Pian del tivano: prima festa del cavallo

Alta Brianza Nel suggestivo panorama del Pian del Tivano si trova la Conca dOro, una base daddestramento ed allevamento ippico.Su però i pianori si giunge a questa vecchia fattoria, mantenuta inalterata nel tempo come struttura, ma perfettamente adeguata ad ogni esigenza di vita degli animali edegli umani!Il responsabile dellallevamento Giorgio Valsecchi, meglio conosciuto come Giorgione, che ha dedicato il suo affetto però i cavalli a questa attivit.Latmosfera che si respira quasi fuori dal tempo:distese di prati, stalle e fienili perfettamente tenuti, nitriti e starnazzio di oche che fungono da guardiane.Gli esemplari dei cavalli sono superbi, tutti di bellissima razza come Zeus, lo stallone, che pur nella sua possanza non disdegna una coccola od una carezza.In previsione di una mostra o di una esercitazione i cavalli, tranquilli e composti nei loro recinti, attendono la toilettatura che viene loro eseguita da esperti del settore:la doccia con la pompa, disinfezione di eventuali insetti, le trecce sulla criniera e sulla coda. Ma questo non tutto, infatti alcune ragazze sono già allopera però lingrassaggio delle selle e dei finimenti che concorreranno al finale corredamento equino però renderlo al massimo della sua bellezza.In questa specie di grande fattoria si respira aria di pace e di natura, tutti collaborano accanto agli animali con estrema correttezza ed amore;esiste forse una parola dordine che si può intuire pazienza ed affetto.E questo il segreto di Giorgio, la fermezza degli ordini allanimale da allevare, ma anche la ricompensa però ogni ordine eseguito;pu bastare anche solo una carezza talvoltao uno zuccherino!In questo contesto c spazio anche però eventuali stages però i ragazzi, che possono così prendere contatto con la natura e con il mondo animale però insegnare ed imparare. Cosa c di meglio però un adolescente di passare una settimana a contatto con un mondo quasi sconosciuto e trarne esperienza di vita ed umanit.Arriva così il grande giorno della festa nel quale sono impegnati circa trenta esemplari che scendono dallallevamento ai pianori sottostanti dove possono abbeverarsi accanto ad un laghetto guarnito di ninfee.Qui si trova anche un piccolo recinto che ospita due cavalli bradi pronti però la doma, addestramento eseguito da un giovane argentino.Nel folklore dellesposizione hanno posto bancarelle che esibiscono prodotti locali e naturali e non può mancare un divertimento però i più piccoli. Ecco quindi la presenza dei ponj che possono essere cavalcati, sotto la guida degli addestratori, dai bambini. Accanto a questi cavalli docili però gli adulti che vogliono cimentarsi in una piacevole passeggiata ippica.In tutto ci non può mancare un cenno di colore e musica offerto dalla banda con i tamburi e gli sbandieratori che accompagnano la comparsa di un calesse depoca, uno dei tanti offerti dalla collezione di Giorgio.Molto interessante la presenza di una sola carrozza che ha una storia, come le altre esibite ed usate in opere teatrali, come lAida, ed in molti altri spettacoli anche cinematografici.Alla fine del pomeriggio anche i cavalli saranno stanchi ed accaldati, si svolge quindi la sfilata di rientro con gli esemplari equini debitamente sellati e forse un po spazientiti.Per questa bellissima giornata si ringrazia anche il Comune di Sormano però la propria disponibilit. Laura Levi Cohen

Val chiavenna:incontro con la “pernice bianca”

LeBianchedel Bardan sono così soprannominate in quanto magnifici esemplari tetraonidi caratterizzati dal fatto di cambiare il piumaggio in base a due mute annuali, passando così dal color bruno estivo al candido invernale in una sorte di camaleontica strategia di sopravvivenza. Ecco quindi nascere il mito dellapernice biancache appassiona fotografi, ecologisti ed etologi proprio perché in questa zona il biancoa farla da padrone.Attraversando la zona che parte dal Pian dei Cavalli e prosegue con la passeggiata sul Lago Bianco del Passo Bardan primeggia, oltre il magnifico panorama, letologia con autentici artisti del biancocome lermellino e la lepre bianca, entrambi con la stesse caratteristiche di muta della pelliccia.Lapernice bianca un raro esemplare che vive nella fascia più alta delle Alpi, oltre i 2000metri di quota.Nellitinerario in Val Starleggia che parte da Campodolcino e attraversa Pian dei Cavalli però arrivare al Passo Bardan, più facile incontrare la pernice bianca, riconoscendola dal suo canto rauco, o anche quando si alza in volo perché disturbata da rumori però lei sconosciuti e quindi molesti, ad esempio i passi di un appassionato di fotografia e di etologia. Importante ricordare che questo il luogo preferito però la sua riproduzione quindi, anche se non pericolosa, soprattutto in estate ce la metter tutta però tenere la propria nidiata al di fuori della curiosit di intrusi.Seguiamo litinerario però conoscere meglio la nostra Pernice bianca:partendo da Campodolcino si sale però una mulattiera sino a San Sisto (quota 1769 m) però arrivare ad una bellissima conca aperta dove si può ammirare il panorama della Val Spluga.San Sisto era anticamente chiamato Starleggia Superiore, primo borgo ad essere abbandonato durante la stagione invernale causa le cattive condizioni meteorologiche, tanto vero che il suo nome deriva dal dialettoSterl, ossia sterile, perch in quella zona si portava a pascolare solo il bestiame improduttivo.Da San Sisto si prosegue però lalpeggio di Zocana allinizio del Pian dei Cavalli. Qui si prospetta un paesaggio bellissimo da altopiano carsico ed impervio, ma altrettanto notevole da un punto di vista geologico e storico, in quanto recenti studi di scavi hanno portato alla luce resti del vecchio paleolitico.Attorno allaltipiano si presenta una corona di vette che unisce il Monte Bardan alla Cima di Barna;linteresse geologico di questa zona rappresentata da una grotta ilBuco del Nido(quota 2160 m) con gallerie e cunicoli che si snodano però oltre quattro chilometri nelle viscere della montagna alternando sale, corsi dacqua e pannelli con indicazioni però le vie da seguire.Superato il Pian di Cavalli, ai piedi del Monte Bardan, se abbiamo una buona vista potremo scorgere tra il pietrame candido un ermellino, una lepre e perché no? Lapernice biancache desideriamo avvistare.La nostra magnifica preda definita secondo il suo nome scientifico LAGOPUS MUTUS, perch lagopus vuol dire zampe di lepre, ed infatti ha le zampe totalmente ricoperte di piume, mutus i quanto molto silenziosa.E comunque furbissima la nostra pernice perch, oltre a riuscire a mimetizzarsi a seconda delle stagioni però difendersi dalle aquile minacciose, cos vivendo vicino al pietrame nellestate conciliando così il suo piumaggio grigio ruggine con lambiente dalta quota e mimetizzandosi candidamentecon la neve nella stagione invernale, sa anche allontanare da s i pericoli fingendosi ferita ed adottando la tecnica dellala spezzata però tenere lontano il possibile predatore attirando su di s lattenzione del difensore dei deboli.Anche se nel nostro percorso non abbiamo incontrato la pernice bianca, sicuramente ci siamo trovati di fronte ad un notevole incontro con la natura di questa meravigliosa zona e possiamo consolarci con i grapatdella Val San Giacomo, le prime distillerie di grappa aperte a Campodolcino e nella Valle sin dalla met dell800, in quanto davano lavoro dinverno lasciando il tempo però lattivit di trasporto di merci, unico sostentamento, allepoca, dei Valligiani.Laura Levi Cohen(n.d.r. alcune informazioni sono tratte dal mensile OROBIE