PALA K CAPITALE DEL CALCIO BALILLA: BOOM DI ADESIONI

Dopo il successo della precedente edizione al Pala K si ripete l’appuntamento per gli appassionati del biliardino.

Un passatempo d’altri tempi, che tuttavia sta ritornando in auge. Lo dimostrano i numeri registrati nell’evento organizzato il mese scorso al Pala K di Cinisello Balsamo. Oltre 400 sono gli appassionati dei tavoli verdi e degli omini fusi al ferro che hanno passato la domenica pomeriggio al kartodromo di Cinisello Balsamo. Alla luce del grande successo, gli organizzatori si sono attivati subito nella realizzazione di una nuova edizione. In programma dunque una adrenalinica sfida che si terrà domenica 19 maggio a partire dalle ore 15, con molti premi in palio. Un torneo avvincente, a numero chiuso, con massimo 64 coppie, che si disputerà su 8 calcetti Fas Mundial in 8 gironi da otto coppie. Ogni coppia giocherà 7 partite dirette contro le 7 squadre dello stesso girone. Ad ogni singolo girone passano alla sfida successiva 4 coppie su 8; conclusi gli 8 gironi rimarranno 32 coppie, che gareggeranno a scontro diretto in partite a 9 punti senza vantaggi. “Forse per la contaminazione determinata dal campione rossonero, Balotelli, padrone di casa del Pala K, forse per il carattere nazionalpopolare dell’iniziativa il Calcio Balilla qui al Pala K rappresenta per noi un momento di grande soddisfazione” – dichiara Joe Ghiringhelli, il Presidente del kartodromo di Cinisello che ospita l’evento. E’ possibile iscriversi al torneo contattando il Pala K oppure gli organizzatori dell’evento Claudio (393 20 13 450) o Alessandra (320 15 09 027).

Elena Romagnolo, Danilo Goffi e il ‘mitico’ Renzo Barbugian al via della 10K

Sarà ancora lei la protagonista della 10K Chrono nella serata di sabato 18 maggio: l’azzurra del CS Esercito Elena Romagnolo capace, nella scorsa edizione, di abbassare a 34:08 il record precedente di quasi due minuti (apparteneva alla maratoneta azzurra Lucilla Andreucci con 36:03 nel 2008), sarà al via di questa sesta edizione dell’ormai classica monzese.   Classe 1982, allenata da Andrea Bello, Elena Romagnolo lo scorso anno è stata finalista ai Giochi di Londra nei 5000 in 15:06.38  (07/08/2012) crono che, nella classifica all time, la vede tra le prime quattro atlete di questa distanza dopo Roberta Brunet, Maria Guida e  Silvia Weissteiner. Ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, la mezzofondista di Trivero nel biellese ha raggiunto la finale dei 3000 siepi realizzando in batteria ancora un record italiano con 9:27.48 mentre è stata quinta nei 5000 agli europei di Barcellona 2010 e, nel 2012, 8a nei 10000 e 9a nei 5000 agli Europei di Helsinki.

 Con lei al via il maratoneta Danilo Goffi, ex Carabiniere ora in forze al Cus Pro Patria Milano, nono ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996, sei maratone mondiali,  argento nella maratona agli europei di Budapest 1998, con un primato personale di 2h08’33” (Rotterdam 1998) quinto tempo italiano all time. Il maratoneta di Nerviano (MI), allenato da Giorgio Rondelli , è stato anche campione europeo junior dei 10.000 metri in pista  (Salonicco 1991) e nella sua carriera ha vinto tre titoli italiani : nella maratona (1995), sulla mezza maratona (1996) e sui 10.000 nel (1998). Ma la 10K Chrono vedrà al via anche un altro personaggio, celebre nel mondo delle corse su strada: Renzo Barbugian della Daini Carate Brianza, forte corridore, grande esempio per la sua capacità di rimettersi in forma dopo aver raggiunto preoccupanti livelli di sovrappeso ed  essere diventato un fumatore accanito. Nel suo palmares più di cinquanta maratone in giro per il mondo (New York, Berlino, Parigi, Londra, Barcellona e Amsterdam), un bronzo alla “Monza-Resegone”, la vittoria alla «6Ore di Seregno» con settantotto chilometri. E poi skyrace, corse in alta montagna e la 100 chilometri, con un personale di 7h 46’.  Nel maschile il record da battere è del marocchino di Casablanca, classe 1979,  in forze alla Daini Carate Brianza, Lahcen Mokraji, che nell’edizione passata ha chiuso in 30:50. 

Ricordiamo che la 10K CHRONO, gara agonistica nazionale Fidal,  vedrà il via alle ore 21.00 di sabato 18 maggio con Rosanna Massari in veste di speaker della manifestazione e, come ogni anno, chi correrà la 10K CHRONO potrà gratuitamente correre anche la 10K POPULAR al via alle ore 10.00 di domenica 19 maggio per 5 o 10 km a passo libero, sempre sullo stesso percorso, tra i luoghi storici del centro di Monza, della prova agonistica.

 La DieciK sarà anche un’occasione per fare solidarietà con VITAL ITALY Onlus”un’organizzazione non profit che lavora per dare una casa, un’assistenza e un’educazione alle bambine bisognose di Calcutta e di altre zone disagiate ( www.vital-italy.org  oppure  allegra@vital-italy.org), e con “SLAncio Monza” un progetto della Cooperativa La Meridiana, che sostiene la costruzione a Monza di una casa di cura per persone in Stato Vegetativo o colpite da malattie neurologiche e neuromuscolari invalidanti come la SLA (sclerosi laterale amiotrofica), le distrofie o la sclerosi multipla (www.cooplameridiana.it).

 ISCRIZIONI:

Le iscrizioni alla gara agonistica sono ancora aperte e possono essere effettuate direttamente su  www.otc-srl.it  seguendo le indicazioni sul sito www.diecik.it   (quota di iscrizione euro 20,00).

Le iscrizioni per la gara popolare saranno invece disponibili nei negozi ufficiali pubblicati sul sito della manifestazione, sempre al costo di euro 10,00.

Foto di Roberto Mandelli (Podisti.net)

Di seguito il prestigioso albo d’oro maschile e femminile della manifestazione:


ALBO D’ORO MASCHILE

2008 Migidio Bourifa (Atl. Valle Brembana) 31’25”
2009 Amor Rached (Pro Sesto) 31’05”
2010 Paolo Finesso (Ginn. Comense 1872) 30’56”
2011 Lahcen Mokraji (Daini Carate Brianza) 30’53
2012 Lahcen Mokraji (Daini Carate Brianza) 30’50” (Record della manifestazione)


ALBO D’ORO FEMMINILE
2008 Lucilla Andreucci (Forestale) 36’03”
2009 Marzena Michalska (Fiamme Oro Padova) 36’27”
2010 Cecilia Sampietro (Ginn. Comense 1872) 37’49”
2011 Anna Maria Mazzetti (Friesian Team) 36’04”
2012 Elena Romagnolo (CS Esercito) 34’08” (Record della manifestazione)

Pierluigi Marzorati onora Monza

Monza 11 Aprile 2013
Basta scorrere l’agenda, la cronaca, per constatare come il nostro club si stia rivelando un carrefour di temi e di ospiti di livello assoluto.

Lo conferma la conviviale di aprile che, mettendo il Presidente regionale del CONI come ospite d’onore, ha registrato la presenza del sindaco Roberto Scanagatti e del colonnello Mario Salerno, comandante del Gruppo Guardia di Finanza di Monza. Una presenza non certo marginale se pensiamo alle decine di campioni che militano nel Gruppo Sportivo Fiamme Gialle.
Marzorati, riconfermato presidente solo tre mesi fa, è tornato al Panathlon di Monza dopo l’applaudita visita del gennaio 2011.
Lo storico “numero 14” della Pallacanestro Cantù, dove ha militato dal 1969 al 1991 (693 presenze, compresa quella simbolica in una gara del 2006), ha ritrovato la stessa cordiale accoglienza e, ancor più, l’importante attenzione del nostro mondo sportivo rappresentato ai massimi livelli cittadini: Scanagatti, nella veste di assessore allo sport, Pietro Mazzo presidente dell’USSMB ed Enrico Radaelli presidente dell’Ass.Amici Autodromo e del MAMS. A completare il parterre degli “addetti ai lavori” un altro graditissimo ospite, Giovanni Andronico presidente della Fed. Sci Nautico e Wakeboard.

Scanagatti, nel ringraziare Marzorati per l’importante visita ha sottolineato l’importanza del prossimo insediamento del CONI Point provinciale a Monza, territorio che sa continuamente esprimere notevoli risultati, frutto di grande passione e professionalità.
Il Presidente regionale ha avuto parole di marcato apprezzamento per questa attività che contribuisce al valore del CONI, alla vigilia dei 90 anni dalla fondazione, a cui il presidente Giovanni Malagò (in visita a Milano una ventina di giorni fa) sta dando significativi miglioramenti d’indirizzo.
Nell’illustrare i principali capitoli della missione intrapresa in Lombardia, dove conta circa 11mila società, Marzorati ha sottolineato alcuni interventi nella nostra regione, come l’offerta formativa della Scuola regionale dello Sport (istituita nel 1996), il progetto Sport Work, i corsi di Alfabetizzazione motoria, la proficua collaborazione col mondo scolastico e una più mirata attenzione al mantenimento e alla valorizzazione dell’impiantistica sportiva. Non secondario anche il coinvolgimento nel progetto europeo ELYS, laboratori didattico – educativi rivolti al mondo della tifoseria giovanile.
Applaudito come campione sta ora raccogliendo i consensi per una capace guida del massimo ente sportivo in Lombardia; tornerà a Monza tra soli due giorni: la mattina di sabato 13 aprile, al Circolo Tennis Monza, per inaugurare il Meeting Interregionale di tennis.
(testo e foto di Gianmaria Italia)

Nelle Foto
(4676) Salerno, Mazzo, Franca Casati e Marzorati

(4680) Salerno, Casati, Scanagatti e Mazzo

(4727) Marzorati e Andronico

(4735) Marzorati firma l’albo d’oro degli Ospiti del club

Gal Lissone nella storia

Campionato Italiano Ginnastica Artistica femminile SERIE A 2013 – GAL Lissone  12° Scudetto

Il palcoscenico sportivo designato per la disputa dell’atto finale del CAMPIONATO ITALIANO di Serie A 2013 è il “Mandela forum” nella splendida Firenze.

A contendersi il titolo finale, le eterne rivali, Brixia e Gal Lissone.

Sabato 6 Aprile 2013 non è un fine settimana comune perché è il giorno in cui la GAL LISSONE conquista senza alcuna esitazione il dodicesimo scudetto, il terzo consecutivo, un risultato che conferma l’eccellente stato di forma delle atlete, l’ottimo staff tecnico e la vincente atmosfera societaria del Presidente Roberto Meloni.

I risultati appartengono già alla storia recente e ad alcune delle più belle pagine della storia della Ginnastica Artistica Italiana. Il Campionato si serie A 2013 ha preso l’avvio a Ancona dove la GAL ha messo immediatamente in chiaro che l’obbiettivo era la conquista del terzo titolo italiano consecutivo. Una vittoria importante per il punteggio e per la morale che ha permesso di individuare quali fossero le forze in campo. La ASDG Brixia anche quest’anno dimostra sin dalla prima gara di voler competere con lo squadrone di Lissone e lo dimostra nel secondo appuntamento di Campionato vincendolo sulla Gal seppur con uno scarto di punteggio assai risicato.

Il 16 Marzo a Bari e il 6 Aprile a Firenze la storia racconta di una sola squadra al comando, la GAL LISSONE , che si aggiudica così anche per quest’anno lo Scudetto numero dodici con grande dimostrazione di forza, una supremazia assoluta che fa’ ben sperare per il futuro.

La classifica finale vede la GAL LISSONE a quota 97 punti seguita al secondo posto la BRIXIA di Vanessa Ferrari a soli 85 punti e sul gradino più basso del podio la A.S. Olos Gym 2000 a 80 punti.

Sul gradino più alto del podio a Firenze, giustamente sommersi dagli applausi unanimi, provenienti da tutta Italia, le atlete Carlotta Ferlito, Elisabetta Preziosa, Alessia Praz, Elisa Meneghini, Emily Armi, Sara Barri i tecnici Claudia Ferrè, Paolo Bucci, Anna Sassone, Tiziana di Pilato e il Presidente della GAL Lissone Roberto Meloni.

Tutto ciò accadeva mentre il tecnico Paolo Bucci accompagnava Elisa Meneghini a Tokyo ad un’importantissima prova individuale del circuito di Coppa del Mondo come prova per gli imminenti Campionati europei di Mosca.

L’emozione di uno scudetto negli occhi di tutti ma nel cuore la voglia e l’impazienza di ritornare immediatamente in pedana per i prossimi non meno importanti appuntamenti nazionali e internazionali, un tour di palestre continuo, tra allenamenti incessanti e competizioni con la divisa della Gal Lissone, con l’azzurro nazionale, sempre sotto i riflettori sia del mondo dello sport sia quelli della televisione grazie al seguitissimo realty “Ginnaste – vite parlallele” che mette in evidenza anche l’aspetto squisitamente umano e simpatico.

Elisabetta Preziosa, “Betta” per tutti, ha mostrato per tutto l’arco della stagione una non nuova straordinaria forza di volontà e incredibile tenacia nel restare sempre competitiva e perfetta su tutti i campi gara nonostante un fastidioso stop forzato per un delicato intervento agli occhi, mai doma, mai abbattuta, Betta ha stretto i denti e insieme alle sue compagne di squadra e amiche ha confezionato questo ennesimo gioiello prezioso.  L’atleta ha rivestito, in questa importante stagione, anche il ruolo determinante di leader nei momenti in cui è mancata Carlotta Ferlito a Bari impegnata in una competizione internazionale in Francia.

Da Lissone parte una nuova sfida al mondo della Ginnastica …………….. con i complimenti sinceri per un’annata davvero straordinaria e un augurio speciale al Presidente onorario Giovanni Fumagalli costretto a seguire la conquista del dodicesimo scudetto da casa.

A cura di

Alberto Moioli

Visita del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito a Kabul

E’ iniziata dalla capitale afgana la visita del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano, ai militari italiani impegnati nell’operazione ISAF (International Security Assistance Force) a Kabul. Accompagnato dal Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Corpo d’Armata Alberto Primicerj, il Generale Graziano è atterrato di buon ora all’aeroporto internazionale di Kabul, dove è stato accolto dal Generale di Corpo d’Armata Giorgio Battisti, Capo di Stato Maggiore della missione ISAF e Italian Senior National Representative per l’Afghanistan. Dopo un breve incontro con il personale nazionale che opera nel comprensorio dell’aeroporto, a cui il Generale ha indirizzato parole di elogio per l’alta qualità del lavoro che stanno svolgendo, la delegazione ha raggiunto il Ministero della Difesa afgano dove si è svolto un colloquio con il Capo di Stato Maggiore della Difesa Afgano, Generale Sher Mohammed Karimi. A seguire il Generale Graziano ha raggiunto il Quartier Generale dell’Alleanza Atlantica, dove è stato ricevuto dal Generale dei Marines Joseph Dunford, da poco nominato Comandante di ISAF, e dal Generale britannico Nick Carter, vice Comandante della missione. Gli incontri si sono svolti in un clima di grande cordialità e i due Ufficiali alleati hanno espresso grande soddisfazione per l’opera profusa e per i brillanti risultati ottenuti dal personale dell’Esercito Italiano impegnato in ISAF. Successivamente, il Generale Graziano si è intrattenuto con i militari italiani in servizio al Comando ISAF ai quali ha portato una testimonianza di vicinanza e l’apprezzamento da parte di tutta la Nazione e della Forza Armata. Prima di lasciare Kabul alla volta di Herat, sede del Comando NATO della Regione Ovest a guida italiana il Generale Graziano ha incontrato l’Ambasciatore italiano in Afghanistan Luciano Pezzotti.

Vimercate: Firmato Accordo Yamaha e Istituto Floriani

Da diversi anni il nostro Istituto ha sempre cercato attraverso la propria Offerta Formativa di offrire ai propri studenti diverse opportunità, non solo educative o di crescita personale, ma anche progetti e corsi innovativi affinchè la loro professionalità e preparazione fosse adeguata ad un inserimento nel mondo del lavoro. Anche quest’anno abbiamo basato il nostro POF su progetti innovativi, all’avanguardia e in linea con i tempi tecnologicamente avanzati quale la realtà in cui vivono i nostri ragazzi .Sulla base di tutto questo abbiamo cercato di rendere più ” appetibile”per i nostri alunni i corsi già esistenti, inserendo progetti più specifici e più vicini alla loro realtà. Per questo e per molti altri motivi, il nostro Istituto ha riaperto la possibilità di riavvicinarsi ad una delle Aziende Leader nel settore dei veicoli a motore presente sul nostro territorio, la Yamaha Motor Italia di Gerno. Abbiamo così riproposto un progetto che era presente alcuni anni fa nel nostro POF, che dava ai nostri alunni delle buone possibilità, una specializzazione ulteriore e migliori possibilità di occupabilità. Con i responsabili Yamaha , gli ingegneri, i docenti, e il Dirigente Scolastico abbiamo sviluppato un progetto proponibile nel percorso quinquennale di Istruzione Professionale e sviluppabile a partire dal terzo anno con dei moduli, finalizzato alla qualificazione della figura professionale di manutentore e riparatore con competenze in ambito motoristico. rivolto agli studenti delle classi terze, quarte e quinte con indirizzo di “TECNICO DELLA MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA”.Questo accordo si propone di stabilire un contatto diretto tra scuola e mondo del lavoro che permetta ai ragazzi di vivere di persona un’esperienza all’interno di una realtà importante e strutturata come Yamaha Motor Italia. Gli studenti potranno vivere tale esperienza sia attraverso un percorso di formazione altamente specialistico svolto presso la sede di Gerno di Lesmo, sia, ove possibile, attraverso dei periodi di stage direttamente presso le concessionarie. L’accordo prevede non solo la formazione degli alunni presso l’azienda, ma anche la formazione dei nostri docenti inseriti nel progetto.Alla fine del Percorso progettuale gli alunni conseguiranno specifiche Certificazioni di Idoneità che potranno inserire nel loro Curriculum vitae. L’Istituto Professionale Floriani è ben consapevole che la propria presenza sul Territorio Vimercatese si sostanzia nella capacità di costruire partnership e relazioni virtuose con le principali realtà sociali e di sviluppo produttivo che vivono nella nostra Brianza Est. L’alleanza con Yamaha sta in questo solco che accompagna lo sviluppo della società civile, quello che nella reciprocità pone in relazione il lavoro e la formazione. Relazione e lavoro sono il nostro riferimento formativo di Istituto scolastico: orgogliosi di restituire a Vimercate il ricordo vivo di Virgilio Floriani fondatore del nostro istituto, imprenditore e filantropo, consapevoli di lavorare attraverso questa convenzione, per un futuro di lavoro e di rapporti sociali.” Pertanto con questo progetto, Yamaha e Floriani vogliono contribuire a preparare nel migliore dei modi i tecnici di domani, permettendogli di affacciarsi al mondo del lavoro in modo maturo e preparato e dando loro la consapevolezza di avere a disposizione una marcia in più per poter giocare e vincere la “gara” della vita.

Mariangela Riva

8 Marzo Giornata internazionale della donna

http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_internazionale_della_donna

La giornata internazionale della donna (comunemente definita festa della donna) ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Questa celebrazione si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei nel 1911 e in Italia nel 1922.

Il «Woman’s Day» negli Stati Uniti (1908-1909) [modifica] Clara Zetkin Nel VII Congresso della II Internazionale socialista, tenuto a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907, nel quale erano presenti 884 delegati di 25 nazioni – tra i quali i maggiori dirigenti marxisti del tempo, come i tedeschi Rosa Luxemburg, Clara Zetkin, August Bebel, i russi Lenin e Martov, il francese Jean Jaurès – vennero discusse tesi sull’atteggiamento da tenere in caso di una guerra europea, sul colonialismo, sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alle donne. Su quest’ultimo argomento il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a «lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne», senza «allearsi con le femministe borghesi che reclamano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne». Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, fu tenuta una Conferenza internazionale delle donne socialiste, alla presenza di 58 delegate di 13 paesi, nella quale si decise la creazione di un Ufficio di informazione delle donne socialiste: Clara Zetkin fu eletta segretaria e la rivista da lei redatta, Die Gleichheit (L’uguaglianza), divenne l’organo dell’Internazionale delle donne socialiste. Non tutti condivisero la decisione di escludere ogni alleanza con le «femministe borghesi»: negli Stati Uniti, la socialista Corinne Brown scrisse, nel febbraio del 1908 sulla rivista The Socialist Woman, che il Congresso non avrebbe avuto «alcun diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione». Fu la stessa Corinne Brown a presiedere, il 3 maggio 1908, causa l’assenza dell’oratore ufficiale designato, la conferenza tenuta ogni domenica dal Partito socialista di Chicago nel Garrick Theater: quella conferenza, a cui tutte le donne erano invitate, fu chiamata «Woman’s Day», il giorno della donna. Si discusse infatti dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini di basso salario e di orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne. Quell’iniziativa non ebbe un seguito immediato, ma alla fine dell’anno il Partito socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali «di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile». Contemporaneamente si stava svolgendo un lungo sciopero, che vide protagoniste più di 20.000 camiciaie e operaie tessili newyorkesi, durato dal 22 novembre 1908 al 15 febbraio 1909[senza fonte]: fu così che negli Stati Uniti la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909, data proposta dal Partito Socialista d’America proprio a ricordo dello sciopero appena terminato[1]. La Conferenza di Copenaghen (1910) [modifica] Aleksandra Kollontaj Il Woman’s Day tenuto a New York il successivo 28 febbraio venne impostata come manifestazione che unisse le rivendicazioni sindacali a quelle politiche relative al riconoscimento del diritto di voto femminile. Le delegate socialiste americane, forti dell’ormai consolidata affermazione della manifestazione della giornata della donna, decisero pertanto di proporre alla seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi nella Folkets Hus (Casa del popolo) di Copenaghen dal 26 al 27 agosto 1910 – due giorni prima dell’apertura dell’VIII Congresso dell’Internazionale socialista – di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne. Negli ordini del giorno dei lavori e nelle risoluzioni approvate in quella Conferenza non risulta che le 100 donne presenti in rappresentanza di 17 paesi abbiano istituito una giornata dedicata ai diritti delle donne: risulta però nel Die Gleichheit, redatto da Clara Zetkin, che una mozione per l’istituzione della Giornata internazionale della donna fosse «stata assunta come risoluzione». Mentre negli Stati Uniti continuò a tenersi l’ultima domenica di febbraio, in alcuni paesi europei – Germania, Austria, Svizzera e Danimarca – la giornata della donna si tenne per la prima volta il 19 marzo 1911[1] su scelta del Segretariato internazionale delle donne socialiste. Secondo la testimonianza di Aleksandra Kollontaj, quella data fu scelta perché, in Germania, «il 19 marzo 1848 durante la rivoluzione il re di Prussia dovette per la prima volta riconoscere la potenza di un popolo armato e cedere davanti alla minaccia di una rivolta proletaria. Tra le molte promesse che fece allora e che in seguito dimenticò, figurava il riconoscimento del diritto di voto alle donne». In Francia la manifestazione si tenne il 18 marzo 1911, data in cui cadeva il quarantennale della Comune di Parigi[2]. Non fu però ripetuta tutti gli anni, né celebrata in tutti i paesi: in Russia si tenne per la prima volta a San Pietroburgo solo nel 1913, il 3 marzo, su iniziativa del Partito bolscevico, con una manifestazione nella Borsa Kalašaikovskij, e fu interrotta dalla polizia zarista che operò numerosi arresti. In Germania, dopo la celebrazione del 1911, fu ripetuta per la prima volta l’8 marzo 1914, giorno d’inizio di una «settimana rossa» di agitazioni proclamata dai socialisti tedeschi, mentre in Francia si tenne con una manifestazione organizzata dal Partito socialista a Parigi il 9 marzo 1914. L’8 marzo 1917 [modifica] Le celebrazioni furono interrotte dalla Prima guerra mondiale in tutti i paesi belligeranti, finché a San Pietroburgo, l’8 marzo 1917 (il 23 febbraio secondo il calendario giuliano allora in vigore in Russia) le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra[3]: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta incoraggiò successive manifestazioni di protesta che portarono al crollo dello zarismo, ormai completamente screditato e privo anche dell’appoggio delle forze armate, così che l’8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l’inizio della «Rivoluzione russa di febbraio». Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell’apertura del III congresso dell’Internazionale comunista, fissò all’8 marzo la «Giornata internazionale dell’operaia». In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d’Italia, che volle celebrarla il 12 marzo, in quanto prima domenica successiva all’ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l’anno precedente, che ricordava l’8 marzo come Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo. La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York[4], facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate dall’Europa. Altre versioni citavano la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857,[5] mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti verificatesi a Chicago, a Boston o a New York. Nonostante le ricerche effettuate da diverse femministe tra la fine degli anni settanta e gli ottanta abbiano dimostrato l’erroneità di queste ricostruzioni, le stesse sono ancora diffuse sia tra i mass media che nella propaganda delle organizzazioni sindacali.[6][7][8][9] In Italia [modifica] La mimosa [modifica] Manifestazione femminista Nel settembre del 1944 si creò a Roma l’UDI, Unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d’Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all’ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l’8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l’Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un’idea di Teresa Noce,[10] Rita Montagnana e di Teresa Mattei.[11] Nei primi anni cinquanta, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere Noi donne, il mensile dell’Unione Donne Italiane (UDI), divenne un gesto «atto a turbare l’ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico».[12] Nel 1959 le senatrici Luisa Balboni, comunista, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni, socialiste, presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l’iniziativa cadde nel vuoto. Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell’opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista. Il femminismo [modifica] Per approfondire, vedi la voce Femminismo. La polizia carica un corteo femminista. L’8 marzo 1972 la manifestazione della giornata della donna si tenne a Roma in piazza Campo de’ Fiori: vi partecipò anche l’attrice statunitense Jane Fonda, che pronunciò un breve discorso di adesione, mentre un folto reparto di polizia era schierato intorno alla piazza nella quale poche decine di donne manifestanti inalberavano cartelli con scritte inconsuete e «scandalose»: «Legalizzazione dell’aborto», «Liberazione omosessuale», «Matrimonio = prostituzione legalizzata», e veniva fatto circolare un volantino che chiedeva che non fossero «lo Stato e la Chiesa ma la donna ad avere il diritto di amministrare l’intero processo della maternità». Quelle scritte sembrarono intollerabili, perché la polizia caricò, manganellò e disperse le manifestanti.[13] Il 1975 fu designato come “Anno Internazionale delle Donne” dalle Nazioni Unite e l’8 marzo le organizzazioni femminili celebrarono in tutto il mondo proprio la giornata internazionale della donna, con manifestazioni che onoravano gli avanzamenti della donna e ricordavano la necessità di una continua vigilanza per assicurare che la loro uguaglianza fosse ottenuta e mantenuta in tutti gli aspetti della vita civile. A partire da quell’anno anche le Nazioni Unite riconobbero nell’8 marzo la giornata dedicata alla donna. Due anni dopo, nel dicembre 1977, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione proclamando una «giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale» da osservare dagli stati membri in un qualsiasi giorno dell’anno, in accordo con le tradizioni storiche e nazionali di ogni stato. Adottando questa risoluzione, l’Assemblea riconobbe il ruolo della donna negli sforzi di pace e riconobbe l’urgenza di porre fine a ogni discriminazione e di aumentare gli appoggi a una piena e paritaria partecipazione delle donne alla vita civile e sociale del loro paese.