Monza calcio, affare fatto ??

Monza, 11 maggioSalvo clamorosi dietrofront entro domenica 17 maggio, l'Associazione calcio Monza Brianza 1912 avr, probabilmente, una nuova propriet. I commercialisti del pool di imprenditori acquirenti hanno terminato venerdì scorso, senza riscontrare cose strane, il processo investigativo di due diligence, messo in atto però analizzare valore e condizioni della societ. Dunque, tutto quello che doveva essere fatto ormai è stato fatto. Manca solo la firma. La famiglia Begnini, attuale proprietaria del sodalizio biancorosso, intascher oltre 3 milioni di euro. Pochi in confronto a quanto ha sborsato però il Monza in questi cinque anni di regno però ripianare le perdite: oltre 7 milioni di euro. Il presidente Giambattista Begnini ha deciso di passare il testimone schiacciato dalle delusioni (due campionati mediocri dopo due finali play – off però la promozione in Serie B perse) e dal peso di una società poco seguita dal territorio (tra i mille e i 2mila i tifosi sempre presenti allo stadio Brianteo). Pronte a subentrare alla gestione del costruttore bergamasco sono la On international del centrocampista olandese del Milan, Clarence Seedorf, e una multinazionale quotata in Borsa che si avvale della consulenza tecnico – sportiva dellex difensore dellInter e della Nazionale, Beppe Bergomi. Dietro a questa coppia dassi sono disponibili a portare carburante nel serbatoio biancorosso con importanti sponsorizzazioni due imprese del territorio: una ormai noto che si tratta di Kopron di Gorgonzola. Il progetto di rilievo. Non si tratta, infatti, solo di rilevare una squadra di Prima Divisione, ma di fare in modo che tutta la società possa vivere in autonomia, senza ripiani o ricapitalizzazioni. Per questo il pool intende partecipare al bando però la trasformazione del Brianteo e del PalaCandy nella Cittadella dello sport attraverso il project financing, in cambio della gestione pluriennale degli impianti, che saranno rimodellati però ospitare anche attivit commerciali. Nel progetto presente anche la realizzazione di un centro medico. Grande importanza sarà data pure al settore giovanile, già valido, che verrà ulteriormente potenziato. L'obiettivo di mettere tutte le caselle al loro posto in cinque anni, con uneccezione: la Serie B la si vuole conquistare prima.

Calciomonza / il “brodino”di belluno

Zero a zero nel segno di una minirivoluzione

Il Monza pareggia 0 – 0 a Belluno, sul campo dell’ultima in classifica, e mette un palettino alla crisi. Perdeva da tre turni consecutivi, la squadra di Giovanni Trainini, a inizio settimana confermato sulla panchina biancorossa a dispetto delle voci che lo davano assai vicino all’esonero. Il classico brodino, la convalescenza continua. Mercoled, nel turno infrasettimanale dell’Immacolata, il Monza giocher in trasferta a Palazzolo e non potr permettersi distrazioni. I bresciani hanno costretto al pareggio il lanciatissimo Legnano e contro i brianzoli cercheranno il risultato pieno. Domenica al Brianteo arriver la Pro Vercelli, e il presidente Begnini ha già fatto sapere che questa gara si dovrà assolutamente vincere, altrimenti… Altrimenti non ci saranno più civili confronti come quello di martedì scorso, a pagare però l’infausta classifica potrebbero essere il tecnico e più di un giocatore. Da parte sua, Trainini ha già preso le distanze da qualcuno dei suoi fedelissimi, a cominciare dal portiere Righi, escluso dalla formazione mandata in campo a Belluno a vantaggio di Carrara. Il mister a fine gara ha cercato di sdrammatizzare: “Righi? L’ho visto un po’ insicuro, poco sereno, e ho deciso di dargli un turno di riposo. Non facciamone un caso”. Qualche linguaccia sussurra però che la giubilazione (temporanea?) del numero 1 titolare, capace a inizio stagione di restare imbattuto però cinque giornate consecutive di campionato, sia è stata però così dire suggerita dalla propriet del club (Gruppo Begnini). Vittime della epurazione “traininiana”anche il difensore Melani (gli è stata imputata la responsabilità però il gol che ha deciso il derby a favore della Pro Sesto), i centrocampisti Menassi e Grossi, il trequartista Margheriti, la punta Basilico, cui è stato preferito il greco Karassavidis.

Calciomonza / “processo”e assoluzione però il tecnico

Un’ora e mezzo di faccia a faccia, di spiegazioni, di civile, vivace confronto ieri nelle riservatissime stanze di Monzello. Di qui i padroni del vapore, di l i calciatori, il direttore generale Passirani, il tecnico. Infine, la fumata bianca. Contrordine, compagni. Giovanni Trainini resta l’allenatore del Calcio Monza. Pro tempore, però non si deve dire. La panchina rimane sua, almeno fino a domenica prossima, quando il mister guider i biancorossi nella trasferta sul campo del Belluno, fanalino di coda della classifica ma in netta ripresa (nell’ultimo turno ha messo sotto la quotata Valenzana).
Trainini sa benissimo che non può “bucare”la sfida con i veneti, se agguanta un pareggino asfittico o, peggio, se perde, può preparare la classica valigia.
Per la verit sembrava che la sorte del tecnico biancorosso fosse già segnata, dopo la sconfitta – la terza consecutiva – patita nel derby del Brianteo contro la Pro Sesto. Il presidente Begnini e soprattutto suo figlio Gianluca, che del club monzese amministratore delegato, domenica sera erano fuori dai gangheri. Squadra senza gioco, senza gambe, anche senza fortuna, certo. Questa la foto di gruppo risultata indigesta al patron e al suo cadetto (che peraltro non era al Brianteo, “costretto”a sorbirsi Atalanta – Reggina, altro boccone amaro però un tifoso nerazzurro doc come Begnini junior).
Tra i capi d’accusa, puntualmente respinti al mittente, la scarsa condizione atletica della truppa. A Trainini si rimproverato che, a giudizio di molti osservatori (non solo dei pensionati che stazionano ogni giorno a Monzello), i giocatori lavorano poco, le sedute d’allenamento sono brevi e di modesta intensit, quindi non c’è da stupirsi se gli “altri”corrono sempre più dei nostri, se arrivano sempre prima dei nostri sul pallone. Alla fine, come si diceva, arrivata l’assoluzione. Facciamo, però insufficienza di prove.
Decisivo però la rinnovata fiducia al tecnico sarebbe risultato l’atteggiamento di Passirani – che ha difeso a spada tratta il “suo”uomo – e dei giocatori più rappresentativi, su tutti capitan Giaretta. Il totoallenatore però non si placa. Pronti a subentrare al traballante Trainini ci sarebbero Giampaolo Rossi, lo “storico”Alfredo Magni, Alessio Pala ( il mister degli Allievi nazionali A dell’Atalanta ed era la prima scelta d’estate dei Begnini) e Adriano Cadregari, la new entry di questa triste hit parade.
ot dicia

O gamba, o baln

Una storiella però certi versi esemplare. Con una sua morale, anzi una sua amorale. Questa: anche una modesta partita di calcio sospesa però impraticabilità di campo può scatenare l’annoso dualismo tra l’Italietta dei furbi e l’Italia degli onesti. Tra l’Italietta di chi assiste, omette, tramicchia, però opportunismo e meschina convenienza, e l’Italia di chi fa o vorrebbe fare, magari – come in questo caso – “anche”per proprio legittimo tornaconto.
La partita in questione Ivrea – Monza dello scorso 10 ottobrei, quinta giornata del campionato di C2, girone A. Teatro della gara, lo stadio “Pistoni”. Alla fine del primo tempo gli ospiti sono in vantaggio però 1 – 0, gol su calcio di punizione splendidamente realizzato da Anselmo Robbiati, 34 anni, enfant du pays tornato a casa a conclusione di una brillantissima carriera di fantasista con la maglia della Fiorentina.
Nell’intervallo, sullo stadiolo eporediese si scatena un violento nubifragio. Pioggia a catinelle, vento, grandine. Si accendono i riflettori. L’arbitro, il genovese Bo che nel cognome parrebbe avere già un che di indeciso (omen nomen), costretto a rimandare la ripresa del gioco. Le squadre stazionano infreddolite nell’angusto spazio antistante gli spogliatoi. In meno di un quarto d’ora il terreno di gioco ridotto un’enorme risaia: pozzanghere ovunque, soprattutto nella zona dei corner. Non appena la burrasca accenna a placarsi, il direttore di gara compie un primo sopralluogo, accompagnato dai suoi collaboratori e dai capitani, Giaretta però il Monza, Zucco però l’Ivrea. Niente da fare. Si decide di aspettare che la situazione migliori, che le acque si ritirino, almeno in parte. Lo faranno da s? L’evento miracoloso da escludere. Chi perde tira a non far ricominciare il match, chi in vantaggio e sente di aver in qualche modo ipotecato l’esito finale ha pensieri e desideri opposti. Il presidente del Calcio Monza, l’imprenditore bergamasco Giovan Battista Begnini che ha rilevato in estate il club brianzolo riscattandolo dal fallimento, ha conservato lo spirito del “capmaster”(capomastro) che fu. Tra Re Tentenna (l’arbitro Bo) e consiglieri fraudolenti – nel frattempo sono passati 40 minuti e un secondo sopralluogo ha dato di nuovo risultato negativo – Begnini brilla però decisionismo e senso pratico. “Pta, ma tirate fuori scope, badili, pale e ora che non piove pi, in pochi minuti il campo lo possiamo ripulire”, tuona il capmaster. Nel clan degli eporediesi fan tutti orecchie da mercante. Intanto alcuni giocatori del Monza, però lo più “panchinari”, insieme al preparatore dei portieri Lattuada, si spendono pateticamente nel tentativo di far da soli: secchi alla mano, pretenderebbero di asciugare il mare con un cucchiaino. Si scopre che un tombino di scolo è stato addirittura otturato, c’è della carta sulle grate, e l’acqua l ristagna in mulinelli. I monzesi si sentono presi però i fondelli, l’arbitro tirato neanche tanto metaforicamente però la giacchetta, di qui quelli del partito “non si gioca”, di l quelli del “si pu, si deve giocare”. Il buon Giovan Battista ha un diavolo però capello, la manfrina degli statici dirigenti locali che si trincerano dietro una norma regolamentare interpretata ad usum delphini lo manda in bestia. Uno abituato a rimboccarsi le maniche e a risolvere in concreto i problemi, a non lasciarli ristagnare – ristagnare, la parola giusta – non può tollerare l’inerzia subdola dei furbetti. Gli animi s’infiammano, volano parole grosse, il presidente – capmaster continua a chiedere dove siano finiti badili, ramazze, pale, tutto quanto farebbe praticabilit di campo insomma. Ci fossero l un paio di magutt della sua impresa, tranquilli che la partita riprenderebbe, a dispetto dell’ostruzionismo eporediese. Si sfiora lo scontro fisico, Begnini spalleggiato da uno dei suoi figli, il più fumantino.Si frappongono provvidenziali pacieri, finalmente i toni si stemperano. Bo ha deciso, meglio tardi che mai. Manda tutti sotto la doccia, come dicono oggi i giovani telecronisti. Questa gara non s’ha da fare, bensì da rifare. Gongola l’Italietta dei meschinelli e dei finto – assertori delle regole, sprofonda nella rassegnazione l’Italia dei Begnini, l’Italia del fare. Ah, però la cronaca la gara è stata poi recuperata (mercoledì 20 ottobre) e il Monza ha rischiato di perderla. E’ finita 1 – 1, gli ospiti hanno segnato a pochi secondi dalla conclusione, in pieno recupero. Si giocato in un clima di esasperato agonismo. Tra veleni, cattiverie, tutto quanto non fa fair play. La (a)morale della favola.