150 ANNI DI COMMERCIO A VIMERCATE (1861-2011)
Al Must una mostra che narra la storia del commercio e dei commercianti vimercatesi
Vimercate e il commercio un connubio indissolubile, una vocazione che fonda le sue radici fin dall’origine del
nome della nostra città, anticamente denominata Vicus Mercati.
Nata sotto il segno del commercio la città di Vimercate ricopre tutt’oggi, grazie anche alla sua posizione
strategica, un ruolo da protagonista.
A rendere omaggio a questa identità il MUST Museo del Territorio Vimercatese in collaborazione con l’ufficio
Commercio del Comune di Vimercate e il Distretto del commercio ViviVimercate, nell’ambito delle attività
del Distretto del commercio ViviVimercate, con il sostegno di Regione Lombardia, hanno organizzato una
mostra dal titolo “150 anni di commercio a Vimercate (1861-2011)”.
Un viaggio tra immagini, fotografie, racconti oggetti e video alla scoperta della storia dei commerci, dei
commercianti, di fiere e di mercati.
La mostra visitabile durante gli orari di apertura del Must ripercorre le diverse forme di commercio a
Vimercate, dalla metà del XIX secolo fino ai giorni nostri.
Nove i temi trattati nella mostra: da alcuni esempi storici e tradizionali di commercio locale, come il mercato
settimanale, la fiera di Santo Stefano o la Mostra vimercatese del commercio del 1949, fino alle evoluzioni
più recenti col boom economico degli anni sessanta e la grande distribuzione.
Inoltre sono presenti in mostra anche alcuni caratteristici strumenti di misurazione utilizzati nei negozi, dalle
bilance per la pesatura del sale, ai registratori di cassa di fine Ottocento, oltre che a notizie e immagini
relativi alla rete commerciale del 1929, al boom degli anni sessanta fino al commercio di oggi e alla grande
distribuzione.
L’’importanza del commercio per la storia della nostra Citta’ ed il suo ethos e le potenzialità di un lavoro più
stretto tra cultura ed economia sono il fondamento di questa mostra, – dichiara il Vicesindaco e Assessore
alle Politiche Culturali Roberto Rampi – un punto di partenza carico di future potenzialità.
APPROFONDIMENTO
Il mercato settimanale
È il 1518 quando i feudatari Secco Borella ottengono che si tenga un mercato settimanale.
A quell’epoca, poco è rimasto del ruolo avuto nel commercio da Vimercate nell’antichità e nel medioevo.
Il piccolo centro agricolo, infatti, soffre la concorrenza di piazze commerciali come Monza e Melzo,
senza dimenticare il vicino e grande emporio milanese. Non a caso, a metà del Seicento, del mercato
vimercatese non se ne hanno più tracce.
Nel Settecento le poche bancarelle di generi alimentari ritornano, ma sarà solo dopo il 1779 che il mercato
vimercatese tornerà a crescere. A volerlo sono le autorità austriache dello Stato di Milano. Per loro
Vimercate, circondata da tante “terre popolose”, ben si presta a contribuire al rilancio del commercio
lombardo. Insieme agli alimentari, il mercato del venerdì propone il commercio di “grani” e bestiame ma
anche – come certifica un’ispezione del 1782 – “di diverse partite di formaggi e di butirro, tessuti, rame
lavorato, chioderia grossa e minuta, ferri da taglio, corame, lino, stoppa, frutta e altre minute cose che
occorrono alla sussistenza dell’uomo”.
Dal Settecento ad oggi i prodotti sono cambiati, ma il mercato settimanale (oggi con i suoi 200 banchi)
ha conservato la sua importanza sia dal punto di vista commerciale e sia come luogo d’incontro dei vimercatesi e non.
La mostra sarà inaugurata sabato 15 ottobre alle ore 17.00 presso il MUST Museo del territorio vimercatese
In via Vittorio Emanuele II, 53 e sarà visitabile fino a domenica 6 novembre con i seguenti orari di apertura
da mercoledì a venerdì 15.00 – 19.00
sabato e domenica 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
L’ingresso alla mostra e al museo ha un costo di 3 euro (ridotto 2 euro), gratuito per bambini e disabili.
E’ inoltre possibile partecipare a delle visite guidate che si terranno la domenica alle 15.30 e 17.00 previo
prenotazione telefonica al numero 039.66.59.488
La mostra è stata curata da Angelo Marchesi e Massimo Pesenti con il contributo delle ricerche storiche
e dei testi di Geoffrey Pizzorni, le fotografie appartengono alla collezione fotografica del MUST Museo del
territorio.
Si ringraziano i commercianti e i cittadini che hanno fornito fotografie e testimonianze.
Distretto del Commercio*
Il Distretto del Commercio di Vimercate, denominato VIVIVIMERCATE, è un’area corrispondente all’area
urbanizzata del territorio comunale, nella quale soggetti pubblici e soggetti privati propongono interventi di
gestione integrata nell’interesse comune dello sviluppo economico, sociale, culturale e di valorizzazione
ambientale del contesto urbano e territoriale di riferimento.
Attraverso una regia unitaria composta dall’Amministrazione Comunale, dall’Unione del Commercio e del
Turismo ed altri partner pubblici e privati e attraverso il coordinamento di un manager, vengono intraprese
delle azioni strategiche, sinergiche e condivise, con l’obiettivo di sviluppare e accrescere l’attrattività, la
fruibilità, la visibilità, il commercio e la qualità della vita del Distretto.
Il Distretto del Commercio di Vimercate è stato riconosciuto dalla Regione Lombardia che, con Decreto
Regionale n. 4562 del 28 aprile 2010, ha ammesso al finanziamento il progetto “Vivi Vimercate – Distretto
del Commercio di Vimercate” e successivamente, con Decreto n. 8432 del 08/09/2010, ha iscritto il
Distretto nell’elenco dei Distretti del Commercio.
*fonte: www.vivivimercate.it
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l’abbattimento del cavalcavia nord
Viale Lombardia: partiti i lavori per
l’abbattimento del cavalcavia nord
Nella notte tra mercoledì e giovedì verranno
effettuate le modifiche viabilistiche che segnano l’avvio delle operazioni che
condurranno verso lo smantellamento del cavalcavia Monza Nord di viale
Lombardia.
Verranno infatti deviati i flussi di traffico della carreggiata Nord della S.S.
36 (direzione Lecco) lungo il nuovo tratto di viabilità che corre accanto alla
strada attuale, sulla strada provvisoria che è stata realizzata negli ultimi
mesi.
“Si apre finalmente il by-pass provvisorio – afferma l’Assessore alla
Viabilità Simone Villa – che consentirà di deviare il traffico che oggi viaggia
ancora sul vecchio tracciato della S.S. 36. Si tratta del primo passo effettivo
verso l’abbattimento del cavalcavia già chiuso da mesi e che verrà sostituito
in futuro dalla grande rotatoria posta sopra all’imbocco della nuova galleria.
La strada provvisoria corre ad est del tracciato attuale di viale
Lombardia: si comincia con la deviazione della carreggiata nord ma nel
prossimo periodo tutta la S.S. 36 correrà sul by-pass provvisorio, finché
il cavalcavia non sarà definitivamente smantellato e non si realizzerà la
nuova e definitiva viabilità.
Le operazioni verranno effettuate alla presenza della nostra
Polizia Locale che, come sempre, presidierà la zona dei lavori per ovviare
ai prevedibili disagi che le novità introdurranno”.

Attenzione: Caduta Satellite!!!
forniscono alcune indicazioni:
persona si posizioni in vicinanza di murature portanti anche se è poco probabile che i frammenti causino il crollo di strutture;
tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto si può affermare che sono più sicuri i piani più
bassi degli edifici;
comunque esclusa ogni componente radioattiva;
con l’interdizione del volo nelle aree interessate;
Seguiranno ulteriori informazioni più dettagliate nelle prossime ore.
Tutte le informative sono pubblicate su:
Inaugurazione Mostra “Regina Margherita”
Euro Volley 2011
Aslan, il” ruggito dell’Identità”
Monza Piu 2011
Istituto Clinici Zucchi premia le Associazioni di Volontariato
Canzo : la Biofera in locomotiva
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il trenino a vapore torna a casa
Come ogni anno si è svolta l’11 il 12 Settembre ,nei cortili di Villa Meda,la Biofera,manifestazione organizzata dalla”Compagnia di Nost”,Presidente Antonio Corti,associazione famosa da anni nel territorio per l’interesse che nutre per la tradizione e la storia del passato mantenendole vive. Tale avvenimento nasce per festeggiare la cultura biologica che nel silenzio e nella natura ricerca la vera essenza delle cose riproponendo il diretto contatto tra uomo e natura.
Il tema predominante di quest’Anno è “ LA TERRA” considerata la grande madre,fertile ,rigogliosa e creativa così sempre in grado di nutrire con i suoi frutti i propri figli. Materia contrapposta allo spirito,ma indispensabile,e tale da permettere di estrinsecare la propria forza vitale nell’essere vivente,elemento umano di questo universo.
Una novità spettacolare di quest’Anno è l’arrivo alla Stazione di Canzo del primo trenino a vapore. Ne parliamo in un’intervista con Tarcisio Torricelli,veterano ex ferroviere,per 36 anni,membro dei”Nost” e di diverse Giunte Comunali degli anni passati,che si è prodigato per organizzare la rievocazione del trenino. Nell’arrivo alla stazione di Canzo egli stesso si è commosso per l’accoglienza di più di un centinaio di persone,tra le quali bambini entusiasti,e la fanfara della Banda Musicale di Albavilla. Sulla locomotiva all’arrivo,fiero del ruolo svolto negli anni passati,è stato accompagnato da Tiziano Corti che ha dedicato agli astanti una poesia in puro dialetto canzese sui lavoratori utenti del treno nel passato.
Molto entusiasmo anche tra i passeggeri delle carrozze che si sono gustati il viaggio da Milano,pur tra scintille,polvere e fumo,potendo ammirare con calma lo scenario dei diversi paesini passati davanti ai loro occhi durante il tragitto.
Sempre innamorato del suo paese e della sua “ TERRA “ il Torricelli tende a ribadire l’importanza dell’esempio del passato per una evoluzione che sia costruttiva e non distrugga le esperienze precedenti;sì dunque all’avanzamento della tecnologia e della modernizzazione che,senza dubbio diminuiscono i tempi di lavoro,ma tutto nella giusta misura guardandosi alle spalle,al lavoro dei nonni e bisnonni,al lavoro duro delle braccia.
Parliamo brevemente delle tappe della nascita del trenino: nel 1877 il Belga Albnert Vaucamp,che aveva già ottenuto la concessione della ferrovia Milano-Saronno,presentò domanda per la costruzione di un’altra linea ferroviaria Milano-Erba al Ministero dei Lavori Pubblici,con un progetto redatto dall’Ing. Ambrogio Campiglio. Successivamente il progetto prevedeva l’estensione fino ad Asso,approvato nel 1913,ma causa ragioni tecniche e belliche divenne impossibile raggiungere direttamente la stazione di Asso e fu quindi aperta la stazione capotreno di Canzo-Asso posta in territorio canzese con la possibilità di usufruire del servizio anche dal comune limitrofo della Valsassina e messa definitivamente in funzione nel 1922. Nel 1948 anche sulla linea Erba-Canzo-Asso fu avviata la trazione elettrica; l’apertura della linea Milano-Canzo-Asso è stata importante poiché ha dimostrato l’interesse della metropoli verso i comuni limitrofi considerati “paesini”,ma ricchi di risorse culturali,naturali ed umane.
Dalla stazione ci si avvia verso i cortili di Villa Meda,dove si svolge la manifestazione,lungo un percorso per il paese segnato da coloratissimi spaventapasseri,pupazzi di paglia e stoffe che indicano la meta.
All’interno più di cento bancarelle che espongono prodotti tipici,puramente biologici,provenienti da diverse regioni d’Italia.
Non si dimentica l’angolo culinario con degustazioni didattiche come le “ Delizie della cucina senese”,il”Pan di San Mir”presentato da Cristiano Ratti,prestinèe,che illustra l’arte del dolce e del salato preparati con farine di antichi cereali ed ancora cucina tradizionale biologica e vegana.
Certamente non poteva mancare lo spazio per i bambini con diversi intrattenimenti ludici nel tendone “Zoch de purèsitt”,i “giochi dei Nost” e,sia sabato che domenica,la partecipazione alle sercitazioni con il Corpo dei Vigili del Fuoco,presso il Torrente Ravella,compreso lo spegnimento di un piccolo incendio,chiaramente preorganizzato scanso ogni pericolo.
Negli Spazi Fiera a cura dei”Giun de Canz”in giro per la Fiera con la Madre Terra ed i personaggi della storia di Canzo. Nel salone degli Anziani un incontro con il Dott.Tiziano Corti sulla”Medicina dei nostri vecchi:i Medegoz” ed ancora”Spitriti della terra e del cielo”,una lettura immaginativa e musicale sulla natura e la guarigione.
Un altro angolo è dedicato all’arte della cultura delle ceramiche,secondo la derivazione etrusca,con forme di busti ed utensili creati dalla terra cruda e messi a cuocere ,negli appositi forni in terracotta,anche per giorni affinchè perdano tutta l’umidità.
Il momento della musica rallegra e dà una macchia di folclore ,come i canti balcanici,con i “Muzikanti di Balval”.
Vengono inoltre proiettati nel Salone cortometraggi come “ Gli antichi lavori del mondo contadino” “ Di padre in figlio”,esempi di ritorno ai lavori di alpeggio ( a cura del CAI Canzo).
Un’ultima notizia il”CARPE DIEM”novità di quest’anno:si tratta di un concorso fotografico sulle immagini più suggestive della Biofera,organizzato dall’archivio storico-fotografico Canzo insieme alla “Cumpagnia di Nost” e patrocinato dell’Assessorato alla Cultura. Chiunque potrà inviare non più di tre scatti entro il 27 Settembre a Concorsobiofera@g mail.com.
Oltre all’organizzatrice”Compagnia di Nost”si ringraziano per la collaborazione L’Amministrazione Comunale di Canzo,la Biblioteca Comunale,il Corpo dei Vigili del Fuoco,il CAI Canzo,la SOS Canzo il Gruppo Anziani “Piera Mazza”,i relatori delle conferenze e delle dimostrazioni e molti altri che per ragioni di spazio non riusciamo a citare. Un ulteriore grazie a tutti coloro che con la loro presenza hanno dimostrato entusiasmo e fedeltà per la propria “TERRA”.
Laura Levi Cohen