firma il Protocollo di collaborazione per il turismo fra le due Regioni. ACCOGLIERE 20 MILIONI DI VISITATORI – L’obiettivo è la “valorizzazione dei due territori, per accogliere i 20 milioni di visitatori attesi durante il semestre dell’Esposizione Universale di Milano” ha sottolineato il presidente, ricordando inoltre che “l’accordo è favorito dalla presentazione della nascita di ‘Explora’, la nuova società che ha il compito di promuovere i territori e coordinare i pacchetti turistici in vista di Expo da sottoporre ai tour operator”. Proprio questa sera, a La Spezia, a bordo dell’Amerigo Vespucci, si svolge infatti anche la presentazione di Explora. (Ln)