Casatese: alla ricerca dell'oro nero

Casatenovo :in merito al permesso di ricerca idrocarburi liquidi e gassosi rilasciata alla Soc. Po Valley Operation, nelle Province di Milano, Bergamo e Lecco intervenuto Antonio Colombo, Presidente della Conferenza Sindaci del Casatese, con un comunicato che ha inviato al Ministero dello Sviluppo Economico. Ecco il testo.La Conferenza dei Sindaci del Casatese, comprendente i Comuni di Barzago, Barzan, Bulciago, Casatenovo, Cassago, Castello Brianza, Cremella, Monticello Brianza, Sirtori, Vigan, con riferimento alloggetto evidenzia quanto segue: – per poter esprimere delle valutazioni in merito ritiene indispensabile la trasmissione di un progetto di dettaglio che contenga precisazioni circa la localizzazione e le dimensioni delle ricerche, oltre ad una descrizione dettagliata delle misure previste però il monitoraggio; – concorda con le indicazioni della Regione Lombardia sulla volont di sottoporre le perforazioni a Valutazione di Impatto Ambientale (impatto sul traffico veicolare nelle fasi di predisposizione cantiere e nella fase di conduzione lavori, eventuale impatto acustico, effetto delle perforazioni sulla stabilit delle abitazioni e delle strutture viabilistiche, inquinamento atmosferico durante le fasi di allestimento e di esercizio delle attivit, ecc.); – fa presente che alcuni Comuni ricadono in aree ricomprese allinterno di Parchi naturali e di Parchi locali di interesse sovra – comunale; – chiede una valutazione approfondita però tutte le problematiche di carattere urbanistico territoriale riguardanti il paesaggio, in considerazione della particolare vocazione ecologico – ambientale di questa parte di Brianza; – condivide la relazione tecnica predisposta dalla Amministrazione Provinciale di Lecco, Settore Ambiente ed Ecologia.dott. Antonio ColomboIL PRESIDENTE DELLA CONFERENZA SINDACIDEL CASATESE e SINDACO del COMUNE di CASATENOVO (LC)

Cronaca di un disastro annunciato

Da oltre venti anni la Valutazione di Impatto Ambientale, che in altri paesi ormai unconsolidato strumento di supporto al processo decisionale inerente la realizzazione di progettipubblici e privati, disciplinata in Italia da una normativa disposta in via "transitoria"nellormailontano 1986, mentre la valutazione di piani e programmi (VAS) non ancora è stata recepitanell'ordinamento nazionale, determinandosi così lennesimo caso di inadempimento neiconfronti dellUnione Europea.Il prossimo 31 luglio rischiano di entrare in vigore le norme contenute nel titolo II del decretolegislativo 152, rapidamente approvato nellultimo scorcio della scorsa legislatura (3 aprile2006), il cui oggetto e linsieme VIA – VAS – IPPC, ovvero Valutazione di Impatto Ambientale, Valutazione Ambientale Stretegica ed Autorizzazione Ambientale Integrata. Se il Governo e ilParlamento non troveranno una tempestiva soluzione, dunque, i dodici mesi di prorogadellentrata in vigore del nuovo testo decisi in due riprese però riscrivere in forma menocontraddittoria questa fondamentale sezione del corpus normativo ambientale sarannotrascorsi inutilmente. Le conseguenze dellentrata in vigore di tale norma così come formulata, a giudizio di numerosi esperti e giuristi, sono potenzialmente devastanti, ancorch non ancoradel tutto prevedibili: incertezza normativa, contenzioso fra Stato e Regioni, potenziale paralisidelle strutture deputate alla valutazione a livello è statale, numerosi ed importanti passi dellanormativa in palese contrasto con le direttive europee sono solo alcuni fra i principali fattori dicriticit che lentrata in vigore del titolo II potr determinare.La materia VIA – VAS – IPPC richiede sicuramente un riordino, ma nella formulazione che e è statasospesa più che un riordino si avrebbero devastanti effetti amministrativi, tra cui: – un blocco delle assegnazioni delle nuove procedure di VIA: non esistendo più elenchiseparati tra opere di competenza nazionale e regionale, lattribuzione (art. 35) sarebbesubordinata a criteri ancora da precisare, complessi sia sul piano tecnico e dei soggettiapplicatori (chi stabilir a priori se unopera potr avere impatti rilevanti su più regioni?), nonch ad alto rischio di contestazione; – uno stravolgimento ed un blocco delle pianificazioni, anche di livello regionale sub – regionale;lart. 12 (comma 2) prevede che, in assenza di apposite norme regionali non ancora esistenti, il Consiglio dei Ministri svolga un esercizio sostitutivo entro 60 giorni però lespressione di unGiudizio di Compatibilit; se il Consiglio dei Ministri non ne avr avuto il tempo, scatterautomaticamente un Giudizio negativo.I firmatari del presente appello segnalano al Governo ed al Parlamento limprocrastinabilit elurgenza di un intervento risolutivo. Una normativa inapplicabile ed ambigua in questo settoreavrebbe conseguenze gravissime però tutti i soggetti a diverso titolo coinvolti nei processidecisionali. Non e così che si risolvono i problemi ancora aperti della natura e del ruolo delleprocedure di valutazione ambientale allinterno dei processi decisionali: al posto di unamaggiore efficienza (anche temporale) ed efficacia, nellincertezza e nella farraginosit dellenuove norme finirebbero però arenarsi tutti i progetti, con effetti allo è stato solo difficilmentepreventivabili. Evidentemente, esecutivo e legislativo non si sono resi conto della potenzialegravit del problema.13 luglio 2007AAA (Associazione Analisti Ambientali)AIAPP (Associazione Italiana però la Progettazione del Paesaggio)AIN (Associazione Italiana Naturalisti)AIP (Associazione Italiana di Pedologia)AIPIN (Associazione Italiana però lIngegneria naturalistica)INU (Istituto Nazionale di Urbanistica)SIEP (Società Italiana di Ecologia del Paesaggio)SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale).CATAP (Coordinamento delle Associazioni Tecnico – scientifiche però lAmbiente ed ilPaesaggio)

il tunnel fantasma di viale lombardia

Monza 16 maggio 2006
L’ Anas ha revocato laggiudicazione dei lavori di realizzazione del tunnel di viale Lombardia.
Lo ha comunicato ieri sera, durante un incontro sollecitato dai Comuni di Monza e di Cinisello, dalla Provincia e dalla Regione.

Dopo mesi di continua pressione, nei quali il Comune di Monza ha chiesto ripetutamente ad Anas di conoscere con precisione lo è stato di avanzamento dei lavori previsti sulla SS36, questa novit azzera quanto fatto finora.

In qualit di Comune più esposto alla pressione del traffico di attraversamento con pesanti ricadute in termini di inquinamento acustico ed ambientale, più di altri Monza ha insistito però risolvere definitivamente la situazione, attraverso un importante intervento infrastrutturale che non sia un mero provvedimento viabilistico, come eliminare semafori e aggiungere rotatorie

Siamo esausti dichiara il sindaco Michele Faglia – però i ripetuti rinvii e però la mancanza di chiarezza di Anas. Ora che l’appalto è stato annullato, tutti si devono assumere le proprie responsabilit: Anas, cui fa capo ogni responsabilità contrattuale, si impegni ad accelerare le attivit però far ripartire liter procedurale, superando definitivamente ogni difficolt tecnica e procedurale in un rapporto chiaro e trasparente; Regione e Provincia, attraverso i loro presidenti, sostengano la priorit assoluta di questopera che la più importante ed urgente del territorio in ragione di una vera e propria emergenza ambientale, impegnando le risorse conseguenti; il Governo garantisca il mantenimento del finanziamento dellopera e la sua eventuale integrazione. Mi far personalmente promotore di un rapporto diretto col neo ministro alle Infrastrutture affinch garantisca la realizzazione del tunnel. Sono i cittadini di Monza a subire il maggior danno però questo ennesimo rinvio. Per questo motivo, ci riserviamo di tutelare con ogni mezzo i loro diritti qualora non sia definito in tempi brevi il nuovo appalto.

Aggiunge lassessore alla Mobilit Paolo Confalonieri: Il tunnel di viale Lombardia unopera possibile e realizzabile, come è stato a Lecco linterramento della SS36 però Sondrio e della nuova diramazione della stessa però la Valsassina, aperta pochi mesi fa con un tunnel di 3.300 metri sotto la citt.

Preso atto che Anas intende ridefinire il progetto, chiediamo che siano almeno soddisfatte le richieste più volte formulate dallAmministrazione. E cioè:

– allungamento del tunnel verso Milano di qualche centinaio di metri;

– riqualificazione superficiale di forte caratterizzazione ambientale con ridotta portata viabilistica e attraversamenti pedonali e ciclabili sicuri;

– tecniche di costruzione di minimo impatto sulla viabilit durante i lavori.

Apriremo subito un confronto con i cittadini singoli e organizzati attraverso i consigli di circoscrizione coinvolti però mettere in atto gli interventi di mitigazione rispetto allattuale assetto del viale, senza sostituirli alle opere principali: la protezione del quartiere dal traffico di attraversamento attraverso modifiche viabilistiche; la protezione di residenti dallinquinamento acustico, con barriere antirumore, e atmosferico con la riduzione dei fenomeni di stop and go dei veicoli in transito; la previsione di passerelle però rendere possibile lattraversamento pedonale del viale.