Confartigianato: APERTURA TUNNEL VIALE LOMBARDIA 3 Aprile

IL PRESIDENTE BARZAGHI: BENE, MA SIA SOLO IL PRIMO DI MOLTI PASSI
PER UN EFFICACE POTENZIAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE

«È certamente una buona notizia per i nostri imprenditori la tanto attesa apertura del tunnel monzese di Viale Lombardia. Come Associazione sono decenni che denunciamo i tempi assurdi di percorrenza per raggiungere Milano. Siamo sicuri che la galleria, dividendo il traffico dell’hinterland da quello di autostrade e aeroporti, riuscirà a garantire qualche vantaggio in termini di tempo e incolonnamenti agli autotrasportatori e a tutti gli imprenditori che ogni giorno si spostano verso il capoluogo. Le stime parlano di 70/80mila vetture al giorno pronte a incanalarsi nel tunnel, perciò immaginiamo che i benefici sulla rete viabilistica saranno tangibili. APA Confartigianato si è sempre schierata in prima linea sulla vexata quaestio della mobilità, sottolineando che un importante segnale di supporto della PA alla capacità delle aziende di affrontare il mercato è proprio il potenziamento delle infrastrutture. Si potrà accresce la competitività del sistema-impresa lombardo solo attraverso un rafforzamento delle reti sul territorio e oltre i confini dello stesso. Per questo non abbiamo risparmiato le forze anche a sostegno della campagna per la sistemazione del manto stradale della Strada Statale Milano – Meda e il successivo adeguamento agli standard del limite di velocità. Oggi auspichiamo che l’apertura di questo tunnel sia solo il primo di molti e fruttuosi passi per potenziare la capillarità e l’efficienza dei collegamenti. Si permetterà così agli imprenditori e ai loro prodotti di muoversi in tempi rapidi sul territorio lombardo e di non partire svantaggiati rispetto ai competitor.»

8 Marzo Giornata internazionale della donna

http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_internazionale_della_donna

La giornata internazionale della donna (comunemente definita festa della donna) ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei nel 1911 e in Italia nel 1922.

Il «Woman’s Day» negli Stati Uniti (1908-1909) [modifica] Clara Zetkin Nel VII Congresso della II Internazionale socialista, tenuto a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907, nel quale erano presenti 884 delegati di 25 nazioni – tra i quali i maggiori dirigenti marxisti del tempo, come i tedeschi Rosa Luxemburg, Clara Zetkin, August Bebel, i russi Lenin e Martov, il francese Jean Jaurès – vennero discusse tesi sull’atteggiamento da tenere in caso di una guerra europea, sul colonialismo, sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alle donne. Su quest’ultimo argomento il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a «lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne», senza «allearsi con le femministe borghesi che reclamano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne». Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, fu tenuta una Conferenza internazionale delle donne socialiste, alla presenza di 58 delegate di 13 paesi, nella quale si decise la creazione di un Ufficio di informazione delle donne socialiste: Clara Zetkin fu eletta segretaria e la rivista da lei redatta, Die Gleichheit (L’uguaglianza), divenne l’organo dell’Internazionale delle donne socialiste. Non tutti condivisero la decisione di escludere ogni alleanza con le «femministe borghesi»: negli Stati Uniti, la socialista Corinne Brown scrisse, nel febbraio del 1908 sulla rivista The Socialist Woman, che il Congresso non avrebbe avuto «alcun diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione». Fu la stessa Corinne Brown a presiedere, il 3 maggio 1908, causa l’assenza dell’oratore ufficiale designato, la conferenza tenuta ogni domenica dal Partito socialista di Chicago nel Garrick Theater: quella conferenza, a cui tutte le donne erano invitate, fu chiamata «Woman’s Day», il giorno della donna. Si discusse infatti dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini di basso salario e di orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne. Quell’iniziativa non ebbe un seguito immediato, ma alla fine dell’anno il Partito socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali «di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile». Contemporaneamente si stava svolgendo un lungo sciopero, che vide protagoniste più di 20.000 camiciaie e operaie tessili newyorkesi, durato dal 22 novembre 1908 al 15 febbraio 1909[senza fonte]: fu così che negli Stati Uniti la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909, data proposta dal Partito Socialista d’America proprio a ricordo dello sciopero appena terminato[1]. La Conferenza di Copenaghen (1910) [modifica] Aleksandra Kollontaj Il Woman’s Day tenuto a New York il successivo 28 febbraio venne impostata come manifestazione che unisse le rivendicazioni sindacali a quelle politiche relative al riconoscimento del diritto di voto femminile. Le delegate socialiste americane, forti dell’ormai consolidata affermazione della manifestazione della giornata della donna, decisero pertanto di proporre alla seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi nella Folkets Hus (Casa del popolo) di Copenaghen dal 26 al 27 agosto 1910 – due giorni prima dell’apertura dell’VIII Congresso dell’Internazionale socialista – di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne. Negli ordini del giorno dei lavori e nelle risoluzioni approvate in quella Conferenza non risulta che le 100 donne presenti in rappresentanza di 17 paesi abbiano istituito una giornata dedicata ai diritti delle donne: risulta però nel Die Gleichheit, redatto da Clara Zetkin, che una mozione per l’istituzione della Giornata internazionale della donna fosse «stata assunta come risoluzione». Mentre negli Stati Uniti continuò a tenersi l’ultima domenica di febbraio, in alcuni paesi europei – Germania, Austria, Svizzera e Danimarca – la giornata della donna si tenne per la prima volta il 19 marzo 1911[1] su scelta del Segretariato internazionale delle donne socialiste. Secondo la testimonianza di Aleksandra Kollontaj, quella data fu scelta perché, in Germania, «il 19 marzo 1848 durante la rivoluzione il re di Prussia dovette per la prima volta riconoscere la potenza di un popolo armato e cedere davanti alla minaccia di una rivolta proletaria. Tra le molte promesse che fece allora e che in seguito dimenticò, figurava il riconoscimento del diritto di voto alle donne». In Francia la manifestazione si tenne il 18 marzo 1911, data in cui cadeva il quarantennale della Comune di Parigi[2]. Non fu però ripetuta tutti gli anni, né celebrata in tutti i paesi: in Russia si tenne per la prima volta a San Pietroburgo solo nel 1913, il 3 marzo, su iniziativa del Partito bolscevico, con una manifestazione nella Borsa Kalašaikovskij, e fu interrotta dalla polizia zarista che operò numerosi arresti. In Germania, dopo la celebrazione del 1911, fu ripetuta per la prima volta l’8 marzo 1914, giorno d’inizio di una «settimana rossa» di agitazioni proclamata dai socialisti tedeschi, mentre in Francia si tenne con una manifestazione organizzata dal Partito socialista a Parigi il 9 marzo 1914. L’8 marzo 1917 [modifica] Le celebrazioni furono interrotte dalla Prima guerra mondiale in tutti i paesi belligeranti, finché a San Pietroburgo, l’8 marzo 1917 (il 23 febbraio secondo il calendario giuliano allora in vigore in Russia) le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra[3]: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta incoraggiò successive manifestazioni di protesta che portarono al crollo dello zarismo, ormai completamente screditato e privo anche dell’appoggio delle forze armate, così che l’8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l’inizio della «Rivoluzione russa di febbraio». Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell’apertura del III congresso dell’Internazionale comunista, fissò all’8 marzo la «Giornata internazionale dell’operaia». In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d’Italia, che volle celebrarla il 12 marzo, in quanto prima domenica successiva all’ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l’anno precedente, che ricordava l’8 marzo come Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo. La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York[4], facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate dall’Europa. Altre versioni citavano la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857,[5] mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti verificatesi a Chicago, a Boston o a New York. Nonostante le ricerche effettuate da diverse femministe tra la fine degli anni settanta e gli ottanta abbiano dimostrato l’erroneità di queste ricostruzioni, le stesse sono ancora diffuse sia tra i mass media che nella propaganda delle organizzazioni sindacali.[6][7][8][9] In Italia [modifica] La mimosa [modifica] Manifestazione femminista Nel settembre del 1944 si creò a Roma l’UDI, Unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d’Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all’ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l’8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l’Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un’idea di Teresa Noce,[10] Rita Montagnana e di Teresa Mattei.[11] Nei primi anni cinquanta, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere Noi donne, il mensile dell’Unione Donne Italiane (UDI), divenne un gesto «atto a turbare l’ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico».[12] Nel 1959 le senatrici Luisa Balboni, comunista, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni, socialiste, presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l’iniziativa cadde nel vuoto. Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell’opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista. Il femminismo [modifica] Per approfondire, vedi la voce Femminismo. La polizia carica un corteo femminista. L’8 marzo 1972 la manifestazione della giornata della donna si tenne a Roma in piazza Campo de’ Fiori: vi partecipò anche l’attrice statunitense Jane Fonda, che pronunciò un breve discorso di adesione, mentre un folto reparto di polizia era schierato intorno alla piazza nella quale poche decine di donne manifestanti inalberavano cartelli con scritte inconsuete e «scandalose»: «Legalizzazione dell’aborto», «Liberazione omosessuale», «Matrimonio = prostituzione legalizzata», e veniva fatto circolare un volantino che chiedeva che non fossero «lo Stato e la Chiesa ma la donna ad avere il diritto di amministrare l’intero processo della maternità». Quelle scritte sembrarono intollerabili, perché la polizia caricò, manganellò e disperse le manifestanti.[13] Il 1975 fu designato come “Anno Internazionale delle Donne” dalle Nazioni Unite e l’8 marzo le organizzazioni femminili celebrarono in tutto il mondo proprio la giornata internazionale della donna, con manifestazioni che onoravano gli avanzamenti della donna e ricordavano la necessità di una continua vigilanza per assicurare che la loro uguaglianza fosse ottenuta e mantenuta in tutti gli aspetti della vita civile. A partire da quell’anno anche le Nazioni Unite riconobbero nell’8 marzo la giornata dedicata alla donna. Due anni dopo, nel dicembre 1977, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione proclamando una «giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale» da osservare dagli stati membri in un qualsiasi giorno dell’anno, in accordo con le tradizioni storiche e nazionali di ogni stato. Adottando questa risoluzione, l’Assemblea riconobbe il ruolo della donna negli sforzi di pace e riconobbe l’urgenza di porre fine a ogni discriminazione e di aumentare gli appoggi a una piena e paritaria partecipazione delle donne alla vita civile e sociale del loro paese.

TOURISM THINK TANK 30, 31, 2013 Lario Fiere

LA CAMERA DI COMMERCIO DI MONZA E BRIANZA PROMUOVE TOURISM THINK TANK

TTT: si terrà a Lariofiere il 30 e il 31 gennaio il primo btb dedicato al turismo e al marketing territoriale. Sono 24 gli operatori del settore turistico di Monza e Brianza che parteciperanno alla fiera.

3 Monza e Brianza, Como e Lecco insieme in occasione della prima edizione di TTT – Tourism Think Tank, la prima b2b dedicata al comparto turistico che si terrà a Lariofiere, Erba, il 30 e il 31 gennaio dalle 9.30 alle 18.00. Qualità e ospitalità i due fattori determinanti per il rilancio dell’economia del territorio. Sono 24 gli operatori del settore turistico di Monza e Brianza che parteciperanno alla “due giorni” dedicata al turismo e al marketing territoriale: Ani ani Goup srl (Communication room) Biassono, Area&20 srl (Communication room) Monza, Ferrari Illuminazioni sas di Ferrari Ginfranco e C. Lissone, Fossati Sas di Fossati Antonio e C.Verano Brianza, Francofiore srl Bellusco, Linea Zappa Contract srl Giussano, Mambretti Antonio & Figli snc Seregno, Mia srl Macherio, Ms Progetto Abitativo srl Monza, Pozzi snc poltrone e divani di Pozzi Felice e C. Meda, Pubblieditori srl Arcore, RG 2 snc di Riboldi e Giussani e C. Lissone, Solareco srl Usmate Velate, Studio Prisma Usmate Velate, Teco Service srl Cesano Maderno, Touchcontents srl Desio, Tpvision Italy srl Monza, Egirent srl / Alberto Terraneo Desio , Indoors Travel di Ideando Viaggi Srl Monza Brianza , Conseal Energia srl / Arch. Giuseppe Caramazza Monza Brianza, 2V Studio Tecnico/Cristiano Villa, Luca Valaguzza Monza Brianza, A+E Lab+ RGAStudio/Arch. Ersilia Anna Brambilla Monza Brianza, Meecarchitetti / Arch. Colzani Eros e Elli Massimiliano Seregno, Pasin Francesca Freelance Meda. Complessivamente in Lombardia sono attive 3.469 imprese nel settore dell’alloggio, con una variazione annuale che le vede crescere del 2,9%. Sopra la media lombarda, l’aumento delle imprese di Monza e Brianza (+11%), con 91 imprese attive. TTT è stato presentato oggi presso la sede della Camera di commercio di Monza e Brianza alla presenza di Gian Luca Brambilla consigliere della Camera di commercio di Monza e Brianza, Andrea Monti assessore allo Sport e al Turismo della Provincia di Monza e Brianza, Andrea Camesasca, ideatore del format TTT e membro di giunta della Camera di commercio di Como, Silvio Oldani direttore di Lariofiere.

Tanti Auguri e Buone Feste!!!