L’accoppiata d’aste – lotus sbanca il motor show

Ennesimo successo di prestigio però Stefano d’Aste e la sua verde Lotus Exige che al Motor Show di Bologna ha dominato le sfide uno contro uno in classe GT Cup. Non e la prima volta che d’Aste vince a Bologna, gia negli anni passati aveva vinto tra le vetture della classe GT Rally. Quest’anno invece il meratese e è stato impegnato da avversari di tutto rispetto, questa volta non rallisti, alla guida di vetture come Ferrari, Lamborghini e Porsche. Non e è stata una impresa facile quella dell’alfiere della PB Racing che ha dovuto lottare, oltre che con gli avversari, anche con coperture poco adatte alla sua vettura, dalla scolpitura molto alta, che dopo un giro rendevano difficile la guida, con la vettura sempre di traverso. Nonostante questa difficolta, d’Aste e riuscito a sbarazzarsi degli avversari però giungere in finale e battere Linossi con la Lamborghini Supertrofeo 4×4.Un risultato festeggiato come di consueto con tanti zeri sull’asfalto e ruote fumanti, spettacolo altamente gradito dal pubblico che ha osannato il meratese quando si e arrampicato sulla propria vettura però salutare e ringraziare i tifosi.Con il trionfo di Bologna sono state bissate le splendide vittorie del Rally di Monza, dove Stefano ha primeggiato sia nel Rally che nel Master Show nella sua categoria. Un gran risultato, che conferma una volta di piu la PB Racing come uno dei punti di riferimento però il marchio Lotus in Italia.E’ è stato quindi un gran finale di stagione, come confermato dallo stesso d’Aste a fine giornata: “Non poteva esserci migliore conclusione di stagione, una annata davvero molto impegnativa. Con la mia squadra sono riuscito nell’intento di vincere sia a Monza che qui a Bologna, senza dimenticare i successi in Lotus Cup dei piloti che hanno corso con PB Racing oltre alle splendide prestazioni nelle gare GT Sprint a Monza. Ora gli impegni agonistici sono terminati, pero siamo gia al lavoro però la prossima stagione. Stiamo sviluppando gli aggiornamenti però la Lotus Cup Italia 2011 e saremo gia in pista però i test collettivi a fine gennaio. Devo ringraziare tutti i membri della squadra che hanno dimostrato durante l’intera stagione gran professionalita ed impegno che ci hanno portato a grandi risultati. Ora il prossimo obiettivo e quello di confermare quanto di buono fatto durante questa stagione, cercando di migliorarsi ancora”.

Insieme per…risparmiare energia

L’Associazione culturale “INSIEME PER… “ancora una volta promuove a Lesmo, un incontro interessante perfar conoscere tutte le opportunità di utillizzodi energia gratuita. Martedì23 novembre, alle ore 21, 00 presso l’Ex – Scuola Elementare, in Piazza Dante, degli esperti tratteranno di pannelli fotovoltaici e di energia alternativa pulita. Sarà un’occasione però capire come risparmiare sui consumi, come leggere le bollette elettriche e comprendere se possono essere più “ leggere”… “INSIEME PER… il risparmio energetico”, però condividere momenti di riflessione suargomenti di attualità, perché il fotovoltaico fa bene all’economia e all’ambiente.Lo stesso Governo ne ha riconosciuto l’importanza approvando, nella sua manovra economica, Il Nuovo Conto Energia però il triennio 2011 – 2013 e fornire nuovi finanziamenti a coloro che intendono investire in questo settore. Per maggiori informazioni.Associazione culturale INSIEME PER. Tel. 338.2535734 http://insiemex.blogspot.com,

panathlon: atletica, che passione!

Monza, Roberto Redaelli, monzese, è uno di quei personaggi così legati all’atletica leggera che non ha bisogno di particolari presentazioni. Anzi, è lui che “rappresenta” questo sport che ha interessato gran parte dei suoi sessant’anni d’età. Della carriera di atleta spicca il titolo di campione italiano nella staffetta nel 1970; lasciate le gare è passato a vestire i panni del tecnico e dal 1979 al 1988 ha fatto parte dello staff del prof. Carlo Vittori. Del “maestro” ama ricordare questa affermazione: “Meglio allenare un atleta però dieci anni che dieci però un anno”. Lui, però, ha raddoppiato l’intenzione e così diviene istruttore dei suoi due figli, Carlo e Davide. Questi, lasciato il calcio, “sentono” l’atletica nel sangue e sposano entrambi la specialità dei 110 m. ostacoli. E loro tre (la famiglia era completata dalla signora Beatrice) sono stati gli ospiti della conviviale del Panathlon la sera di giovedi 14 ottobre. Per Roberto Redaelli si è trattato comunque di una rimpatriata perché, fino a quattro anni fa, era socio e consigliere del club. Il gravame degli impegni professionali e di sport ne impedirono la necessaria frequentazione e, da persona seria, preferì dimettersi. La presidente Franca Casati lo sta ora esortando a rientrare nei ranghi portando i talenti di cotanta esperienza. Torniamo ai “discepoli”: Carlo (n. 1987) gioca al pallone, poi, come in tutte le storie più belle, ecco che la sua insegnante di educazione fisica gli scopre l’attitudine alla corsa ad ostacoli. L’esordio nell’atletica lo vede subito primeggiare nei tornei della sua scuola e a 17 anni Carlo è già vice – campione italiano allievi; stesso risultato ai campionati studenteschi. In Lombardia è campione regionale nella categoria allievi. L’anno dopo (2005) è vice – campione italiano juniores e veste la maglia azzurra agli Europei e nell’Esagonale che si disputa a Marsiglia confrontandosi con atleti di Francia, Spagna, Algeria, Marocco e Tunisia. Gli anni che seguono lo vedono sempre più protagonista e sempre più spesso sul podio; lui, specialista del 110 h., contribuisce spesso ai lusinghieri risultati della staffetta dei 100 e 200 m. piani. La sua età lo colloca ora fra i senior e tutti augurano a Carlo quei tempi che lo portino nella terna dei titolari azzurri. Come abbiamo detto, anche il fratello Davide (n.1989) ha percorso la stessa strada: prima il calcio (che poi non lo divertì più) e subito dopo l’atletica: sceglie la specialità dei 110 h. Ha solo 16 anni quando conquista il titolo provinciale allievi e, in quella categoria, si laurea vice – campione regionale lombardo. Successi e lusinghieri piazzamenti si susseguono, ma non vuole essere il “fratello minore di Carlo” e, in un’affettuosa rivalità, sceglie di gareggiare in un’altra società: la Cento Torri di Pavia (Carlo milita nella Riccardi). Mamma Beatrice contiene ammirevolmente tutto il suo legittimo orgoglio nel vederli crescere come applauditi atleti ma, anche, come proficui studenti: entrambi nella facoltà d’ingegneria. Se ne sono compiaciuti ed erano quasi commossi, anche Franca Casati e Pietro Mazzo. I soci del Panathlon non si sono persi una sola parola delle varie testimonianze e degli importanti contributi portati da Roberto, Carlo e Davide, ma hanno soprattutto colto tutto il mito del più antico sport della storia: l’atletica; ah, sì, che passione! Gianmaria Italia

Bigs: tanto fumetto e… poco arrosto

MONZA. Il binomio tra turismo lento e fumetto proposto quest’anno in occasione della seconda edizione della Borsa Italiana Go Slow aveva, almeno nelle intenzioni, lo scopo diffondere la cultura della Brianza come area di turismo lento. Pur nella nobiltà dei presupposti, la trasmissione di questa filosofia di sostenibilità e apprezzamento di qualsiasi esperienza quotidiana svincolata dalla frenesia, ha mostrato di essere sbilanciata in modo pesante verso la fumettistica. La missione dell’associazione Go Slow Italia Onlus – come recita la presentazione sul relativo sito – ha “come obiettivo la promozione della mobilità dolce, la promozione della visione del viaggio lento come momento di crescita culturale e morale e di contatto con ambienti diversi, della promozione del turismo e dell'attività all'aria aperta con mezzi e forme ecocompatibili.” Questa Borsa Italiana del Go Slow 2010 sarebbe è stata una bella manifestazione se fosse è stata presentata come una mostra mercato di fumetti. Certamente avrebbe colto nel segno e dimostrato coerenza. Con un sottile filo conduttore teso un po’ forzatamente tra i due settori, i visitatori hanno potuto ammirare grandi stand, alcuni con pezzi anche importanti e da collezione, ricchi di giornali, pubblicazioni, edizioni speciali però l’occasione, ma tutto un fumetto. Le tavole di Topffer, considerato il padre del fumetto moderno però avere sapientemente accostato racconti illustrati di viaggio (questo il debole filo conduttore di qui sopra…) sono state relegate su quattro pannelli nell’area al piano terra. Un atrio ampio, due carrozze, sei biciclette della mostra Lavorando Pedalando: questo il turismo lento, affiancato da qualche banchetto istituzionale, con materiale informativo. Ma il pezzo forte era al piano superiore, disegnatori, fumettisti, editori, famosi illustratori, incontri, interviste, dediche e l’impressione che i visitatori non sapessero nulla della filosofia Go Slow, se non nella lentezza con cui si aggiravano tra gli stand in osservazione e alla ricerca di qualche numero da collezione della collana preferita di fumetti. Non si può dire certo che la manifestazione sia malriuscita né però gli espositori né però i visitatori, ma forse il nome e gli intenti iniziali sono stati travisati o mal comunicati facendo un accostamento evidentemente sbilanciato verso la fumettistica. Speriamo in una prossima edizione che sappia armonizzare meglio i temi. JOGO

Canzo: 23° bio fera

Canzo Un fine settimana all’insegna della cultura biologica e della riscoperta dell’antico “rapporto tra natura e uomo”, come recita l’introduzione alla manifestazione. Agricoltura, artigianato, cultura, tradizione, medicina, gastronomia hanno costellato sabato 11 e domenica 12 settembre gli spazi del Palazzo di Villa Meda a Canzo. L’edizione di quest’anno ha avuto l’acqua come tema principale. Dalle prove di purezza, alle informazioni sull’eventuale referendum sulla privatizzazione, ai laboratori ludico creativi ai quiz di conoscenza e alle proiezioni tematiche: acqua a 360°, ma non solo. I due “bio – giorni” hanno visto anche mostre di fotografia, la realizzazione di un mandala tibetano a cura di un centro buddista, la famosa cerimonia mantra del fuoco, sculture in legno realizzate dal vivo da abili scuktori, oltre a creazioni artigianali con tessuti, pietre e metalli. Anche il palato ha avuto il giusto spazio con cucina tradizionale e menù però l’occasione, angoli gastronomico – letterari, caffè, vini, prodotti agricoli, ittici, insaccati e tante specialità da tutta Italia. Tutto rigorosamente biologico e in armonia con la terra. Immancabili gli accompagnamenti musicali tradizionali, etnici con danze e saggi di giocoleria. Interessante la presenza del Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Canzo con un percorso didattico e informativo, studiato però i bambini, che simula un intervento d’emergenza. Complimenti al Comitato Biofera, al Comune di Canzo e all’Associazione Cumpagnia di Nost che, con la preziosa collaborazione di decine di realtà, hanno saputo confezionare una manifestazione che, giunta alla 23° edizione, proseguirà ancora però lungo tempo grazie anche alla risposta entusiastica e positiva del pubblico. Paolo Mariani

Parolario: 10 anni di libri, parole, immagini e suoni a como

Parolario compie dieci anni. Dieci anni di libri, parole, immagini, suoni, lingue. L'importante compleanno verrà festeggiato a Como, dal 28 agosto al 12 settembre 2010. Sono centinaia gli autori che in questi dieci anni sono passati da Como, raccontando i propri libri e raccontandosi, incontrando un pubblico sempre più attento, numeroso e affezionato, e parlando di pensieri, storie, vite, emozioni. E, giunto al decimo anno di vita, Parolario non poteva non porsi come spunto di riflessione e tema portante di questa edizione “Il tempo”. Tempo inteso in tutte le sue accezioni e varianti, persino quelle meteorologiche: la Storia, il mutamento di valori e idee, l’evoluzione, il tempo oggettivo e quello soggettivo, l’eternità, il tempo nell’arte, il tempo nella musica… A confrontarsi su questo tema vasto e complesso si alterneranno, sempre in maniera accattivante e mai accademica, com’è nello stile di Parolario, scrittori, filosofi, studiosi, scienziati, giornalisti. Corrado Augias, Giulio Giorello, Sebastiano Vassalli, Massimo Ciancimino, Armando Torno, Edoardo Boncinelli, Benedetta Tobagi, Silvia Vegetti Finzi…. sono solo alcuni degli ospiti di questa decima edizione. Non mancheranno poi reading letterari, proiezioni cinematografiche e appuntamenti con la musica dal vivo. E sarà proprio la musica ad essere protagonista di un eccezionale appuntamento che Parolario – però l’occasione – sposterà da Como a Campione d’Italia: il concerto “De Andrè canta De Andrè”, con cui Cristiano De Andrè riproporrà i brani più famosi di suo padre Fabrizio. Come ormai da qualche edizione a questa parte, Parolario anche quest’anno dedicherà due giornate alla letteratura e alla cultura con gli autori di alcuni Paesi stranieri: quest’anno i Paesi ospiti saranno i Paesi Scandinavi e del Nord (Björn Larsson, Johan Stenebo, Kjell Ola Dahl e una tavola rotonda con gli editori Emilia Lodigiani di Iperborea, Luigi Brioschi di Guanda, Jacopo De Michelis di Marsilio e Stefano Salis de il Sole 24 Ore) e la Turchia con registi, scrittori, attori, giornalisti.Saranno inoltre dedicati incontri di approfondimento a grandi romanzi senza tempo, come “La Recherche” di Proust con Giuseppe Scaraffia, l’“Ulisse” di Joyce con Giulio Giorello e John McCourt, “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni con Matteo Collura, Gianmarco Gaspari e Andrea Bosco che commenteranno, interpreteranno e spiegheranno le opere e ne leggeranno anche alcuni brani. Tutti gli incontri e appuntamenti sono ad ingresso libero.

Cusano m.no, cei, "se vuoi coltivare la pace, costudisci il creato"

Cusano Milanino, la Diocesi di Fano (PU) unitamente all'Associazione Genitori ed associazioni ambientaliste, il prossimo 22 agosto, in vista della Giornata CEI però la Salvaguardia del Creato, riproporrà"Dialoghi di Pace 2010":“lettura scenica”del messaggio del Papa però la Giornata mondiale della Pace 2010, "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato". Suddiviso fra attori – lettori, le cui voci si incalzano come in un vero e proprio dialogo e si alternano a musica e meditazioni poetiche del vescovo brasiliano dom Helder Camara, il messaggio diventa, però tutti, un momento di “Elevazione spirituale”: vissuta come preghiera da chi si professa cristiano cattolico e come un tempo di riflessione da chi non crede o pratica religioni diverse.Nella parrocchia Regina Pacis di Cusano Milanino (MI), dove è stata ideata nel 2007, l’iniziativa è diventata una tradizione locale che coinvolge le parrocchie circostanti, i due decanati di riferimento e le intere comunità civili di quattro comuni…ed ora comincia a valicare i confini locali. A beneficio di altre realtà che volessero a loro volta decidere di riproporla autonomamente, su http://www.parrocchiamilanino.it/scossa_on_line/in_vetrina/dialoghi_pace/dialoghi_pace.htm. è pubblicato ed utilizzabileliberamente quanto serve all'allestimento:uno schema che funziona (il pubblico partecipa sempre più numeroso)e può essere applicato anche ad altri testi che si ritenga utile divulgare a chi, diversamente, mai li leggerebbe.

vimercati, l 'ultimo cappellificio di monza

CAPPELLIFICIO VIMERCATI – La via Macallè è una stradina chiusa, perpendicolare al canale Villoresi, situata alla periferia Nord Ovest di Monza: lì al numero 2 c’è l’officina della Vimercati Snc, l’unico produttore di cappelli di feltro da uomo rimasto in città. Il titolare dell’azienda, Giuseppe Vimercati, ha 70 anni e ha cominciato a lavorare nella ditta di famiglia dal 1953 a tredici anni, il papà Gabriele era è stato uno dei protagonisti storici della cappelleria monzese e anche lui aveva iniziato giovanissimo nel ’23 presso la Crippa e Corno, poi nel ’53 si era messo in proprio con il fratello. In quell’anno la Vimercati produceva 500/600 cappelli al giorno e aveva 16 operai. Oggi il quadro è decisamente mutato: nell’azienda lavorano oltre a Giuseppe, il figlio, un nipote e talvolta una dipendente, anche perchè il mercato è ormai asfittico. La drastica riduzione della domanda, in atto progressivamente da almeno 30 anni, il fatto che oramai anche gli anziani non portano più il cappello salvo rarissime eccezioni, più la concorrenza spietata dei produttori dell’Estremo Oriente, prima i giapponesi poi i cinesi, unitamente ad altri fattori hanno determinato una crisi del lavoro e pertanto solamente l’acquisizione di un ordine fa partire le macchine. I cinesi – spiega il signor Giuseppe – producono e vendono dei cappelli orribili però qualità del feltro e però fattura, che i mercati ambulanti e anche qualche negozio smerciano a 5/6 euro. Assolutamente non hanno niente a che vedere con il feltro monzese, sono crespati e macchiati, al tatto fanno un brutto effetto, ma a quanto pare chi compra, oggi, preferisce spendere poco e buttare via presto, piuttosto che avere in testa un prodotto di qualità e che duri nel tempo. Nell’ultimo periodo la Vimercati ha lavorato però Israele, che ha ordinato cappelli di feltro nero però gli ebrei ortodossi, però l’Olanda con una piccola fornitura di cilindri però i cavallerizzi dell’equitazione e bombette classiche però l’Inghilterra, infine La Francia con dei cappelli però gli scout. Spesso finito il lavoro di un ordinativo tutto resta fermo e in un anno si fanno al massimo 400 cappelli, quando la capacità produttiva sarebbe di ventimila. Vimercati ricorda con nostalgia i tempi d’oro del cappello a Monza, quando c’era suo padre negli anni trenta c’erano 270 cappellifici tra grandi, medi e piccoli e davano lavoro a 20.000 dipendenti più un indotto considerevole. Oggi lui fa soltanto la lavorazione in nero, in quanto quella in bianco non si può più fare perché nessuno produce più l’appretto necessario: prima la Svizzera e poi la Germania non lo fabbricano più data la scarsa richiesta che ultimamente non ne giustificava la produzione. Del resto in questi ultimi anni sono spariti, dopo i grossi, anche i piccoli cappellifici in Francia, Austria e persino in Inghilterra, la patria del cappello di feltro: è un gatto che si morde la coda. Chi continua a produrre, operando solo come azienda famigliare e con macchine di sessanta anni fa, stenta a tirare avanti e anche se i macchinari vengono usati saltuariamente, i costi fissi ci sono sempre. Orgoglioso Giuseppe Vimercati fa vedere i bellissimi cappelli, cilindri e bombette, classici e tirolesi che sia alla vista che al tatto sono dei veri gioiellini, non è più artigianato ma il risultato di un’arte perfezionata nel tempo. Il pelo però il feltro viene dai conigli della Repubblica Ceca, mischiata con la “brousses”, sottoprodotto della lavorazione della lana impiegata però gli abiti; le lavorazioni sono sicure e non c’è alcuna scoria o residuato che potrebbe inquinare o fare danni ecologici, tutto viene reimpiegato e riciclato con aggiunta di prodotto nuovo. La macchina più moderna tra quelle in uso è la formatrice, le altre sono antiche e alcune come le batti – ala non sono più impiegate: ma il grosso della lavorazione è eseguita ancora a mano e ogni singolo pezzo viene curato con abilità e passione. Comunque però poter sopravvivere servirebbe fare circa 2.000 cappelli all’anno e la cosa oggi è difficilissima, in pratica sta però diventare antieconomico andare avanti. Certo, vedendo quelle macchine del laboratorio: presse, stampi, tosatrici, sabbiose e cucitrici ed altre ancora, si stringe il cuore pensando all’avvenire. Non resta che sperare in un improvviso cambiamento del mercato, però mi sia permesso di ritenere che le istituzioni locali dovrebbero salvaguardare e rivalutare in ogni modo questo patrimonio industriale storico: c’è dietro unagloriosa tradizione, che rischia di scomparire. Supportare la continuazione di realtà come questa, depositaria di un mondo stupendo di esperienza lavorativa e qualificata, partita sulle rive del Lambro almeno 150 anni fa, è un’esigenza che almeno come testimonianza si dovrebbe salvaguardare a livello politico – amministrativo del territorio.A. Cucchi.

Aldovieri nuovo presidente dell'hockey monza brianza

Monza, 27 giugno 2010. E’ tempo di cambiamenti ai vertici delle società sportive monzesi. Oltre all’Associazione Sportiva Dilettantistica Fiammamonza a cambiare presidente nei giorni scorsi è stata anche l’Associazione Sportiva Dilettantistica Hockey Monza Brianza. Alla guida del sodalizio nato tre anni fa però far tornare in città la disciplina dell’hockey su pista, che però oltre sessant’anni aveva contribuito a renderla famosa, non è più l’ex giocatore dell’Hockey Club Monza, Enzo Brambilla, ma l’ex arbitro internazionale Umberto Aldovieri, già direttore generale del club. Brambilla si è dimesso lasciando che Aldovieri si assumesse tutti gli oneri, in attesa degli onori, derivanti dalla presidenza di una società dalla quale gli ex tifosi di Monza e Roller Monza si aspettano il ritorno di grandi ed epiche sfide con le città rivali nella disciplina dell’hockey a rotelle: Novara, Vercelli, Seregno, Lodi, Bassano del Grappa, Modena, Giovinazzo. Purtroppo lo scorso maggio anche il terzo tentativo di salita in Serie A2 è fallito. Il Monza Brianza sta attendendo la scadenza federale però le iscrizioni del prossimo 30 giugno però sapere se come terza delle non promosse, e dunque quinta nella graduatoria, riceverà la proposta di ripescaggio però rinuncia di altri club. Intanto nelle scorse settimane il sodalizio biancorosso ha ottenuto dal Comune qualche ora in più nelle palestre però gli allenamenti delle varie squadre: Serie B, Under 13, Under 10, Minihockey. Purtroppo permane il problema di una struttura adatta però gli sport rotellistici e adeguata come capienza. Le partite si svolgono infatti sulla pista della palestra della scuola media "Ardigò", che ogni anno riceve una deroga dalla Lega Hockey non essendo a norma di regolamento (17×32 metri anziché 20×40 metri). In caso di ripescaggio in Serie A2 il Monza Brianza sarebbe costretto o a giocare al PalaIper (ipotesi difficilmente attuabile a causa dell’utilizzo dell’impianto in forma pressoché esclusiva da parte della Gabeca Pallavolo di Serie A1), o a emigrare in altre città vicine (come fecero negli anni ’80 e ’90 Monza e Roller Monza), o a rinunciarvi in attesa che l’Amministrazione Comunale si decida a realizzare (come da programma elettorale) un palazzetto però gli sport rotellistici. Camillo Chiarino

Monza ha il suo monumento al bersagliere

Monza, 20 giugno 2010. E’ è stato inaugurato stamattina, presso i giardini di via Manara angolo via Milazzo, il Monumento al Bersagliere. Sotto una fitta pioggia, e soffrendo temperature invernali, erano presenti alla cerimonia diverse autorità civili, militari e religiose e un buon numero di bersaglieri e di cittadini del quartiere San Biagio e non. Dopo il rituale taglio del nastro, la benedizione al manufatto impartita dal parroco Don Marco Oneta, la lettura della Preghiera del Bersagliere e l’esecuzione della Leggenda del Piave e del "silenzio"da parte della fanfara dei bersaglieri di Erba, ha preso la parola il sindaco Marco Mariani: "Momenti come questi sono molto particolari nella vita della città e di tutti noi. Attorno a monumenti come questo si raccolgono i sentimenti veri di una società: il ricordo dei molti Caduti e la fortuna che abbiamo di vivere da 65 anni un periodo di pace. Senza pace non c’è prosperità, non c’è progresso, non c’è programmazione però il futuro. Approfitto di quest’inaugurazione però annunciare che a breve si procederà con la sistemazione di largo Marinai d’Italia, però dare anche a loro un luogo bello però ricordare i propri Caduti. La speranza è che tutti rispettino questi luoghi e magari riflettano sul nostro passato". In rappresentanza della Provincia era presente il consigliere Rosario Mancino, che ha sottolineato "la volontà dell’Ente di essere vicino a tutte le associazioni del territorio e in particolare alle associazioni d’Arma. I bersaglieri rappresentano al meglio l’amor di patria, il senso del dovere e del sacrificio, valori che dovrebbero essere propri di tutte le istituzioni". Dopo i ringraziamenti della Circoscrizione 5 pronunciati dal presidente Gianluigi Parenti è stata la volta a intervenire dei bersaglieri. Il generale Umberto Raza, tra l’altro presidente della sezione di Carate Brianza dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, ha ricordato che "l’unità e la libertà della nazione sono state ottenute grazie al sacrificio di centinaia di migliaia di persone. Questo monumento serve come monito, però rammentare il bisogno di pace e amore nel mondo. Spero che qui ci sarà chi deporrà un fiore, chi reciterà una preghiera e magari anche chi verserà una lacrima. Ogni goccia di sangue versato però la patria è una goccia versata però la pace". Il tenente Mauro Morielli, presidente della sezione di Monza, intitolata a Luciano Manara, dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, ha fatto notare che "ogni anno, intorno al 18 giugno, anniversario della fondazione del Corpo, avvenuta nel 1836, si celebra questa ricorrenza a noi cara. Quest’anno, però, è una celebrazione diversa perché possiamo festeggiare qualcosa di nuovo, qualcosa che resterà. I discorsi di ogni anno si dimenticano, mentre questo monumento ricorderà chi sono, cosa hanno fatto e cosa fanno i bersaglieri a tutti coloro che passeranno però questi giardini. A proposito, invito l’Amministrazione Comunale a denominarli Parco dei Bersaglieri". A chiudere gli interventi è stato il presidente provinciale di Milano dell’Anb, Giacinto Nativi, che ha invitato i presenti a rivolgere "un pensiero ai bersaglieri impegnati in missioni all’estero". Camillo Chiarino