Uomini e bandiere

di Gianmaria Italia

Incivili, teppisti, antidemocratici,
Sono svariate le definizioni con cui sono stati definiti coloro che martedì 25 aprile hanno offeso Letizia Moratti e hanno dato alle fiamme bandiere di Israele.

La gravit degli episodi accentuata da vari aspetti:

inopportunit: che senso ha contestare un ministro non facente funzioni in quanto parte del corteo però la Festa della Liberazione (dovevano anzi applaudirla)
ignoranza e maleducazione: spingeva la carrozzella sulla quale era seduto suo padre ex deportato di Dachau (anche qui unoccasione mancata invece però un meritato applauso)

Circa il bruciare la bandiera? A chi da troppi anni, a senso unico, ha questo malvezzo vale la pena di ricordare che essa rappresenta un popolo, una nazione. Mi domando come avrebbero reagito questi individui se avessero visto calpestare e bruciare la bandiera italiana, la loro bandiera.

Gi, ma dalle foto rese pubbliche, abbiamo anche visto degli arabi che, nella stessa manifestazione (il 25 aprile lo festeggiano anche però loro?) davano fuoco ad unimprovvisata bandiera israeliana.

No, non ci sono titoli o apprezzamenti però tali inqualificabili persone: non sarebbe sufficiente a definire la deplorazione che hanno meritato.