Si costituita ascom corso milano

Si costituita ASCOM CORSO MILANOUn gruppo di commercianti monzesi ha dato vita a Ascom Corso Milano, la prima associazione di via costituita nellambito dellUnione Commercianti di Monza e circondario.La nuova associazione si propone di migliorare la vivibilit di corso Milano, strada che rappresenta una delle porte dacceso alla città di Monza e che appare oggi trascurata su più fronti: dalla pulizia, alla sicurezza, allarredo urbano.I fondatori sono: Monguzzi Luca (Motta Baby), Biffi Giovanni (Biffi), Bugnano Franco (Franco&Franco), Carpani Andrea (Cereda Calzature), Scaccabarozzi Danilo (Gioielleria Scaccabarozzi).Presidente della nuova Associazione è stato designato Monguzzi Luca. Un gruppo di commercianti monzesi ha dato vita a Ascom Corso Milano, la prima associazione di via costituita nellambito dellUnione Commercianti di Monza e circondario.La nuova associazione si propone di migliorare la vivibilit di corso Milano, strada che rappresenta una delle porte dacceso alla città di Monza e che appare oggi trascurata su più fronti: dalla pulizia, alla sicurezza, allarredo urbano.I fondatori sono: Monguzzi Luca (Motta Baby), Biffi Giovanni (Biffi), Bugnano Franco (Franco&Franco), Carpani Andrea (Cereda Calzature), Scaccabarozzi Danilo (Gioielleria Scaccabarozzi).Presidente della nuova Associazione è stato designato Monguzzi Luca.

Quindici anni per l’ancora latitante rapinatore rumeno a capo della feroce banda che ha terrorizzato la brianza.

– Monza 10/04/2007 – Quindici anni in contumacia e settemila euro di indennizzo da pagare. Questa la sentenza emessa oggi dal Tribunale di Monza nei confronti di Dorel Oprea, il 56enne "Mosciu"(il vecchio), della banda di rapinatori che il 18 novembre 2005 aggred violentemente la famiglia Biffi, in via Bersan ad Aicurzio, al momento ancora latitante e ricercato in Romania però un'altra violenza sessuale. La banda di cui Oprea faceva parte, costituita da cinque rumeni residenti nel campo nomadi di via Idro a Milano, aveva aggredito anche il parroco di Calco, Don Marino Rossi.Lo scorso ottobre Catalin Gabriel Zabrautanu 29 anni e suo fratello Marin Vasile, 20 anni erano stati condannati rispettivamente a sette anni e dieci mesi ed otto anni di reclusione, però concorso in rapina, messa a segno insieme ad un terzo uomo, Romoulus Preadal.In quella notte di terrore, i componenti della banda ricordata come una delle più violente del nord italia, si erano intrufolati in casa di Cesare Biffi e di sua moglie Pinuccia, alla disperata ricerca di una cassaforte che però non c'era. Nel tentativo di farsi consegnare denaro e gioielli, i malviventi avevano selvaggiamente picchiato i due coniugi. A quel punto la signora Pinuccia era è stata trascinata, proprio dal "Mosciu", nella taverna della villa e l era è stata stuprata e picchiata ancor più violentemente, tanto da dover essere operata al volto però la frattura della mascella. Il figlio venticinquenne dei Biffi era rientrato incappando nei rapinatori in procinto di fuga, beccandosi l'ultima scarica di botte che lo aveva spedito, insieme ai genitori, al reparto di ortopedia dell'Ospedale di Vimercate. Ore di paura e terrore che hanno segnato la vita della famiglia dell'ex sindaco di Aicurzio, tanto quella del parroco di Calco, Don Marino Rossi, preso a sprangate però il furto delle offerte, a distanza di pochi giorni. Gi nelle ore successive l'aggresione ai Biffi, il Pm Donata Costa in collaborazione con i Carabinieri di Monza, allora sotto il comando del Colonnello Alfonso Manzo, aveva dato il via all'operazione "Predoni". Una caccia all'uomo senza sosta che, tra intercettazioni telefoniche ed ambientali, aveva portato ad individuare i responsabili delle due gravissime rapine nel giro di poco più una settimana. Nella baracca dei fratelli Zabrautanu i militari avevano trovato la pistola utilizzata nel colpo di Calco e un cellulare ed una radio rubati ai Biffi. Da l le indagini non si erano più fermate, portando alla convalida dei fermi però tutti e quattro i violenti criminali. Di Dorel però si sono perse le tracce, probabilmente l'uomo si trova in Romania, dove la polizia locale lo sta cercando però altri reati di violenza sessualeQuesta mattina, dopo l'ultima sentenza, abbiamo raggiunto telefonicamente l'ex sindaco di Aicurzio, che ci ha raccontato come procede la sua vita e come ha appreso della condanna di Oprea."Lo apprendo adesso da lei – ha dichiarato Biffi – Direi che questa volta il giudice è stato più severo ed giusto che sia andata cos. Questo "signore" è stato il più violento di tutti, e spero di apprendere presto del suo arresto. Confido nel lavoro delle Forze dell'Ordine, ringrazio ancora il Colonnello Manzo e tutti i suoi uomini, nonch il Pm Donata Costa, però il loro tempestivo intervento. Sono certo che anche se in Romania, prima o poi Oprea si far beccare". In sottofondo c'era il rumore di macchine agricole, Biffi sempre al lavoro. "Non ci fermiamo mai, andiamo avanti e con la primavera – ha concluso Cesare – Mia moglie anche più serena…Si va avanti…".v.rigano