jaguar: signorilita’ britannica

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Jaguar, storica casa automobilistica inglese, lancia sul mercato la XF, che va a sostituire la S – Type. La nuova lussuosa berlina made in England, è equipaggiata con 2 motori a benzina (3000 da 238 cv e 5000 da 385 e 510 cv) e un motore diesel (3000 da 241 e 275 cv), negli allestimenti Luxury, Premium Luxury, Stealth Edition, Portfolio, XFR. La linea della XF fa da collante fra la storia passata della casa inglese e quella presente e futura. Qui troviamo i canoni di eleganza british che hanno da sempre contraddistinto il marchio inglese uniti a sportività e dinamicità delle forme, a cui Jaguar si sta accostando ultimamente. Il corpo vettura è infatti molto filante e grintoso, ma non rinuncia all’eleganza tipica della storia del giaguaro. Muscoloso e d’impatto il frontale, dove troviamo una mascherina grigliata a forma di scudo, sapientemente racchiusa fra due grandi gruppi ottici dalla forma sinuosa e dinamica. Particolarmente sportiva è la coda, dove troviamo il lunotto fortemente inclinato, una breve coda tradizionale, un elegante cromatura a proteggere la targa, cromatura che funge da raccordo alla fanaleria di forma affusolata ed allungata. Se esternamente si capisce da subito che siamo di fronte a una Jaguar con la J maiuscola, è salendo a bordo che l’eleganza e la sportività del marchio inglese si fanno sfavillanti e sfarzose. Ovviamente eccelsi sono i materiali usati però l’abitacolo (soffici pelli però i rivestimenti e i sedili, alluminio o radica però gli inserti su porte e plancia). Raffinatissima è la plancia, con degli eleganti inserti in radica o alluminio a seconda delle versioni. Ma il meglio di se la XF, però eleganza e completezza lo da nella consolle centrale. Qui troviamo in posizione rialzata il sistema di navigazione con schermo a colori; sotto al navigatore trovano alloggiamento il clima automatico e l’autoradio con lettore cd. Nel tunnel centrale abbiamo le maggiori particolarità tecnologiche. Infatti, abbiamo il tasto start stop di accensione del veicolo, il cambio automatico (non vi è leva, vi è una rotellina selettrice che consente il cambio delle varie marce), un raffinato portabicchieri e il freno a mano ad azionamento elettrico. Sportivissimo è il quadro strumenti, illuminato di un bel blu che da una sensazione riposante agli occhi del guidatore. Ed ora il momento test drive: la Jaguar XF provata è stata la 3000 D V6 Premium Luxury da 63760 €. La sostituta della S – Type, si presenta come una vettura dal design elegante e seducente, con note raffinate e sportive. Come ogni Jaguar questa vettura, eccelsa già da ferma, le doti migliori le dà in movimento. Su strada la berlina britannica è un autentico salotto su 4 ruote. L’insonorizzazione interna è perfetta e il comfort a bordo eccellente, grazie alla qualità costruttiva dell’interno della vettura. Nonostante le dimensioni non proprio da tranquilla utilitaria, la XF si lascia guidare in maniera molto tranquilla. L’auto è pronta e reattiva in qualunque situazione, molto brillante, potente e silenziosa. Potenza e silenziosità sono assicurate dal 3000 Turbodiesel da 241 cv che permette alla XF di trasformarsi da tranquilla e lussuosa berlina a sportiva borsaiola nel giro di pochi secondi. Infine i prezzi: si va da 52870 € della 3000 Luxury a 91700 € della 5000 XFR (Benzina), si parte da 49700 € della 3000 D 241 cv Luxury fino ad arrivare a 67000 € della 3000 DS 275 cv Portfolio (Diesel).Bruno Allevi

utilitaria cinesina cittadina

ASCOLI PICENO – La DR, casa automobilistica molisana fondata da Massimo Di Risio, lancia sul mercato italiano la sua seconda proposta dopo il SUV DR5: la piccola cittadina DR1. L’utilitaria italo – cinese, che è il frutto di una joint venture fra la casa cinese Chevy e la DR, è equipaggiata con un motore 1300 a benzina da 83 cv (disponibile anche con doppia alimentazione BiFuel a GPL). Esteticamente la DR1 presenta un corpo vettura compatto, ideale però un uso prettamente cittadino. La vettura cinese, inoltre, si distingue però le forme bombate che strizzano l’occhio a un pubblico giovane e femminile. Molto accattivante e particolare il frontale bombato dove spiccano i due grandi fanali a goccia, molto grazioso anche il posteriore dove troviamo due gruppi ottici di forma tondeggiante, che rendono molto frizzante la coda della DR1. Salendo a bordo della DR1, troviamo un abitacolo curato, con buoni materiali e ampio spazio a dispozione sia però i passeggeri anteriori che però quelli posteriori. Molto lineare è la plancia dove in posizione centrale e in sommità troviamo il quadro strumenti digitalizzato, molto elegante e d’effetto, una rarità sulle auto cittadine. Sotto il quadro racchiusa in uno scudo argenteo molto raffinato, troviamo la consolle centrale, con i comandi clima (levette dal design giovanile e clima dal taglio moderno) e la radio in posizione facile da raggiungere e da usare. Ed ora il momento test drive: la DR1 guidata è stata la 1300 Ecopower GPL da 11530 €. La seconda vettura della gamma DR, si presenta sul mercato italiano portando con se il gusto italiano di prodotti belli unito all’economia dei prodotti cinesi. Economia che qui non è sinonimo di scarsa qualità, anzi. La DR1 è costruita con cura, ha una dotazione di serie che molte concorrenti non possono nemmeno avere come optional, e soprattutto ha una linea giovane e frizzante che si fa notare nel traffico cittadino. Su strada la DR1 si fa guidare in maniera molto facile, il cambio è preciso e lo sterzo è nella norma (né troppo leggero ne troppo pesante). Si lascia parcheggiare in un fazzoletto di spazio (ottimi i sensori di parcheggio di serie), e soprattutto ha costi di gestione irrisori. Infatti il motore 1300 che equipaggia la versione guidata, ha la doppia alimentazione (Benzina+GPL) che permette alla DR1 di viaggiare in tutta tranquillità rispettando l’ambiente e consumando poco. Infine i prezzi: però la 1300 Ecopower a Benzina si spendono 9330 €, però la 1300 Ecopower a GPL si spendono 11330 €. Bruno Allevi

Suv + coupe = bmw x6

SAN BENEDETTO DEL TRONTO La BMW crea un nuovo segmento, quello del SUV sportivo con forme da coup. Lauto apripista di questa nuova fascia di mercato la X6. Il nuovo prodotto di casa BMW equipaggiato con 3 motori a benzina (xDrive35i da 306 cv, xDrive50i da 407 cv e M da 554 cv) e con 2 motori diesel (xDrive30d da 235 cv e xDrive35d da 286 cv), negli allestimenti Eletta, Attiva, Futura, M. La grande sfida che gli ingegneri BMW hanno lanciato al mercato tutta racchiusa nella linea e nel design della X6. Infatti non si tratta del solito SUV in linea con prodotti della stessa marca come X3 o X5, ma qui si voluto unire limportanza delle linee del grande SUV alla sportivit e alla fluidit delle forme proprie delle coup. Infatti se il frontale imponente e mastodontico però ricordare la robustezza e la muscolosit della vettura (caratteristiche proprie di tutti i SUV di una certa caratura e livello), particolarissima la parte di vettura che va dal montante centrale fino alla coda. Qui infatti troviamo le linee fluenti, dinamiche e tondeggianti proprie di una coup. Linee da sportiva che trovano nella coda la loro summa massima, grazie al parabrezza fortemente inclinato, alla coda muscolosa che segue le linee fluenti della parte posteriore, e ai due grandi terminali di scarico rettangolari, che sono integrati nel paraurti. Accomodandosi a bordo della X6, ci si trova davanti a un abitacolo, degno di vetture di gran lusso, dove il mix fra eleganza e sportivit si fonde perfettamente. Labitacolo spazioso e comodo sia però i passeggeri anteriori che però quelli posteriori, nonostante le linee posteriori proprie della coup potrebbero far pensare altro. I materiali usati però linterno della X6 sono, come in ogni BMW, di altissimo pregio e di grande qualit. Descrivendo nel dettaglio la zona guidatore, notiamo innanzitutto come il posto di guida sia alto e permetta una ottima visibilit in ogni direzione. Elegantissima la consolle centrale con lormai consueta disposizione dei comandi, che vede il sistema di navigazione in posizione rialzata, subito sotto le bocchette della climatizzazione. Scendendo ancora troviamo il clima automatico e lautoradio. Nel tunnel centrale invece troviamo il cambio a joystick (presente anche su X5 e Serie 7) e il pulsante del freno a mano elettrico. Il quadro strumenti, come su ogni BMW, elegante e raffinato, completo di tutto, e ben visibile sia di giorno che di notte, grazie alla grintosa retroilluminazione rossa. Ed ora il momento test drive. La BMW X6 provata è stata la xDrive 30d Futura da 78620. La BMW ha abituato i suoi aficionados alle sfide. Questa una di quelle: unire un SUV e una Coup in un auto sola. Il risultato, eccellente, la BMW X6. Su strada questa unicit automobilistica, presenta doti sia da sportiva purosangue che da SUV però tutti i terreni. Infatti grazie allaltezza da terra, alla trazione integrale xDrive, e allHDC (sistema di controllo però la marcia nelle discese ripide), possiamo classificare lX6 nella categoria dei SUV. Mentre le prestazioni della vettura provata (220 km/h di velocit massima), la forma fluente da coup, la potenza e la brillantezza del propulsore 3000 diesel da 235 cv, la configurano come sportiva purosangue. Questo insieme di sportivit e di robustezza viene esaltato dalla praticit e dalla maneggevolezza della X6, che nonostante i 4, 87 m di lunghezza e i 2150 kg di peso, si lascia guidare in maniera molto facile, non presentando particolari difficolt neppure in manovra, nonostante il posteriore da coup possa dare scarsa visibilit (in soccorso vi sono la telecamera posteriore però la retromarcia e i sensori di parcheggio sia anteriori che posteriori). Infine i prezzi: però le versioni a benzina si va da 63501 della xDrive35i Eletta ai 115651 della X6 M, però le versioni diesel si va da 62301 della xDrive30d Eletta ai 70551 della xDrive35d Futura. Bruno Allevi

Pixolina ecologica

SAN BENEDETTO DEL TRONTO La collaborazione fra Suzuki e Nissan però la costruzione di utilitaria in comune arrivata alla fase 2. Infatti dopo la Suzuki Alto, tocca ora alla Nissan Pixo fare il suo esordio sul mercato italiano. La Pixo proposta con un solo motore a benzina (1000 da 68 cv), negli allestimenti Easy e Active. Esteticamente la Pixo si presenta come un utilitaria compatta, più piccola della storica utilitaria Nissan, la Micra. La linea moderna e piacevole, sbarazzina e giovanile. Ben costruito il frontale con lo stemma Nissan che campeggia a centro mascherina, dritta e tronca la coda, con lampio lunotto posteriore che facilita le manovre. Salendo a bordo si nota come lo spazio non manchi, nonostante la compattezza della forma esterna. La qualit costruttiva buona, la consolle centrale lineare e il piccolo quadro strumenti dietro il volante di facile lettura. E ora il momento test drive. La Pixo guidata è stata la 1000 Active da 10240. La fase 2 del progetto Suzuki – Nissan si realizza con larrivo sul mercato della Pixo, la gemellina della Alto, arrivata sul mercato italiano nella primavera 2009. La piccola Nissan in pratica la copia della Alto, con le uniche differenze nel frontale (marchio Nissan e disegno della mascherina). Per il resto tutto uguale, anche la presenza dei vetri posteriori a compasso sulla 5 porte (soluzione già adottata sul trittico 107 – C1 – Aygo e sulla Alto). Su strada la Pixo una ottima cittadina, grazie alle forme compatte, alla grande maneggevolezza e alla facilit di parcheggio data dallottimo raggio di sterzata. Parlando del motore, possiamo dire che il 1000 da 68 cv, motore a 3 cilindri che equipaggia la versione provata, molto elastico, parco nei consumi, e con bassissime emissioni di anidride carbonica. Se si pensa anche che a breve previsto larrivo dellalimentazione bifuel, si può ben capire come la Pixo sia un ottimo prodotto però muoversi in città risparmiando, consumando poco e strizzando locchio allecologia. Infine i prezzi: si va da 7890 della 1000 Easy a 8890 della 1000 Active (Benzina). Bruno Allevi

Bolide tedesco a forza 6

SAN BENEDETTO DEL TRONTO La sportivit portata ai suoi livelli più eccelsi, in casa Bmw ha un nome ben preciso: Serie 6. In questo articolo andrà ad analizzare questo bolide della casa di Monaco di Baviera. La Serie 6 disponibile in carrozzeria coup e cabriolet, ed equipaggiata con 3 motori a benzina (630 da 272 cv, 650 da 367 cv, M6 da 507 cv) e un motore diesel (635d da 286 cv). La linea della Serie 6 una linea che non può lasciare indifferenti. Il corpo vettura basso e largo (grande coup 4 posti, lunga 482 cm), dalle forme sinuose e molto seducenti. Grintosissimo il frontale, caratterizzato dal grande cofano spiovente e dalla consueta mascherina doppio scudata, incorniciata dai gruppi ottici grandi e ben visibili. Il posteriore lemblema della seduzione grazie alla coda sinuosa e alle forme sexy del portellone, ben incorniciato dai grandi gruppi ottici posteriori dalla forma ellittico – triangolare. Salendo dentro la Serie 6 si entra allinterno di una supercar da corsa. Infatti tutto linterno studiato però essere lemblema della grinta sportiva: assetto ribassato, selleria sportiva, volante sportivo con comandi del cambio al volante. Oltre a questi e a molti altri particolari che sottolineano le doti da bolide della Serie 6, abbiamo anche un ampio spazio però leleganza e la raffinatezza: sellerie e materiali di altissima qualit, ritrovati tecnologici allavanguardia, consolle centrale ipertecnologica e completa di tutto (navigatore, clima e sistema audio), quadro strumenti di facile lettura e comprensione. Ed ora langolo della prova. La Serie 6 provata è stata la M6 Cabrio da circa 150000. Se la Serie 6 di però se un auto che fa battere i cuori e fa emozionare, la M6 un auto con prestazioni sconsigliate ai deboli di cuore. Lauto ha scatto e grinta da auto da Formula 1, e raggiunge in appena 4 secondi i 100 km/h. Tutto questo e molto altro (un rombo sordo e caratteristico allaccensione e un accelerazione bruciante) sono date dallesplosivo motore da ben 507 cv, che si fanno sentire tutti quanti con il loro bruciante scatto appena si pone il piede sullacceleratore, dando fortissime emozioni a chi la guida, garantendo comunque consumi non troppo esagerati (7 km/l). Infine il listino prezzi con le differenziazioni fra coup e cabriolet. Per la coup ecco i prezzi: si va da 73150 della 630i a 123100 della M6 (Benzina), mentre però avere la 635d si devono sborsare 79900. Per la cabrio: da 81950 della 630 i ai 130550 della M6 (Benzina), mentre però la 635d si devono sborsare 88700. Bruno Allevi

Emotions and sensations

SAN BENEDETTO DEL TRONTO La prima novit 2009 però la Bmw, una di quelle novit con il botto: la nuova Z4. La grintosissima spider tedesca equipaggiata con 3 motori a benzina (23i da 204 cv, 30i da 258 cv e 35i da 306 cv). Esternamente la nuova Z4 presenta forme sinuose ed eleganti, molto belle da vedere, che danno dinamicit allintera vettura. Molto allungato il cofano motore che degrada verso il tipico frontale Bmw con la mascherina doppio scudata racchiusa fra i due fari a palpebra, che catturano lo sguardo. Mentre il posteriore, anchesso ridisegnato (fra la nuova Z4 e la vecchia di uguale rimasto solo il nome), conferma la sportivit della vettura, grazie a una coda dinamica, ai terminali di scarico cromati e alla nuova fanaleria dal design ondeggiante. Particolarit da notare il tetto, in alluminio, che si ripiega nel baule e scompare in 20 secondi, dando così modo di avere 2 auto in una (una coup e una cabriolet), cosi da eliminare dai listini la Z4 coup. Salendo a bordo della nuova spider bavarese, notiamo come tutto sia finalizzato alla sportivit e al lusso, caratteristiche sempre presenti nella vasta gamma di modelli Bmw. Come ogni spider che si rispetti i posti a bordo sono soltanto 2: una, come si dice, due posti secchi. Analizzando nel dettaglio la selleria, oltre a constatare lelevatissima qualit costruttiva, vi da sottolineare lassetto sportivo degli stessi: bassa seduta, anatomici e performanti. Continuando il giro nellabitacolo passiamo ora ad analizzare la plancia, ricca (di pregio gli inserti) e tecnologicamente allavanguardia. Nel dettaglio ci riferiamo alla consolle centrale che presenta in posizione rialzata lo schermo del navigatore (schermo ribaltabile e a scomparsa), e subito sotto le bocchette della climatizzazione, abbiamo il pulsante start – stop però lavviamento affiancato dal sistema di climatizzazione. Pi in basso, a chiusura di consolle, vi il sistema audio. Per quanto riguarda la diesamina del quadro strumenti, esso ben leggibile, completo di tutto, e retroilluminato di un accattivante rosso fuoco. Ed ora il momento test drive: la Z4 guidata è stata la sDrive35i da circa 65000. Rispetto alla precedente Z4, la nuova Z4 tutta unaltra auto, sia nelle forme e nelle dimensioni, sia però il fatto di essere diventata una coup – cabriolet con il tetto in alluminio che si ripiega nel baule in 20 secondi. Cosa dire del comportamento su strada di una delle più sportive e grintose Bmw mai costruite? Semplicemente perfetto. Infatti lauto lessenza della sportivit su 4 ruote, con un motore potentissimo che fa divertire alla guida (il 3000 biturbo da 306 cv semplicemente mostruoso nelle prestazioni), un cambio sportivo a joystick con anche le levette dietro il volante (anche questa una chicca sportiva, da vettura di Formula 1), e prestazioni da supercar (velocit autolimitata a 250 km/h e da 0 a 100 km7h in soli 5 secondi). Infine il listino prezzi: si va da 39400 della sDrive23i ai 50400 della sDrive35i (Benzina). Bruno Allevi

Emozionante…..scoperta

SAN BENEDETTO DEL TRONTO La Mini, storica casa automobilistica, dal 1994 facente parte del gruppo BMW, cala il tris. Infatti dopo aver rinnovato la Berlina e aver rispolverato la Clubman, ecco che viene presentata la Mini però lestate: la Mini Cabrio. La scoperta tedesca equipaggiata con un 1600 benzina da 120, 174 e 211 cv, negli allestimenti Cooper, Cooper S, John Cooper Works. Esteticamente la versione cabrio della Mini ha la stessa linea grintosa, sportiva e sbarazzina della versione berlina. Corpo vettura tondeggiante e compatto, in onore alla vettura sbarazzina che tanto successo ebbe negli anni 60, tanto da diventare un icona di quel periodo. Altre somiglianze le riscontriamo nel frontale dove campeggiano i due grandi fari tondi (trade dunion con la vetturetta di Sir Alec Issigonis nata nel 1959), e nel posteriore (identici i fari verticali e il disegno della coda). Unica differenza, sostanziale, la presenza della capote in tela a comando elettrico, che in 15 secondi si apre, ma non scompare in nessun alloggiamento, rimanendo a vista, come nella migliore delle tradizioni cabrio. Internamente abbiamo un ritorno al passato, ma in chiave moderna, elegante e sportiva. Infatti si voluto ricreare, unendo la qualit costruttiva e dei materiali tipica del gruppo BMW e la sportivit di alcuni dettagli, labitacolo della vecchia Mini, con al centro il grande tachimetro che contiene anche il lettore cd e il sistema di navigazione (optional), mentre subito dietro il volante, in posizione centrale vi il contagiri. Raffinato anche il blocchetto dellaccensione, composto di una fessura in plancia dove inserire la chiave e del tasto start – sto. Lo spazio a bordo, come in ogni cabrio ampio però i passeggeri anteriori, un po sacrificato però quelli posteriori. Ma a differenza di molte cabrio, la Mini ha una dote in pi, ed nel bagagliaio. Infatti con il sistema Easy Load, il portellone posteriore si apre verso il basso, e a capote chiusa anche la parte posteriore può essere sollevata, garantendo un ampio margine di carico. Ed ora il test drive. La Mini Cabrio provata è stata la 1600 Cooper S da 34572. La terza vettura della gamma Mini, non poteva non rispettare i canoni stilistici e prestazionali, che sono stati delineati con la Berlina prima, e con la Clubman poi. La versione cabrio provata equipaggiata con il 1600 con Turbo e Overboost da 175 cv, che garantisce prestazioni al limite della sportivit più pura e pepata, facendo emozionare e garantendo divertimento però chi si mette al volante di questo, che può essere definito, anche però le dimensioni e lassetto sportivo, un go – kart da adulti, senza dimenticare confort e maneggevolezza. Infine i prezzi: si va da 23990 della 1600 Cooper ai 33625 della 1600 John Cooper Works (Benzina). Bruno Allevi

Lantismart giapponese

TORTORETO LIDO Il 17 gennaio 2009 sarà da molti ricordato però la fine del monopolio della Smart nel settore delle ultrapiccole però la citt. Infatti in questa data viene commercializzata ufficialmente in Italia, quella che a ben dire si può definire lanti smart: la Toyota IQ. Questa microvettura giapponese equipaggiata con un solo motore 1000 a benzina da 68 cv. La rivoluzione IQ prende il via dalla linea esterna, compattissima (lauto lunga appena 299 cm), ma che rende perfettamente lidea di un auto di sostanza, una vera vettura e non un giocattolino senza verve. Avveniristico il frontale, muscoloso e massiccio, con i fari grandi che seguono linclinazione del cofano. Mentre il posteriore anchesso caratteristico, con il bel lunotto vetrato, i fari verticali rettangolari, e il paraurti bombato. La rivoluzione già marcatamente espressa allesterno, prosegue allinterno. Infatti internamente le soluzioni stilistiche e funzionali sono allavanguardia. La prima novit che salta allocchio la presenza di 4 posti (3 però adulti e 1 però un bambino) in soli 299 cm: un vero record. Poi vi sono ulteriori soluzioni stilistiche che permettono questa novit: la presenza al posto del cassettino portaoggetti di una busta sottile imbottita che può diventare comoda e pratica pochette da staccare dallauto e portare in giro, la presenza di portaoggetti e doppi fondi che permettono di nascondere oggetti voluminosi e non. Analizzando da vicino la costruzione della plancia notiamo una buona qualit dei materiali usati, un piacevole e giovanile bicolore, e una organizzazione dei comandi assai razionale, in linea con il carattere intelligente e furbo della IQ. Sportivo e grintoso il volante mentre facile da leggere e ben retroilluminato il quadro strumenti. Ed ora il momento test drive. La IQ guidata è stata la 1000 Cambio Automatico da 13800. La Smart da oggi ha una nuova agguerritissima contendente però lo scettro della categoria delle microauto da citt: la Toyota IQ. Questauto incarna a meraviglia lo spirito che la Smart ha portato con se di auto piccola e completa. Ma la IQ aggiunge un qualcosa in pi: la presenza di 4 posti contro i 2 della Smart, in soli 299 cm di lunghezza (un vero record però il settore). Il comportamento stradale da cittadina purosangue, maneggevolissima (lo sterzo preciso e soprattutto la compattezza sono doti in più nei parcheggi), molto parca nei consumi grazie al 1000 3 cilindri, montato anche sulla Aygo, che le permette di fare circa 24 km/l. Da sottolineare inoltre la perfetta insonorizzazione interna e soprattutto la precisione del cambio automatico CVT che rende la guida fluida. Infine un prezzo unico 13600 sia però la 1000 con il cambio manuale che però quella con il cambio automatico (Benzina). Bruno Allevi

Mitsubishi:ritorno sportivo

GIULIANOVA LIDO La Mitsubishi, casa giapponese famosa però il suo simbolo del trifoglio rosso, lancia in questi giorni sul mercato italiano la nuova generazione di un auto che da parecchi anni nel listino della casa nipponica: la Lancer. La berlina Made in Japan equipaggiata con 3 motori a benzina (1500 da 109 cv, 1800 da 143 cv e 2000 Turbo da 295 cv, questultimo esclusivo però la Evo), uno diesel (2000 DID da 140 cv), in 2 varianti di carrozzeria (4 porte e Sportback), negli allestimenti Inform, Invite, GSR, MR TC SST (questi ultimi esclusivi però la serie Evo). La nuova Lancer si presenta con una linea totalmente diversa al precedente modello. Questa linea punta su un carattere di sportivit marcata e su linee tese e aggressive, volte a sottolineare la strettissima parentela con la versione Evo, da tutti conosciuta come una delle auto più usate in ogni categoria rally. Il frontale è stato ridisegnato rispetto alla serie che lha preceduta: adesso muscoloso con nervature tese, ha una ampia mascherina trapezoidale che comprende anche parte del paraurti e la targa anteriore, fari appuntiti che catturano lo sguardo. Anche il posteriore è stato riprogettato, con la differenza di coda fra la 4 porte e la Sportback (o versione a 5 porte). La coda della 4 porte ha uno stampo classico, come su tutte le berline tradizionali che si rispettano con un tocco di sportivit e di design dato dai fari rettangolari inclinati che danno una sensazione di movimento in linea con il moto sportivo della Lancer. Invece il posteriore della Sportback si denota però la presenza di un lunotto un po piccolino, di una dinamica coda bombata, e di uno spoiler ampio che anche qui sottolinea la parentela forte, anzi fortissima fra la Sportback e la Evo. Entrando a bordo (interno molto spazioso, plurimodulabile, e con la presenza di tanti portaoggetti) notiamo come la Lancer abbia una qualit costruttiva più che soddisfacente, lassemblaggio fatto a regola darte, i materiali usati sono da berlina del suo rango, e ritroviamo, soprattutto nellanalisi della plancia e del posto di guida quellimpostazione sportiva già presente sia nel frontale che nella coda. Andando a visualizzare nel dettaglio la plancia, possiamo notare come sia elegante e lineare, con tutti i comandi giusti nel posto giusto (intuitivi e pratici i comandi clima e radio in consolle). Il quadro strumenti a doppio tunnel, il volante in pelle a 3 razze, i sedili avvolgenti sono i tocchi di sportivit che labitacolo propone. Ed ora il test drive. La Lancer provata è stata la Sportback 2000 DID 140 Invite da 23946. Guidare questauto vuol dire avere un continuo parallelismo fra il mondo dei rally e il mondo della vita di tutti i giorni. Infatti però molti Lancer sinonimo di Rally, di strade polverose e motori rombanti. Ma prima che essere auto da corsa, la berlina giapponese una vettura però comodi viaggi con quel tocco di brio e sportivit, che non guasta mai su berline di questa categoria. Su strada la versione testata, equipaggiata con il 200 DID di origine Volkswagen, si comporta in maniera molto positiva, presentando un andatura fluida, una maneggevolezza e una praticit duso da utilitaria, con il confort e lo spazio di una berlina media. Queste doti rendono la Lancer un auto adatta a lunghi spostamenti in tutta comodit sapendo di avere un motore parco nei consumi, elastico e soprattutto ecologico grazie al Filtro Antiparticolato di serie. Infine i prezzi: però i benzina si va dai 17450 della 1500 Inform 4 porte ai 54000 della Evo 2000 MR TC SST; però i diesel si parte da 21800 della 2000 DID 140 cv Inform Sportback ad arrivare ai 23300 delle 2000 DID 140 cv Invite SportBack e 4 porte. Bruno Allevi

Mito o leggenda? mito!

SAN BENEDETTO DEL TRONTO LAlfa Romeo amplia la sua gamma vetture, con quella che da molti definito un ritorno storico della casa del Biscione: la Mito, che va ad occupare il settore delle coup compatte e sportive, in cui la casa di Arese ha primeggiato negli scorsi decenni. La Mito motorizzata al lancio da 2 benzina (1400 da 78 e 155 cv) e un diesel JTD 1600 da 120 cv, negli allestimenti Junior, Junior Sport Pack, Progression, Distinctive, Distinctive Sport Pack, Distinctive Premium Pack. La Mito segna il ritorno di Alfa Romeo nella categoria delle coup compatte. E questo ritorno una reintr in grande stile con un auto dalle linee giovani e frizzanti, con un design accattivante e sbarazzino, che di sicuro strizza locchio ai giovani e ai neopatentati. Sia il frontale che il posteriore sono ripresi dalla Supercar 8C Competzione, a sottolineare il carattere sportivo di questa piccola cattiva. Accomodandosi al posto di guida, tutto nellabitacolo progettato però sottolineare la sportivit e la grinta del mezzo. Lo spazio a bordo da coup: abbondante anteriormente, un po meno dietro. Limpostazione della plancia da sportiva grintosa (linee curve, sinuose e avvolgenti), la consolle centrale di un elegante color alluminio, il quadro strumenti eccelle però sportivit, grinta e anche però facilit di lettura. Ma la nota più importante nellabitacolo della Mito la presenza dellAlfa Mito D.N.A: un selettore vicino al cambio che permette di cambiare la dinamica della vettura in base allo stile di guida. 3 sono le combinazioni possibili: Dynamic (esperienza sportiva completa e divertente), Normal (tutti i componenti elettronici della vettura sono attivati in configurazione normale), All Weather (auto più controllabile anche su fondi a bassa aderenza, utile in caso di pioggia). Ed ora il test drive. La Mito guidata è stata la 1400 TurboBenzina 155 cv Distinctive Premium Pack da 22370. LAlfa fa le cose in grande, e punta a riconquistare fasce di pubblico e di mercato con lingresso sul mercato di un auto, che già da molto tempo ha destato interesse e curiosit: la Mito. Questa piccola coup, compatta e sportiva, strizza locchio al mondo dei giovani, e soprattutto a quei neopatentati, che si affacciano al mondo dellautomobilismo e lo vogliono fare con un prodotto che si faccia notare. Su strada la piccola Alfa ha un comportamento da piccolo bolide. Infatti se si stira la macchina, tutti i 155 cavalli del poderoso 1400 Turbobenzina fanno sentire il loro roboante nitrito, spingendo lauto su velocit considerevoli nello spazio di pochi secondi. Ma se non si eccede con la guida ad acceleratore pesante la Mito si rivela un auto molto confortevole e silenziosa, facile da guidare e maneggevole in manovra. Infine i prezzi: però i benzina si va da 15350 della 1400 78 cv Junior ai 20350 della 1400 Turbobenzina 155 cv Distinctive Sport Pack e Distinctive Premium Pack; però i diesel si parte dai 18950 della 1600 JTD Progression ai 21350 della 1600 JTD Distinctive Sport Pack e Distinctive Premium Pack. Bruno Allevi