La “Scozia ” sventola su Biassono

Domenica 14 Settembre 2014

Da ieri pomeriggio , chi passa sulla  provinciale Monza Besana , guarda incuriosito una strana bandiera che sventola sull’ingresso del Palazzo Comunale di Biassono…è  il vessillo scozzese.    La bandiera della Scozia viene rappresentata da  una croce di Sant’Andrea conosciuta come il ‘Saltire’. La bandiera è una delle più antiche al mondo, creata circa nel XII secolo.

“Si tratta di un piccolo gesto a sostegno della centenaria battaglia di libertà del Popolo Scozzese che ha un importante appuntamento con la storia il 18 settembre, giorno in cui si terrà il Referendum per l’indipendenza dal Regno Unito,” ci spiega il Borgomastro e sindaco di Biassono Angelo Malegori .

“L’Amministrazione comunale di Biassono ha sempre sostenuto e sosterrà sempre la battaglia democratica per l’autodeterminazione dei Popoli.  Il 18 settembre rappresenta un appuntamento storico per la Scozia, poi a novembre sarà la volta della Catalogna.

In Italia la sola approvazione di una legge della Regione Veneto che preveda il Referendum ha indotto il Governo all’impugnazione davanti alla Corte Costituzione.

L’auspicio è che il Veneto possa esprimere liberamente e democraticamente la propria voglia di libertà e indipendenza, seguito dalla Lombardia ma anche da altre regioni italiane.

Anticipo fin d’ora che dopo la bandiera scozzese sarà la volta di quella catalana “.

Lasciamo dunque che Biassono e tutti quelli che credono nell’autodeterminazione della libertà dei Popoli plaudano a questo gesto dimostrativo .

Monticello Brianza, le Opposizioni abbandonano l’aula consiliare al momento del voto

Nel Consiglio comunale del Comune di Monticello Brianza, Giovedì 7 novembre 2013 è stata sottoposta ai Consiglieri l’approvazione del Bilancio Preventivo 2013 e Pluriennale 2014-2016. I tre Gruppi di opposizione Consiliare – che rappresentano elettoralmente i due terzi dei Monticellesi – hanno deciso per l’abbandono dell’aula al momento della votazione dopo aver argomentato i motivi di questa grave e inedita decisione (il Capogruppo Cavasin, non presente in Consiglio comunale per motivi personali, comunica e precisa che se fosse stata presente avrebbe anche ella agito in tal senso). L’elemento di forte critica espresso sul Bilancio 2013 da tutti i tre Gruppi d’opposizione si è concentrato sul progetto della “aula ginnica”, inserito a tutti i costi dalla maggioranza nel Bilancio 2013. E’ questa un’opera da noi tutti ritenuta inutile e costosissima, che comporterà una spesa di un milione di euro (quasi due miliardi di vecchie lire) per la realizzazione di una superficie utile di soli 250 metri quadri: un costo al metro quadro di circa 4.000 euro, un valore più da villa di lusso che da aula ginnica. Inoltre, quest’opera andrebbe a potenziare un plesso scolastico che (per la sua posizione al centro del paese senza la possibilità di essere servito – né ora, né mai – da una viabilità decente e da un minimo spazio per parcheggi) nel breve periodo e appena le risorse economiche lo permetteranno dovrà essere spostato in un’area meglio servita e più comoda per tutti. Già per questi chiari elementi di inutilità e spreco di pubblico denaro il Bilancio 2013 avrebbe senz’altro ricevuto il nostro voto contrario. Tuttavia, l’elemento di fortissima criticità che ci ha indotti a un gesto eclatante di denuncia con l’abbandono dell’aula è dato dal fatto che quell’aula ginnica presso le Scuole Elementari – opera davvero priva di qualsiasi requisito di necessità e urgenza che lo giustifichi – è stata introdotta a Bilancio e votata dai Consiglieri di maggioranza senza ricevere alcuna legittimazione democratica da parte dei Monticellesi. Nel programma elettorale 2009 del Gruppo di maggioranza Rinnoviamo Monticello, infatti, di questa costosissima opera non vi era alcuna traccia. E’ quindi una realizzazione decisa a tavolino solo da un gruppo ristretto, che si arroga il diritto di spendere il denaro pubblico senza tenere alcun conto dell’opinione della popolazione. Approvando il Bilancio 2013 i Consiglieri di maggioranza si sono quindi assunti la gravissima responsabilità politica e amministrativa di decidere la costruzione di un’opera pubblica senza il doveroso avallo di tutti i Monticellesi; di fatto, decidendo di prelevare un milione di euro dalle nostre pubbliche tasche per realizzare una salatissima opera pubblica senza alcuna preventiva autorizzazione da parte di tutta la Cittadinanza. E’ questo il fatto che denunciamo come grave e altamente censurabile: un vero e proprio atto d’arbitrio posto in atto da un piccolissimo gruppo di potere, un sopruso decisionale che metterà tutti i Monticellesi nel 2014 di fronte al fatto compiuto di un’opera pubblica senza alcun requisito di urgenza, un’opera della quale nessun elettore alle Elezioni del 2009 era minimamente a conoscenza. Correttezza politica avrebbe doverosamente richiesto che tale onerosissima opera fosse inserita nel programma elettorale delle prossime Elezioni Amministrative del 2014 e soltanto successivamente messa a Bilancio, in cantiere e realizzata: cioè solo dopo aver ricevuto l’eventuale approvazione e mandato a procedere da parte dei Monticellesi. Così invece non è stato, e questo a tutti noi appare ancora più grave considerato il fatto che – alle passate Elezioni amministrative del 2009 – il Gruppo di maggioranza Rinnoviamo Monticello aveva ottenuto a malapena solo un terzo dei consensi da parte degli elettori; elettori che sin da ora invitiamo a rivolgersi ai propri rappresentanti consiglieri di maggioranza per pretendere le ragioni di questa opera pubblica inutile, vero e proprio “abuso di delega elettorale” messo in cantiere senza che i Monticellesi sapessero alcunché e potessero giudicare prima. E in ultimo, quello che è ancora più censurabile e che proprio non si riesce a capire è perché, nonostante si sia a fine mandato, l’attuale Amministrazione e in particolare il Sindaco Rigamonti insistano con la realizzazione “a tutti i costi” di quest’opera che non ha – lo si ribadisce – alcun carattere di necessità e urgenza. Proprio non si poteva aspettare qualche mese, portando la decisione nel programma delle prossime Elezioni di Primavera 2014? Perché tutta questa grande fretta di spendere denaro pubblico in un’opera così palesemente superflua? Forse perché non si è per nulla certi che i Cittadini di Monticello l’approverebbero, se fossero chiamati a dare il loro decisivo parere con il proprio democratico voto?

Monticello Brianza, 11 novembre 2013

LOMBARDIA EXPO,SALA: STRAORDINARIA OPPORTUNITÀ PER IMPRESE

Expo 2015 rappresenta fin da ora “una straordinaria opportunità per le nostre imprese e per i nostri territori”. E’ necessaria tuttavia una “piena collaborazione tra istituzioni per la riuscita dell’evento” e una “piena sintonia, nel rispetto delle rispettive funzioni, anche con il mondo camerale, cosa che sta già avvenendo come dimostra la nascita della società Explora”. E’ quanto ha detto il sottosegretario della Regione Lombardia con delega a Expo 2015 Fabrizio Sala, a margine del convegno ‘Expo 2015, una opportunità e una sfida per le imprese sul territorio’ organizzato dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza presso la Villa Reale di Monza. TURISMO – “‘Explora’ – ha aggiunto Sala – nata con il contributo fondamentale della Camera di Commercio di Milano, deve essere un hub di interconnessione tra tutti gli operatori del turismo, per sfruttare al massimo le strutture e il patrimonio, di cui la nostra regione dispone. La Lombardia si propone di innalzare il livello dell’offerta turistica attraverso la formazione degli operatori, la qualificazione dei servizi di accoglienza e la creazione di nuovi prodotti turistici in linea con le richieste del mercato mondiale”. Da ricordare anche le partnership con le altre Regioni (cabina di regia della Conferenza delle Regioni e accordi con Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte), con il Padiglione Italia e con le Regioni europee (Quattro Motori per l’Europa e Macroregione alpina). IMPRESE – “Expo 2015 – ha sottolineato Sala – sarà un ulteriore strumento di traino per l’internazionalizzazione delle nostre imprese e sarà il turning point per il futuro della Lombardia, il momento decisivo per la creatività artigianale lombarda e per la nostra produzione agricola, che sarà al centro di ‘Nutrire il pianeta. Energia per la vita’”. INFRASTRUTTURE – “Sarà molto importante – ha detto ancora Sala – arrivare all’appuntamento con un sistema infrastrutturale che sia pronto e che duri oltre l’evento, per dare ai visitatori e ai nostri cittadini un servizio all’altezza delle nostre potenzialità”. Tra le opere più strategiche su cui si sta lavorando Sala ha ricordato la Rho-Monza, il collegamento Zara-Expo, la viabilità di accesso Molino Dorino-A8 e il parcheggio di Cascina Merlata. Di grande interesse anche l’iniziativa del “Fondo dedicato alle infrastrutture per Expo, che raccoglierà le risorse già disponibili per opere che non sarà possibile realizzare in tempo per Expo, per destinarle a opere necessarie, che sono in una fase più avanzata di realizzazione”. (Ln)

Tasse Universitarie, GIOVANI PADANI: “Nessun futuro per un paese che non investe sui giovani”

“Con tutti i soldi che paghiamo all’anno di tasse, l’Università dovrebbe ormai regalarcela lo Stato, ma invece spendiamo sempre di più per poter semplicemente studiare. Ma dove vanno a finire le nostre tasse e le imposte?”. Se lo chiede Matteo Mognaschi, Coordinatore Federale dei Giovani Padani e Vice-Segretario Federale della Lega Nord. “I dati de Il Sole 24 Ore del 4 Novembre parlano chiaro: le Università al Nord chiedono tasse maggiori di quelle del Sud, ma, oltre al danno, la beffa è che il costo dell’Università potrebbe essere ancora più alto l’anno prossimo. È un costo che non è più sopportabile e richiede inaccettabili sforzi a famiglie già in crisi.” “Come può esserci ricerca ed innovazione in un paese le cui Università diventano sempre più un luogo per élites, viste le tasse astronomiche? Che futuro ci aspetta qui?”. Così Chiara Bosticco, Coordinatrice Federale del Movimento Universitario Padano. “Se solo il 7% degli studenti universitari (dati Il Sole 24 Ore) riceve una borsa di studio, non serve perdere tempo a scervellarci sul perché gli studenti se ne vadano dall’Italia: questo paese non crede neppure più nella sua classe del futuro, salvo quando si tratta di fare promesse in campagna elettorale. Siamo stufi di mille promesse: vogliamo che sia garantito il nostro diritto allo studio con criteri esclusivamente economici e meritocratici.” “Qualità inadeguata al costo pagato, merito zero e, dopo il deprimente valzer del Governo sul bonus maturità, ora abolito, ora rimesso, ora sanato e domani chissà, anche certezze zero. Non siamo più disposti a farci prendere in giro.” Prosegue Filippo Frigerio, Coordinatore Federale degli Studenti Padani. “Il recente volantinaggio #110eFrode, da noi promosso, è stato un successo: più di 200 tra scuole e università volantinate e apprezzamento dagli studenti. Non andremo in giro a spaccare vetrine e imbrattare muri per far sentire il nostro malessere, queste cose non ci appartengono. Non resteremo, tuttavia, a guardare passivamente le nostre scuole cadere a pezzi e i nostri amici scappare all’estero.” “Siamo orgogliosi – concludono Mognaschi, Bosticco e Frigerio – di poter dire che per fortuna ci sono le, tanto vituperate, Regioni del Nord che trovano i soldi per garantire il diritto allo studio. Senza di esse non si vede come si potrebbe supplire ad una mancanza, o dimenticanza, dello Stato.”

Oggiono, 11° Manifesta 2013. Lupi, Boldi e Galli premiano le Associazioni

Maroni incontra il sistema delle imprese della Brianza

L’ECONOMIA DEL NORD VALE PIÙ DI QUELLE DI BELGIO E SVEZIA INSIEME
E 1 impresa su 3 in Italia ha sede fra Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia. E il dato sale al 40% se si parla della sola manifattura

L’economia di Lombardia, Veneto, Piemonte e Friuli Venezia Giulia vale, a parità di potere d’acquisto, più di quelle di Belgio e Svezia messe insieme. Considerando il PIL prodotto in un anno (dati 2010), le regioni del Nord Italia in classifica sarebbero prima di Polonia, Olanda, Belgio, Svezia e Austria. Con oltre 583 miliardi di Euro nel 2011, il Prodotto Interno Lordo prodotto dalle quattro regioni equivale al 40% del complessivo italiano. E 1 impresa su 3 attiva in Italia ha sede tra Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli (e il dato sale al 40% contando solo le imprese manifatturiere). Un tessuto imprenditoriale che a marzo 2013 conta quasi 1,8 milioni di imprese, comunque ridotto dalla crisi rispetto al 2008 del -2% (vale a dire in termini di valori assoluti circa 38mila imprese in meno in 5 anni). Un territorio con una forte incidenza di imprese straniere (le imprese straniere pesano sul totale nel nord il 9,4%, contro la media italiana che si attesta a 8,5%) ma con meno giovani che fanno impresa (le imprese giovanili rappresentano il 9% sul totale, contro il 10,3% della media nazionale). Emerge da elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese, Istat e Eurostat. I dati sono stati diffusi in occasione dell’incontro, tenutosi oggi presso la Camera di commercio di Monza e Brianza, tra il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il sistema imprenditoriale del territorio. “Oggi la situazione economica rimane difficile, esiste una logica di preoccupazione forte e diffusa.
– ha dichiarato Carlo Edoardo Valli Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza -
Dobbiamo essere capaci di dare una prospettiva di crescita, di inaugurare una nuova stagione che abbia
come protagonisti i giovani che lavorano e fanno impresa, quei giovani che decidono di spendere la propria
vita qui e di non fuggire all’estero.”

 

PIL ai prezzi di mercato a parità di potere d’acquisto (valori in milioni di Euro)

TOTALE macroregione (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia,) 612.446

Polonia 589.145

Olanda 532.929

Belgio 317.451

Svezia 283.469

Austria 261.027

Fonte: Elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Eurostat-2010

PIL (valori in milioni di Euro)

Anno Macroregione Italia Peso % macroregione/Italia

1995 509.435 1244537,9 40,9%

1996 515.434 1258659,5 41,0%

1997 523.898 1282146,3 40,9%

1998 529.900 1300713,9 40,7%

1999 534.387 1319588,5 40,5%

2000 555.651 1367800,9 40,6%

2001 564.319 1393278 40,5%

2002 565.457 1399567,7 40,4%

2003 566.012 1398915,8 40,5%

2004 575.610 1423126,4 40,4%

2005 582.252 1436379,4 40,5%

2006 594.194 1467964,4 40,5%

2007 603.773 1492671,1 40,4%

2008 598.044 1475412,4 40,5%

2009 559.344 1394347,2 40,1%

2010 578.879 1419604,4 40,8%

2011 583.227 1425792,1 40,9%

Fonte: Elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat

Imprese attive

Monza e Brianza Macroregione Italia Peso macroregione/ Italia

I 2008 62014 1802809 5210428 34,6

II 2008 62579 1812647 5236360 34,6

III 2008 63059 1818054 5255230 34,6

IV 2008 63038 1815133 5316104 34,1

I 2009 62732 1803841 5279013 34,2

II 2009 63064 1807202 5295471 34,1

III 2009 63299 1806096 5297780 34,1

IV 2009 63373 1800919 5283531 34,1

I 2010 63251 1793315 5253397 34,1

II 2010 63520 1804535 5280743 34,2

III 2010 63696 1806517 5291575 34,1

IV 2010 63762 1800244 5281934 34,1

I 2011 63821 1794786 5256934 34,1

II 2011 64216 1805887 5281736 34,2

III 2011 64483 1808167 5291693 34,2

IV 2011 64335 1798927 5275515 34,1

I 2012 64082 1786560 5233746 34,1

II 2012 64457 1790886 5254343 34,1

III 2012 64464 1790265 5259763 34,0

IV 2012 64342 1781219 5239924 34,0

I 2013 63701 1765141 5190644 34,0

Fonte: Elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese

Monza e Brianza Macroregione Italia

Imprese straniere (in %) 8,0% 9,4% 8,5%

Imprese giovanili (in %) 9,1% 9,0% 10,3%

Imprese femminili (in %) 20,3% 22,4% 24,2%

Imprese artigiane (in %) 35,7% 31,3% 27,1%

Fonte: Elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro ImpreseSettore di attività economica Monza e Brianza Macroregione Italia

Peso

macroregione/

Italia

Agricoltura, silvicoltura e pesca 963 199923 796127 25,1

Industria 22069 512162 1340764 38,2

di cui:

Attività manifatturiere 9573 207983 520542 40,0

Costruzioni 12335 296917 798965 37,2

Servizi 40564 1050163 3044726 34,5

di cui:

Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e

motocicli

16522 419219 1407968 29,8

TOTALE 63701 1765141 5190644 34,0

Fonte: Elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese