Il ministro dell’industria uruguayano Kreimerman incontra le aziende italiane

UNIONE ARTIGIANI DELLA PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA
Monza, 14 settembre 2012 - Un incontro internazionale di altissimo livello che l’Unione artigiani delle Province di Milano e di Monza e Brianza si onorano di ospitare.
 Venerdì prossimo, 21 settembre, il ministro dell’Industria, energia e del settore minerario dell’Uruguay, Roberto Kreimerman sarà a Milano per una presentazione del proprio Paese agli interlocutori economici del nostro territorio. Con lui, saranno presenti l’Ambasciatore dell’Uruguay in Italia, Gustavo Alvarez Goyoaga, e il project manager di Uruguay XXI (l’istituto per la promozione degli investimenti e delle esportazioni di beni e servizi) Juan Ramon Sanchez. Il ministro incontrerà gli esponenti dell’economia locale e nazionale, e delle istituzioni, nella sede direzionale dell’Unione artigiani (via Doberdò 16 – Milano) dove sarà anche possibile prendere contatto con i rappresentanti di alcune grandi aziende uruguayane in delegazione. L’obiettivo della visita in Italia, dunque, è quello di presentare le opportunità di investimento e di collaborazione con questo piccolo Paese sudamericano che negli ultimi anni ha visto una grande crescita economica, delle esportazioni e delle importazioni. I prodotti italiani, infatti, si posizionano nella fascia medio-alta del mercato uruguayano, grazie all’ottimo rapporto qualità/prezzo. Quello dei beni della meccanica strumentale, in particolare, è un settore in crescita: le imprese uruguayane (che per il 98% sono pmi) devono ancora dotarsi di moderne tecnologie per la trasformazione dei prodotti, in particolare nel settore agro-industriale.

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“Navarro Valls Incanta L’UCID MB ”

E’ stato il portavoce modello della Chiesa, Joaquín Navarro Valls, per
l’intelligenza spiccata, l’acuità analitica, lo spirito di osservazione, il plurilinguismo, e il giusto grado di prudenza. L’ex direttore della Sala stampa del Vaticano giovedì sera con la sua presenza e il suo stile pacato ha arricchito di contenuto la piacevole
cena conviviale mensile dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) di Monza e Brianza, presieduta da Aldo Fumagalli.

Ospite nella splendida cornice dell’Antico Ristorante Fossati a Canonica di Triuggio.
L’illustre giornalista, psichiatra e saggista spagnolo ha parlato di etica, che significa “parlare dell’essere umano”, rintracciare quel “quid specificatamente umano che ci contraddistingue, differenziandoci dagli animali, anche da quelli che paiono più intelligenti”, ha sottolineato Navarro Valls. “Se l’animale si muove sempre all’interno
del suo mondo di istinti, agendo di conseguenza, l’uomo è l’unico essere curioso del cosmo fisico- spiega-. E’ il solo che si interroga sul come dovrebbe essere: ed è da questa domanda che parte l’eterna questione etica”. Insomma l’uomo possiede la capacità di superare il livello meramente pulsionale: “Ha la facoltà, essendo dotato di libero
arbitrio, di domandarsi questo è un bene o un male, è un valore o un disvalore .

Questo lo devo fare oppure no?”. Il problema è sapere ciò che si intende fare, altrimenti la nostra vita scende al livello delle pulsioni animali: “E se rifiuti la domanda di come devi essere, stai rifiutando te stesso”, ha detto di fronte a molti imprenditori, al
presidente di Confindustria Monza e Brianza Renato Cerioli e alle autorità intervenute, da Dario Allevi, presidente della Provincia, a Mons. Silvano Provasio, arciprete del Duomo di Monza e il Prefetto Giovanna  Vilasi .

Quindi la famosa massima di Socrate “Conosci te stesso” è sempre valida. E’ in
pratica il punto di partenza della strada che ci può condurre al “massimo grado di perfezione umana ed essa stessa è etica- aggiunge Navarro Valls, dal 2007 presidente dell’Advisory board dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, e dal 2009 presidente di Fondazione Telecom Italia -. Tuttavia che senso ha conoscere me stesso se non riesco a
migliorarmi?”. Allora ecco necessario questo passo ulteriore:
“Dovremmo desiderare di migliorare noi stessi. Noi non siamo solo come siamo”, il nostro bagaglio genetico non deve ossessionarci: “Nessuno è egoista perché nasce egoista, né criminale perché viene al mondo con la terribile caratteristica”.

Dovremmo lavorare di più su noi stessi, rivolgere lo sguardo al nostro interno, perché la vera rivoluzione è anzitutto interiore: “Non si può cambiare il mondo se prima non
cambiamo noi stessi. Solo quando cambio me stesso, muto qualcosa del
mondo”. Le nostre potenzialità vanno “cercate e scoperte, sono già iscritte nella nostra natura. Ha ragione Pascal quando dice che l’uomo supera infinitamente l’uomo. Possiamo varcare i nostri limiti, conducendo il nostro comportamento, seguendo le norme”. Ovviamente il concetto di bene varia da cultura a cultura, ma poi c’è un concetto di
bene assoluto che è comune alla famiglia del genere umano, perché “è
una questione di sopravvivenza della nostra specie”. Per esempio: “La mamma crudele col suo bambino in tutte le culture è un male.

Ed è sempre stato così e sarà sempre così”. Quindi l’etica non è una prerogativa del cattolicesimo: appartiene a tutte le religioni, anzi “è qualcosa di pre-religioso, legato proprio al nostro senso innato di conservazione. I Dieci comandamenti sono precetti connaturati in noi”.
Eppure l’uomo occidentale sembra aver perso la sua bussola. Basta
guardare il mercato che non pone la centralità dell’essere umano, ormai fuori di bilancio. Navarro Valls: “La stessa grave crisi economica è stata scatenata negli Stati Uniti da una mossa non etica, da tendenze bestiali, l’accumulo non etico di ricchezze…“. Il nostro mondo è divenuto “egocentrico, ed istintivamente animale” e forse irrimediabilmente “liquido”, per dirla con Zygmunt Bauman, acuto analista della società contemporanea. Mentre nell’età moderna tutto era dato come una solida costruzione, ai nostri giorni invece ogni aspetto della vita può venir rimodellato artificialmente. Nulla ha contorni nitidi, definiti e fissati una volta per tutte. Ciò non può che influire sulle relazioni umane, divenute precarie. Difatti ora non si cerca più di costruire il “mondo perfetto”, etico. Prosegue Navarro Valss:” Questa nostra società ha perso autorevolezza e più che di predicatori ha bisogno di testimoni, che ci indichino la strada da seguire”. Mentre dal conto suo l’uomo non deve smettere di “imparare, tenendo un atteggiamento di apprendimento continuo, il massimo in campo etico. Facciamo lo sforzo di imparare! E istilliamolo ai nostri
bambini”.
Navarro Valls non ha potuto evitare un ricordo del “suo” Papa, rievocando l’allegria di Giovanni Paolo II, “anche di fronti ai problemi e le tragedie. Quella gioia ed ottimismo da dove venivano?
Andavano oltre il suo tratto caratteriale. Nascevano dalla sua fiducia in Dio che ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. Poggiava lì”. Il miracolo quotidiano di Papa Woytjla è il miracolo dei santi, compresi gli altri due conosciuti da Navarro Valls: Madre Teresa e
Josemarìa Escrivà de Balaguer, il fondatore dell’Opus Dei, che ospitò in casa il giovane Navarro Valls per cinque anni, che conclude:“Quando conosci un santo da vicino, capisci che in fondo la sua vita è una serie di circostanze puramente ordinarie condotte straordinariamente bene”. Ecco la vita etica al suo climax.
Mariella Radaelli