Roma e Brianza : una storia sconosciuta

Un territorio noto per nome ma poco conosciuto nella sua storia antica. Un territorio ricco di storia e cultura, natura e città d’arte, un luogo dove è possibile anche organizzare le proprie vacanza o l’ultima settimana bianca della stagione invernale che sta per salutarci. Parliamo della Brianza, quella parte del territorio italiano racchiuso tra le tortuosità dei fiumi Adda e Lambro. Ci troviamo nel Milanese tra Monza e Lecco in un territorio ben noto agli antichi Romani e le cui colline furono ben definite da Plinio il continuo delle Alpi. E’ un territorio antico che grazie alla sua posizione e ricchezza fu determinante per il successo dell’Antico Impero Romano. Il territorio brianzolo fu romanizzato nel II secolo a.C. non senza resistenza da parte delle popolazioni della Brianza, a sud gli Insubri e a Nord i Comensi. Una battaglia importante che aprì l’accesso alla transpadania al futuro impero. Il conflitto fu epocale data l’importanza strategica del territorio che poteva così far espandere a nord al di là delle Alpi la potenza Romana e constò di più di quarantamila caduti in battaglia e un bottino ricchissimo per Roma. Il luogo esatto dello scontro è ancora un mistero storico data la povertà di reperti e testimonianze fatta eccezione per la citazione di Tito Livio nel suo libro Ad Urbe Condita, che porta gli esperti a collocarlo con incertezza tra Agliate, Mariano o Cantù. Fu una battaglia degna di essere descritta per le capacità strategiche e belliche sia dei romani avvezzi alla guerra sia della coalizione brianzoli (comensi) e i galli che avevano insediato le ricche terre della Brianza. La Brianza divenne così territorio dell’Impero e tutt’oggi se ne trovano ricche tracce un po’ in tutte le città che costellano le miglia che vanno da Monza sulla linea da Cornate sull’Adda fino al Lambro e che terminano verso Lecco con il Monte Barro e i monti della Valsassina. Le tracce più evidenti si possono vedere a Mariano Comense in cui sono rinvenuti oltre gli edifici dell’antico vicus una necropoli con oltre 200 sepolture, oppure la Villa romana di Sant’Andrea a Biassono in cui si è scoperto un tesoro nascosto di duemila sesterzi. Ma non si esclude che storici e archeologi possano ancora fare straordinari rinvenimenti, antiche ville romane, sesterzi nascosti, reperti storici. Chissà quali altre scoperte si possono ancora fare nel territorio antico della Brianza

L ‘IMU come seconda Casa

Pubblichiamo con piacere un articolo interessante del Giornalista e Scrittore  Gianmaria Italia su un provvedimento sconcertante a carico dei nostri Emigranti.

Uno degli elementi che concretamente lega i nostri Emigranti alla terra, al paese d’origine, è la casa. Un immobile magari già appartenuto ai genitori o fatto costruire a prezzo di sacrifici non indifferenti, perché potesse essere il “rifugio di ritorno” in un ipotetico domani. In realtà, anno dopo anno, si mettono sempre più le radici nella nazione che li ha ospitati e si fa crescere la famiglia: ubi bene, ubi patria. Ma la casa al paese d’origine resta e ci si torna per qualche settimana in vacanza per tornare giovani e salutare i parenti: sono gli iscritti all’AIRE. Pensavamo di avere relegato nel passato il nostro fenomeno migratorio, la “valigia di speranze”, chiuderlo agli Anni ’60 con treni stracolmi di braccianti e manovali che spopolavano paesi, soprattutto del Veneto e del Sud, per andare a lavorare in miniere, cantieri, fabbriche e cucine all’estero.   L’ Anagrafe Italiani Residenti all’Estero nel 2012 ci rivela invece che siamo ormai definitivamente in controtendenza riportando numeri crescenti: il 31 Dicembre 2010 risultavano 4.115.235 mentre all’inizio del 2012 erano già 4.208.977 (47,9% donne), vale a dire il 6,9% della popolazione residente in Italia. Il 54,8% degli Emigrati risiede in Europa e il 39,7% nelle Americhe. I primi paesi di destinazione sono l’Argentina (664.387 italiani emigrati), poi la Germania (639.283), la Svizzera (546.614), la Francia (366.170) e il Brasile (298.370). Parliamo di Italiani che, pur trasferendo la residenza all’estero, hanno mantenuto il passaporto d’origine e qui hanno anche i loro diritti elettorali.

Il fenomeno è ancora più degno di nota se constatiamo che nel decennio 2000-2010 sono state 404.952  (28.192 nel solo ultimo anno)  le registrazioni delle provenienze dall’estero mentre 450.161 (39.545) le cancellazioni. In altri termini diminuisce il numero degli stranieri che hanno regolarizzato la loro presenza in Italia mentre cresce quello dei nostri emigranti.

Questo quadro della situazione era importante per capire quale incidenza abbia sulle loro tasche e sulle casse delle istituzioni italiane l’imu. Il d.l. 201/2011 riconosce al solo immobile di residenza abituale del contribuente la qualifica di “abitazione principale”: aliquota più bassa e detrazioni. Nell’art 4 comma 5F del d.legge 16/2012 registriamo un miglioramento: leggiamo che “”i comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata, nonché l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata.”

Si demanda la decisione alla discrezionalità delle singole amministrazioni comunali, dunque, come a dire: “e poi non lamentatevi se vi mancano i soldi”.

Considero sconcertante accanirsi con sovratasse su anziani e disabili costretti a trasferire la loro residenza in ricoveri, e bene hanno fatto quei comuni che ne hanno derubricato ad “abitazione principale” le loro case.

Resta la palese contraddizione verso gli Emigrati.

Mi rendo conto che ci sono esigenze di cassa, ma penalizzare dei nostri connazionali che hanno dovuto cercare all’estero un futuro decoroso, portando peraltro onore all’Italia, è quantomeno sorprendente per almeno due ragioni.

La prima è di ordine morale: i nostri sindaci sanno cos’ha rappresentato per i nostri genitori, i nostri nonni (e ora i nostri figli) riporre in una valigia mille speranze e lasciare il proprio paese, gli affetti più cari? La seconda è di ordine pratico: come si fa a considerare “altri fabbricati”, i.e. seconda casa, quella è poi l’unica che l’emigrante lascia in Italia, la usa per un brevissimo periodo e ne paga le tasse locali (tarsu, ecc.) per l’intero anno? Alcuni studiosi dell’argomento ritengono possano ravvisarsi profili di incostituzionalità e violazioni dei Trattati UE. In ogni caso condivido chi la definisce una discriminazione.

Conforta tuttavia rilevare che, con lodevole sensibilità verso l’emigrazione, tra i primi ad approvare l’assimilazione  siano stati i comuni di Verona, Vicenza, Asti, Rovereto e, a seguire centinaia d’altri tra cui, è significativo, capoluoghi di regione come: Ancona, Bari, Genova, L’Aquila,  Torino, Trieste, Venezia, ma certamente non Roma e Milano e molti comuni che sono stati svuotati dall’emigrazione: sia al Nord Italia che all’estero.

Alcuni assessori mi hanno scritto che intendono rivedere, nel prossimo bilancio, la tassazione rivolgendo uno sguardo benevolo verso gli Emigrati: l’auspicio è che l’intento sia unanime: ”Si consideri direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, a titolo di  proprietà  o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata”

Gianmaria Italia 

 

GAL LISSONE – COPPA ITALIA – Paladesio

Prosegue anche in Coppa Italia la marcia trionfale Gal e Gal Gym Team Prosegue senza sosta il rullino di marcia GAL e GAL GYM TEAM macinando ad ogni gara successi e costanti miglioramenti dello stato di forma. Domenica 3 Marzo si è svolto al Paladesio di Desio la gara di Qualificazione Regionale zonale 2 di COPPA ITALIA nella quale è prevista la partecipazione sia delle specialità di ginnastica Artistica che di ginnastica Ritmica. Gal Lissone e Gal Gym Team del Presidente Roberto Meloni, hanno registrato ancora una volta un successo straordinario, riuscendo nel non semplice obiettivo di catalizzare il 99% dei primi posti in ogni specialità. Un segno indiscutibile dell’ottimo stato di forma dell’intera società in ogni comparto sia in artistica che in ritmica, un dato importante per l’intera dirigenza anche per misurare l’atmosfera serena e costruttiva del “mondo GAL”. Onore al merito dunque ai tecnici del settore ritmica Ester Masseroni, Nicole Fresco, Giulia Salvadori, Luana Agnusdei, Valentina Bestetti, Anna Rigillo e Federica Foleghi, coordinati da Marisa Cagnola, e al settore artistica promozionale composto da Veronica Lanzani, Zoia Laura, Casadio Martina, Anna Plebani e Galbiati Riccardo. GINNASTICA RITMICA Nella sezione Ritmica GAL e GAL GYM TEAM hanno confermato la supremazia mostrata nel precedente torneo di Sincrogym portando ai vertici di tutte e tre le categorie le proprie squadre, quasi impossibile pensare di poter far meglio. Nel dettaglio: Categoria Prima fascia 1° posto GAL LISSONE Categoria Seconda fascia 1° Posto GAL LISSONE 3° Posto GAL GYM TEAM LIXONUM Categoria ¾ fascia 1° Posto GAL GYM TEAM LIXONUM 2° POSTO GAL LISSONE GINNASTICA ARTISTICA Nella sezione Artistica la musica GAL sembra non cambiare confermando ancora una volta di poter essere sempre competitivi ai massimi livelli. Buona anche la prova della squadra B in netta crescita. La classifica nel dettaglio: Categoria 2° fascia 2° posto GAL LISSONE sq A 7° posto GAL LISSONE sq B Categoria ¾ fascia 2° posto GA L

L’UNICEF LANCIA “BAMBINE, NON SPOSE – #8marzodellebambine”

Testimonial dell’iniziativa Paola Saluzzi, Goodwill Ambassador dell’UNICEF Italia

“Circa 70 milioni di donne nel mondo in via di sviluppo (esclusa Cina) tra i 20 e i 24 anni, oltre una su tre, si sono sposate prima dei 18 anni. Se la tendenza attuale proseguirà, entro il 2020, 142 milioni di bambine si sposeranno prima di aver compiuto 18 anni. Parliamo di 14,2 milioni di bambine sposate ogni anno, vale a dire 37.000 ogni giorno”, ha detto il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera. “Per sottolineare il dramma dell’infanzia negata di queste bambine, in occasione della Giornata Internazionale della donna, l’UNICEF Italia lancia l’iniziativa contro i matrimoni precoci ‘BAMBINE, NON SPOSE – #8marzodellebambine’ ”. “Il matrimonio precoce – prosegue il Presidente Guerrera – è una violazione dei diritti umani fondamentali e influenza tutti gli aspetti della vita di una ragazza: nega la sua infanzia, compromette l’istruzione limitando le sue potenzialità, mette in pericolo la sua salute e aumenta il rischio di essere vittima di violenze e abusi”. Almeno 50 mila ragazze tra i 15 e i 19 anni muoiono a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto. Inoltre, se una madre ha meno di 18 anni, il rischio che il suo bambino muoia nel primo anno di vita è del 60% più alto di uno nato di una donna che ha superato i 19 anni. Sono dati che non possiamo più accettare”. Testimonial di questa iniziativa è Paola Saluzzi, Goodwill Ambassador dell’UNICEF Italia, che in un video-messaggio si fa interprete delle voci di piccole spose bambine alle quali è stata negata l’infanzia: “Mi hanno negato il diritto a giocare. Mi hanno negato il diritto all’istruzione. Mi hanno negato il diritto a una vita sana. Mi hanno sottratto l’infanzia. La mia vita. I miei diritti”. Inoltre Paola Saluzzi invita a sostenere, insieme all’UNICEF, i diritti delle bambine: “Io sto con l’UNICEF. Insieme possiamo donare un futuro diverso a queste bambine. Perché siano bambine. Non spose. Vai su www.unicef.it e aiutaci a diffondere l’hashtag: #8marzodellebambine”. Negli ultimi trent’anni il tasso di matrimoni precoci, a livello globale, è diminuito grazie a legislazioni e politiche nazionali volte a tutelare i diritti dell’infanzia, all’impegno con le comunità e all’attivismo delle ragazze e dei ragazzi che vivono nei Paesi dove questa pratica è ancora diffusa. Ma i matrimoni precoci sono ancora diffusi in molte regioni del mondo soprattutto nelle zone rurali e nelle comunità più povere, perpetuando il circolo vizioso della povertà. In alcune regioni l’incidenza del matrimonio precoce è particolarmente alta: il 46% in Asia meridionale, e 37% nell’Africa subsahariana. I 10 Paesi dove è più alta la percentuale di donne tra i 20 e i 24 anni che si sono sposate – o hanno iniziato a convivere – prima dei 18 anni sono: Niger 75%; Repubblica Centrafricana 68%; Ciad 68%; Bangladesh 66%; Guinea 63%; Mozambico 56%; Mali 55%; Burkina Faso 52%; India 47%; Eritrea 47%. Da sempre l’UNICEF, con le organizzazioni partner, sostiene che l’istruzione sia la migliore strategia per proteggere le bambine dai matrimoni precoci, così come dal lavoro minorile e da tutte le forme di violenza e abuso. Le ragazze che completano gli studi saranno donne più consapevoli, avranno migliori opportunità di lavoro e saranno madri in grado di provvedere alla crescita sana dei loro figli, contribuendo al benessere di tutta la società.

 

Arrestato Antonicelli, Scanagatti: “Notizie inquietanti che destano molta preoccupazione”…

Operazione contro la camorra, dichiarazione del sindaco di Monza
“Attività degli inquirenti si dimostra ancora una volta efficace. Da nostro insediamento approvati codice etico e nuovo regolamento appalti”
“Notizie inquietanti che destano molta preoccupazione, anche per quel che riguarda il coinvolgimento di alcuni amministratori pubblici, tra cui l’ex assessore monzese all’ambiente. Attendiamo gli sviluppi del lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine per conoscere eventuali ulteriori implicazioni. Voglio intanto ringraziare gli inquirenti, il cui lavoro di contrasto alla criminalità organizzata si sta ancora una volta dimostrando efficace, e questo è rassicurante per tutti i cittadini”.

Lo dichiara il sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, commentando l’operazione dei carabinieri disposta dalla Procura di Monza che ha portato all’arresto di decine di persone, tra cui l’ex assessore all’ambiente del comune Giovanni Antonicelli.

“Voglio ricordare – continua il sindaco – che dal nostro insediamento abbiamo messo tra le priorità la trasparenza e il contrasto alle infiltrazioni criminali, approvando un codice etico che tutti gli amministratori (sindaco, assessori, consiglieri comunali, membri delle società partecipate) devono osservare, e un nuovo regolamento per gli appalti e le forniture che rende più stringenti i controlli sulle imprese che forniscono beni o servizi al Comune di Monza. Questi erano alcuni degli impegni urgenti – conclude – che in campagna elettorale mi ero assunto proprio per garantire la piena legalità di tutti gli atti amministrativi e per tenere lontano da questo Comune gli appetiti della criminalità organizzata”.

Ecco le sue dimissioni da ex Assessore nel 2012 e le interviste ai colleghi tra cui il nuovo Sindaco Roberto Scanagatti

Sono Arrivati i Dinosauri a Monza fino al 28 luglio