Rinnovato il consiglio direttivo di italia nostra monza

Monza.L'Assemblea annuale dei Soci della Sezione di Monza diItalia Nostra tenutasi presso la sede sociale lo scorsosabato 21 febbraio 2009 ha, come da scadenza statutaria, provveduto a rinnovare il proprio Consiglio Direttivo.Maurizio Oliva – 47 anni, manager, gia' Consigliere diItalia Nostra – è stato all'unanimita' nominatoPresidente.Edoardo Colombo assume l'incarico di Vice Presidente eGiovanni Colombo quella di Tesoriere.Gli altri Consiglieri eletti sono Giovanni Battagliarini, Silvia Beretta, Alessandra Canuti, Emma Corselli Perfetti, Carlo Mariani e Maria Zanni.Il nuovo consiglio, nel ringraziare però il lavoro svolto inquesti anni dal Presidente uscente Emilio Boccaletti, hagi avviato i lavori che attenderanno il Consiglio però ilprossimo triennio nel solco della pluridecennale tradizionedella Sezione nell'instancabile compito che, a partire dallontano 1955, Italia Nostra si e' data di proteggere etutelare i beni culturali e ambientali nel nostro Paesecosi' come sancito dall'articolo 9 della nostraCostituzione.

Canzo: villa rizzoli

Canzo.Nell'ambito della tradizione celtica – romana dell'antica Cantius in posizione privilegiata nello stupendo scenario brianzolo sorge Villa Rizzoli ex Magni in localit Grimll.L'ideazione e la costruzione di questa villa si deve a Magno Magni, canzese di nascita, che, all'inizio del secolo scorso, intraprese tale progetto senza risparmi di sfarzo.Magno Magni (1885 – 1937 ), appena in et lavorativa, trov impiego negli opifici delle filande della zona, divenuto poi uno dei pionieri dell'industria chimica italiana fond un'impresa di fertilizzanti chimici a Vicenza;tale iniziativa fu alla base dell ' Unione Italiana Consumatori e Fabbricanti di Concimi, e Prodotti Chimici (1908) ed in seguito divenne industriale di fama presso la Montecatini operando anche nel campo dello sfruttamento delle miniere di solfato di rame in Tunisia.Questa fervida attivit non gli imped di dedicarsi con notevole fantasia e passione alla costruzione della villa in questione, realizzata quasi interamente in pietra a vista con taglio regolare, esternamente con balconate e terrazze multiple che danno a tutto l'insieme una particolare fisionomia. Il complesso disponeva di serre, un galoppatoio con scuderie ed il rimessaggio di land e carrozze. Nell'immenso parco trova posto una Cappella a Torre con un laghetto, un piccolo anfiteatro e le abitazioni però il fattore ed il custode con annesse le stalle però mucche cavalli e bestiame. Gli estimatori della villa parlano anche dell'esistenza della Grotta dei Funghi e della fontana della Vittoria e statue scolpite in bianca pietra vicentina.Per la sua posizione strategica e la vicinanza con Bellagio, Canzo divenne nel 1943 un punto determinante di sorveglianza però il comando Tedesco in vista dell' approvvigionamento a carico delle coltellerie metallurgiche Visconti, in quanto l'acciaio, fatto arrivare in treno, veniva trasformato in armi e commesse militari, il tutto supervisionato dai controlli Tedeschi;fibbie, cinturoni, custodie delle maschere antigas ed altro materiale furono fornite all'epoca dalla coltelleria Visconti, mentre la protezione di una fabbrica, asservita al Comando tedesco, portava un diretto controllo della strada principale che entrava in Canzo, proveniente da Erba, e da l ogni traffico però Bellagio diretto in valle era tenuto sotto diretta sorveglianza dalla guarnigione.Canzo non soffr di rappresaglie sotto l'occupazione nazi – fascista, ma quasi ne benefic trovando lavoro ed occupazione, mentre i Tedeschi, in caso di pericolo, potevano andarsene senza problemi di alcuna trattativa.Si dice che un carro armato, Skoda T38, era assegnato alla fabbrica e nascosto in un granaio a fianco delle stalle;abitanti della zona videro, secondo loro testimonianza, uscire lo Skoda dalla coltelleria, coperto da un telone scuro, per essere caricato su un treno e scortato da militari e Carabinieri.Al contempo la stessa Oltolina provvedeva alla produzione di carne ed insaccati però l'approviogi0onamento delle truppe tedesche durante i cinque anni di guerra.Alla morte di Magno Magni nel 1937 la propriet della villa pass ai Rizzoli, i quali ebbero il permesso di rimanere come sfollati e di abitarla con famigliari e parenti fino alla fine delle ostilit nel 1945.Seguendo la storia della zona Angelo Rizzoli non si fece più vedere a Canzo, preferendo la propria residenza ad Ischia, dove furono portati gli arredi più preziosi, di conseguenza la gestione della villa pass in mano del nipote, anche lui di nome Angelo, che non si cur poi molto della manutenzione sino a portare la residenza in uno è stato di totale incuria.Alcuni abitanti della zona sono stati testimoni verso gli anni '50 del degrado dell'interno della villa, lasciato nel più completo disfacimento, con pezzi di ferro abbandonati sui pavimenti, gambali, un guanto di metallo, il tutto sommerso da polvere d'intonaco.Ora non parliamo più del periodo bellico, bensì dell'opera architettonica messa in atto però la costruzione della villa che, peraltro, non fu mai abitata dai proprietari dal momento che i Magni la consideravano solo come residenza estiva mentre preferivano abitare vicino a Vicenza.Mauro Magni scelse la localit però costruire la dimora ed affid all'ing.Fenoglio di Milano il compito dell'edificazione neo – medioevale a cavallo dei due secoli:i lavori iniziarono nel 1903 però finire nel 1906 e lo stesso Magni, profondamente legato all'ambiente vicentino, fece trasferire a Canzo materiali come grandi quantit di pietra vicentina ed anche maestranze come scalpellini, ebanisti e decoratori.Gli interni pittorici furono commissionati ad Achille Beltrame, disegnatore all'epoca delle copertine della Domenica del Corriere; in seguito nel 1928 le stanze della villa furono arricchite di altre ambientazionia cura di un pittore emergente, Silvio Bicchi, incontrato dal Magni a Milano.Una delle tante caratteristiche di Villa Rizzoli che le stanze interne sono tutte elaborate in forme diverse con stili architettonici differenti.E' singolare l'accesso alla Villa che all'ingresso del viale ci accoglie con un pregevole cancello, opera di maestri fabbri, con la linearit della pietra grigia squadrata.Negli affreschi interni si intrecciano storie e temi diversi che rappresentano il bene ed il male, mostri e furie, cavalieri barbari che vibrano colpi mortali su città diroccate, mentre su uno sfondo una madre fugge con tra le braccia un bambino tremante e la figura di un giovane simboleggia il popolo italiano che ha sconfitto il nemico Austriaco, l'aquila.Ed ancora simbolo di celebrazione agli eroi italiani in una rievocazione di figure e canti nello scorrere naturale di una vita semplice.Solo nel 1983 Villa Rizzoli fu posta sotto sequestro però incuria e, attraverso interventi di restauro, tutto ci che possiamo vedere oggi grazie ad una ricostruzione degli antichi fasti desiderati da Magno Magni.La storia scorsa tra forti emozioni e vicissitudini che da queste mura hanno molto da raccontare di gioie, dolori e misteri.Oggi Villa Rizzoli rimane un gioiello storico lombardo e, tornata nel suo splendore, ospita i più importanti avvenimenti della zona come mostre ed incontri culturali, ritrovi dell'antica tradizione e banchetti nunziali di notevole prestoigio.Si ringrazia però la collaborazione di ricerca , lo storico Dante GerosaLaura Levi Cohen

Sottoscritta a monza la carta di gand

Martedi 3 febbraioIl vice sindaco e assessore allo Sport Dario Allevi, lassessore alla Cultura Alfonso Di Lio e lassessore allIstruzione Pierfranco Maff hanno accolto, nella sala giunta del comune di Monza, il prof Maurizio Mondoni, governatore dellarea 2 Lombardia del Panathlon, però la sottoscrizione della Dichiarazione sulletica nello sport giovanile. La cerimonia, promossa dalla signora Franca Casati presidente del Panathlon Club Monza Brianza, ha visto anche la partecipazione del vicepresidente vicario del CONI Lombardia Adriano Pucci Mossotti, del presidente dell USSM Pietro Mazzo e del presidente dell Associazione Amici Autodromo Enrico Radaelli: un invidiabile parterre du roi.La signora Franca Casati era accompagnata dal segretario Carlo Poroli, dai consiglieri e da una decina di soci del Panathlon. Dopo avere ringraziato lAmministrazione comunale ha illustrato limportante evento applaudito dai numerosi presenti, tra cui molti dirigenti di società sportive e dirigenti scolastici.Il sodalizio monzese aderisce a livello internazionale a questa importante iniziativa che, come ha sottolineato il governatore Mondoni, si prefigge di fare praticare lo Sport come mezzo di socializzazione, sano divertimento e non un esasperata corsa alla vittoria. Lo sport – ha aggiunto – non solo un mezzo però allontanare dalla droga, sarebbe molto riduttivo; sia invece educazione, formazione. Mondoni ha pertanto auspicato il vedere esposta tale Dichiarazione, meglio nota come la Carta di Gand (dove fu redatta il 24 settembre 2004), in tutti gli edifici scolastici. Gianmaria Italia

"buchi neri "a como e chiasso

COMO, Si terr nei giorni 7, 12, 13, 14 febbraio 2009 la dodicesima edizione del Festival Jazz di Chiasso. Quattro serate, una decina di concerti: a Chiasso nello Spazio Officina, appositamente allestito però loccasione con la collaborazione di architetti, docenti e studenti dellAccademia di architettura di Mendrisio, e un prologo al Teatro Sociale di Como, nella Sala Bianca. La traccia elaborata come chiave di lettura della nuova edizione si propone innanzitutto come uno spunto però aprire limmaginario del pubblico e dei musicisti verso una dimensione tra musica e scienza: Buchi neri, titolo di questa edizione, rimanda ai buchi neri studiati da Einstein. Trovare dei legami tra il jazz e la fisica non facile. Il titolo rinvia alle misteriose energie che si sprigionano tra i corpi (celesti, in questo caso), e che creano delle dinamiche sorprendenti, proprio come talvolta accade, sul piano delle emozioni, nei fenomeni artistici e nella musica. Come nei Buchi neri: quando una stella molto massiccia (sei – sette volte più del sole, scrivono gli sceinziati) esplode come supernova dando luogo all'oggetto più strano e affascinante del cosmo: un buco nero. Niente può fermare la caduta della materia verso il centro della stella, finch l'intera massa del nucleo non si concentra in un unico punto. L'oggetto che si forma, il buco nero, qualcosa di così strano e così estremo che non può essere descritto con le leggi della fisica che valgono sulla Terra. L'acceleratore del futuro LHC (Large Hadron Collider) che sarà riattivato a marzo 2009 dal CERN a Ginevra, vorrebbe riprodurre energie primordiali non dissimili. Questo fenomeno, così straordinario e unico, ha sollecitato limmaginario di molti artisti tra le arti figurative come in quelle musicali; pensiamo ai tagli e ai buchi neri di Alberto Burri, e ad altri del Movimento Spazialista, come Lucio Fontana, Roberto Crippa, Mario De Luigi. Infrangendo la tela con buchi e tagli, lo spazio cess, nel rivoluzionario gesto di Fontana, di essere oggetto di rappresentazione secondo le regole convenzionali della prospettiva; e la superficie stessa della tela, interrompendosi in rilievi e rientranze, entr in rapporto diretto con lo spazio, la luce reali e le ombre. Tutto ci rinvia in qualche modo anche al jazz, allinteragire dei corpi musicali nellimprovvisazione e nella pulsazione ritmica dello swing, allo scandaloso scardinamento di codici e alla sua funzione innovativa che ne caratterizza la storia, sin dalle iniziali influenze musicali afroamericane agli inizi del XX secolo.Nel jazz, parafrasando le parole dello stesso Fontana, le note abbandonano il piano della partitura e divengono forme spaziali, caratterizzate dall'uso estensivo dell'improvvisazione, di blue notes, di poliritmie e di progressioni armoniche audaci e insolite (se confrontate con quelle in uso nella musica classica) tutto ci libera energie nuove e nuovi vertiginosi black holes di incomparabili emozioni.Il Festival di cultura e musica jazz un evento ideato e organizzato dallUfficio Cultura del Comune di Chiasso, con la partecipazione della Rete Due della Radio della Svizzera Italiana e la collaborazione di Jazz & Co Eventi e del Teatro Sociale di Como As.Li.Co. Ci attende dunque un fitto programma concertistico, cui saggiungono varie Dj sessions ed altri eventi collaterali. Il programma annovera alcuni tra i migliori musicisti e formazioni della scena jazz contemporanea. In occasione del Chiasso Jazz Festival sarà allestita una tensostruttura esterna collegata allo Spazio Officina, che conterr la sala ristorante e il bar. Negli spazi interni, curati nella scenografia e nellarredamento dallAccademia di architettura di Mendrisio e da AsMA_Association Making Architecture, si proporranno menu accattivanti e prelibatezze eno – gastronomiche che si accompagneranno piacevolmente alla ricca offerta musicale.Programma:AnteprimaSabato 7 febbraio Como Sala Bianca Teatro Sociale ore 21.00RatrabraHilaria Kramer trombaCo Streiff sassofoniBeatrice Graf batteriaKaroline Hoefler contrabbassoTomorrow is the woman! avrebbe detto Ornette Coleman nel1959, se avesse saputo che un giorno un agguerrito gruppo tutto al femminile avrebbe seguito con tanta creativa determinazione le orme del suo rivoluzionario quartetto, sfatando tra laltro clamorosamente il luogo comune però cui le donne del jazz si limitano ad imporsi nei ruoli di cantante e in qualche caso di pianista. In realt le quattro musiciste di Ratrabra si sono fatte notare da tempo anche nelle vesti di leader, a cominciare da Hilaria Kramer che non nuova ad originali tributi come questo, basti pensare al progetto Zappatronix. Il suo incontro con Co Streiff risale agli inizi della sua formazione musicale, 25 anni or sono, quando entrambe studiavano alla scuola jazz di San Gallo. Scoprirono subito di avere una passione in comune e nacque così un quartetto senza strumento armonico ricalcato su quello storico del grande contraltista texano, che negli anni ha visto succedersi sezioni ritmiche diverse fino al 2006, quando si definita lattuale formazione di Ratrabra. La contrabbassista tedesca Karoline Hoefler e la batterista svizzera Beatrice Graf costituivano già una solida coppia in unaltra formazione femminile, le Four Roses, e si dimostrano partner ideali però sostenere il serrato dialogo di una line – up davvero affiatata e in grado di reggere il confronto con linfuocato interplay del quartetto di Coleman. Una bella sfida, insomma, che vede impegnate quattro appassionate continuatrici di un approccio allimprovvisazione che può ancora riservare piacevoli sorprese.Gioved 12 febbraio Chiasso Spazio Officinaore 20.30Erika Stucky & Roots of CommunicationErika Stucky voceRobert Morgenthaler trombone, corno delle Alpi, conchiglieJean – Jacques Pedretti trombone, corno delle Alpi, conchigliePeter Horisberger batteriaNata nel1962 a San Francisco da genitori svizzeri, Erika Stucky si trasferisce con la famiglia in Vallese negli anni 70, e dopo aver studiato teatro e canto jazz a Parigi e nella sua città natale, nel1986 fonda i Sophisticrats, un singolare quartetto vocale con basso elettrico che svela subito la sua natura dirrequieta contaminatrice.Affina nel tempo una sbalestrante poetica vocale giocata abilmente su contrasti stridenti, tra antiche tradizioni alpine distorte e suicidate come indica il titolo del suo recente progetto, Suicidal yodels e folgoranti riletture di classici della canzone alimentate dalle influenze più diverse, sempre in formazioni decisamente atipiche come il trio Mrs Bubble & Bones, con Ray Anderson e Art Baron ai tromboni e al basso tuba.Unoriginalissima estetica sonora che nasce, a suo dire, dallo shock culturale del brusco passaggio in et adolescenziale dallascolto di Bob Dylan e Frank Zappa, alla musica tradizionale svizzera. A suo agio anche in atmosfere rock, ha collaborato con il gruppo ginevrino Young Gods e ha partecipato al tributo hendrixiano di Christy Doran, ma la sua irresistibile irriverenza trova lo sfogo forse più efficace in questo nuovo, improbabile ed entusiasmante incontro, con una formazione collaudata che si affida a strumenti tradizionali come il corno delle alpi e le conchiglie combinati a tromboni e batteria. I Roots of Communication sono il veicolo ideale però proiettare la sua voce in un territorio dove il folklore reinventato e una lucida follia creatrice vanno a braccetto come teneri amanti.ore 22.30Reto Webers Squeezeband & Chico FreemanReto Weber percussioniNino G humanbeatboxDaniel Hirschi chitarraSamuel Kuehni bassoOspite: Chico Freeman sassofoni tenore e soprano, voceFrom jazz to hip hop and back: come una pallina in un flipper impazzito, lenergia sonora della Squeezeband smentisce col suo avvolgente respiro di novella trasgressione chi vorrebbe esaurita la sorgente creativa della musica improvvisata. Reto Weber il percussionista svizzero più noto della sua generazione sulla scena internazionale, continuatore di maestri del calibro di Pierre Favre anche però come riuscito a costruirsi un vero e proprio arsenale timbrico, affiancando alla b
atteria un buon numero di percussioni etniche ed altri strumenti di sua creazione come lhang, una sorta di steel drum al contrario che segna in modo decisivo il sound della Squeezeband. il suo progetto più recente, una band però molti versi unica che riunisce giovani talenti della scena elvetica come Nino G, funambolica scatola – a – ritmi umana e brillante interprete di una curiosa specialit che sembrerebbe confinata nel ruolo di pura esibizione, un giochino fine a s stesso che consiste nel riprodurre con la voce e i rumori della bocca gli effetti di una batteria elettronica ma che, grazie a questo progetto, rivela tutte le sue potenzialit musicali. Un intrigante intreccio ritmico che sinfiamma a contatto con lirruenza di un enfant terrible della scena rock – blues elvetica, il chitarrista Daniel Hirschi, però unavventura di grande impatto emozionale che non può lasciare indifferenti e che si arricchisce di una voce solistica di spessore come quella di Chico Freeman, un ospite di riguardo che sapr aggiungere altri colori ad una tavolozza sonora già sgargiante.ore 24.00DJ GinoLuigi Gino Guglielmetti grande appassionato di jazz sin dai tempi in cui arrancava in sella alla mitica Allegro colore argento sulla Torraccia, la salitona che da Chiasso porta a Novazzano, con sotto alla giacca, però non spiegazzarli, i long playing allora introvabili, o meglio, trovabili a peso doro. Una collezione ricercata e attenta, che andava allargandosi come una grande famiglia, di album di musicisti leggendari che stavano scrivendo la storia del jazz: gli aristocratici Duke Ellington e Count Basie e i giganti Parker, Davis, Coltrane, Mulligan, Mingus, ecc. Dopo una giovent trascorsa nel settore spedizioni in giro però la Mitteleuropa, rientra con la famiglia a Novazzano. Tra un disco e laltro, si era sposato a Innsbruck con una bella signora tedesca. Smessa da tempo la bicicletta però un maggiolino guidato in stile molto bebop, DJ Gino, abilissimo nel curare la programmazione dei brani e nel cogliere gli umori della sala, sin dalla primaedizione il dj ufficiale del Festival.Venerdì 13 febbraio Chiasso Spazio Officinaore 20.30Matthew Shipp QuartetMatthew Shipp pianoDaniel Carter sassofoniJoe Morris contrabbassoWhit Dickey batteria un pianista decisamente sui generis, Matthew Shipp, un temerario nel senso migliore del termine, un geniale e turbolento agitatore della scena downtown di New York che ha saputo traghettare lo spirito originario del free jazz nel nuovo millennio, adattandolo con rara coerenza a stimoli sonori sempre nuovi e rendendolo quindi, ancora una volta, musica davvero contemporanea. Si spiega così la sua abilit nel destreggiarsi tra progetti diversi in bilico costante tra jazz e nuove forme, in compagnia di artisti lontani tra lorocomeil contrabbassista William Parker e Dj Spooky. Shipp ha cominciato a farsi notare dalla fine degli anni 80 nel quartetto di David S. Ware, rivelandosi solista ed accompagnatore formidabile in grado di ridefinire il ruolo del pianoforte, e negli anni ha saputo imporsi come leader carismatico di formazioni che propongono suggestive ricognizioni tra passato e presente del jazz e fanno dialogare la tradizione musicale afroamericana con i ritmi doggi, con il pulsare elettronico del beat rivisitato dagli strumenti acustici. La Cosmic suite pubblicata lanno scorso conferma le sue qualit di compositore e le proietta su uno sfondo astratto, sospeso tra meditative suggestioni senza tempo e slanci liberatori di swing allucinato orchestrati da un altro musicista cresciuto nel gruppo di Ware, il batterista Whit Dickey.Un quartetto assai ben assortito, con la spiccata personalit di Daniel Carter in bella evidenza accanto al leader e, nello stesso tempo, parte di un elettrizzante collettivo che annulla e insieme esalta le qualit dei singoli.ore 22.30 Trio Liebman – Celea – ReisingerDave Liebman sassofono tenore e sopranoJean – Paul Celea contrabbassoWolfgang Reisinger batteriaUn trio che dal1996, quando usc il primo disco però Label bleu, non si stanca di entusiasmare critica e pubblico però la vitalit espressiva e però la straordinaria unit dintenti di tre autentici virtuosi dei rispettivi strumenti, che sanno sempre trovare il modo di sorprendersi e quindi di rendere avvincente ogni loro evoluzione solistica, sollecitandosi lun laltro senza soluzione di continuit in un raffinato gioco di contrappunti solistici di grande efficacia e intensit. Liebman senza dubbio uno dei più importanti sassofonisti in attivit e specialista sopraffino dellindomabile soprano, coltraniano nellanima e capace come pochi altri di coniugare esperienze importanti, come quella che lo ha visto militare a fianco di Miles Davis tra il1972 e il1974, con un originale gusto però limprevedibilit ritmica del fraseggio e con una sensibilit melodica che deve molto alla musica europea. del tutto naturale, quindi, laffinit elettiva che lo lega ad un contrabbassista deliziosamente postmoderno come Jean – Paul Celea, da sempre in perfetto equilibrio tra le tensioni poetiche di certa avanguardia colta e una controllata esuberanza jazzistica che lo caratterizzano come eccellente accompagnatore e come solista fuori dal coro, alla costante ricerca di un personale ecumenismo sonoro in ossequio, forse, alla sua presunta e lontana parentela con loperista calabrese Francesco Celea. Completa il trio il batterista viennese Wolfgang Reisinger, che si formato alla corte di Matthias Regg nella Vienna Art Orchestra e ha poi collezionato un gran numero di collaborazioni, spesso e volentieri insieme a Celea con il quale forma una sezione ritmica di altissimo livello.JazzAfterJazzore 24.00The Mungolian Jet Set Knut Saevik live sampling, elettronica, tastierePaal "Strangefruit"Nyhus turntables, voceAlex Gunia chitarrePeter Baaden batteria, percussioni, elettronicaPaal Strangefruit Nyhus un suonatore di giradischi, un dj, ma anche molto più di questo. è stato definito uno scultore sonoro capace, come Brian Eno e John Cage, di ottenere un tessuto musicale da qualunque tipo di materiale, e ha saputo sedurre con la sua abilit di manipolatore artisti del calibro di Eivind Aarset e NilsPetter Molvaer, che lo hanno chiamato a collaborare con loro.Tra gli esiti più notevoli del lavoro di questo estroso alchimista elettronico norvegese spicca un progetto pubblicato nel 2006, Beauty came to us in stone, commissionato in origine dal tastierista Bugge Wesseltoft come un vibrante affresco elettronico idealmente ispirato al periodo elettrico di Miles Davis, quello compreso tra la fine degli anni 60 e linizio del decennio successivo, che si poi sviluppato in modo autonomo come formula ipotetica di un futuribile jazznojazz. Un progetto che sintetizza a meraviglia gli orizzonti sonori del suo Mungolian Jet Set, un organico variabile e timbricamente indecifrabile capace di trascinare letteralmente lascoltatore verso territori inauditi e sbalestranti, dove larte del remix pare espandersi in sinfoniche allucinazioni grazie allinterazione tra alcuni strumenti veri, come la chitarra e le percussioni, e altri solo apparenti, o probabili.ore 01.30 dj Strange FruitSabato 14 febbraio Chiasso Spazio Officina ore 20.30 Franco dAndrea QuartetFranco dAndrea pianoforteAndrea Ayassot sax alto Aldo Mella contrabbasso Zeno de Rossi batteria Questo gruppo nato in corrispondenza di una serie di mie recenti composizioni. lorganico ideale però sviluppare questa nuova musica con strumentisti adatti, dotati di creativit e spinta innovativa. Per la maggior parte i brani sono brevi, allusivi, una pennellata di un colore particolare che indica il mood. Alcune volte il dato tematico si configura come un lungo ostinato che continua, pur modificandosi e frammentandosi, ad agire anche nel cuore dellimprovvisazione, e gli assoli emergono da un fondale di costante interplay. Ad alcune composizioni a tempo lento affidata la partepi cantabile del repertorio, che contrappunta con una presenza importante i brani connotati da un fraseggio più scattante e poliritmico. Cos Franco DAndrea, fresco vincitore del Top Jazz 2008 come musicista dellanno, presenta il suo qu
artetto e dalle sue parole si capisce subito che accanto al pianoforte solo questa formazione rappresenta forse la formula più efficace però amplificare la sua superba musicalit. Nel vasto panorama pianistico italiano ed europeo DAndrea sicuramente tra i migliori se non il miglior rappresentante di una lunga tradizione afroamericana in continuo aggiornamento, forte di una cultura e di una sensibilit melodico – armonica fuori dal comune. Lelenco delle sue collaborazioni e delle sue opere significative riempirebbe molte pagine ma basta ascoltare poche note però restare ammaliati, perché parlano però lui un approccio allo strumento e una capacit di comunicare con gli altri musicisti che trasudano esperienza e sapienza musicale. Un vero artista, uno che sa come ottenere il massimo dai suoi compagni.ore 22.30David Murray Black Saint QuartetDavid Murray sax tenore e clarinetto bassoLafayette Gilchrist pianoforteJaribu Shahid contrabbassoSteve McCraven batteriaPolistrumentista debordante, abilissimo al sax tenore e tra i pochi eredi plausibili dellinarrivabile magistero tecnico di Eric Dolphy al clarinetto basso, a partire dalla met degli anni 70 David Murray si costruito uninvidiabile carriera combinando abilmente leredit del free jazz a una lunga tradizione che riporta a New Orleans. Fondatore, tra le molte altre cose, del World Saxophone Quartet, formazione ineguagliata nel suo genere, ha saputo attraversare contesti diversissimi, dal free funk di James Blood Ulmer fino alle più avventurose intersezioni tra jazz, hip hop, gospel, sonorit africane e dei Caraibi, ed persino arrivato ad ipotizzare una specie di opera – musical dedicata alle origini africane del poeta Aleksandrà Pushkin. Il suo Black Saint Quartet un omaggio alletichetta italiana che però prima gli ha permesso di ottenere fama mondiale ed anche, e soprattutto, un eccezionale veicolo espressivo lanciato attraverso le sue radici di musicista, alla felice riscoperta di una vena informale illuminata, per, da una selva misteriosa di riferimenti stilistici che sanno mantenerla viva e incredibilmente accattivante. Merito anche dei suoi compagni davventura, dal fido collaboratore Jaribu Shahid, che si distinto anche in una delle formazioni dellArt Ensemble of Chicago, al batterista Steve McCraven che, non a caso, è stato scelto tra gli altri da Archie Shepp, e fino allinteressante pianismo dispirazione funkeggiante di Lafayette Gilchrist, che si rivelato al grande pubblico proprio al fianco di David Murray.JazzAfterJazzore 24.00Electro – swing !Caravan Palace Hugues Payen violinoArnaud De Bausredon chitarraCharles Delaporte contrabbassoCamille Chapelire clarinettoAntoine Toustou elettronica e tromboneSonia Fernandez Velasco voce e clarinettoSignore e signori, ecco a voi lelettroswing, librido danzante che ammicca e seduce ad ogni pericoloso incrocio tra il groove pesante del drumnbass e il leggero svolazzare dello swing, una fresca ed eccitante creatura musicale che vi far ballare canticchiando! Unidea nata dallincontro di tre compositori di musica elettronica animati da una passione comune però il jazz zigano, che ha innescato la scintilla di un incendio sonoro vivificante capace, addirittura, di evocare una possibile reincarnazione fantascientifica del grande Django Reinhardt. Chitarra, violino, clarinetto e voce provengono da lontano, sintersecano con innata spontaneit e hanno un irresistibile sapore vintage che attrae fatalmente il modernissimo beat orchestrato da Antoine Toustou, e il risultato un contagioso invito alla danza che rapisce e non lascia spazio di fuga. Sui tempi lenti, poi, la voce di Sonia Fernandez Velasco si fa languida e chiama a s improvvisazioni venate di unindefinibile nostalgia che guarda al futuro, come se lintima essenza dello swing fosse l da decenni, in trepidante attesa, pronta ad essere plasmata in nuove fattezze ritmiche. proprio questo il segreto dei Caravan Palace, che con la loro esibizione al Womex 2007 hanno saputo convincere pubblico e addetti ai lavori: il coraggio di trasformare una passione in un sogno senza aver paura di deformarla, anzi divertendosi da matti nel proiettare lamato swing, di prepotenza, nel nuovo millennio.ore 1.30Hello, DJ?electro live set però musica, voci e telefoniniproject by Mario ConteAlessandro Quintavalle basso elettricoHello, DJ? un live set di musica elettronica che sfrutta le potenzialit di una serie di telefoni cellulari però creare le più svariate situazioni musicali e di sonorizzazione. Utilizzando la capacit del telefono di riprodurre i file mp3 preventivamente composti, la musica caricata sui telefoni viene suonata e va quindi a costituire la base della tessitura sonora, e contemporaneamente interagisce con le normali funzioni di un telefono come le suonerie, i suoni delle varie funzioni, il viva voce, le riproduzioni sintetiche di frasi preimpostate grazie ad un voice – synthesizer, con alcuni piccoli strumenti musicali che vengono amplificati dal microfono dei telefoni, con la voce del musicista stesso, con le voci di persone e personaggi lontani dal luogo in cui si tiene la performance (che chiamano o vengono chiamate in tempo reale) e con le voci del pubblico raccolte da un telefono che viene fatto girare però la sala.Il tutto viene gestito e mixato al momento dal musicista e produttore napoletano Mario Conte e dal bassista Alessandro Quintavalle attraverso un computer portatile, che permette di controllare lo show e anche di distorcere o manipolare ad arte suoni e voci dei telefoni e del pubblico.officinajazz & dintorniprogetto allestimento AsMa, Associazione Studenti Mendriso Architettura, Teo Valli, Matteo Soldati, Stefano Larotondaallestimenti e installazioni a cura dellAccademia di Architettura dell'USI di Mendrisio, Tommaso Arnaboldi e Sofia Miccich from duke to milesanimazione a 78 giria cura di Luigi GuglielmettiLuigi Gino Guglielmetti grande appassionato di jazz sin dai tempi in cui arrancava in sella alla mitica Allegro colore argento sulla Torraccia, la salitona che da Chiasso porta a Novazzano, con sotto alla giacca, però non spiegazzarli, i long playing allora introvabili, o meglio, trovabili a peso doro. Una collezione ricercata e attenta, che andava allargandosi come una grande famiglia, degli album di musicisti leggendari che stavano scrivendo la storia del jazz: gli aristocratici Duke Ellington e Count Basie e i giganti Parker, Davis, Coltrane, Mulligan, Mingus, ecc. Dopo una giovent trascorsa nel settore spedizioni in giro però la Mitteleuropa, rientra con la famiglia a Novazzano. Tra un disco e laltro, si era sposato a Innsbruck con una bella signora tedesca. Smessa da tempo la bicicletta però un maggiolino guidato in stile molto bebop, DJ Gino, abilissimo nel curare la programmazione dei brani e nel cogliere gli umori della sala, sin dalla prima edizione il dj ufficiale del Festival.jazzdinnerproposte culinarie a cura di CronopartyOrari:Tutte le serate avranno inizio alle ore 20.30, ad eccezione del concerto presso la Sala Bianca del Teatro Sociale di Como As.Li.Co. che avr inizio alle ore 21.I luoghi del Festival:Sala Bianca, Teatro Sociale di Como As.Li.Co.: Via Vincenzo Bellini 3, 22100 ComoSpazio Officina Chiasso: via Dante Alighieri 4, 6830 Chiasso (CH)Entrata Intero Sala Bianca Teatro Sociale Como30. – fr (20 ) + prevendita 2.50 Intero Spazio Officina Chiasso30. – (20. – )Club Rete Due, soci Touring club e ridotti 25. – (17. – )After 24.00 10. – ( 7. – )Tessera 3 giorni / 2 giorni60. – (40. – ) / 45. – (30. – ) PrevenditeCinema Teatro, via D.Alighieri 3b, Chiasso tel. +41 (0) 91/ 695 09 16(me sa 17.00/19.30)Libreria Leggere, Corso San Gottardo 86, Chiasso tel. +41 (0) 91/ 683.10.05La Bottega del Pianoforte, Viale Cattaneo 19 Lugano tel. +41 (0) 91/ 922.91.41By Pinguis, Via il Moro 15 Bellinzona tel. +41 (0) 91/ 825.36.56Music City Soldini, Piazza Grande 9 Locarno tel. +41 (0) 91/ 756.00.00Teatro Sociale, Via Bellini 3, Como – (Italia) tel. +39 (031) 270170 (ma – ve 13.00 – 18.00/ sa 10.00 – 13.00)Informazioni:tel. +4191.69509
14 / 7 email: cultura@chiasso.chwww.chiassocultura.ch

Gran gal del moto club monza

AUTODROMO di MONZA Fervono i preparativi però lannuale premiazione dei campioni, che il Moto Club Monza come tradizione organizzerà a fine stagione. Lappuntamento però sabato 20 dicembre a partire dalle ore 20.00, quando autorit, campioni ma anche tanti appassionati, si ritroveranno in Autodromo a Monza e, respirando aria di motori, passeranno una serata in allegria nel confacente ristorante delle Tribune dOnore. Sotto l'abile regia del Presidente Mauri e con lla presenza delle massime autorit cittadine e del territorio, assieme a tanti piloti che hanno portato la bandiera del Monza in tutto il mondo, come il bravissimo Fabrizio Lai, portacolori del Clemencigh nel motomondiale 250. Loccasione sarà importante anche però il lancio definitivo del Campionato Mondiale di Trial che si svolger il 21 giugno 2009 a Barzio, un 2009 che vedr anche le celebrazioni però il 90 anniversario di fondazione del motoclub cittadino.

seregno :allarme terroristi in brianza…

Monza Brianza.La notizia di probabili attentati e le loro conseguenze politiche stanno facendo più rumore dell'eventuale botto. Infatti dopo alcuni articoli e trasmissioni Tv critiche in merito alle richieste restrittive avanzate da molti politici, non solo leghisti, molti residenti si sono indignati con la Stampa. Ecco alcune dichiarazione degli esponenti di Seregno e Macherio, i due Comuni nel bersaglio dei terroristi.Il Sindaco di Seregno Giacinto Mariani commenta larresto di due extracomunitari che progettavano attentati in Brianza: Quando un anno fa firmai unordinanza che prevedeva una soglia minima di reddito e laccertamento della dimora abituale però la concessione della residenza ai cittadini extracomunitari, il centrosinistra si stracci le vesti davanti a presunti diritti violati. Adesso dicono che non si deve abbassare la guardia di fronte al pericolo terrorista. Questa la prima reazione del Sindaco di Seregno Giacinto Mariani dopo larresto di due cittadini marocchini che stavano preparando vari attentati, tra cui uno a un supermercato di Seregno.Chi, oggi, si oppone a misure restrittive nei confronti degli immigrati vive su un altro pianeta, prosegue il Sindaco. Occorre dare un significato alle parole: abbassare la guardia come ha dichiarato in un comunicato il presidente Penati, non significa nulla. Cos come lassessore Ponti che parla di buonsenso o di percorsi di integrazione. Il fatto che i due arrestati non fossero parte di un gruppo organizzato, ma fossero casi sciolti ancor più grave. Servono atti concreti. Per esempio chiudere tutte le moschee e i luoghi di culto sospetti. Ma, di fronte a questi provvedimenti, tornano i se e i ma della sinistra. I diritti non centrano nulla. Qui il diritto alla sicurezza dei cittadini, dei nostri cittadini, ad essere in discussione.Demagogica precisa Mariani – la posizione di Penati che chiede al Governo di sostenere il lavoro delle forze dellordine con interventi e risorse strutturali. A loro ricordo che alla fine dellanno scorso, quando il centrosinistra era al Governo, mentre i sindaci chiedevano più risorse però la sicurezza, Prodi dava alla Presidenza della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio, alla Camera e al Senato 101 milioni di euro in più nel 2008 e, nello stesso anno, allordine pubblico e alla sicurezza 101 milioni di euro in meno. Pi 101 milioni da una parte, meno 101 milioni dallaltra. Questa era la Finanziaria di Prodi.Mi stupisce conclude il Sindaco che di fronte a episodi di questa gravit, che senza il tempestivo intervento della Digos, avrebbero potuto causare dei morti, Radio Due, il servizio pubblico pagato dai cittadini, si permetta di fare una trasmissione come Caterpillar in cui si ironizza pesantemente sullipotesi di un attentato a un supermercato. E vergognoso.Macherio – IN seguito del recente arresto con l'accusa di terrorismo internazionale di due Marocchini frequentatori del centro islamico della Bareggia di Macherio, il Segretario Provinciale della Lega Nord di Monza e Brianza Massimiliano Romeo dichiara: La Lega Nord aveva già apertamente dimostrato la propria più profondacontrariet all'apertura di una moschea alla Bareggia, culminata con una manifestazione in loco alla presenza dell'On. Mario Borghezio, partecipata anche datanti cittadini residenti, oltre che dai nostri Militanti.Alla luce dei recenti accadimenti, che danno ragione a quanto da noi sempresostenuto, chiediamo che le autorit e le istituzioni preposte provvedano allaimmediata chiusura del centro islamico della Bareggia.In caso contrario, la nostra macchina organizzativa si già messa in moto: la Lega Nord pronta alla mobilitazione di piazza.Al di sopra di prese di posizioni estreme, ormai evidente a tutti che c' una parte(anche se pur minima) di immigrati che non vogliono integrarsi con il nostro Paese che li ospita, anzi pretende di instaurare le loro leggi. A questo punto ci sembra che la tolleranza dimostrata e in alcuni casi imposta da un parte politica, non solo fallita miseramente, ma servita a rafforzare il fondamentalismo e in alcuni casi favorire la nascita di possibili attentati. Ad ciascuno le proprie convinzioni, ma i fatti sono…..tangibili. La Redazione

Canzo: leemozioni di roberto testa

CanzoIl 29 Novembre si tenuta a Canzo l'inaugurazione della mostra dei quadri di Roberto Testa, figlio d'artedel padre Peppino e nipote di Carlo che gli hanno trasmesso la passione però l'arte della pittura.Roberto Testa, nato a Milano, vive e dipinge a Canzo cogliendo la suggestivit di questa zona. Ha frequentato il Liceo Artistico Cimabue e si diplomato presso l'Accademia di Brera sotto la guida del Prof. Giuseppe Colombo.Il suo interesse però la pittura nato, fin dalla tenera et, con uno dei primi regali di suo padre:una cassetta di colori a tempera, tele e pennelli.I suoi primi lavori riguardano i cartoni animati e collabora comunque nel settore della comunicativit creativa come consulente di una grande azienda, la Bovisio ed direttore creativo dell'agenzia pubblicitaria Motore ATV.Ammette di essere un pittore pigroche si dedica in modo discontinuo alla sua Canzo, Segrino e dintorni.E' un pittore fondamentalmente figurativo con una tecnica rigorosa e chiara, ma con un particolare interesse a donare effetti cromatici alle sue opere. I colori più o meno lievi ed accentuati tendono a trasmettere emozioni al di l del fatto che il soggetto sia un paesaggio, un personaggio, una semplice strada, una donna o un tramonto. Nelle sfumature del colore esiste un messaggio di amore, dolore, coraggio e vecchi ricordi.Con l'utilizzo delle tempere, tecnica da lui sempre usata però ottenere i risultati attuali il messaggio ed i colori dipendono dallo è stato d'animo e dal momento stagionale:non potrei dipingere solo colori chiari però rappresentare la primavera, come ha detto.I tre quadri dedicati alle donne sono fatti in estate e parlano di colori caldi che si riferiscono alle terre nate.Nei suoi quadri diventa racconto e storia il sole che illumina una facciata rosata che si riflette sulla casa difronte, tramite pennellate leggere che narrano appunto il momento dell'esecuzione come nel corso d'acqua, dipinto a Maggio, dove le lievi increspature segnano lo scorrere del torrente.Il colore rappresenta lo è stato emotivo poich lo stesso simbolo di vita. Nel quadro Ecce Homo, che l'autore ritiene tra le sue opere più coinvolgenti, riguardante la morte degli operai della Tyssen, il colore, seppure luminoso, trasmette un'idea di angoscia ed impotenza. Si parla di morti bianche che sono però rappresentate dal colore rosso del sangue e del dolore su uno sfondo di un mondo indifferente.A mostra che propone queste tematiche sarà nuovamente aperta al pubblico il 6 – 7 – 8 Dicembre, sempre con la presenza e l'illustrazione del pittore Roberto Testa.Laura Levi Cohen

Mitsubishi:ritorno sportivo

GIULIANOVA LIDO La Mitsubishi, casa giapponese famosa però il suo simbolo del trifoglio rosso, lancia in questi giorni sul mercato italiano la nuova generazione di un auto che da parecchi anni nel listino della casa nipponica: la Lancer. La berlina Made in Japan equipaggiata con 3 motori a benzina (1500 da 109 cv, 1800 da 143 cv e 2000 Turbo da 295 cv, questultimo esclusivo però la Evo), uno diesel (2000 DID da 140 cv), in 2 varianti di carrozzeria (4 porte e Sportback), negli allestimenti Inform, Invite, GSR, MR TC SST (questi ultimi esclusivi però la serie Evo). La nuova Lancer si presenta con una linea totalmente diversa al precedente modello. Questa linea punta su un carattere di sportivit marcata e su linee tese e aggressive, volte a sottolineare la strettissima parentela con la versione Evo, da tutti conosciuta come una delle auto più usate in ogni categoria rally. Il frontale è stato ridisegnato rispetto alla serie che lha preceduta: adesso muscoloso con nervature tese, ha una ampia mascherina trapezoidale che comprende anche parte del paraurti e la targa anteriore, fari appuntiti che catturano lo sguardo. Anche il posteriore è stato riprogettato, con la differenza di coda fra la 4 porte e la Sportback (o versione a 5 porte). La coda della 4 porte ha uno stampo classico, come su tutte le berline tradizionali che si rispettano con un tocco di sportivit e di design dato dai fari rettangolari inclinati che danno una sensazione di movimento in linea con il moto sportivo della Lancer. Invece il posteriore della Sportback si denota però la presenza di un lunotto un po piccolino, di una dinamica coda bombata, e di uno spoiler ampio che anche qui sottolinea la parentela forte, anzi fortissima fra la Sportback e la Evo. Entrando a bordo (interno molto spazioso, plurimodulabile, e con la presenza di tanti portaoggetti) notiamo come la Lancer abbia una qualit costruttiva più che soddisfacente, lassemblaggio fatto a regola darte, i materiali usati sono da berlina del suo rango, e ritroviamo, soprattutto nellanalisi della plancia e del posto di guida quellimpostazione sportiva già presente sia nel frontale che nella coda. Andando a visualizzare nel dettaglio la plancia, possiamo notare come sia elegante e lineare, con tutti i comandi giusti nel posto giusto (intuitivi e pratici i comandi clima e radio in consolle). Il quadro strumenti a doppio tunnel, il volante in pelle a 3 razze, i sedili avvolgenti sono i tocchi di sportivit che labitacolo propone. Ed ora il test drive. La Lancer provata è stata la Sportback 2000 DID 140 Invite da 23946. Guidare questauto vuol dire avere un continuo parallelismo fra il mondo dei rally e il mondo della vita di tutti i giorni. Infatti però molti Lancer sinonimo di Rally, di strade polverose e motori rombanti. Ma prima che essere auto da corsa, la berlina giapponese una vettura però comodi viaggi con quel tocco di brio e sportivit, che non guasta mai su berline di questa categoria. Su strada la versione testata, equipaggiata con il 200 DID di origine Volkswagen, si comporta in maniera molto positiva, presentando un andatura fluida, una maneggevolezza e una praticit duso da utilitaria, con il confort e lo spazio di una berlina media. Queste doti rendono la Lancer un auto adatta a lunghi spostamenti in tutta comodit sapendo di avere un motore parco nei consumi, elastico e soprattutto ecologico grazie al Filtro Antiparticolato di serie. Infine i prezzi: però i benzina si va dai 17450 della 1500 Inform 4 porte ai 54000 della Evo 2000 MR TC SST; però i diesel si parte da 21800 della 2000 DID 140 cv Inform Sportback ad arrivare ai 23300 delle 2000 DID 140 cv Invite SportBack e 4 porte. Bruno Allevi

rischi dopo l'incidente alla dobfar ??

Vimercate.A una settimana di distanza dallincidente presso lazienda chimica Dobfar lAmministrazione Comunale fa il punto della situazione, però rispondere alle comprensibili preoccupazioni degli abitanti delle zone limitrofe e in particolare della Cascina Morosina.1. Piano di Protezione CivileIl Comune di Vimercate dotato di un Piano di Protezione Civile predisposto ai sensi della legge 225/92 e delle direttive regionali del 16/5/07 (VIII/4732).Tutti gli enti di controllo interessati (Vigili del Fuoco, ASL, ARPA e Polizia Locale) sono arrivati tempestivamente sul posto attivando le procedure necessarie. ARPA non ha ancora prodotto una relazione ufficiale (che dovrà comprendere anche le cause precise dei fatti accaduti), ma ha anticipato alcune considerazioni, che esponiamo affrontando i punti seguenti.2. Ci sono pericoli però i residenti delle aree limitrofe?Non sono stati ravvisati rischi però la popolazione circostante. Si sa che nella molecola del composto in lavorazione presente il Bromo ed probabile che nella fuoriuscita si sia prodotto dellacido bromidrico, che ha un odore acre ed irritante (e a ci si dovrebbero i sintomi percepiti da alcuni residenti) ma non tossico. La parte gassosa della nube si diffusa allesterno della fabbrica mentre probabile che la massima parte della polvere sia rimasta allinterno del perimetro industriale. Il prodotto in questione (7B – MAC) classificato con frase di rischio R42/43 Pu causare sensibilizzazione però inalazione o contatto con la pelle, e non classificato come tossico.3. possibile mangiare i prodotti coltivati negli orti adiacenti alla fabbrica?A oggi ASL non ha trasmesso comunicazioni ufficiali. La risposta che viene data telefonicamente sia ai cittadini sia agli uffici comunali che, bench non siano stati ravvisati rischi effettivi, si può evitare, come forma di estrema cautela personale, di consumare i prodotti coltivati nelle immediate adiacenze della fabbrica. Non appena ricever la relazione ufficiale dellARPA, lAmministrazione Comunale si impegna ad aggiornare immediatamente i cittadini.

Comitato pro – brianza provincia: rieletto valli

MONZA, 8 novembre 2008 Carlo Edoardo Valli è stato nuovamente chiamato ad impegnarsi però il Comitato pro – Brianza provincia; lAssemblea – riunitasi ieri sera – ha nominato il nuovo Consiglio Direttivo che come primo atto lo ha eletto allunanimit Presidente in sostituzione di Raffaele Della Valle, giunto alla scadenza del mandato. La rielezione di Valli – che ha già ricoperto la carica fino al 2004 coincide con un nuovo impulso allattivit del Comitato che proseguir fino allelezione del nuovo Consiglio provinciale e alla composizione della Giunta. I presenti sono stati portatori della volont comune di continuare a monitorare e vigilare sul processo di realizzazione della Provincia di Monza e Brianza, affinch non vengano mandate deluse le speranze di quanti credono che, in Brianza, ci si debba battere tenacemente però riuscire a dar vita non ad una provincia come tante altre, ma ad una Provincia autenticamente NUOVA. Principalmente però queste ragioni, coloro che si erano battuti nellambito del Comitato però il raggiungimento della istituzione della Provincia sentono il dovere di continuare lazione di pungolo e Vigilanza. Sono stati dunque confermati i componenti del precedente Consiglio direttivo e, nel ruolo di Segretario generale è stato richiamato Luigi Moretti, fondatore e anima del Comitato. Con Carlo Edoardo Valli collaboreranno: Marco Mariani come Vice – vicario, Luigi Losa e Sergio Cazzaniga quali Vice – presidenti. Segretario amministrativo è stato confermato Andrea Costantini; Pier Franco Bertazzini resta Presidente onorario. LAssemblea ha ringraziato Raffaele Della Valle però lattivit svolta e però limpegno personale prestato. Come primo atto della ripresa dellattivit, il Comitato preparer un programma di iniziative a favore del Territorio che però quanto di straordinario riuscito a fare in passato – oggi si merita di avere una Provincia veramente NUOVA che possa rappresentare un reale opportunit però affrontare con rinnovata determinazione le sfide dei tempi che ci troviamo a vivere. Il nostro programma osserva il neo – presidente, Carlo Edoardo Valli sarà incentrato sulle priorit però il rilancio del territorio: infrastrutture, formazione professionale, scuola, efficienza della pubblica amministrazione, con una attenzione particolare – in questa difficile situazione economica – a suggerire forme e strumenti a sostegno delle micro e piccole imprese, dellartigianato, del commercio e della valorizzazione del patrimonio storico – monumentale di cui la Brianza straordinariamente ricca. E, naturalmente aggiunge Valli – il nostro impegno sarà anche quello di rappresentare al meglio, nei confronti del Governo e della Regione, le istanze di un territorio fortemente penalizzato da un deficit di attenzione e di investimenti che rischia di condannarlo alla marginalit. Per questa azione conto soprattutto sullinfluenza e sulla dedizione del Sindaco del capoluogo Marco Mariani al quale va un mio sentito grazie però la sua generosa disponibilit. Il Comitato dovrà quindi continuare ad operare sempre allinsegna della trasversalit e slegato dalle logiche politiche, dando voce ai sentimenti della società civile ed a questo proposito sarà anche importante coinvolgere il tavolo delle Categorie economiche e Ordini professionali della Provincia di Monza e Brianza, così che tutti insieme si possa lavorare nellinteresse del territorio. Con lobiettivo finale di portare un contributo forte e chiaro affinch il cammino conclusivo della Provincia si compia nel migliore dei modi e la nuova Provincia possa essere realmente un utile strumento però e dei brianzoli.