INAUGURATO NUOVO TUNNEL DI MONZA, FRA I PIÙ LUNGHI D’ITALIA

LN-LOMBARDIA. SS36, MARONI: INFRASTRUTTURE PRIORITÀ GIUNTA

DEL TENNO: A NOVEMBRE PRONTA ANCHE LA VIABILITÀ LOCALE

“Le infrastrutture sono una priorità per la Lombardia e la Regione intende svolgere un ruolo di regia fra tutti gli Enti interessati alle opere, affinché vengano rispettate alcune condizioni essenziali: tempi certi, costi certi e tutela dell’ambiente”. Così, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni è intervenuto questa mattina all’inaugurazione del tunnel di Monza sulla SS36 ‘del Lago di Como e dello Spluga’, insieme all’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Maurizio Del Tenno. La galleria, con i suoi 1,8 chilometri, è una delle più lunghe d’Italia in ambito urbano e, con la sua apertura al traffico, velocizza gli spostamenti di chi deve raggiungere il sistema autostradale di Milano, rendendo al contempo più sicura la viabilità locale. PRIORITÀ NELL’AZIONE DI GOVERNO – Ricordando che domani, giovedì 4 aprile, illustrerà in Consiglio regionale il suo programma di governo, il presidente ha ribadito che “una delle priorità è rappresentata proprio dagli investimenti in infrastrutture”. Maroni si è soffermato, in particolare, sulle tre opere più “importanti e strategiche”: Tem, Brebemi e Pedemontana, “che dovranno essere completate rapidamente. Non solo in vista di Expo – ha sottolineato – ma perché è giusto che le infrastrutture siano fatte e siano fatte rapidamente. Voglio impegnarmi personalmente e voglio impegnare la Giunta a seguirne l’iter, perché è una necessità assoluta. Lo è per la mobilità dei cittadini e per migliorare la competitività delle imprese”. TEMPI E COSTI CERTI, RISPETTO DELL’AMBIENTE – È necessario, ha proseguito il numero uno di Palazzo Lombardia, “che siano rispettate alcune condizioni: tempi e costi certi, nonché attenzione, affinché le opere non abbiano un impatto devastante sull’ambiente. E noi verificheremo e controlleremo attentamente che siano rispettate”. È un equilibrio “non sempre facile da raggiungere”, ha ammesso Maroni, citando proprio come esempio il tunnel di Monza, dove tempi e costi sono cresciuti nel corso degli anni. “E’ però un obiettivo indispensabile – ha ribadito nuovamente – e voglio garantire l’impegno mio personale e del Governo della Lombardia in questa direzione. Per realizzarlo, serve un metodo efficace: la leale collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte. Realizzare le infrastrutture è interesse di tutti: delle imprese e degli Enti locali, che godono dei benefici delle opere, ma che soffrono anche dei disagi dovuti ai cantieri”. “Regione Lombardia – ha aggiunto Maroni – svolgerà un ruolo di coordinamento e regia, per fare in modo che le infrastrutture, quelle già programmate e quelle che verranno, siano realizzate in tempi certi, con i costi stimati e nel rispetto dell’ambiente”. VOLANO PER ECONOMIA DEL TERRITORIO – Un impegno, quello della conclusione dell’opera nei tempi annunciati, che è stato assunto anche dall’assessore Del Tenno. “Oggi sono qui – ha detto – per confermare il mio impegno alla concludere quest’opera nei tempi che si sono annunciati: dopo questa importante apertura del tunnel, che consentirà di velocizzare il traffico di attraversamento, per novembre sarà infatti pronta anche la riqualificazione di superficie di viale Lombardia, che consentirà di rendere più sicura e agevole la viabilità locale”. “Saranno in molti a beneficiare dell’apertura di questa galleria – ha proseguito l’assessore, ribadendo il ruolo di volano dell’economia rappresentato da infrastrutture come quella inaugurata oggi – non solo i cittadini che vivono a ridosso della strada, che non subiranno più l’inquinamento ambientale e acustico delle 80.000 auto che, quotidianamente, transitano su questa arteria, ma anche chi, dalla Valtellina, da Lecco e dalla Brianza, si sposta verso Milano per lavoro o chi, al contrario, dal capoluogo potrà raggiungere più velocemente le località turistiche di questa parte della nostra regione”. LE CRITICITÀ VERRANNO RISOLTE – Il presidente della Regione ha quindi concluso ringraziando tutti i soggetti coinvolti: le imprese, i Comuni, le Province, e, soprattutto, gli operai e tutte le maestranze, che, con il loro lavoro, hanno reso possibile il completamento del tunnel. “Ci sono ancora delle criticità – ha chiosato -, che però siamo impegnati a risolvere. La settimana scorsa c’è stato un passaggio importante in Regione: la firma di otto banche e della società Brebemi, che mi fa pensare positivamente per la conclusione dell’autostrada e delle opere connesse. Uno dei miei primi atti da presidente è stata l’inaugurazione della metropolitana di Brescia. E’ stato un buon segno, perché questa è la direzione da seguire. La seguirò e la seguiremo con impegno, costanza e attenzione. La conclusione delle infrastrutture già iniziate e la realizzazione di quelle che servono è indispensabile per la Regione Lombardia, motore d’Italia e motore d’Europa”. LOMBARDIA FARÀ PROPRIA PARTE – Un tema, quello delle criticità da risolvere, che è stato affrontato anche Del Tenno, il quale si è riferito, in particolare, ai costi aggiuntivi emersi per la realizzazione dell’opera. “In momenti in cui i bilanci degli Enti locali sono messi a dura prova da anni di tagli – ha evidenziato l’assessore – la Lombardia farà la propria parte, ma lo Stato e Anas dovranno tenere conto delle difficoltà economiche che i territori e i cittadini, in questo momento, stanno vivendo”. L’INTERVENTO – La galleria artificiale, a tre corsie per senso di marcia, viaggia al di sotto dell’attuale viale Lombardia e consente la separazione del traffico di attraversamento della strada statale 36, che viene interrato, dalla viabilità urbana. Viale Lombardia, riprogettato dal punto di vista ambientale e dell’arredo, sarà destinato a esclusivo uso delle funzioni urbane della città di Monza. LAVORI DA 330 MILIONI – L’infrastruttura fa parte dei lavori di connessione tra la strada statale 36 e il sistema autostradale di Milano, un intervento del valore di 330 milioni di euro (in parte cofinanziati dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Milano, dal Comune di Monza, dal Comune di Cinisello Balsamo, dall’Alsi S.p.A. e dall’Autostrada Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A.). Il costo per i soli lavori della galleria ammonta a oltre 75 milioni di euro. Con questa opera si conclude la riqualificazione di questo importante asse viario, che ha avuto inizio con l’adeguamento del tratto Monza-Giussano ed è proseguito con l’apertura al traffico del traforo del Monte Barro e dell’attraversamento della città di Lecco. I PARTECIPANTI – All’evento erano presenti, tra gli altri, anche il sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e Trasporti Guido Improta, i presidenti delle Province di Milano e Monza Guido Podestà e Dario Allevi, il sindaco di Monza Roberto Scanagatti, il presidente di Anas Pietro Ciucci. (Ln)

Confartigianato: APERTURA TUNNEL VIALE LOMBARDIA 3 Aprile

IL PRESIDENTE BARZAGHI: BENE, MA SIA SOLO IL PRIMO DI MOLTI PASSI
PER UN EFFICACE POTENZIAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE

«È certamente una buona notizia per i nostri imprenditori la tanto attesa apertura del tunnel monzese di Viale Lombardia. Come Associazione sono decenni che denunciamo i tempi assurdi di percorrenza per raggiungere Milano. Siamo sicuri che la galleria, dividendo il traffico dell’hinterland da quello di autostrade e aeroporti, riuscirà a garantire qualche vantaggio in termini di tempo e incolonnamenti agli autotrasportatori e a tutti gli imprenditori che ogni giorno si spostano verso il capoluogo. Le stime parlano di 70/80mila vetture al giorno pronte a incanalarsi nel tunnel, perciò immaginiamo che i benefici sulla rete viabilistica saranno tangibili. APA Confartigianato si è sempre schierata in prima linea sulla vexata quaestio della mobilità, sottolineando che un importante segnale di supporto della PA alla capacità delle aziende di affrontare il mercato è proprio il potenziamento delle infrastrutture. Si potrà accresce la competitività del sistema-impresa lombardo solo attraverso un rafforzamento delle reti sul territorio e oltre i confini dello stesso. Per questo non abbiamo risparmiato le forze anche a sostegno della campagna per la sistemazione del manto stradale della Strada Statale Milano – Meda e il successivo adeguamento agli standard del limite di velocità. Oggi auspichiamo che l’apertura di questo tunnel sia solo il primo di molti e fruttuosi passi per potenziare la capillarità e l’efficienza dei collegamenti. Si permetterà così agli imprenditori e ai loro prodotti di muoversi in tempi rapidi sul territorio lombardo e di non partire svantaggiati rispetto ai competitor.»

TURISTI A KM ZERO in Brianza

Dal 7 aprile itinerari guidati alla scoperta delle meraviglie “dietro l’angolo”

Spesso non ce ne rendiamo conto, ma tra strade, stabilimenti e centri commerciali, il
territorio vimercatese nasconde ancora luoghi meravigliosi e poco conosciuti, pronti ad
essere scoperti. Questo è lo spirito della rassegna Turisti a Km Zero che vuole offrire a
tutti la possibilità di visitari ville, castelli e parchi a brevissima distanza, ma spesso
difficilmente accessibili.
Da aprile a novembre 2013, il MUST Museo del Territorio, in collaborazione con diverse associazioni culturali del territorio, promuove un ricco calendario di visite guidate in alcuni
tra i luoghi più suggestivi della Brianza-est: dalle sale affrescate di Palazzo Trotti a Vimercate, all’incantevole Villaggio Operaio di Crespi d’Adda, dal meraviglioso parco
all’inglese di Villa Gallarati Scotti ad Oreno, alle splendide vedute lungo l’Adda tra le Centrali Esterle e Bertini di Cornate d’Adda e molto altro ancora.
La rassegna Turisti a Km Zero rientra tra le proposte turistiche del MUST che, fin dalla sua
apertura, intende caratterizzarsi non soltanto con il suo interessante percorso espositivo,
ma anche come ambito per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio locale (non
solo di Vimercate, ma di tutto il territorio brianzolo tra Lambro e Adda), per l’aggregazione
sociale e per l’utilizzo intelligente del tempo libero.
Il primo appuntamento è previsto per domenica 7 aprile alle ore 15.00 con la visita guidata al CASINO DI CACCIA E AL PARCO DI VILLA BORROMEO ad Oreno in
collaborazione con l’Associazione culturale Art-U. Tutte le proposte sono a prenotazioneobbligatoria e prevedono una quota di partecipazione che varia dai 6 agli 8 euro a personacon riduzioni per i bambini (tra i 6 e gli 11 anni). Per maggiori informazioni si può consultare la sezione “Turismo” del sito del MUST (www.museomust.it) oppure telefonare  al numero 0396659488.

Bando per la riqualificazione della SP 7 “Villasanta-Lesmo”…

una nuova rotatoria all’incrocio con la SP 135 “Arcore – Seregno”

La Provincia apre un bando per i lavori di riqualificazione di un
importante snodo strategico che collega l’area del Vimercatese con la Provincia di Lecco.
Il progetto, per un importo di 287.405,12 euro, prevede la riqualificazione
dell’incrocio tra la SP 7 “Villasanta – Lesmo” e la SP 135 “Arcore – Seregno” al Km 22
+ 420 nel Comune di Lesmo: in sostituzione dell’attuale sistema di isole spartitraffico
con le canalizzazioni, verrà realizzata una rotonda “alla francese”, ovvero con la
precedenza del “flusso giratorio”.
“Dopo anni di attesa il progetto esecutivo redatto dalla Provincia si appresta a vedere
la luce – spiega l’Assessore alla Viabilità Francesco Giordano – Un obiettivo raggiunto
anche grazie alla sottoscrizione di una convenzione con Regione Lombardia nell’ambito
del programma di attuazione del Piano Nazionale Sicurezza Stradale, che ci ha
consentito di ottenere il cofinanziamento parziale dell’opera”.
L’obiettivo della nuova opera è il rallentamento di tutti i flussi veicolari con il
conseguente miglioramento della sicurezza. Troveranno particolare benefici coloro che
dovranno svoltare a sinistra in direzione Seregno e Lesmo centro, visto che oggi questa
manovra risulta molto difficoltosa.
Inoltre la nuova conformazione dell’incrocio permetterà di regolarizzare e mettere
in sicurezza gli ingressi e le uscite dai due passi carrai e dalla via Cascina Variona,
allo stato attuale direttamente innestati sulla viabilità principale, che saranno invece
dirottati su una contro strada complanare dedicata.
Tutte le info e i materiali utili per presentare la domanda entro il 22 aprile 2013 sono
online sul sito della Provincia – Sezione Gare e Appalti (http://www.provincia.mb.it/
servizi_cittadini/appalti/bandi2013/stradaprv7.html)

 

Villa Reale, STUDENTI BRIANZOLI RESTAURANO SALA IMPERATRICE GERMANIA

ALLA VILLA REALE DI MONZA STUDENTI BRIANZOLI RESTAURANO SALA IMPERATRICE GERMANIA

Restauro della Villa Reale di Monza: l’intervento dei ragazzi del corso di restauro del mobile e dei legni antichi di Afol Monza e Brianza

Afol Monza e Brianza, in collaborazione con Nuova Villa Reale Monza Spa, Consorzio Villa Reale e Provincia di Monza e della Brianza, hanno presentato oggi in conferenza stampa i risultati della prima fase dell’intervento di restauro della Sala da letto di Sua Maestà l’Imperatrice di Germania. Durante l’incontro gli ospiti hanno potuto osservare gli interventi di restauro che gli studenti del corso di “restauro del mobile e dei legni antichi” del “G. Terragni” di Meda, centro di formazione professionale di Afol Monza e Brianza, stanno eseguendo all’interno della Sala, che costituisce uno degli ambienti principali degli appartamenti imperiali nell’ultima fase di riconfigurazione di fine ‘800 della Villa, ad opera degli architetti Tarantola e Majnoni. La partecipazione degli studenti del corso di restauro rientra in un progetto di collaborazione tra il Consorzio Villa Reale, Afol e Nuova Villa Reale Monza Spa. L’intervento, che proseguirà fino a fine aprile, riguarderà la pulitura, stuccatura, integrazione delle parti mancanti e stesura di protezione su pavimenti e pareti, comprese porte, boiserie e infissi. La destinazione d’uso della sala prevista in progetto è quella di “spazio espositivo”. Per la sala non sono previste modifiche strutturali, o distributive interferenti con l’apparato decorativo della stessa, al di là di alcune minime introduzioni di carattere impiantistico. L’accesso a questo ampio vano del secondo piano nobile è garantito dai vani adiacenti e direttamente dal corridoio centrale. Due grandi finestre si aprono sulla parete est verso il Parco, e sei porte, a doppio battente, sono suddivise e poste simmetricamente sulle restanti pareti. La porta sinistra della parete nord cela un tamponamento a malta grezza; la porta destra della parete sud e la porta destra della parete ovest celano entrambe nicchie, di minor ampiezza rispetto alla porta, rivestite con carta da parati rossa. Sulla parete sud è inoltre presente un camino in marmo.

“La collaborazione con Afol Monza e Brianza – sostiene Attilio Maria Navarra, amministratore delegato di Nuova Villa Reale Monza Spa e Presidente di Italiana Costruzioni – è la testimonianza concreta del nostro impegno a supporto del territorio brianzolo e dei suoi giovani. Riteniamo questo progetto molto importante perché consente agli studenti di mettere in pratica le nozioni acquisite, avvicinando così due mondi spesso distanti tra loro come la scuola e l’ambito lavorativo. In questo senso il restauro di una stanza della Villa Reale ci è sembrato una sfida ambiziosa e al tempo stesso appassionante per i ragazzi. Siamo convinti che gli studenti della scuola Terragni stiano eseguendo un ottimo intervento, dimostrando un’abilità e una passione degne dei restauratori professionisti. Il loro impegno ci consente di aggiungere un ulteriore tassello al completamento del restauro”. “La partecipazione al corso di restauro – continua Lorenzo Lamperti, Direttore generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza – è un momento importante di avvicinamento delle nuove generazioni all’articolato mondo artistico che a fine settecento vide prestare la loro opera per la costruzione della Reggia, alcuni dei più grandi artisti-artigiani tra i quali ricordiamo Giuseppe Maggiolini, con i suoi pavimenti lignei e arredi, Andrea Appiani nei dipinti e affreschi e Giocondo Albertolli nei pregevoli stucchi. Il corso rappresenta anche un momento di continuità rispetto alla storia della Reggia di Monza che lega il suo nome a quello delle Biennali d’arte, passando attraverso la scuola Isia, Istituto Superiore Industrie Artistiche che negli anni Venti e Trenta diviene il fulcro e precursore del design moderno”. “Il completamento del restauro, ad opera degli studenti del corso di restauro del mobile e dei legni antichi di Afol Monza e Brianza, costituisce un esempio di successo raggiunto grazie alla positiva collaborazione tra Pubblico e Privato” – osserva Enrico Elli, Assessore provinciale alla Cultura, Beni culturali, Lavoro, Formazione Professionale e Attività produttive – “Offrire agli studenti l’opportunità di applicare sul campo le discipline apprese dimostra, inoltre, il livello di eccellenza raggiunto dall’Istituto “G. Terragni” di Meda, che attraverso questo corso, si impegna a conservare e tramandare una lunga tradizione che appartiene all’identità e alla storia della Brianza”. “Il lavoro dei ragazzi ci rende orgogliosi e sprona Afol a proseguire nel mantenimento di un’attenzione profonda verso l’erogazione di una formazione professionale di alto livello” – conclude Marco Tognini, amministratore unico di Afol Monza e Brianza – “Non possiamo che ringraziare Nuova Villa Reale Monza Spa, Consorzio Villa Reale e Provincia di Monza e della Brianza per questa grande opportunità di metterci alla prova”.

A partire dagli ultimi due decenni del XIX secolo, la Villa Reale di Monza ha subìto profonde trasformazioni nella distribuzione interna, negli apparati decorativi e negli adeguamenti strutturali e impiantistici. Tali interventi, uniti allo stato di degrado degli ambienti della Villa, hanno reso necessaria un’opera di restauro che curi le diverse situazioni dei singoli ambienti, nel rispetto dell’autenticità del monumento e della sua storia. Scopo di questa importante attività di restauro è il pieno reinserimento della Villa nella vita di oggi in forme che la rendano fruibile alla cittadinanza. Ciò significa trovare sintesi ed equilibrio tra esigenze diverse: funzionalità e utilizzabilità da una parte e conservazione dall’altra. Il complesso monumentale della Villa e il Parco di Monza sono beni pubblici la cui proprietà è condivisa tra: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Lombardia, il Comune di Monza e il Comune di Milano. Nel 2009 le istituzioni proprietarie hanno dato vita al Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, un nuovo soggetto unitario che ha il compito di promuovere, valorizzare e gestire il complesso. Per effettuare il restauro, Infrastrutture Lombarde, in qualità di stazione appaltante, ha indetto una gara pubblica che è stata vinta dall’ATI Nuova Villa Reale Monza spa. In seguito alla gara è stato avviato un contratto di concessione per il restauro e la gestione dell’immobile, stipulato tra Infrastrutture Lombarde spa, il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, in qualità di soggetti pubblici “concedenti”, e Nuova Villa Reale Monza spa, in qualità di soggetto privato “concessionario”. Tale contratto prevede sostanzialmente due fasi: quella del restauro, dove Nuova Villa Reale Monza spa avrà come principale referente Infrastrutture Lombarde spa, e successivamente quella della gestione, dove Nuova Villa Reale Monza Spa avrà come principale referente il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza. Nuova Villa Reale Monza spa svolgerà interventi di recupero e valorizzazione di alcune aree della Villa (tecnicamente definite “primo lotto”) che comprendono: il restauro dei piani nobili del corpo centrale, il recupero e la rifunzionalizzazione del piano terra, del belvedere, di una parte dell’ala nord e degli spazi esterni (la corte centrale). Il recupero degli ambienti della Villa Reale di Monza terrà conto di due direttrici fondamentali: mantenere una bassa invasività e garantire la maggiore reversibilità possibile. Principale obiettivo del restauro è quello di integrare le antiche qualità storico-artistiche del corpo centrale della Villa, con funzionalità che vadano a sostenere il quadro economico dell’intervento.

Must: ANIMALI. L’ARTE INTERPRETA IL REGNO ANIMALE

 

Una mostra a cura di Simona Bartolena al MUST da 10 febbraio al 17 marzo 2013

 

 Le stanze del MUST si trasformeranno per alcune settimane in un sorprendente e immaginifico zoo, con una collettiva di dieci artisti dedicata al tema del mondo animale e delle sue molteplici relazioni con l’essere umano. La mostra nasce in concomitanza con la manifestazione Glass in heart (importante kermesse dedicata al vetro d’artista organizzata, come di consuetudine, dall’associazione Heart – Pulsazione Culturali e ospitata nella sua sede di Vimercate dal 9 al 24 febbraio) che quest’anno verterà proprio sul tema del bestiario. In un dialogo suggestivo con gli allestimenti permanenti, un vero e proprio bestiario contemporaneo occuperà gli spazi del museo, giocando con gli ambienti e le opere esposte. I dieci artisti selezionati, tra loro molto diversi per tecnica, linguaggio, età, formazione e attitudine, ben

rappresentano i molti volti della relazione tra arte e mondo animale: un rapporto che affonda le radici nelle origini dell’umanità. Gli artisti in mostra I lavori in mostra sono firmati da dieci artisti molto diversi tra loro. Si parte dagli inconfondibili animali del gruppo della Cracking Art, ospite d’onore della nostra esposizione: sei artisti internazionali (Renzo Nucara, Carlo Rizzetti, Marzo Veronese, Alex Angi, Kicco, William Sweetlowe) che dal 1993 disseminano le loro coloratissime bestiole di plastica per il mondo (da Parigi a Milano, da Hanoi a Miami), in una concettuale ma immediata e giocosa riflessione sul confine tra natura e artificio. Riflettono sul limite tra realtà e finzione, tra la durezza inanimata del metallo e la vitalità del soggetto, anche gli straordinari animali di lamiera di Andrea Cereda. Il ferro è protagonista anche dell’opera di Anna Turina, con le sue creature visionarie e fiabesche che sanno parlare agli adulti con l’incanto di un bambino. Inquietanti animali sono tracciati con vigore sulla superficie dal giovanissimo Marco Pariani, perfetto per rappresentare il volto più surreale del nostro bestiario, mentre evocative di mondi lontani e ritualità arcane, sono le maschere dalle suggestioni primitiviste di Federica Ferzoco. L’universo di Gaetano Orazio è popolato di creature – un pettirosso, una salamandra – nelle quali l’artista si identifica, alle quali affida il proprio profondo sentire; e nelle opere di Armando Fettolini le bestie si fanno portavoce di un’esigenza etica, che sconfina spesso nel tema sacro, in una religiosità sincera e sentita; un’aura sacra, nella loro maestosa bellezza, avvolge anche gli splendidi lupi di Nicola Magrin, che nel ritrarli fa appello all’indelebile ricordo di un branco incontrato nei gelidi paesaggi del Canada. L’animale come simbolo di equilibri (e squilibri) sociali rivive con tragica evidenza, nella serie di opere che Fabio Presti dedica alle meduse. Infine, nelle foto di Sara Giannatempo all’interno di scenografie costruite fin nel dettaglio si indaga il rapporto tra donna e animale. Inaugurazione domenica 10 febbraio, ore 17.30

Coltiviamo il futuro: al via i corsi di formazione del Distretto Culturale Evoluto

E’ un carnet di 17 corsi suddivisi in 4 aree tematiche la ricca proposta formativa del Distretto Culturale Evoluto MB per il 2013, finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando “Distretti culturali per il territorio lombardo”. Ampliando le discipline coinvolte – anche alla luce del grande successo della passata edizione che ha fatto registrare circa 600 iscritti – il catalogo offre percorsi mirati in materia di management della cultura, conservazione preventiva e programmata del patrimonio, educazione ai beni culturali, oltre a innovazione e impresa. Partner dell’offerta formativa oltre ad AFOL Agenzia di Formazione Orientamento e Lavoro, la Camera di Commercio MB con Formaper, ISAL Istituto Superiore di Arte Lombarda, MUST di Vimercate e Assimpredil ANCE. “Puntare sulla formazione continua e l’aggiornamento costante delle competenze si conferma uno degli strumenti più efficaci per restare competitivi nel mondo del lavoro ed accrescere il proprio profilo professionale - ha spiegato Enrico Elli, Assessore Provinciale alla Cultura, Beni Culturali, Lavoro e Formazione Professionale – Anche la nuova sede per i corsi che abbiamo individuato, Palazzo Borromeo a Cesano Maderno, è un bell’esempio di come far vivere in modo inedito i luoghi della cultura che abbiamo a disposizione sul nostro territorio”. Due le principali linee d’azione a cui si riferiscono i corsi: 1) Innovazione e impresa (a cura di Formaper)> per il sostegno di start-up imprenditoriali orientate all’innovazione di processo e di prodotto, con particolare predilezione per i settori dell’imprenditoria creativa e culturale e dell’artigianato artistico, innovativo e di qualità. Destinatari privilegiati sono gli studenti, neo-laureati, imprenditori e aspiranti imprenditori nel settore delle industrie culturali e creative. 2) Formazione e educazione al patrimonio culturale (a cura di Provincia, AFOL, MUST, ISAL) > per l’erogazione – in modalità integrata e sovralocale – di servizi e attività volte alla valorizzazione, promozione dei beni storico-artistici del territorio con particolare attenzione alle strategie di conservazione preventiva e programmata, alla formazione, alla didattica e all’educazione al patrimonio Destinatari privilegiati sono i tecnici delle PA – settore cultura e ufficio tecnico -, i bibliotecari, gli operatori culturali, teatrali e museali, gli insegnanti, le guide ed i volontari dell’associazionismo culturale, gli architetti, i liberi professionisti e le imprese del settore restauro. Al ricco programma offerto dal Distretto si affianca, inoltre, la proposta formativa dell’Université d’Etè, giunta alla sua decima edizione che presenterà due giornate di eventi, in occasione della quinta settimana europea del Paesaggio: a Cesano Maderno il 29 e il 30 agosto in programma relazioni, workshop e tavole rotonde sul tema “Paesaggio sull’acqua”

Coltiviamo il futuro: info e modalità di iscrizione Complessivamente il Distretto e i suoi partner offrono al territorio MB: – 17 corsi – 3 mezze giornate di sportello di consulenza per Ville Aperte – 2 uscite formative presso casi studio Quando I corsi si svolgono a partire dal mese di marzo, fino a novembre 2013. Il primo corso (19/20/21 marzo), dedicato al project management culturale, ha come obiettivo scoprire e approfondire le nuove modalità per comunicare low cost: alla fine delle due giornate e mezza di lezione facebook, twitter e pinterest non avranno più segreti. Dove Per la prima volta quest’anno il Distretto trova una sede stabile per l’offerta formativa in linea con la destinazione d’uso prevista all’interno del progetto DCE. Grazie alla collaborazione tra il Comune di Cesano Maderno e AFOL, Palazzo Arese Borromeo ospiterà le lezioni negli spazi dell’Ala Nord: circa 350 mq disposti su due piani suddivisi in 3 aule formative, un front office per informazioni e gli uffici per la segreteria e i docenti dei corsi. Come L’offerta formativa viene realizzata grazie al cofinanziamento di Fondazione Cariplo e ad un contributo di copertura delle spese da parte dei partecipanti, quale sperimentazione di forme di sostenibilità per il futuro da parte del Distretto. Pertanto – considerata l’alta qualità dei contenuti e delle docenze dei corsi e il grande interesse riscontrato l’anno scorso con quasi 600 presenze – a partire da quest’anno alcune delle proposte del catalogo hanno un costo minimo di partecipazione. Per informazioni www.distrettoculturale.mb.it

Sette importanti associazioni propongono un’Agenda per la Riconversione ecologica del Belpaese

TUTTO QUELLO CHE MANCA E CHE VORREMMO PER L’AMBIENTE NELLE AGENDE E NEI PROGRAMMI PER LE ELEZIONI NAZIONALI 2013

In un “Diario elettorale” sui Siti WEB le risposte di partiti e coalizioni

Il nuovo modello economico basato su un’economia verde e rigenerativa deve costituire il fulcro dell’agenda del futuro Governo e Parlamento, valorizzando gli elementi di forza (parchi, biodiversità, patrimonio culturale, sistema della qualità), garantendo la sicurezza e l’efficienza dell’approvvigionamento energetico e favorendo l’internalizzazione dei costi ambientali per evitare che le minacce ambientali mettano a rischio anche gli asset di forza del Paese . E’ indispensabile che finalmente si costruisca anche in Italia un Patto che sia basato su un nuovo paradigma che consideri come inscindibili la dimensione ecologica e quella economica e sociale dello sviluppo.

Per fare in modo che questa impostazione assuma centralità nel dibattito elettorale che trascura i temi ambientali, sette tra le più importanti associazioni ambientaliste (CAI, FAI, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente,Touring Club Italiano, WWF) hanno condotto un’analisi dei programmi delle agende dei vari partiti e coalizioni individuando 6 gravi carenze e hanno redatto un proprio documento “Elezioni nazionali 2013: Agenda ambientalista per la Ri-Conversione ecologica del Belpaese”, in cui vengono presentate 80 proposte su 12 filoni principali per la riconversione.

Le Associazioni ambientaliste hanno compiuto una lettura approfondita dei Programmi e delle Agende delle varie coalizioni e partiti in lizza nelle Elezioni 2013 accorgendosi che in nessuno di questi c’è la consapevolezza della centralità della sfida che si pone al nostro Paese, anche nel contesto dei problemi globali, né delle azioni innovative necessarie per perseguire l’obiettivo.

Dai programmi elettorali per le Elezioni 2013 le associazioni ambientaliste rilevano che: 1. non assume centralità la grave crisi provocata dai cambiamenti climatici che impone scelte radicali di azzeramento delle emissioni in tutti settori e nel modello produttivo, nonché nelle strategie di adattamento; 2. non emerge una consapevolezza sui servizi ecosistemici garantiti dalla tutela della biodiversità3. non ci si pone con urgenza la questione degli indirizzi della nuova politica industriale e della riconversione post-industriale4. non si affronta il problema di come calcolare e valutare la ricchezza della nazione attraverso la declinazione di nuovi indicatori di benessere che superino il PIL; 5. non si fa cenno a come si pensi di intervenire per adeguare il corpus dei diritti e dei delitti ambientali6. non ci si sofferma sulla cronica e ormai patologica inadeguatezza della governance ambientale, dipendente in buona parte dalla progressiva liquidazione del Ministero dell’ambiente avvenuta negli ultimi 5 anni. Si aggiunga che anche per settori che fanno parte del patrimonio consolidato della nostra economia, dell’offerta data dal nostro Sistema Paese – beni culturali, turismo e agricoltura – nei programmi non si aprono nuove frontiere, né si assume la necessità di interventi coordinati e complessivi di rilancio..

Nel documento proposto dalle associazioni ambientaliste “Elezioni nazionali 2013: Agenda ambientalista per la Ri/Conversione ecologica del Belpaese” vengono forniti invece i dati essenziali per inquadrare la situazione attuale e illustrate proposte dettagliate su 12 argomenti chiave per il futuro sostenibile del Paese: New “Green Deal”: la speranza per il futuro dell’Italia; Biodiversità: ricchezza della nazione; Il patrimonio costituito dai beni culturali; Domanda di mobilità e infrastrutture; Salute e ambiente nelle scelte industriali; Consumo di suolo e Governo del territorio; Difesa del suolo e adattamento ai cambiamenti climatici; Contenuti verdi della filiera agroalimentare; Turismo: sostenere le vocazioni del territorio; Governare l’ambiente; Diritto all’ambiente: tutela costituzionale e penale; Andare oltre il PIL: nuovi indicatori di sosteni! bilità.

Nel descrivere le 80 proposte per la Ri/Conversione ecologica del Paese, le associazioni ambientaliste fanno riferimento a dati precisi e hanno individuato 28 priorità, tra le quali si segnalano:

  • l’esigenza di redigere una Roadmap nazionale di Decarbonizzazione e di uso efficiente delle risorse per i settori di produzione dell’energia elettrica, dei trasporti, dell’industria e dei servizi che sostengano la Green Economy (nel 2012 il 40% delle assunzioni complessive, pari a 241 mila addetti, di tutte le imprese italiane nell’industria e e nei servizi, sono state in aziende che investono in tecnologie green);
  • fissare l’Obiettivo del 100% Rinnovabili procedendo alla chiusura progressiva delle centrali alimentate con combustibili fossili, non costruendo nuove centrali a carbone ed olio combustibile e rinunciando a ogni piano di trivellazioni petrolifere off shore;
  • integrare la Strategia nazionale sulla biodiversità (l’Italia è il Paese europeo più ricco di biodiversità) approvata nell’ottobre 2010 con la programmazione nei diversi settori economici
  • garantire fondi sufficienti al funzionamento dei parchi terrestri e delle aree marine protette e organizzare la Terza conferenza nazionale delle aree protette;
  • procedere ad una Programmazione integrata dei beni e delle attività culturali (l’Italia, con 47 siti inclusi nella Lista dei patrimoni dell’umanità vanta il primato mondiale UNESCO), sollecitando la piena collaborazione tra Stato e Regioni prevista dal Titolo V della Costituzione;
  • definire un Piano nazionale della mobilità che superi il Primo Programna delle infrastrutture strategiche (lievitato in maniera incontrollata tra il 2001 e il 2012 dai 125,8 miliardi di euro ai circa 375 miliardi di euro attuali) e abbia come priorità l’intervento organico nelle aree urbane, il riequilibrio modale dalla strada alla ferrovia in particolare per le merci e la riduzione delle emissioni di gas serra;
  • redigere una Strategia nazionale per gli interventi di bonifica prioritariamente nei 57 Siti di Bonifica Nazionali – SIN sui 2.687 esistenti in Italia, perché offrono anche una opportunità di lavoro, di sviluppo della ricerca scientifica e di reindustrializzazione.
  • elaborare una nuova legge di Governo del territorio, che aggiorni la disciplina urbanistica ferma al 1942 e pervenire ad una normativa sul consumo del suolo (nei prossimi 20 anni si rischia una riconversione urbana delle aree libere in Italia di 75 ettari al giorno) che consenta, anche attraverso meccanismi fiscali, di disincentivare lo sviluppo disordinato fuori delle aree già edificate e di pregio paesaggistico;
  • definire un Piano pluriennale di adattamento ai cambiamenti climatici, che prevede, secondo il Ministero dell’ambiente, uno stanziamento complessivo in 20 anni di 41 miliari di euro, e rilanciare i Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) per contrastare il rischio alluvioni e frane/smottamenti (il rischio idrogeologico riguarda l’82%, 6.633, Comuni italiani;
  • utilizzare il 50% dei finanziamenti europei della politica Agricola Comune destinate allo sviluppo rurale per misure ambientali, puntando anche a raddoppiare entro il 2018 la Superficie Agricola Utilizzata (che ammonta a circa 13 milioni di ettari che costituiscono il 40% del territorio italiano) per l’agricoltura biologica e, nel frattempo, ridurre l’impatto dei prodotti chimici quali i pesticidi e impedire la coltivazione di OGM;
  • varare un Piano della Qualità per il settore turistico (che nel 2011 a livello internazionale ha prodotto 31 miliardi di euro di entrate, con un saldo commerciale positivo di 10 miliardi di euro), analogo a quello redatto in Francia e in Spagna, che valorizzi i beni culturali e ambientali,
  • interrompere i tagli al Bilancio del ministero dell’ambiente, ultimo tra i dicasteri con portafoglio, portando il bilancio dagli attuali 450 milioni di euro (nel 2009 il bilancio del Ministero ammontava a 1,2 miliardi di euro) ad almeno700 milioni di euro per garantire in particolare gli interventi per la difesa del suolo;
  • introdurre tra i principi fondamentali della Costituzione la tutela dell’ambiente e garantire un’adeguate tutela penale dell’ambiente con l’individuazione di specifiche fattispecie delittuose, tra cui il disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale radioattivo, associazione a delinquere, anche di stampo mafioso, finalizzata ai crimini ambientali;
  • andare oltre al PIL avviando un processo istituzionale che porti all’utilizzo ufficiale dei nuovi Indicatori di progresso e di benessere elaborati nel 2012 da ISTAT e CNEL.


Le Associazioni ambientaliste hanno chiesto incontri a tutte le parti politiche in causa e documenteranno su un “Diario elettorale”, pubblicato sui propri Siti WEB, che sono frequentati da milioni di persone, il successo dell’iniziativa e le risposte sui punti salienti delle singole proposte.