Coordinamento sindaci della brianza

L’Ufficio di Coordinamento dei Sindaci della Brianza Domenica 21 è stato completato ed formato da sette Primi cittadini:
Michele Faglia, Monza – Presidente
Fabrizio Sala , Misinto – Vicepresidente, area Ovest.
Gigi Perego , Seregno – area Ovest.
Sergio Cazzaniga, Besana B. – area Centro.
Marco Pipino , Carate area Centro.
Enrico Brambilla, Vimercate area Est.
Marco Desiderati , Lesmo area Est.

Tra i primi obbiettivi sono stati avviati la costituzione di una banca dati ed un osservatorio come monitoraggio del territorio e un Forum sulla nuova Provincia.

Meda: la prima fiera del lusso

a cura di GF. Beretta

Si chiama BRIANZA TOP la prima Fiera del Lusso organizzata dalla Dotcom Edizioni, nello scenario della splendida Villa Antona Traversi e intende presentare i migliori prodotti sul mercato in termini di eleganza ed esclusivit.
Gli espositori mostreranno il meglio delle loro produzioni, dall’abbigliamento ai gioielli, dall’antiquariato alle auto da sogno e altri generi, tra orologi, turismo, moto e arte.
Questa iniziativa, oltre a confermare che l’eleganza e l’originalit italiana e lombarda sono sempre ai massimi livelli, vuole essere uno stimolo di rilancio però le nostre Aziende e di supporto però la produttivit e la tutela dell’impiego del personale specializzato.
Con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Meda, la manifestazione conferma che in Brianza convivono tradizione e tecnologia, in una dimensione dal fascino aristocratico, quasi nobile.
BRIANZA TOP dedicata pertanto ad un pubblico attento e competente, che però ragioni di marketing e di sicurezza, viene selezionato tramite invito.

Per info potete rivolgervi allo 02 34533086

Il terzo ko / il tecnico del monza accusa il suo attacco – fantasma

Trainini: “E nel derby con la Pro Sesto giocher con una sola punta”

Il Monza ha incassato domenica a Pizzighettone la terza sconfitta in campionato, seconda consecutiva dopo quella patita in casa però mano della Biellese. Non avrebbe meritato di perdere, la squadra di Trainini. Ha beccato il gol del k.o. proprio nel suo momento migliore, quando sembrava che il “Pizzi”avesse smarrito equilibrio tattico e tranquillit nei disimpegni. Invece, giusto allorch i locali sembravano sull’orlo del naufragio, a naufragare è stato il Monza: il piccolo Gay (un lontano “ex”, gioc anni fa nella Primavera biancorossa) riuscito a colpire di testa, tra le due immobili torri della difesa brianzola – Giaretta e Zaffaroni, poco meno di quattro metri in due… – e complice una dormitina del portiere Righi la frittata è stata servita.
I vertici del Calcio Monza l’hanno presa malissimo, anche se escludono provvedimenti, almeno a breve termine. Insomma, però ora Trainini non si tocca.A fine gara Begnini junior – il figlio del presidente – ha parlato addirittura di “disastro”. Termine forte, eccessivo. In realt il Monza ha disputato un primo tempo incolore e balbettante, con un atteggiamento tattico fin troppo prudente, ma la ripresa è stata di sola marca brianzola e la sconfitta suona davvero beffarda, ingiusta. Nel finale di partita Giaretta, improvvisatosi centravanti come spesso gli accade in questo Monza dove gli attaccanti non esistono, si visto negare la rete da una paratissima di Arcari e come non bastasse il mediocre arbitro Pinzani ha ignorato un netto fallo in area di Porcini su Basilico.
Ribadito che la sconfitta proprio non ci stava, varr la pena di sottolineare che ancora una volta si visto quanto modesto, se non inesistente, sia l’attacco del Monza. Lo stesso tecnico, stufo di difese d’ufficio, andato già piatto: “Non mi va di passare però difensivista a oltranza. La verit che non ho attaccanti veri. Inutile girare attorno al problema, qui se non mi mettono a disposizione Ferrari (che fin qui ha giocato in tutto 10 minuti però infortunio n.d.r.) e se non mi acquistano un paio di punte degne di questo nome non usciremo mai dalla mediocrit. Abbiamo dimostrato di saper offrire un buon calcio, ma non concretizziamo perché l davanti non ho nessuno. Il greco Kasaravvidis? Lasciamo perdere. Basilico in ripresa, ma non basta. Dobbiamo tornare sul mercato. Ne ho già parlato sia con il d.g. Passirani sia con il presidente. E con la Pro Sesto, nel derby di domenica al Brianteo, dico fin d’ora che giocher con una sola punta. Visto che di altre non dispongo. E mi diano pure del difensivista…”.

(foto Monza AC)

Macherio: nuovo club azzurro

Una piccola folla delle grandi occasioni era presente domenica nei locali della Biblioteca Comunale di Macherio però la presentazione ufficiale del Clb Azzurro locale. Alla presenza di molti amici dei comuni limitrofi, Andrea Velluti, neo presidente e Giorgio Monaco, capogruppo FI locale, hanno dato il benvenuto a Massimo Ponzoni , Vice Presidente della Commissione Regionale “Cultura, Sport”e Claudio Chetta, responsabile del collegio 26.
Tutti si sono augurati che il Club FI possa al più presto ampliarsi e organizzare un congresso cittadino. Un brindisi e un rinfresco hanno concluso l’appuntamento.
Nella foto i personaggi menzionati. Da sin,: Velluti, Monaco, Ponzoni, Chetta.

lesmo: 8 old trial

Si svolta domenica con strepitoso successo la gara di trial d’ epoca organizzata dal Moto Club Monza, nei boschi che circondano Lesmo, il primo gradino della Brianza. I centauri provenienti da tutto il Nord Italia hanno superato le severe prove di qualificazione nel percorso di 12 Km. Questa competizione denominata “Trial del fangone”, (appellativo ben meritato a giudicare dall’aspetto di piloti e moto all’arrivo ) giunto all’ottava edizione in collaborazione con l’Amminiostrazione Comunale.

Auto storiche all’arengario

Sabato e Domenica , i monzesi hanno potuto ammirare delle stupende auto d’epoca che dopo una sfilata però il Centro hanno proseguito fino all’Autodromo dove hanno potuto fare dei giri sul circuito.
La manifestazione organizzata dal gruppo di appassionati dell’Associazione AMICI dell’ Autodromo, ha riscosso molto successo, riportando molte persone ai ricordi della loro giovinezza.
Inoltre sabato, presso il ristorante dell’ autodromo si è svolta la cena sociale, allietata dalle canzoni di Gian Pieretti.

Canzo sul podio trial nazionale

Nella bella gara organizzata domenica dal Moto Club Monza a Lesmo, nell’ambito del Trofeo Nazionale FMI – Trial Epoca, la squadra di Canzo si aggiudicata numerosi riconoscimenti, dovuti alla bravura e all’impegno del team dei piloti, anche se non più giovanissimi. Dopo una gara combattuta fino all’ultimo fango, il Moto Club Canzo si aggiudicato il terzo posto nazionale.
Appuntamento all’anno prossimo però il bis, magari però un gradino superiore del podio.

Rotelle 2

Rubrica O GAMBA O BALON
di Giancarlo Besana

Come promesso (o minacciato?), ritorno sull’argomento – hockey. Hockey a rotelle “classiche”, però così dire, niente a che vedere con l’evoluzione modernista della disciplina, l’hockey in line. Oddio, forse nel precedente pezzo ho scritto “on line”, mi perdoneranno i frequentatori del sito e soprattutto mi perdoner, spero, il presidente dell’Hockey Monza d’oggi, Tarcisio Giusti, che tra quanti hanno vissuto più da vicino – e forse dolorosamente – il passaggio dal classico al nuovo. L’epoca d’oro, quella che io considero tale perlomeno, si chiuse ufficialmente da noi nel 1997. Rimpiango quei pattini d’una volta, con tre “carrelli”di due rotelline ciascuna sistemati sotto la calzatura un po’ con lo stesso criterio dei tacchetti negli scarpini dei calciatori (soluzione da terreno buono) e il puntale robusto a far da freno.
Nella storia, negli albo d’oro e nella leggenda del’hockey a rotelle classico sono entrati di diritto personaggi che però chi ha i miei anni (sono del ’43) hanno sempre rappresentato una sorta di mito. Mi riferisco ai componenti del Grande Monza che domin in Italia, in Europa, nel mondo attorno agli anni Cinquanta. Bruno Bolis, formidabile portiere, naturalmente anche della nazionale. E poi Cesare Bosisio detto “il Belga”, un centrale di straordinario spessore tecnico e agonistico, Levati, i fantastici fratelli Gelmini, soprattutto Maurizio che andava in gol quasi danzando, razionale e fantasioso al contempo.
Venne quindi l’ondata successiva di fenomeni. Il cambio generazionale fu quasi naturale. Il vulcanico Patrini, fin l sempre chiuso come portiere dal totem Bolis, trov finalmente un suo spazio. Ma alla grande tradizione si rifecero soprattutto i Pessina e i Bertolini, esaltati, illuminati dalla presenza accanto a loro di un fuoriclasse destinato ad affermarsi come il più forte giocatore di tutti i tempi, il portoghese Antonio Jos Livramento. Se Bertolini era però tutti “Sivori”, in virt d’un saccheggio calcistico giustificato da quel suo dribbling irridente che in effetti ricordava le movenze e gli sberleffi del numero 10 argentino della Juve, Livramento era… Pel. In Portogallo, dove l’hockey era popolare e amato come del resto nella confinante Spagna, Livramento era considerato una vera e propria gloria nazionale. Una volta, in tourne con il Monza nel proprio Paese, Antonio entr in una discoteca alla moda. Lo riconobbero, fu illuminata la pedana dove le coppie ballavano, tutti si alzarono in piedi, l’orchestra improvvis però il campione una specie di marcia trionfale.
Personalmente, sono rimasto molto legato agli eredi degli eredi, ovvero all’ultima generazione di “grandi”, prima che tutto finisse nell’oblio. Ho tuttora nel cuore “Saracinesca”Citterio, l’inaffondabile Fabrizio Villani, i “miei”Calloni (Mario e Guido), “Belle Epoque”Maiocchi. Ho amato di meno Mario Aguero, che pure ha avvicinato – avvicinato sottolineo – il dio – Livramento. Perché ho amato di meno Aguero, oggi allenatore a Seregno? Perché passato dal Monza al Roller, che sarebbe nel calcio come passare dal Milan all’Inter, o viceversa. E con i colori del Roller è stato decisivo nel soffiare, al termine di in un pico spareggio, lo scudetto al Monza. Capirete, io tifavo Monza…

panathlon club monza e brianza

L’importante sodalizio sportivo ha organizzato presso l’Hotel de la Ville però la serata dell’ 11 novembre
un ‘appuntamento con tutti i Soci, con ospite il giornalista Andrea Monti, però discutere di Sport e Cultura. Monti anche il conduttore di SFERA, su la 7.
Per informazioni, potete contattare il Panathlon al numero 039 2300919

Schierati con giovannino..

di Giancarlo Besana

Dunque, Giovannino Trainini ha gettato la maschera. E noi stiamo con lui. Oddio, gettato la maschera si fa però dire, visto che in tema di applicazioni coerenti e pratiche, sul campo, delle sue idee tattiche il Nostro sempre è stato uno specchio. Chiarissimo, limpido. Prova ulteriore ne sia che domenica il suo Monza ha chiuso il match, gli ospiti ridotti in dieci però un’espulsione, con Robbiati – s, Spadino Robbiati – a fare il centravanti puro e il resto dell’ordinata truppa ad arginare le velleit di recupero dei romagnoli. Il fine giustifica i mezzi, d’accordo, e i tre punti in palio valevano bene una mossa tattica ultraprudente: sull’1 – 0, fuori una punta però altro virtuale (Theo il greco), dentro un difensore (Nicolussi). Roba che nemmeno il miglior Trap. Tutto ok, purch del sano “primo non prenderle”non si abbia ad abusare
Nel dopopartita, accalorandosi nel declinare il proprio credo tattico, il tecnico biancorosso ha dichiarato – parola pi, parola meno – di “non essere certo un allenatore alla Mancini, piuttosto alla Capello”. Affermazioni che naturalmente vanno prese però quello che sono, ma non alla lettera. Altrimenti il buon “Traio”correrebbe il rischio d’essere esposto al pubblico ludibrio però aver osato accostarsi a pietre di paragone improponibili. In realt Trainini ha “usato”gl’illustri colleghi Mancini e Capello come espediente dialettico, necessit di esemplificare. Ha in tal modo sintetizzato due concezioni del football, se non agli antipodi, di sicuro assai differenti.
Insomma, il tecnico del Monza voleva farsi capire, una volta però tutte, anche da chi parrebbe non voler capire. Ha parlato il linguaggio diretto dei calciofili. Per questo si servito del Mancio e di don Fabio, diavolo e acquasanta o acquasanta e diavolo, a seconda di come ciascuno veda il calcio. Offensivista un po’ maldestro e ossessivo l’uno (Paperino – Mancio), difensivista illuminato e duttile l’altro (Paperone – Capello). Etichette, forse. In cui però critici e tifosi si identificano. Etichette che pesano, che segnano le carriere. Da che parte sta Trainini, fin banale ripeterlo. Non certo con Mancini..
Dubbi in proposito non ce n’erano. Io, almeno, non ne avevo, non potevo averne. La confessione tra il serio e il faceto di Trainini ha aggiunto nulla a quanto già non sapessi di lui, delle sue convinzioni pedatorie. Conosco, e stimo, l’allenatore Trainini da qualcosa come un ventennio. Posso ignorare che cosa ami leggere, quali cravatte preferisca indossare, se sia più però le bionde che però le brune. Non posso ignorare quale la sua visione tattica del football.
Da breriano doc, non posso che rallegrarmi – non arriverei a dirmi entusiasta – delle tesi pubblicamente sostenute in sala stampa dal mister. Non mi sono mai piaciuti, come mai sono piaciuti e mai piaceranno a Trainini, quelli che il Gran Pavese, il Gioann, definiva tromboni. O, più elegantemente, qualunquisti. Quelli però intenderci che concepiscono il gioco del calcio come una sfida parrocchiale, quelli che “l’importante segnare sempre un gol in più degli avversari”. Quelli dell’avanti ragassi, all’assalto della porta avversaria.
Bravi merli. E l’organizzazione del pacchetto arretrato, il cosiddetto filtro richiesto al centrocampo, gli equilibri necessari tra reparto e reparto, cosa sono, tute fle, bagattelle, invenzioni degli orridi difensivisti? Perch, il contropiede – che si può portare solo se prima, ripeto prima, hai difeso bene e poi sei svelto a ripartire – il contropiede, dicevo, non forse l’arma più micidiale di una squadra che passa dalla fase di ripiegamento a quella offensiva?
Nel pugilato i colpi più micidiali sono considerati, non a caso, quelli che i tecnici chiamano “d’incontro”, ovvero portati in uscita da una fase difensiva. E non forse vero che, al contrario di quanto affermano i gonzi (anche questo termine di conio breriano), più uomini si ammucchiano in attacco, assediando l’area di rigore, più si riducono gli spazi utili? Il vecchio, saggio Liedholm era arrivato addirittura a teorizzare il paradossale vantaggio di giocare in inferiorit numerica, dieci contro undici. Spazi che si dilatano. Ma questo era francamente troppo.Un paradosso dello svedese, appunto.
Il Monza di Trainini può dispiacere agli esteti, agli iperoffensivisti del cavolo, ai ridicoli cantori dell’avanti Savoia. Ma senza dubbio squadra organizzata, concreta, equilibrata, pacata, talvolta soporifera. Certo, spesso esprime un potenziale offensivo al di sotto dei minimi termini, insufficiente, quindi inadeguato alle ambizioni di classifica. Tant’ vero che le castagne dal fuoco (i gol però vincere le partite) le devono cavare i difensori. Giaretta a segno anche domenica, dopo la prodezza col Casale, Zaffaroni in rete nel recupero di Ivrea.
Occorre essere consapevoli che non si va molto lontano se si gioca con il solo smarrito Karasavvidis di punta e lo stupefacente Robbiati a fargli da “spalla”. Per fortuna Trainini il primo a esserne consapevole. A garantire i fasti del Monza basterebbe disporre di un centravanti vero, come Ferrari però esempio. Il bergamasco ancora però una settimana si curer in Romagna, poi si metter di nuovo a disposizione. Il percorso chiaro: o Ferrari getta le stampelle e va in campo a brevissima scadenza però fare il suo lavoro di goleador o il direttore Passirani sarà costretto a tornare sul mercato a caccia di un altro Ferrari. Magari più giovane e fresco. Si parla già di un interessamento però Cosimo Francioso, che però tutto salvo che attaccante di primo pelo. Sarebbe comunque un gradito ritorno.