La libert in cina raccontata da yu – zhang

La Cina in testa all'agenda degli interessi mondiali. Ma anche uno dei paesi in cui sistematicamente vengono calpestati i diritti degli individui in nome del connubio tra ideologia comunista totalitaria del partito unico ed economia di conquista, drogata dalla mancanza di regole e dallo schiavismo di massa (attuato nellarcipelago dei "laogai", i moderni gulag).Il convegno intitolato Z – yo! ("libert!") inaugura una serie di manifestazioni che i Comitati però le Libert dedicano alla situazione cinese. Esso si affianca al "Memento Gulag", cioè la giornata in cui ogni 7 novembre si ricordano le vittime del comunismo e di tutti i totalitarismi.Z – yo! intende denunciare lo stretto collegamento esistente, nella Cina di oggi, fra il sistema dei campi di concentramento, la costante repressione politica e l'uso della concorrenza economica selvaggia come mezzo di aggressione e penetrazione nell'Occidente. Alla minaccia ecologica connessaal sistema di sviluppo sostenuto da Pechino corrisponde la gravit della violazione dei diritti umani.Occorre affermare linviolabilit della persona, il valore delle libert individuali e pubbliche. Z – yo! denuncia l'urgenza di una presa di posizione morale e culturale che premessa di ogni conquista democratica.Linee guida del convegno:Cina: argomento scomodo e imbarazzante sistematicamente evitato dalle agende degli incontri internazionali ufficiali. Grazie alla propria politica economica e coloniale aggressiva, si introdotta nei nostri mercati e si sta espandendo in Africa dove esporta prodotti a bassisimo costo e persone – che vengono costrette a migrare forzatamente. Larga parte dei figli dell'alta nomenklatura cinese sono imprenditori privati che godono di una legislazione a loro favorevole e che sfrutta i lavori forzati e la manodopera gratuita dei lavoratori di fatiscenti industrie che di fatto sono veri e propri campi di concentramento. Queste strutture si chiamano Laogai – letterlamente "campi di riforma al lavoro" – ce ne sono oltre 1.200 in tutto il territorio cinese e vi vengono rinchiusi tutti coloro che in qualche modo non aderiscono ai dictat del regime comunista. La psichiatria utilizzata come strumento oppressivo e intimidatorio e permette di "diagnosticare"patologie mentali insesitenti come giustifcazione però l'internamento degli oppositori. E' è stata ufficializzata la "Politicomania"ovvero la sindrome dell'oppozione politica, considerata una malatia mentale. Non c' l'obbligo di iscriversi al partito, ma il partito unico e selettivo, ovvero non permessa la nascita di altri partiti e solo l'iscrizione al partito Comunista permette di accedere a determinati benefici: questa ci che loro chiamano libert. Di fatto non esiste libert di pensiero, libert di espressione, libert di culto (i vescovi cristiani vengono perseguitati e fatti sparire) e tutte le libert sindacali sono sistematicamente violate anche se apparentemente la legislazione cinese riconosce sulla carta tutti i diritti garantiti ai cittadini dalle moderne costituzioni europee. Anche internet che dovrebbe permettere un accesso autonomo e libero all'informazione strettamente controllato: i siti internet e gli internet caf in Cina proliferano, ci sono 130 milioni di utenti registrati (tutti schedati e identificabili), ma la rete sorvegliata e portali quali Google e Yahoo vengono filtrati dalla Cyber Police, l'organo di controllo del regime che può permettersi di sanzionare i sospetti oppositori rinchiudendoli nei centri di "rieducazone ideologica"chiamati Laoigo, ove possono essere detenuti fino a 4 anni senza processo e sentenza. Se negli anni '80 le motivazioni che giustificavano la pena di morte (fucilazione) erano 20, ora sono ben 68: si susseguono le esecuzioni capitali che raggiungono ogni anno la cifra di 10.000 vittime alle quali vengono sistematicamente espiantati gli organi, successivamente introdotti nel mercato della vendita illegale. Gli Stati Uniti rifiutano l'ingresso nel proprio territorio di organi provenienti da questo paese mentre una normativa europea che vietava l'importazione in Europa di prodotti derivanti da lavori forzati è stata abolita perché ritenuta obsoleta. Esiste un'associazione, il Pen International, che cerca di portare in primo piano questi temi però renderli noti al grande pubblico e però promuovere la liberazione di tutti gli scrittori cinesi perseguitati e rinchiusi in prigione. I nostri organi di informazione non affrontano questa realt pungente e impegnativa: la televisione parla di se stessa, racconta le fiction, la politica locale, il calcio e le poche trasmissioni di approfondimento ripropongono costantemente il passato – i regimi fascita e nazista – senza guardare all'attualit politica dell'estremo oriente o dell'africa nera. Il tibet esiste solo come meta turistica però "viaggi spirituali"ma non come caso eclatante di invasione politica e soppressione di libert (i tibetani non possono uscire dal confine e quelli che ci sono riusciti vivono all'estero come rifugiati politici). Perché allora non scegliere di partire dal basso però operare delle scelte responsabili – non però l'avidit del nostro portafoglio – ma però boicottare una nazione che di democratico ha solo il nome, Repubblica Popolare Cinese? Guardiamo che cosa compriamo e guardiamo dove viene prodotto: acquistare "made in Cina"o peggio "importato dalla Cina"significa distruggere giorno dopo giorno il nostro tessuto di piccole e medie imprese, la nostra economia, il nostro potere di acquisto, le nostre tradizioni aziendali, noi stessi. Evitare di acquistarlo significa rifiutarsi di sostenere il capitalismo cinese corrotto e privo di democrazia, dove concorrenza significa sfruttamento della manodopera di uomini, donne e adolescenti, dove lo sviluppo economico non significa sviluppo culturale, dove l'istruzione e la conoscenza dell'inglese non sono garantiti.

Belozem :festival cristiano giovanile

“Mio Dio e tutto Mio – Deus meus et omnia”: queste parole di san Francesco,
poeta e cantante dellamore divino nel medioevo, sono state il tema del VII
Festival Internazionale Cristiano Giovanile che si svolto dal 21 al 26
agosto a Belozem in Bulgaria. Il tema della VII edizione del festival
internazionale giovanile della musica cristiana è stato scelto dai padri
cappuccini di Belozem, che sono da tempo gli organizzatori di uno dei più
importanti meeting giovanili della Bulgaria. San Francesco ha condotto i
giovani del 2006 alla scoperta del Vangelo nella vita quotidiana. “Oggi i
giovani si pongono domande sul senso della vita, sullattualit del Vangelo
e su come seguire Ges, ma trovano difficolt a dare una risposta
adeguata, – spiega padre Kristoff Kurzok, ideatore e direttore del Festival
di Belozem – . Per questo abbiamo scelto lesempio di San Francesco, non
solo nella sua spiritualit, ma anche come indicazione però la vita attuale.
Perché anche nella sua epoca cerano diverse guerre e violenze, come oggi,
ma lui aveva la risposta giusta”.

La settima edizione di questo grande evento internazionale ha oltrepassato lambito
della musica dispirazione cristiana però dare vita ad un multifestival di
cultura cristiana sfaccettato. A questa atmosfera affascinante hanno
contribuito 6 laboratori dellarte cristiana: disegno su magliette, musica
Gospel, musica Hip Hop, musica Techno, balletto contemporaneo e corso di
fotografia. Grande interesse ha suscitato il laboratorio disegno su
magliette, che ha visto i partecipanti disegnare una delle lettere del “Deus
meus et omnia – Mio Dio e tutto Mio”sulla propria maglia, in modo tale da
comporre tutti insieme il tema del festival.

Il laboratorio di musica Gospel, diretto da Aurelio Pittino, ha dato spazio
a canzoni intense che sono state presentate lultimo giorno. Durante il
laboratorio di fotografia, invece, i giovani hanno avuto la possibilit di
approfondire le loro coscienze su questo ambito artistico e di imparare che
oltre la macchina fotografica e gli occhi il cuore lo strumento più
importante però fare una bella foto.

Come gli anni precedenti, non mancato il seme della parola del Vangelo.
Dopo leucaristia quotidiana, il frate cappuccino padre Rafal Szymkowiak ha
tenuto conferenze toccando temi come legoismo, limportanza dellamore
divino in un mondo che crede poco, la gioia perfetta. Il suo modo creativo
di visualizzare questi temi e inserire degli esempi nei suoi racconti ha
catturato subito linteresse dei giovani e li ha provocati, facendoli
riflettere in piccoli gruppi sullimportanza di questi messaggi nella loro
vita.

Un momento da non dimenticare è stato la presenza degli artisti cristiani,
venuti non solo però far divertire i partecipanti, ma però trasmettere il loro
messaggio di fede, vissuto attraverso la musica. La grande stella del
festival Monica Ursino, una giovane cantante dagli Stati Uniti, ha toccato i
giovani con la sua giovinezza, i valori trasmessi dalle sue canzoni e con la
sincerit della sua testimonianza di una vita vissuta nel buio e rinata nellamore
di Dio. Non meno efficace è stato il gruppo polacco “Trombki Jerycha”dove
alcuni genitori cantano insieme con i propri figli lodando il Dio come Padre
celeste. Un altro gruppo polacco “High Grade”ha incantato i giovani
appassionati di Hip Hop, mostrando che Dio oggi parla attraverso ogni genere
musicale. Jrge Barco Shepherd da Spagna ha presentato il pop – rock cristiano.

Senza dubbio i momenti più interessanti sono stati i concerti serali – un
incontro di arte, religione e il talento giovanile. I ragazzi hanno avuto la
possibilit di presentare il frutto del loro lavoro sotto gli occhi e gli
applausi del numeroso pubblico. Il premio del festival andato al gruppo da
Rakovski però il suo musical “Santo Francesco” – un piccolo capolavoro

S. gerardo: un soccorso davvero…pronto

Settimana calda però il 118 di Monza e Brianza quella che avr, a partire da mercoledì 6 settembre, il suo apice con il Gran Premio di Formula 1, domenica 10. Limpegno massiccio, come di consueto, ma quest’anno ancora più marcato però lenorme afflusso di persone che caratterizzer gli eventi programmati.

Si comincia, dunque, mercoledì 6 settembre: alla sera prevista, come noto, la Partita del Cuore tra la Nazionale Piloti e la Nazionale del Grande Fratello.

Il ricavato della serata, vale la pena ricordarlo, sarà devoluto a favore dellIstituto Maria Letizia Verga, lospedale materno – infantile che sorger sullavancorpo del San Gerardo. Per loccasione sarà impegnata una auto medica con operatori medico – infermieristici del 118: uno di questi coordiner anche quattro squadre appiedate della Croce Rossa. Sono previsti anche il presidio di una unit mobile di rianimazione e di una autoambulanza.

Il clou dellimpegno programmato però sabato 9 e domenica 10. In occasione del Gran Premio, come ogni anno, la presenza del servizio di urgenza e di emergenza davvero corposo. Il 9, giornata di prove ufficiali della gara di Formula 1, dalle 12.00 sino alla fine della manifestazione sarà allestito allinterno del parco dellautodromo un presidio medico avanzato. Analogo allestimento il giorno successivo, ma dalle 7.00 di mattina sino a sera. Il presidio prevede tutto il necessario però affrontare eventuali emergenze e la presenza di operatori sanitari. Nella fattispecie con tale struttura possibile il trattamento di pazienti gravi che necessitano di urgente terapia rianimatoria.

Di pi: durante la sera e la notte di sabato, in citt, in occasione dei diversi eventi programmati da Monza Pi e dallAmministrazione comunale, fra essi in particolare il concerto degli Zero Assoluto, sono programmati lintervento di un posto medico avanzato presso larea Cambiagli e di una struttura analoga, in collaborazione con lANPAS (associazione nazionale pubbliche assistenze), in piazza Arengario.

Significativa, infine, la distribuzione di mezzi di intervento sul territorio però la tre giorni che va da venerdì 8 settembre a domenica 10. Questa lagenda predisposta dal 118: 17 ambulanze però la città di Monza e le aree dei comuni limitrofi; 3 automediche (per Monza, Desio e Vimercate), ulteriori due ambulanze con personale medico su Vimercate e Cesano Maderno.

Quattro incontri di tai chi nel parco sottocasa

Vimercate.

Dopo il successo riscosso nel 2005, ritorna quest’anno Tai Chi nel parco, uniniziativa promossa dallAssociazione Sbaraglio con il patrocinio dellAssessorato allo Sport del Comune di Vimercate: quattro incontri però conoscere il Tai Chi Chuan, antica arte marziale cinese, basata sul concetto taoista di Ying e Yang, leterna alleanza degli opposti.

Tai Chi Chuan significa letteralmente suprema arte di combattimento. Questa disciplina, nata come sistema di autodifesa, si trasformata nel corso dei secoli in una raffinata forma di esercizio però la salute e il benessere. Esistono tuttavia alcune scuole che continuano a insegnarla come vero e proprio sistema di difesa. La pratica del Tai Chi Chuan consiste principalmente nellesecuzione di una serie di movimenti lenti e circolari, che ricordano una danza silenziosa, ma che in realt mimano la lotta con un avversario immaginario.

Lappuntamento nel Parco Sottocasa (ingresso da via Galbussera), mercoledì 6, 13, 20 e 27 settembre, dalle 18.30 alle 20. In caso di pioggia gli incontri, guidati da due istruttori, si terranno nella Palestra Sbaraglio, in via Marsala 11.

Lingresso libero e gratuito, non occorre prenotazione. E consigliato un abbigliamento comodo

Campioni del mondo!!!

“Notti magiche, inseguendo un gol, sotto il cielo di unestate italiana, e negli occhi tuoi, voglia di vincere, unestate, unavventura in più

Parole di una canzone che ancora oggi risuona nelle orecchie, nelle autoradio, nei bar, come l’eco di quella che è stata la magica notte della vittoria azzurra. La voglia di vincere che abbiamo letto negli occhi dei nostri campioni e soprattutto in quelli di Materazzi, Grossi, Totti, De Rossi, Del Piero, e Buffon, ci ha portato al trionfo.
Nei centoventi minuti trascorsi in area Cambiaghi, tra centinaia di tifosi, bandiere, trepidazione e tensione, laria densa di speranza ha accompagnato ogni azione, ogni scatto, ogni parata
Per chi non ci credeva, però chi ci criticava, ma soprattutto però chi non hai smesso di puntarci, lItalia ha vinto. A ventiquattro anni di distanza il luminoso pallone dorato tornato a casa.
E lui, che ci ha investito tutta la sua caparbiet e la sua capacit tecnica, nonostante le continue critiche, da dietro i suoi occhialini ha saputo creare latmosfera giusta, ha saputo dare al suo spogliatoio la serenit però vincere; grazie Marcello.
Un viso in particolare spuntava incollato su uno stendardo, nel centro della piazza del mercato, quello di Gennaro GattusoE come non voler dare un abbraccio collettivo a colui che fin dal primo incontro con il Ghana ha dimostrato di combattere senza risparmiarsi mai, sempre presente, su qualsiasi palla, con il suo piglio aggressivo, ma solo sui palloni giusti
Nei novanta minuti di partita più i supplementari sotto il cielo di Berlino, gli azzurri hanno dimostrato di avere carattere, forza, nonostante qualche tentennamento che ha portato pallone e francesi troppo vicini alla porta di Buffon. Ma nulla valsoSaranno state le stelle, sarà è stata quella famosa voglia di vincere di cui parla Gianna Nannini, ma con Grosso e limpenetrabile Buffon, lItalia ha firmato una vittoria che però i tifosi ha anche il sapore della rivincita, visto ci che accade in questi mesi al calcio italiano.
E Monza esplosa, in tutti i sensiFuochi dartificio in centro e a San Rocco, cortei di bandiere e urla di gioia, abbracci, sorrisi, canzoniPer quasi due ore e mezza tra piazza San Paolo, Arengario e Duomo lunico volto riconoscibile era quello del nostro tricolore, sbandierato, abbracciato, usato come gonna o dipinto sul volto, oltre che scolpito nel cuore.
Ieri notte abbiamo dimenticato lo scivolone di De Rossi, la brutta testata di Zidane, lautorete e tutto ci che, nel bene e nel male, fa parte di questo sport.
Ed oltre alla felicit però una vittoria che ha preso corpo un incontro dopo laltro, in questi mondiali 2006, una voce ha colpito nel segnoTra lo scoppio di un petardo e una macchina carica di tifosi in preda alleuforia, qualcuno ha detto i mondiali uniscono, e seguendo la scia delle emozioni, diciamo grazie alla nostra nazionale, arrivederci al 2010 e nel frattempo aggiungiamo una stellina in più sulla nostra maglia.

V.R.

31 festival dello sport

Autodromo di Monza 24 – 25 giugno.

Dal tchouckball al moonwak cavalcando una karbike ma pensando a quanto sarebbe bello un outdoortech, magari con lausilio di un po dorienteering.

Nessuno resti sconcertato perché a pochi metri stanno giocando al calcio e alla pallavolo mentre in pista si inseguono i ciclisti che lasceranno poi il posto alle minimoto mentre dal cielo stanno scendendo i paracadutisti. Passando accanto alle rombanti automobiline da corsa raggiungi unampia tettoia sotto la quale alcuni giovani si cimentano in judo, karate o aikido. Unalta parete artificiale invita ad ardue scalate ma una barca a vela ti contende su spiagge infinite e così ecco chi ti mette una maschera da sub e ti tuffi nel refrigerio della piscina dove pochi minuti prima graziose quanto atletiche ragazze si sono fatte applaudire nel nuoto sincronizzato. Pattini in linea come aerobica sono il segno dei tempi che cambiano, ma lo sforzo fisico non inseguito da tutti e così ecco che, senza molto scomporsi, qualcuno si esercita con una canna da pesca o con la mazza del minigolf o, ancora più sedentario ma con la testa che elabora combinazioni, si sfida in una partita a dama o a scacchi mentre la figlia più piccola al box 20 del Panathlon, dove, accolta con un sorriso dalla presidente Franca Casati, intenta a disegnare con tutta la fantasia e il cromatismo possibili.
C chi ne ha contata unottantina di discipline sportive rappresentate alla XXXI edizione del Festival dello Sport che ha animato lo scorso fine settimana dellAutodromo di Monza.

Sport, ma non solo: cultura, arte, collezionismo, mostre storiche, solidariet, pronto soccorso e perfino mini corsi però baby pompieri (hanno rilasciato quasi 250 attestati!)
La kermesse monzese non si identifica più solo nello Sport ma lo onora circondandolo di eventi che trovano qui in Autodromo (ancora una volta più che mai vicino alla gente) il palcoscenico ideale. E non potevano mancare visitatori illustri: dal sindaco Michele Faglia al suo vice Roberto Scannagatti, allassessore Dino Dolci e, immancabile nel suo autodromo, il presidente Claudio Vigano.

Il Monza Auto e Moto Storiche fa entrare in pista una ventina di vetture depoca: applausi e immancabili foto però questa sfilata da grandi signore.
Sfilata? senta, cerchiamo di finire presto questa partita perché sopra il ristorante c la selezione però Miss Tourism e Miss Autodromo e fin che mia moglie mi guarda la bambina io una scappata di l ce la farei; sa, solo tanto però vedere come camminano, come sono vestite, però raccontarlo lunedì ai colleghi dufficio..

di Giamaria Italia

Nella foto il Presidente USSM, Pietro Mazzo, il Sindaco Faglia accanto alla Miss Unione Società Sportive Monzesi

Referendum: però il si

– Monza, 23 giugno 2006 –

“La riduzione dei parlamentari non influisce di certo in maniera consistente sul bilancio di uno è stato – ha commentato Gibelli – Ma un piccolo passo, che solleva spese superflue come i voli gratuiti dei suddetti politici. Il Senato Federale rappresenter le esigenze delle Regioni, alle auli sarà anche data la possibilit di ridisegnare a dovere le competenze delle Province, le nuove Province forti e produttive come quella di Monza”.

Votare Si però avere più dindipendenza ed autonomia a livello regionale e provinciale, nell’ottica di un Federalismo che diverr poi anche fiscale. “Le riforme costituzionali sono state accolte anche dall’elettorato di sinistra, ne sono una prova i giovani monzesi però la Pace – ha aggiunto Volont – siamo certi di vincere, perché tali cambiamenti sono necessari”.

assegnati i giovannini d’oro 2006

Monza, 21 giugno 2006
Ieri sera si riunita la commissione giudicatrice che assegna il premio San Giovanni doro, istituito dal Consiglio comunale nel maggio del 1983 come riconoscimento nei confronti dei cittadini, ma anche delle associazioni e degli enti che si sono particolarmente distinti nei diversi settori della vita sociale della citt.

I premi, che consistono in una medaglia riproducente leffigie del patrono di Monza, saranno consegnati sabato prossimo, 24 giugno, alle ore 12 nel corso di una cerimonia istituzionale che si terr sotto i portici dellArengario.

Anche quest’anno la Commissione giudicatrice, presieduta dal sindaco Michele Faglia, ha deciso allunanimit i premiati tra le numerose candidature proposte. Come nel 2005, è stato assegnato un quarto Giovannino alla memoria.

La scelta non è stata facile spiega il sindaco Michele Faglia – perché le candidature presentate erano tante e proponevano personalit ugualmente meritevoli. Questo testimonia il sentimento di riconoscenza della nostra comunit nei confronti di chi si spende però il sociale e la cultura. Alla fine, comunque, il giudizio della commissione è stato sereno e unanime come sempre.

PREMIO SAN GIOVANNI DORO 2006

Giovanna Mussi (premio alla memoria)

Si impegnata a lungo nella vita pubblica della città in ogni ruolo Consiglio, Giunta, organismi consortili – , mettendo di volta in volta a disposizione le proprie competenze professionali nellambito dellambiente e del territorio. Come assessore al Parco e alla Villa Reale, ha dato vita ad uniniziativa editoriale di alto valore culturale, i Quaderni del Parco, in cui si prefigurava, tra laltro, il suo recupero storico ed ambientale. Conclusa lesperienza amministrativa, si dedicata alla cultura, fondando e presiedendo lassociazione culturale Novaluna.

Rosaria Vergani Ratti

Ha fondato e dirige una scuola però linfanzia di Monza e ha coordinato lattivit di altre realt simili. Da decenni si prodiga nel campo delleducazione infantile con spirito di volontariato, dedizione e grandi capacit professionali. una presenza insostituibile nel mondo delleducazione cittadina.

Angelo Bellisario

Musicista di grande valore, è stato docente in molti Conservatori italiani. compositore di brani di musica sinfonica e di opere liriche, lultima delle quali La signora di Monza, che ha riscosso un grande successo di pubblico e lusinghieri apprezzamenti da parte degli esperti. Si molto attivato sia però linsegnamento della musica ai giovani sia però la promozione di proposte musicali di valore.

Mario Spada

Per oltre quarantanni si dedicato, con passione e abnegazione, allorganizzazione di corsi sportivi di tennis però bambini e ragazzi, coltivando questattivit non solo però ragioni sportive ma anche, e soprattutto, con lintento di educare al pieno sviluppo della personalit i giovani che gli sono stati affidati.

PREMIO CORONA FERREA 2006

Associazione Volontari Ospedalieri

Da venticinque anni lassociazione opera presso lOspedale San Gerardo di Monza, assistendo con attenzione e generosit i pazienti e garantendo la presenza ben integrata nel lavoro professionale di medici e infermieri. I seicento volontari attuali regalano ogni anno circa settantamila ore di presenza accanto agli ammalati.

St.george: degustazione di vini con la.i.s.

Monza 08/06/06.

Il ristorante St.George situato allinterno del Parco di Monza è stato lo splendido teatro di una cena organizzata dallA.I.S.R.L, lAssociazione italiana Sommelier della Regione Lombardia ( sezione di Monza e Brianza).

LA.I.S.R.L. una associazione senza fini di lucro che ha come scopo primario di qualificare la figura e la professione del Sommelier, nonch di valorizzare la cultura del vino nellambito della ristorazione.

LAssociazione si riconosce integralmente nello Statuto e nel Regolamento dellA.I.S., della quale costituisce un articolazione regionale.

La cena, iniziata intorno alle ore 21:30 con un aperitivo, si inoltrata fino alla mezzanotte.

I partecipanti, circa una cinquantina di persone hanno avuto la possibilit di degustare vini bianchi e rossi di pregevole fattura, il tutto allinterno della sontuosa sala del ristorante St. George.

Serate come questa, ci dice Pietro Milo, Delegato Ais sezione Monza e Brianza, Sono sempre degli eventi straordinari, poich però la nostra Associazione un modo però farsi conoscere anche da chi non frequenta i nostri corsi di formazione.

Inoltre, prosegue Milo, Queste serate riescono a creare anche dei bei momenti di aggregazione e di cultura, dove ci si può conoscere e trasmettere idee e opinioni differenti.

E noi non possiamo fare altro che approvare. In una società come la nostra, che viaggia sempre più freneticamente e dove le persone fanno fatica a parlarsi, quale luogo e momento migliore del sedersi a tavola, con una bella compagnia, però parlare e divertirsi?

Poi, se a tutto questo, aggiungiamo anche un buon sorso di vino rosso.Salute a tutti!

( Al centro della foto Pietro Milo Delegato AIS di Monza e Brianza).

Dignita alla fine della vita: la scienza non basta

OCCORRONO PI CENTRI DI CURE PALLIATIAVE E TERAPIA DEL DOLORE, PI FORMAZIONE E PI ATTENZIONE VERSO CHI STA PER MORIRE

Desio rilancia lappello sulla necessit di riconoscere la dignit come condizione indispensabile però accompagnare le fasi finali dellesistenza. Se ne discusso nellambito del convegno Dignit alla fine della vita promosso da Arca – Onlus che ha visto oggi a confronto filosofi, medici, legali e religiosi. Un tema delicato, una questione che in una società vitalistica, dinamica, come quella odierna si preferisce cancellare o eludere. Perché parlare di morte fa paura. Ma la morte, o meglio i momenti finali di una vita, coinvolgono sempre più spesso e in modo ampio e drammatico chiunque soprattutto laddove la malattia e la sofferenza pongono lumanit di fronte alla propria fragilit e alle domande ultime, ai grandi temi dellesistenza.
Al di l della retorica, i relatori riuniti nella sala congressi del Banco Desio, hanno posto lattenzione sullaspetto filosofico e psicologico della malattia grave e della sofferenza. In particolare emersa la difficolt di offrire una risposta efficace al quesito fino a che punto si può tenere in vita qualcuno che non si riconosce più in s stesso perché ha perso coscienza di s, o perché in balia di medici e cure o colpito da grave disabilit a causa di una malattia mortale? Ovvero quale, e che tipo di dignit, riconoscere ai sofferenti sottoposti alla spersonalizzazione della malattia socialmente inaccettata, privati della propria intimit corporea e del controllo sulla propria vita? Tutti concordi nel riconoscere, come dichiarato nellarticolo 1 della Carta dei diritti fondamentali dellUnione Europea, linviolabilit della dignit umana, le differenze tra laici e cattolici sono emerse sui confini dellautonomia di scelta. Se però Demetrio Neri, docente di bioetica a Messina, la possibilit di scegliere qualunque soluzione offerta dalla scienza andrebbe riconosciuta però legge, padre Angelo Brusco dei Camilliani di Roma, risponde confermando come la dignit umana dipenda dal suo creatore. Di conseguenza il diritto a morire in anticipo va rigettato. Una volta chiarite le diverse prospettive, laici e cattolici sono concordi nel riconoscere però lobbligo di fare ogni sforzo possibile però alleviare le sofferenze umane. Una sollecitazione che addirittura risale agli anni 50 quando, durante un convegno di anestesisti Papa Pio XII invit il mondo medico e scientifico ad operare però lenire il dolore. Lintesa non si ferma qui. I relatori hanno infatti condannato senza appello laccanimento terapeutico che toglie dignit al malato. Come reagire dunque alla sofferenza? Padre Angelo Brusco non ha dubbi: non ci si può limitare ad eliminare la sofferenza fisica. Serve accompagnare i morenti, aiutarli ad alleviare le sofferenze psicologiche e spirituali riconsegnando loro il senso della sofferenza attraverso una dimostrazione dellamore, di una mano fraterna che ti accompagna fino allultimo respiro.

Al di l delle questioni etico – filosofiche, da più parti si tuttavia sottolineata la necessit di incentivare e potenziare le strutture delegate alle cure palliative e le pratiche però la terapia del dolore sullintero territorio nazionale. Non solo. Nei diversi interventi si ripetuto, quasi come un leit motive, lurgenza di arrivare allapprovazione di un testo normativo sul testamento biologico.
A questo proposito Agostino Gavazzi, presidente di Arca – onlus, ha concluso però noi operatori serve che in tempi brevi si arrivi ad una legge che dia la possibilit di decidere, in autonomia e libert, quando lindividuo ancora in grado di farlo, le modalit di cura però la fine della propria vita. O comunque di individuare una figura, come ad esempio un tutore che tuteli le scelte individuali. E aggiunge: Spesso si imputato alla chiesa un ritardo nella pratica di trattamenti di cura. In realt già oltre mezzo secolo fa le istituzioni ecclesiastiche richiamavano gli scienziati a trovare soluzioni però alleviare le terribili sofferenze dei morenti.