Biondi a monza

Accompagnato da 11 musicisti – divisi in due gruppi distinti però separare la parte acustica da quella elettrica – e tre coriste, Mario Biondi ha intrattenuto la platea con oltre due ore e mezza di brani d’atmosfera, ritmi vivaci e arrangiamenti jazz. E così, una dopo l’altra, le note sono volate via nell’aria della notte monzese che diventava man mano più fresca. Un soul jazz che ha permesso anche ai musicisti di provare la loro capacità e ai quali l’artista ha concesso il giusto spazio strutturando lo spettacolo in modo da avere intermezzi strumentali, assoli e duetti con le coriste. Ray Charles” ha una voce molto particolare, tipica della “black music” d’oltreoceano, che ha saputo coltivare ed evidenziare in un genere dove la capacità non può essere mimata o millantata (due dischi di platino e uno in odore di raggiungimento ne sono la prova). Certamente Monza e i monzesi che hanno deciso di assistere allo spettacolo possono ritenersi fortunati ad avere avuto in casa una tappa della tournee di questo artista.

Viaggio nell’inferno di dante

Giovedì 17 marzo alle ore 18.00, nella Galleria

Civica del Comune di Monza (via Camperio), sarà inaugurata la mostra:

Viaggio nell’Inferno di Dante

un’originale visita dell’Inferno dantesco attraverso trentaquattro
altorilievi in bronzo policromo, frutto della capacit espressiva e
plastica dello scultore Federico Severino.

FEDERICO SEVERINO

Federico Severino nato a Brescia nel 1953. Vive e lavora in Franciacorta (Brescia).

Personalit complessa ed eclettica, Federico Severino si rivolge con passione agli studi di filosofia fino alla laurea, maturando contemporaneamente i suoi studi artistici da autodidatta.

Gi nel 1974 si propone con una personale, recensita da Luciano Spiazzi ed Elvira Cassa Salvi, in cui affiorano i temi inquietanti e la straordinaria suggestione che caratterizzeranno la sua ricca produzione.

Nel 1992 viene pubblicata la monografia a cura di Alberto Crespi e Fausto Lorenzi che documentano la produzione di Severino dal 1980 al 1992.

La sua opera porta l’impronta di una fervida capacit inventiva sorretta da una cultura approfondita capace di equilibrare le forti tensioni che la sottendono.

La sua iconologia, che si accompagna a figure del mito e a figure del sacro, ha instaurato tra reale e immaginario uno stretto dialogo che – sviluppato coerentemente lungo decenni – ha ormai assunto lessico e ritmi ben distinguibili nel panorama della migliore scultura contemporanea.

L’attivit artistica seguita attentamente dalla critica e dalla stampa nazionale ha dato anche ampio spazio alle tematiche del sacro con opere di grande impegno.