I Paracadutisti, tra ricordi e programmi, conquistano il Panathlon
Curiosità, cultura e commozione hanno contraddistinto la serata che giovedì 12 aprile il nostro club ha dedicato ai Paracadutisti su iniziativa del nostro consigliere (e parà classe 1943) Gabriele Stefanoni. Il grande tavolo ovale ha quindi ospitato, accanto alla nostra presidente Franca Casati, Franco Crippa e Emanuele Colombo, rispettivamente presidente e direttore tecnico dei parà, il colonnello Giuseppe Spina (comandante del Gruppo Carabinieri Monza) , il nostro vicepresidente vicario Pietro Mazzo, il caporal maggiore dei bersaglieri Claudio Ferrari, il panathleta Gigi Galliani (paracadutista dal 1964) e Giovani Fossati, presidente onorario della sezione monzese dell’ ANPd’I, Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia.

Considerarla “solo” un’ associazione d’ Arma, sebbene istituita con decreto del Presidente della Repubblica, è mettere in ombra un ampio e significativo compito che essa svolge. Basti pensare che la sezione monzese, dalla sua nascita negli anni ’80, ha brevettato oltre 600 paracadutisti, molti dei quali in servizio nell’esercito, nei carabinieri e negli altri corpi dello Stato. Da sottolineare che i corsi si svolgono in sintonia e sotto il controllo della Brigata Paracadutisti Folgore.



E’ noto a tutti che per diventare parà occorre avere una spiccata attitudine mentale e fisica: elementi che esprimono un atleta. Per questo il brevetto di paracadutista è un ambito punto d’arrivo, di prestigio per molti militari di diversa provenienza; la nostra serata ne ha fornito due campioni ben significativi: il colonnello Giuseppe Spina, sulla cui giacca spicca il brevetto di paracadutista, e Claudio Ferrari, bersagliere ma “storico ufficiale” della sezione paracadutisti.

Questa è, di fatto, una polisportiva dove, oltre a tutte le attività paramilitari tipiche dei corpi speciali (marce zavorrate,orientamento pattuglie, difesa personale, combattimenti ravvicinati, ecc..) si praticano il triathlon, nuoto, lanci, arti marziali, roccia, trekking, corsa. Il suo presidente Franco Crippa e Emanuele Colombo, con altri parà hanno più volte partecipato alla storica gara podistica Monza-Resegone. Colombo si è messo
a disposizione di tutti i panathleti che vorranno provare l’ebbrezza del lancio col paracadute “in tandem”: sono in molti a scommettere che aderirà anche la nostra intrepida Presidente. Tra i parà monzesi trovi un ampio ventaglio di esperienmze sportive, ma una base comune: il senso della Patria, il rispetto per tutti i suoi Caduti. Emblematica è infatti l’iniziativa “Progetto El Alamein” che, illustrata nel coso della serata, si prefigge l’individuazione, il censimento e il ripristino delle postazioni dove ha operato, coprendosi di gloria, la Folgorenelle tre battaglie del 1942. Si è detto anche “sociale”.
Ogni anno al “Battesimo dell’aria”, portano in volo su Milano decine di disabili mentre, di recente, la sezione (che ha sede in viale Sicilia 114) ha avviato un corso di Primo soccorso con le Crocerossine di Monza.
Per quanto i parà rappresentano e in onore del colonnello Spina, la serata è stata aperta con l’Inno d’Italia.
E’ stata la coinvolgente premessa di una conviviale ricca di profondi significati a cui hanno voluto essere presenti anche altri paracadutisti: il vicepresidente Andrea Cavallaro, Norberto Bergna (scrittore), e Lino Banfi, omonimo del famoso attore.
Oltre alla significativa relazione di Crippa sono stati proiettati due brevi film: uno storico con rari documenti dei combattimenti a El Alamein e il “pattugliamento a corto raggio” commentati da Ferrari e da Cavallaro.
testo e foto di Gianmaria Italia




























