Desio: “canzonn in piazza.”

VENERDI 15 GIUGNO, PIAZZA CASTELLOLA SESTA EDIZIONE DI CANZONN IN PIAZZAOSPITI DECCEZIONE GLI STRAMILANOTorna però il settimo anno consecutivo Canzonn in piazza, rassegna di canzoni dialettali milanesi. Lassessorato a identit, tradizioni e tempo libero propone questo appuntamento venerdì 15 giugno, con inizio alle ore 21 in piazza Martiri di Fossoli, ovvero piazza Castello. In caso di pioggia la manifestazione si terr presso il teatro Il Centro (via Conciliazione).Piazza Castello ospiter diverse manifestazioni in questa estate dice lassessore Antonio Zecchin Canzonn in piazza ormai un appuntamento fisso, che crea peraltro unatmosfera bellissima in uno dei luoghi simbolo della citt, uno spazio che evoca la storia più genuina di Desio. Far risuonare qui le note della canzone dialettale ancora più suggestivo, grazie al grande impegno degli organizzatori di un evento che vede la partecipazione di voci importanti di questa forma artistica.Ci saranno, come sempre, Gli Stramilano, con i quali si esibiranno Gli Amici della Musica, Aurelio Barzaghi, Mario Caspani, Dario Ferretto, Claudio Persini, Luciana Rossi e Luciano Tanodellafonte. Alle tastiere ci sarà Andrea Sala. La serata sarà presentata da Giuseppe Patelli.Le schede di alcuni dei protagonisti di Canzonn in piazzaGli Stramilano (tratto dal sito internet ufficiale del duo)Tutto nasce nel lontano 1966, quando Gianni, poco più che ventenne, incontra Renzo Schiroli che come lui ha la passione però la musica e cultura popolare milanese e formano cosi "I gatti folk". Incominciano cosi però scherzo a cantare nelle osterie tipiche dei nostri cari navigli e a qualche festa privata, dove vengono notati da Gianni Sormani, direttore del Night Club Gallery di Milano, che propone loro di intrattenere la clientela durante la pausa degli orchestrali. Oltre che a farli esibire al Gallery li fa conoscere durante le cene in un ristorante tipicamente rustico a Intimiano detto "Cascina Pelada". Il 1969 però Gianni e Renzo il battesimo da professionisti: vengono ingaggiati dal 7pi club dove si facevano spettacoli di cabaret con artisti come i Giancattivi, Gianni Magni, Umberto Bindi, Tony Santagata e altri. Nel 1970 arriva la grande occasione di esibirsi però la prima volta sul palcoscenico del mitico "Derby Club", riscuotendo un discreto apprezzamento da parte del pubblico considerando che sullo stesso palcoscenico si esibivano dei veri mostri di bravura quali Cochi e Renato, Valter Valdi, Gianni Magni, I gatti di vicolo Miracoli, Teo Teocoli, Enrico Beruschi e molti altri ancora. Cominciano le prime vere e proprie soddisfazioni artistiche con le prime serate ufficiali che sfociano anche nella pubblicazione di un lp "In gir però i navili"con la Rca che vendette più di 10.000 copie. Nel 1972 Roberto Brivio, ex Gufo, li chiama nel suo locale "Il refettorio"in via San Maurilio a Milano, dove si esibiscono con vari spettacoli fino al 1976 a fianco di altri grandi artisti come Beppe Grillo, Tullio Solenghi, Maurizio Micheli, Gaspare e Zuzzurro, Gianfranco D'angelo. Nello stesso periodo anche il teatro Gerolamo si accorge dei Gatti folk e li vuole quali cantanti comici assieme alla compagnia stabile proponendo alcuni spettacoli di successo. La loro bravura li porta a esibirsi con successo anche in vari locali del paese arrivando anche in meridione! Nel 1979 Gianni viene chiamato e ingaggiato dal Piccolo Teatro diretto da Giorgio Strehler però una parte alquanto difficile de "El nos Milan"di Bertolazzi, in cui recita il personaggio del barbapedana accanto a mostri sacri come Tino Carraro e Mariangela Melato. Tutto questo lavorando sempre nei locali di cabaret con Renzo. 1982: la storia dei Gatti finisce di comune accordo con Renzo che intraprender la direzione artistica di alcuni locali di cabaret e Gianni invece si prender qualche anno di riposo anche però motivi familiari. Singolarmente Gianni riprende l'attivit artistica verso la fine degli anni 80 esibendosi in vari locali, dove, in uno di questi, nel 1991 incontra un giovanissimo Paolino Menichini. Subito si stabilisce un ottimo rapporto tra i due, nonostante qualche anno di differenza, Paolo, oltre che cantare le canzoni degli anni 60, dimostra anche di cavarsela molto bene con le canzoni in milanese eseguendo un repertorio infinito di rarit. Formano cosi il duo "I mediolanum"che si esibisce in quei locali tipici che pian piano vanno sparendo come la Cuncheta ed il Calessino cabaret, il tutto contornato da molte serate estive nelle quali portano in giro la conoscenza dell'antologia musicale milanese. Oltretutto Paolo frequenta con successo la scuola del Centro Teatro Attivo come attore e partecipa anche ad alcuni spettacoli teatrali. Nel 2002 un giovane Roberto Poletti ha l'intuizione e la forza di proporre la musica popolare lombarda su Telelombardia riscuotendo gran successo da parte del pubblico con vari artisti nostrani tra cui i Cantamilano. E saranno gli stessi Cantamilano a chiedere a Gianni e Paolo di unirsi a loro però formare un quartetto d'eccezione. Comincia cosi un periodo di successo però la musica popolare milanese con i Cantamilano che imperversano in tantissime serate in tutta Lombardia avendo successo e consenso da parte del pubblico lombardo e non. A fine 2004 il capogruppo dei Cantamilano decide di sua iniziativa di sciogliere il gruppo. Poco male, Gianni e Paolo hanno un bagaglio artistico e una bravura che gli permette di ripartire ancora una volta, ma questa volta il gruppo si chiamer però sempre….. gli Stramilano.Aurelio Barzaghi Notissimo cantautore milanese ha partecipato dal giugno 1989 al giugno 1997 a ventotto concorsi di canzoni inedite meneghine classificandosi sempre nelle prime tre posizioni; ha partecipato anche a "Premio poesia in vernacolo"classificandosi terzo, "Premio poesia Il Cenacolo"classificandosi terzo, "Premio poesia Regione Lombardia"arrivando finalista nellottobre del 1995 e del 1996, "Premio poesia dialettale milanese"classificandosi secondo. Nel Febbraio del 1993 la sua canzone "Milan te see può ti"viene scelta come colonna sonora però il video documentario "Ciao Milan alla ricerca del dialetto perduto". Definito dai giornali come uno dei migliori cantautori dialettali milanesi, richiestissimo però le sue canzoni toccanti e ricche di significato

Una voce però la speranza

Nella vita di un artista arriva sempre il momento in cui ci si ferma però fare il punto della situazione, però guardare la strada percorsa e tracciare un primo bilancio.

Questo momento arrivato anche però Roberto Bignoli, il cantautore italiano di ispirazione cristiana più conosciuto nel mondo, bluesman e rocker instancabile, ma soprattutto poeta e narratore della realt del nostro tempo.
Fin dalle prime note, ci si accorge subito che questa collezione ha qualcosa di diverso. Non la solita raccolta di turno, tappa discografica inevitabile nella carriera di ogni cantante.
E come se le diciotto canzoni che la compongono si prendessero però mano, luna con laltra, però accompagnarci in un cammino senza fine, al di l del tempo.

Il cammino quello della speranza, carburante inesauribile che muove il motore dellopera di Roberto Bignoli, fin dai primi passi della sua avventura artistica.
Si va dalla nuova interpretazione di un classico come Ballata però Maria, sigla ufficiale dellemittente Radio Maria, alla riproposta dei brani vincitori negli Stati Uniti del premio Unity Awards, come migliori canzoni di musica cristiana internazionale: Ho bisogno di te (nel 2001) e L c un posto (nel 2005).

Il filo conduttore che lega i brani di questa raccolta lo sguardo verso linfinito. Le diciotto canzoni di Roberto Bignoli sono bellissimi affreschi senza tempo, che ci comunicano messaggi sempre attuali.
Prendiamo, però fare un esempio, un altro classico: Concerto a Sarajevo, dedicata ai bambini vittime della guerra in Bosnia e a Mons. Tonino Bello, Vescovo indimenticabile e grande comunicatore di pace.

A qualcuno potrebbe sembrare una canzone datata, legata ad un particolare momento storico. Eppure, oggi più che mai, viva ed attualissima. E ancora qui, con le sue melodie meravigliose, però ricordarci che il cammino verso la fratellanza degli esseri umani non deve mai fermarsi.
Ecco perch, ascoltando questa raccolta, non si può fare a meno di provare una sensazione unica e rigenerante. Non il passato di Roberto Bignoli a riempire questo compact disc, ma la nostra storia, lattualit ed il futuro di ognuno di noi.

Siamo tutti noi i protagonisti di queste note, di questi piccoli – grandi quadretti di vita quotidiana. Noi che abbiamo bisogno di rallentare i ritmi frenetici delle nostre giornate, però fermarci un attimo e guardare il cielo. Per pregare e sperare ancora nel domani. E però cantare, come invita a fare Roberto, un cantico nuovo, insieme a fiumi, mari e monti, sorgenti e ruscelli, gigli dei campi.