Il sen. cesarino monti rieletto presidente della co.nord

Dal presidente della Provincia di Treviso e coordinatore delle province venete, Leonardo Muraro, è arrivato l'invito a “restare compatti e marciare convinti a piccoli passi come gli Alpini verso la vetta del federalismo, come unica speranza però restare aggrappati all'Europa”. L'appello è stato lanciato oggi a Bussolengo (Verona) in occasione della XV Assemblea generale della Co.Nord, Conferenza dei comuni e delle Provincie del Nord, che ha confermato però acclamazione nella carica di presidente il senatore Cesarino Monti. “Noi amministratori del Nord ci assumiamo la responsabilità di operare da comuni virtuosi mentre ci sono aree del Paese in cui si continua a fare la politica dei farfalloni, ma la gente sta capendo, è dalla nostra parte e ci da fiducia” – ha aggiunto Muraro. “Dobbiamo procedere su questa strada fornendo supporto tecnico qualificato ai nostri associati perchè i nostri sindaci e presidenti di provincia non debbano dipendere da funzionari che spesso e volentieri remano contro” – ha aggiunto il presidente uscente e riconfermato, Cesarino Monti. “Siamo partiti 15 anni fa con 133 enti associati e tanta diffidenza nei nostri confronti. Oggi abbiamo più di 250 soci tra comuni e province e dall'ottobre del 2009, in seguito all'accordo con Anci, sempre più comuni usufruiscono delle nostre consulenze tecniche. Ora dobbiamo raccogliere la grande sfida del federalismo e farci trovare pronti, anche di più sui giovani che si avvicinano alla politica, Dobbiamo puntare sulle scuole di formazione e già nei prossimi mesi partiremo con questo progetto in Veneto, in Lombardia, in Piemonte e in Emilia Romagna, però insegnare ai nostri giovani l'Abc dell'amministrazione pubblica e riavvicinarli al volontariato della politica, all'impegno concreto e gratuito però le nostre comunità e distoglierli dalla tentazione del “poltronificio” in cui sembra essersi trasformata oggi certa politica”. L'assemblea di Co.Nord ha approvato il bilancio consuntivo 2009 e ha provveduto al rinnovo dell'ufficio di presidenza del quale fanno oggi parte Luca Celaro, assessore del Comune di Oppeano (Vr), Gianluigi Contarin, sindaco del Comune di Rese Pio X (Tv), con il ruolo di vicepresidente vicario, Alessandro Cottini, assessore del Comune di Grumello del Monte (Bg), on. Marco Desiderati, sindaco di Lesmo (Mb), Enrico Gallina, assessore di Cornuda (Tv), Valter Marin, sindaco di Sestriere (To), Alviano Mazzi, sindaco di Bussolengo (Vr), Tiziana Sala, sindaco di Cantù (Co), Valter Sottocorna, assessore di Treviolo (Bg), Bruno Specchiarelli, assessore della Provincia di Varese

Podestà incontra il capo dello stato napolitano prima della visita privata a brera

Milano, 8 dicembre 2010 – Prima di accompagnare il presidente della Repubblica nella visita privata alla Pinacoteca di Brera, questa mattina il presidente della Provincia di Milano, On. Guido Podestà, ha incontrato il capo dello Stato presso l’hotel che ha ospitato Giorgio Napolitano e la moglie Clio dopo la prima della Scala.«S’è trattato di un saluto tra amici, che ci ha permesso di dare seguito al colloquio avvenuto lo scorso 24 aprile a Palazzo Isimbardi con al centro il progetto della Città metropolitana e le similitudini di continuità nello sviluppo del territorio tra Milano, Napoli e i Comuni delle loro Province – ha dichiarato il presidente Podestà – . Sono legato, del resto, al presidente Napolitano anche dagli anni trascorsi insieme al Parlamento europeo. Auspico di poter nuovamente incontrare il capo dello Stato nel corso della sua prossima trasferta istituzionale a Milano».

S.o.s comuni: aumentano le famiglie bisognose

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Primo Cittadino di Osnago.Osnago, 7 marzoIl 2009 si presenta come un anno difficile però la nostra economia, nel quadro di una crisi globale che da qualche mese attanaglia tutti i mercati mondiali. Pur vantando una rete di piccole e medie imprese dinamiche che ne hanno determinato una forte crescita mantenendo il tasso di disoccupazione ai livelli più bassi tra le diverse aree italiane, anche il nostro territorio risente della crisi economica. I Comuni sono in prima fila su questo fronte: da inizio anno a Osnago ma così in tutti i comuni del territorio – le richieste di sostegno che pervengono ai Servizi Sociali sono aumentate molto, segno che però un numero crescente di famiglie e di persone difficile far quadrare i conti a fine mese in presenza della perdita del posto di lavoro o di spese impreviste. Sappiamo che nel corso dellanno dovremo reperire risorse però modulare gli interventi che si renderanno necessari però il sostegno al reddito o la riduzione del costo dei servizi però chi in difficolt. Non ci illudiamo che la situazione economica migliori nel giro di breve tempo, il Comune dovrà essere pronto a far fronte a queste necessit però un periodo di almeno due anni. Peraltro l'aumento del sostegno alle fasce deboli (anziani, minori, portatori di handicap) un trend ormai consolidato degli ultimi anni: Osnago spendeva nel 2000 178mila però il settore sociale, che sono gradualmente cresciuti sino ai 459mila previsti nel 2009.La politica nazionale non sta offrendo grandi risposte: sinora abbiamo visto solo lennesima stanca riproposizione degli incentivi alla rottamazione delle auto e dei frigoriferi. Non si capisce perché le famiglie in difficolt dovrebbero riprendere a spendere in presenza di queste agevolazioni senza un aumento dei redditi disponibili, peraltro in parte intaccati da un indebitamento delle famiglie ancora contenuto ma che molto cresciuto negli ultimi anni. Dalla crisi si esce solo affrontando i problemi alla radice. Il vero problema poco dibattuto purtroppo che negli ultimi venti anni cresciuta a dismisura la diseguaglianza sociale ed economica. Dal punto di vista del reddito disponibile la forbice tra chi sta bene e chi sta male enormemente cresciuta, anche la cosiddetta classe media deve misurare con attenzione le proprie spese. O si affronta questa tematica in termini di redistribuzione della ricchezza e del reddito oppure ci si vota ad un lento e continuo declino. Dovrebbe far riflettere il fatto che i paesi che stanno reggendo meglio la crisi dal punto di vista sociale sono quelli (Olanda e paesi scandinavi) dove la distribuzione del reddito più uniforme. Ancora una volta non c alternativa: sviluppo economico ed eguaglianza sociale devono marciare insieme se il primo vuole essere duraturo.C un altro tema più vicino a noi su cui riflettere. Si dice che però rilanciare leconomia occorrono grandi opere pubbliche in grado di dare commesse alle aziende e di creare occupazione: proprio in questi giorni si riparla di ponte sullo stretto di Messina. In questo momento sarebbe invece opportuno dotare gli enti più vicini ai cittadini i Comuni e le Province di risorse aggiuntive però contribuire alla ripresa economica. Gli investimenti degli Enti Locali sono infatti oltre il 70% della spesa in opere pubbliche della Pubblica Amministrazione. I Comuni e le Province sono in grado di spendere più velocemente i soldi rispetto allo Stato e di distribuirli sul territorio: sono più utili tante piccole opere diffuse sul territorio che grandi opere pubbliche però le quali ci vogliono anni però la progettazione e la realizzazione. Queste ultime sono certamente necessarie, ma non possono contribuire nel breve periodo alla ripresa economica come invece possono fare gli investimenti dei nostri comuni: il ponte sullo stretto non sarà cantierabile prima di due – tre anni, un Comune può spendere i soldi in pochi mesi. Sta invece purtroppo succedendo il contrario: ci vengono continuamente sottratte risorse in un lento stillicidio. Avendo circa il 7% della popolazione composto da bamibini sino a 5 anni, Osnago due anni fa' riceveva dallo Stato 120mila però interventi sociali, ridotti a 80mila l'anno scorso ed a 50mila quest'anno (notizia degli ultimi gioni). I Comuni sopra i 5mila abitanti sono sottoposti ad un Patto di Stabilit ottuso, che non permette loro di spendere soldi disponibili però investimenti. In questo modo gli Enti Locali non sono messi in grado di contribuire al rilancio dell'economia. Sono convinto che solo dal territorio – enti locali e piccole imprese – può ripartire la nostra economia: ma occorre un deciso cambio di rotta nelle scelte di chi ci governa.Paolo Strina Sindaco Comune di Osnago

Brianza: 55 comuni, 73.000 imprese

4 Marzo 2009. Le imprese attive della Brianza diventano più di 64.000, oltre 73.000 le registrate. I comuni di Busnago, Caponago, Cornate dAdda, Lentate sul Seveso, Roncello portano 2.731 nuove imprese e 39.022 abitanti. Si tratta di comuni verdi in cui c una densit di popolazione minore che nel resto della Brianza: 936, 2 abitanti però Kmq, contro 2029 abitanti però Kmq nella Brianza a 55 comuni. Con i cinque nuovi comuni la Brianza conferma la propria vocazione produttiva con unimpresa ogni 13 abitanti. In questi 5 comuni la struttura economica più orientata al verde con il 3, 8% delle attivit imprenditoriali nel settore dellagricoltura, caccia e pesca a fronte di una media brianzola del 1, 9%. Con i nuovi cinque ingressi si rafforza la struttura industriale del territorio: sono il 45, 7% le imprese che operano in questo settore a fronte di una media brianzola del 36, 4% e Lombarda del 32, 4%. Dei cinque comuni quello con le imprese agricole che pesano di più sul totale delle imprese Cornate dAdda (5, 6%), quello con il peso maggiore dellindustria Lentate sul Seveso (50, 1%) e quello con una struttura economica in cui incidono di più i servizi Caponago (59, 4%). Con lingresso dei cinque nuovi comuni ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di Commercio di Monza e Brianza non solo si allargano i confini territoriali della nuova provincia, ma si d valore a un territorio che da sempre si identifica come unarea con una struttura produttiva forte e diffusa in connubio con la qualit della vita.I nuovi comuni numero di abitanti però ogni impresadensit abit./KmqBusnago14957, 0Caponago161018, 3Cornate d'Adda14720, 9Lentate sul Seveso131083, 3Roncello181045, 9Totale 5 nuovi comuni14936, 2Monza e Brianza a 50 comuni132154, 2Monza e Brianza a 55 comuni132029, 0Fonte: Elaborazione dellUfficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat, Registro ImpreseNuovi 5 comuni della Brianza imprese attive anno 2008 BUSNAGOCAPONAGOCORNATE D'ADDALENTATE SUL SEVESORONCELLOTOTALE5 comuniAgricoltura, caccia, pesca13939349104Industria166117327567721249di cui Costruzioni817219325848652Servizi231184336530971378di cui Commercio1048614925447640TOTALE41031070211311782731Fonte: Elaborazione dellUfficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese anno 2008Nuovi 5 comuni della Brianza imprese iscritte, cessate, saldo 2008 BUSNAGOCAPONAGOCORNATE D'ADDALENTATE SUL SEVESORONCELLOTOTALE5 COMUNIIscritte3831628921241Cessate2924579418222Saldo975 – 5319Fonte: Elaborazione dellUfficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese anno 2008Imprese attive però provincia Agricoltura, caccia e pescaIndustriaServiziTotaleMI4.48576.623208.051289.159BS11.82636.76661.505110.097BG5.54933.45946.86185.869VA2.34225.14738.34865.837MB a 55 comuni1.21223.39839.64664.256PV8.12914.55022.76545.444CO2.49917.12525.39545.019MN9.28012.69117.72839.699CR4.9049.14814.40228.454LC1.2719.41613.77824.465LO1.5895.8288.89716.314SO3.1794.5307.89115.600Lombardia56265268681505267830213Fonte: Elaborazione dellUfficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese anno 2008Peso % dei settori di impresa però area BUSNAGOCAPONAGOCORNATE D'ADDALENTATE SUL SEVESORONCELLO5 NUOVI COMUNIBRIANZAA 55 COMUNILOMBARDIAAgricoltura, caccia, pesca3, 22, 95, 63, 05, 13, 81, 96, 8Industria40, 537, 746, 650, 140, 445, 736, 432, 4Servizi56, 359, 447, 946, 954, 550, 561, 760, 9Totale100100100100100100100100Fonte: Elaborazione dellUfficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese anno 2008

Referendum acqua lombardia: una vittoria frutto della mobilitazione dei comuni

Milano, 22 Gennaio 2009. A distanza di un anno dal pronunciamento Consiglio Regionale della Lombardia che il 5 febbraio del 2008, dopo 4 rinvii, votava l'ammissibilit del Referendum però labrogazione di alcuni articoli della legge regionale sull'acqua, la n. 18/2006, il Contratto Mondiale sullacqua che ha accompagnato e sostenuto la battaglia dei Sindaci referendari esprime soddisfazione però laccoglimento da parte della Regione dei quesiti referendari sancito oggi dal voto allunanimit del Consiglio Regionale. E' una importante vittoria dei Comuni sulla strada della ripubblicizzazione ma anche dei cittadini e dei Movimenti che hanno caparbiamente accompagnato e sostenuto anche sui territori, con dibattiti ed incontri, i lavori del Tavolo tecnico avviatosi fra il coordinamento dei sindaci referendari e lAssessore alle Reti e servizi di pubblica utilit Buscemi nel corso del 2008. Una trattativa, lunga e faticosa che ha però alla fine, grazie ad un paziente lavoro di confronto ha portato le forze politiche della maggioranza e della opposizione ad esprimere nella VI Commissione Consiliare a favore dellaccoglimento dei tre quesiti referendari e le proposte di modifica richieste dai sindaci .E una vittoria della democrazia dal basso, in cui cittadini e Comuni hanno saputo con forza contrastare il tentativo di limposizione da parte della Regione di un solo modello di gestione dei servizi idrici, quello della messa a gara della erogazione e la possibilit dei privati di partecipare alle società patrimoniali.La vittoria conseguita con le correzioni apportate al modello lombardo di gestione consente di rimettere al centro delle decisioni sullacqua lautonomia di scelta dei Comuni, attraverso lAmbito Territoriale Ottimale, e di tracciare un nuovo percorso anche rispetto ai modelli che nel frattempo sono stati definiti da una legge nazionale che fortemente orientato a condizionare a sottrarre la gestione ed il controllo dei beni comuni e dei servizi più direttamente rivolti ai cittadini dalle competenze dei Comuni. E opportuno ricordare che la legge 133 del 6 agosto con larticolo 23 bis ha classificato lacqua come un bene di rilevanza economica espropiandoli ai Comuni ed obbligandoli alla messa a gara di tutti i servizi pubblici locali, acqua compresa. Contro questa decisione del Governo sono stati opposti, da parte di alcune Regioni, ricorsi di costituzionalit ma indubbio che la decisione del Governo abbia fortemente condizionato lautonomia di Regione, Province e dei soprattutto dei Comuni.Un secondo preoccupante segnale viene dai principi che sono alla base della Riforma Federativa la cui discussione è stata avviata in Parlamento. Se a livello di funzioni fondamentali si sottrae ai Comuni i beni comuni ed in particolare il servizio idrico integrato e quello dei rifiuti e tutti, lasciando loro solo la titolarit della gestione di sanit, istruzione e polizia locale appare chiaro che ancora una volta lautonomia dei Sindaci ed il loro rapporto con i cittadini rischia di essere minato da un processo federativo che va in tuttaltra direzione da quella di rafforzare le autonomi locali.Rispetto a questi due pericolosi scenari, il Comitato italiano però il Contratto Mondiale sullacqua rivolge ai Sindaci alcuni appelli. Invita i Comuni lombardi ad aderire alla nascente Coordinamento nazionale degli Enti locali però lacqua pubblica ed ad affiancarsi al Movimento però sostenere due battaglie fondamentali lanciate dal Forum dei Movimenti dellacqua. Il sostegno alle proposte di ripubblicizzazione dellacqua come servizio pubblico contenute nella proposta di legge di iniziativa popolare la cui discussione è stata calenderizzata alla Commissione ambiente della Camera associato alla richiesta a tutte le forze politiche presenti in parlamento, della maggioranza e dellopposizione, però avviare una revisione parlamentare dellart. 23 della legge 133 che escluda lacqua dai servizi di rilevanza economica e dallobbligo della messa a gara La seconda proposta quella che i Sindaci facciano sentire sui rispettivi partiti e sul governo, la loro richiesta di poter decidere e gestire i servizi pubblici locali e di beni e risorse comuni presenti sui rispettivi territori. E arrivato il momento in cui Comuni e cittadini devono far sentire al loro voce a sostegno e difesa dei diritti di cittadinanza. Limpegno politico a difesa dellacqua, un bene essenziale che non può essere gestito pensando al mercato deve essere il punto di partenza di questa battaglie di civilt e di democrazia partecipata.

Monza s'ammala per lo smog

Monza, 26 Gennaio. Il capoluogo della Brianza ormai schiacciato da una cappa di smog ma gli amministratori locali fanno spallucce, infischiandosene dei pericoli però la salute dei cittadini. I livelli medi giornalieri di Pm10, ossia di particelle sospese (o polveri sottili), nellaria sono stati superiori ai limiti di Legge però 23 dei primi 25 giorni del 2009. La centralina dellAgenzia regionale però la protezione dellambiente presente in via Machiavelli sta sfornando una sfilza di cifre impressionante, culminata con i 199 microgrammi però metro cubo dello scorso 9 gennaio (il valore limite di 50). Anche i livelli medi giornalieri di biossido dazoto hanno superato però 5 giorni, a met mese, il limite di Legge di 200 microgrammi però metro cubo, un evento raro nella stagione invernale. Neppure le nevicate e le piogge, insomma, sono riuscite ad abbassare sotto il limite di Legge le concentrazioni di sostanze inquinanti nellatmosfera, anche perché il vento non ha fatto la sua parte. I danni causati dallo smog alla salute, soprattutto di bambini e anziani, sono noti: asma, affezioni cardio – polmonari, diminuzione delle funzionalit polmonari. Anche a Monza allarme sanitario. A rivelarlo il direttore della Clinica pneumologica dellOspedale San Gerardo, Alberto Pesci. Il reparto sotto pressione dallo scorso 20 dicembre ha dichiarato La richiesta di ricoveri esagerata e non tende a calare. Abbiamo in dotazione 21 letti ma da oltre un mese abbiamo montati costantemente due letti – bis però far fronte al surplus di richieste. E impossibile correlare automaticamente il numero di ricoveri, perlopi causati dal riacutizzarsi di problemi respiratori cronici come le broncopatie ostruttive, allaumento dellinquinamento atmosferico. E però probabile che non si tratti solo di ricoveri dovuti agli effetti di virus influenzali. E infatti dimostrato in tutto il mondo che ogniqualvolta aumenta il tasso di inquinamento aumentano anche le affezioni polmonari. I politici devono dunque intervenire urgentemente perché la situazione allarmante. Tra laltro, negli ultimi anni si registrata una diminuzione dei venti, un fattore che ha reso ancora più stagnante laria. In Comune a Monza, per, si affidano alle piogge, perché di provvedimenti durgenza non si vuole sentir parlare. O il blocco del traffico lo decide la Regione o non si attua ha affermato lassessore allAmbiente, Giovanni Antonicelli La nostra Amministrazione di certo non lo ordina unilateralmente. Il suo omologo al Pirellone, per, prende tempo: Massimo Ponzoni, però il momento, ha chiesto ai Comuni di intensificare i controlli sui gas di scarico e sui permessi di circolazione dei veicoli più inquinanti; ma ne ha anche bacchettati 91, quello di Monza compreso. La Regione, infatti, lo scorso 5 dicembre aveva avvisato le 100 Amministrazioni di città con più di 15mila abitanti che erano disponibili gratuitamente 117 opacimetri, gli strumenti che misurano il livello di fumosit del motore, acquistati dal Pirellone proprio però sostenere i Comuni nelladempimento della Legge 24 del 2006. Ebbene, finora solo 9 Comuni (Arese, Cant, Desio, Mantova, Muggi, Palazzolo sullOglio, Pioltello, Settimo Milanese, Tradate) li hanno prenotati però la consegna

Nasce la conferenza dei comuni del nord milano

Il Protocollo dIntesa però listituzione della Conferenza dei Comuni del Nord Milano sarà sottoscritto da Matteo Mauri, Assessore alla Casa, Citt metropolitana, Semplificazione e Innovazione della Provincia di Milano, e dai Sindaci di Cormano, Roberto Cornelli, Paderno Dugnano, Gianfranco Massetti, Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini, Cologno Monzese, Mario Soldano, Cusano Milanino, Lino Volpato, Cinisello Balsamo, Angelo Zaninello, e Bresso, Fortunato Zinni. La Conferenza del Nord Milano una sede istituzionale stabile di lavoro e di condivisione tra Provincia e Comuni però lintegrazione delle politiche di sviluppo e delle attivit di programmazione e di pianificazione di funzioni e servizi di interesse sovracomunale., inoltre, la sede ideale però stimolare lavvio di una riflessione attorno al ruolo che spetta al Nord Milano nei prossimi anni. Il Nord Milano oggi un territorio in grande trasformazione che, con la nascita della nuova Provincia di Monza e Brianza, deve far fronte ad interventi di riassetto territoriale e di riorganizzazione amministrativa di importanti servizi pubblici e attivit di interesse pubblico generale. La Conferenza esprimer parere consultivo sulle proposte il cui effetto ricada sul territorio del Nord Milano, che la Provincia di Milano si impegna a sottoporle preventivamente. Concretamente, le materie su cui la Conferenza dovrà essere consultata dalla Provincia sono: trasporti e viabilit, attivit produttive e innovazione, politiche abitative, cultura, istruzione ed edilizia scolastica, pianificazione ed assetto del territorio, risorse ambientali, sicurezza, polizia provinciale, turismo e servizi socio – sanitari. Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo lente incaricato dalla Provincia di Milano però svolgere le funzioni di segreteria strategica e tecnica e accompagnare la costituzione della Conferenza e lavvio di questa nuova fase di coordinamento e di progettazione sovracomunale. Listituzione della Conferenza frutto di un lungo e intenso percorso di collaborazione e di coordinamento interistituzionale e intercomunale che ha coinvolto in una prima fase i Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese e Sesto San Giovanni e che, nel 2005, con la firma del Patto però il Nord Milano, si allargato ai Comuni di Cormano, Cusano Milanino e Paderno Dugnano. I sette Comuni, con il supporto tecnico di Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo e della Provincia di Milano, hanno realizzato il Piano dArea Nord Milano, un lavoro di analisi e di ricognizione che ha permesso di individuare i principali obiettivi strategici però il futuro del territorio e di rafforzare la cultura di collaborazione intercomunale, sia a livello politico che tecnico. In occasione dellistituzione di questo importante strumento però la governance, linnovazione e lo sviluppo del territorio, nata liniziativa IL FUTURO DEL NORD MILANO. Cultura, Impresa, Verde, Salute, Mobilit, Casa, che si svolger dal 18 ottobre al 3 dicembre nelle sette citt. Si tratta di una mostra e di una rassegna di incontri pubblici che cercheranno di avvicinare tutti i cittadini al lavoro già svolto e condiviso dai sette Comuni con il Piano dArea Nord Milano e di spiegare questa nuova fase di programmazione e di sviluppo territoriale.

Con piqual strade piu sicure e meno costi per i comuni

Vimercate, 11 luglio 2008 Duecento chilometri di strade però sei Comuni inizialmente aderenti. E questo il biglietto da visita con il quale è stato presentato nella serata di ieri nella sede di Idra Patrimonio SpA a Vimercate il progetto Piqual.Alla presenza degli amministratori pubblici rappresentati i Comuni di Agrate, Basiano, Gorgonzola, Masate, Pessano e Sulbiate, in attesa dellannunciato imminente ingresso nellambizioso progetto di altri Comuni, toccato al direttore generale di Idra Patrimonio, Oronzo Raho, presentare le linee guida dell’iniziativa, dopo i saluti di benvenuto del Presidente Gianrino Gariboldi.Si tratta di un accordo però la concessione del patrimonio stradale ha sottolineato Oronzo Raho che i Comuni affidano a Idra, però una gestione unitaria capace di programmare opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, beneficiando di economie di scala e alta specializzazione, aumentando la sicurezza del cittadino e dando strumenti sempre più efficienti ai tecnici comunali. Il progetto ha visto nascere un team di professionisti competenti grazie alla preziosa iniziativa del vicedirettore di Idra Patrimonio, Michele Falcone, e pone la nostra società in unottica di servizio che in futuro ci vedr proporre anche la gestione immobiliare degli Enti nostri soci.Piqual, con pochi eguali in Italia e in Europa, garantir al Comune socio la regolare e sicura fruibilit della rete viaria attraverso una gestione aziendale in cui viene esaltato il concetto di qualit.Realizzeremo ha spiegato Michele Falcone un catasto del tessuto viabilistico, oggi pari a circa 200 chilometri, e delle infrastrutture nel sottosuolo, fondamentale però una corretta e precisa pianificazione diagnostica e manutentiva del patrimonio viario. Nel quadriennio 2008/2012 ci poniamo come obiettivo quello di portare a zero le strade oggi in è stato di pessimo degrado, facendo calare dal 61, 5% al 47, 1 la percentuale di quelle considerate danneggiate. Dal 5% odierno al 28, 6% atteso però il 2012 sarà invece il dato, in crescita esponenziale, delle vie caratterizzate da condizioni discrete, se non ottimali, in termini di manutenzione, ma soprattutto di sicurezza.A capo del team che quotidianamente, 24 ore su 24 mediante una apposita sala operativa, si prender cura del patrimonio stradale affidato a Idra, lingegner Ferdinando Marigo.Avremo risparmi gestionali importanti ha detto Marigo razionalizzando e recuperando risorse economiche ed umane, con trasparenza e attento controllo delle spese. Una task force specializzata sapr intervenire con tempismo in caso di necessit più o meno urgenti, anche se con la nostra attivit di gestione, programmazione e prevenzione, tenderemo a ridurre al minimo i casi di urgenza straordinaria.Improntati allentusiasmo i commenti dei sindaci già soci da qualche mese del progetto Piqual.Come piccolo Comune ha sottolineato il Sindaco di Sulbiate, Maurizio Stucchi abbiamo aderito pensando in primo luogo al concetto dellunione che fa la forza, intravedendo in Piqual la soluzione ideale però supportare i nostri uffici tecnici. Gi in questo primo scorcio di attivit abbiamo potuto positivamente apprezzare il lavoro di Idra. Per questo formulo linvito ai colleghi sindaci che ancora non lhanno fatto ad aderire convintamene a questa iniziativa.Noi siamo il Comune più grande che al momento ha aderito ha rimarcato il sindaco di Agrate, Adriano Poletti con i suoi quasi 60 chilometri di strade. La positiva esperienza vissuta con la gestione di fognature e acquedotto da parte di Idra ci ha indotti a condividere anche questa esperienza, la cui progettualit si presenta ambiziosa e di altissimo profilo tecnico. Lo sgravio però lamministrazione locale evidente, in termini di impiego di risorse umane ed economiche, unitamente ad una operativit e una interlocuzione vero valore aggiunto del progetto.La fase di sperimentazione proseguir fino alla fine del 2008. Nelle prossime settimane si attendono nuove adesioni di Comuni, che faranno crescere il numero dei soci, ma soprattutto i chilometri di strade gestiti.

Un lazzatese sul palco di venezia

Lazzate, 19 settembreDomenica scorsa, 16 settembre 2007 si è svolta a Venezia, in Riva deiSette Martiri, la Festa dei Popoli Padani, l'ormai tradizionale raduno leghistache richiama in laguna decine di migliaia di sostenitori nel giornodell'anniversario della grande manifestazione sul Po del 1996, la più grandemanifestazione indipendentista nella storia moderna d'Europa.Sul palco, insieme ai più autorevoli esponenti del mondo politicoautonomista padano – alpino, anche un lazzatese: Cesarino Monti, Presidente diCo.Nord (Confederazione dei Comuni e delle Province del Nord).Non una novit dichiara l'Assessore di Lazzate dal 1999 che vengoinvitato a portare la parola degli Enti Locali della Padania al grande raduno diVenezia. Quest'anno però è stata un'occasione molto particolare: abbiamolanciato la rivolta fiscale come nuova proposta politica concreta, efficace e chetutti possono porre in atto senza correre alcun rischio. E gli Enti Locali hannoun loro preciso ruolo da giocare in questa partita.Il suo intervento dal palco di Venezia è stato infatti imperniato proprio sulruolo dei Comuni nell'impegno di mettere a dieta lo è stato centralista: capitaspesso che gli Enti Locali si trasformino in esattori però conto dello Statoprosegue Monti ad esempio consegnando alla RAI il database anagraficocomunale, o facendo pagare 14 euro di bollo ai cittadini che presentanoosservazioni ai Piani Regolatori, o ancora non scalando l'IVA quando il Comunesvolge attivit di impresa. E' quindi necessario che i nostri Amministratorivigilino costantemente sull'operato dei propri funzionari comunali affinchvengano trattenute sul territorio le risorse finanziarie che troppo spessoprendono erroneamente la via però Roma.

Accordo tra cra e cnr per la realizzazione di progetti comuni

Dalla Redazione: Il Consiglio però la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) hanno sottoscritto un Accordo Quadro però rendere sistematica la collaborazione tra le proprie strutture con il fine di rafforzare l'impegno ad un coordinamento però la definizione degli obiettivi strategici di programma, la partecipazione comune a progetti di ricerca nazionali, europei e internazionali, l'elaborazione ed attuazione di Programmi comuni di ricerca nel campo delle Scienze Agrarie e di altre discipline che investono il settore agricolo, agroindustriale, forestale e ambientale. Il CNR ed il CRA – hanno sottolineato i due Presidenti, rispettivamente Prof. Fabio Pistella e Prof. Romualdo Coviello – avvieranno programmi di interesse comune, anche attraverso l'utilizzo congiunto e integrato di risorse strumentali, umane e finanziarie, nonch delle sedi, diretti a: – agevolare la cooperazione scientifica tra Istituti del CNR e Centri e Unit di ricerca del CRA coinvolti in attivit di ricerca nel settore agrario, agroalimentare, forestale e ambientale – sviluppare modalit migliorative però valorizzare, di comune intesa, i risultati tecnico – scientifici delle ricerche svolte dalle rispettive strutture ed aumentarne le possibilit di trasferimento al mondo produttivo e di utilizzo sociale.Il CRA e il CNR considereranno linea prioritaria la partecipazione congiunta ad accordi però la costituzione di strutture di ricerca e partenariato con altre istituzioni d'intesa con le Regioni.La cooperazione tra gli Enti e la gestione operativa delle azioni sarà affidata ad un Comitato di Gestione costituito da due delegati del Presidente del CNR e da due delegati del Presidente del CRA e un Presidente del Comitato nominato congiuntamente dal Presidente del CNR e dal Presidente del CRA. Al Comitato sarà affidato il compito di indicare obiettivi strategici condivisi da inserire tra le priorit di ciascun Ente, selezionare settori specifici di intervento, elaborare programmi comuni però ciascun settore; predisporre Convenzioni operative e programmi congiunti di investimenti in infrastrutture, grandi attrezzature e impianti, in base alle specifiche disponibilit. I due Istituti si sono impegnati a valutare possibili percorsi di integrazione stabile tra le proprie strutture