Crisi: 3 imprenditori su 5 in difficolta' per sostenere la propria impresa

LOMBARDIA.I padroni tirano la cinghia: più dell85% degli imprenditori lombardi pronto a fare rinunce tagliando sui propri acquisti e tempo libero, soprattutto a Pavia (93, 3%), Varese (89, 4%) e Brescia (88, 6%) Monza, 22 marzo 2009. Con la crisi le famiglie lombarde hanno ridotto il budget mensile destinato al tempo libero e allacquisto di beni superflui, però una cifra complessiva stimata di oltre 520 milioni di Euro al mese. E la crisi cambia anche le abitudini degli imprenditori lombardi. Oggi più dell85% pronto a fare rinunce tagliando su acquisti e tempo libero, ma circa il 60% disposto a mettere mano al patrimonio personale però sostenere la propria impresa. In tempo di crisi gli imprenditori in Lombardia rinunciano soprattutto ad acquistare beni superflui (63, 8%), meno ai piaceri del tempo libero: riducono i viaggi (10, 4%) e rimandano pranzi e cene al ristorante (9, 3%). In pochi sono disposti a rinunciare ai momenti di evasione: solo il 2, 3% ha ridotto, infatti, le uscite a teatro e ha smesso di seguire spettacoli, mostre e concerti. quanto emerge dallindagine "Crisi e impresa, realizzata dallUfficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza che ha coinvolto circa 1100 imprese lombarde. Gli imprenditori lombardi e la crisi Quasi il 60% degli imprenditori lombardi intervistati ha fatto ricorso al proprio patrimonio però sostenere limpresa, in particolar modo ci avviene a Bergamo (67, 3%), Monza e Brianza (64, 4%) Pavia (64, 4%) e Como (63, 3%). In periodo di crisi gli imprenditori tirano la cinghia sul loro tempo libero, rinunciano soprattutto ad acquistare beni superflui (63, 8%), riducono i viaggi (10, 4%) e rimandano pranzi e cene al ristorante (9, 3%). In particolare, fra i lombardi, ad aver ridimensionato nel complesso il budget destinato agli extra sono i pavesi (93, 3%), seguiti dai varesini (89, 4%) e bresciani (88, 6%). Ad essere è stato ridimensionato è stato soprattutto lacquisto dei beni superflui, in particolare fanno più rinunce gli imprenditori di Como (70, 4%), Brescia (69, 6%), Bergamo (68, 2%). Rispetto ai beni, si rinuncia meno ai piaceri del tempo libero: il 22% degli imprenditori lombardi ha ridotto viaggi, cene e pranzi fuori casa e uscite. Brianzoli e pavesi sono quelli che rinunciano di più ai peccati di gola (13, 3% ) seguono i comaschi (10, 2%) e i milanesi (9, 6%). Si viaggia anche meno: in Lombardia il 10, 4% degli imprenditori dichiara di aver ridotto i viaggi, ancor più i pavesi (15, 6%), i varesini (14, 9%) e i milanesi (11, 5%). In pochi sono disposti a rinunciare ai momenti di evasione: solo il 2, 3% degli imprenditori lombardi ha ridotto, infatti, le uscite a teatro e ha smesso di seguire spettacoli, mostre e concerti.CRISI E IMPRESA: Gli imprenditori e la crisi alcune province lombarde (valori in %)A causa della crisi ha sostenuto la sua azienda facendo ricorso al suo patrimonio? MIVABGCOMBBSLCPVLOMBARDIAs56, 861, 467, 363, 364, 459, 549, 464, 459, 5no43, 238, 632, 736, 735, 640, 550, 635, 640, 5 Fonte: Indagine Crisi e impresa, condotta dallUfficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, che ha coinvolto circa 1100 imprese lombardeCome privato cittadino a causa della crisi MIVABGCOMBBSLCPVLOMBARDIAha ridotto il numero dei viaggi turistici9, 69, 67, 33, 18, 96, 35, 115, 68, 6ha ridotto il periodo dei viaggi turistici1, 95, 3001, 11, 3001, 8ha ridotto i pranzi/cene al ristorante9, 677, 310, 213, 38, 98, 913, 39, 3ha ridotto le uscite a teatro, spettacoli, mostre, concerti, ecc3, 13, 50, 9102, 52, 54, 42, 3ha ridotto gli acquisti di beni superflui61, 76468, 270, 461, 169, 664, 66063, 8non ha cambiato abitudini14, 110, 516, 415, 315, 611, 4196, 714, 2Fonte: Indagine Crisi e impresa, condotta dallUfficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, che ha coinvolto circa 1100 imprese lombardeRiduzione mensile della spesa destinata al tempo libero e ai beni superflui però alcune province lombarde (dati in Euro) TotaleMonza e Brianza41.950.000Varese46.269.000Como29.066.000Milano182.108.000Bergamo54.239.000Brescia65.715.000Pavia35.328.000Lecco13.783.000Totale Lombardia524.454.000 Fonte: Stima dellUfficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su indagine Crisi e impresa e su dati Istat

S.o.s comuni: aumentano le famiglie bisognose

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Primo Cittadino di Osnago.Osnago, 7 marzoIl 2009 si presenta come un anno difficile però la nostra economia, nel quadro di una crisi globale che da qualche mese attanaglia tutti i mercati mondiali. Pur vantando una rete di piccole e medie imprese dinamiche che ne hanno determinato una forte crescita mantenendo il tasso di disoccupazione ai livelli più bassi tra le diverse aree italiane, anche il nostro territorio risente della crisi economica. I Comuni sono in prima fila su questo fronte: da inizio anno a Osnago ma così in tutti i comuni del territorio – le richieste di sostegno che pervengono ai Servizi Sociali sono aumentate molto, segno che però un numero crescente di famiglie e di persone difficile far quadrare i conti a fine mese in presenza della perdita del posto di lavoro o di spese impreviste. Sappiamo che nel corso dellanno dovremo reperire risorse però modulare gli interventi che si renderanno necessari però il sostegno al reddito o la riduzione del costo dei servizi però chi in difficolt. Non ci illudiamo che la situazione economica migliori nel giro di breve tempo, il Comune dovrà essere pronto a far fronte a queste necessit però un periodo di almeno due anni. Peraltro l'aumento del sostegno alle fasce deboli (anziani, minori, portatori di handicap) un trend ormai consolidato degli ultimi anni: Osnago spendeva nel 2000 178mila però il settore sociale, che sono gradualmente cresciuti sino ai 459mila previsti nel 2009.La politica nazionale non sta offrendo grandi risposte: sinora abbiamo visto solo lennesima stanca riproposizione degli incentivi alla rottamazione delle auto e dei frigoriferi. Non si capisce perché le famiglie in difficolt dovrebbero riprendere a spendere in presenza di queste agevolazioni senza un aumento dei redditi disponibili, peraltro in parte intaccati da un indebitamento delle famiglie ancora contenuto ma che molto cresciuto negli ultimi anni. Dalla crisi si esce solo affrontando i problemi alla radice. Il vero problema poco dibattuto purtroppo che negli ultimi venti anni cresciuta a dismisura la diseguaglianza sociale ed economica. Dal punto di vista del reddito disponibile la forbice tra chi sta bene e chi sta male enormemente cresciuta, anche la cosiddetta classe media deve misurare con attenzione le proprie spese. O si affronta questa tematica in termini di redistribuzione della ricchezza e del reddito oppure ci si vota ad un lento e continuo declino. Dovrebbe far riflettere il fatto che i paesi che stanno reggendo meglio la crisi dal punto di vista sociale sono quelli (Olanda e paesi scandinavi) dove la distribuzione del reddito più uniforme. Ancora una volta non c alternativa: sviluppo economico ed eguaglianza sociale devono marciare insieme se il primo vuole essere duraturo.C un altro tema più vicino a noi su cui riflettere. Si dice che però rilanciare leconomia occorrono grandi opere pubbliche in grado di dare commesse alle aziende e di creare occupazione: proprio in questi giorni si riparla di ponte sullo stretto di Messina. In questo momento sarebbe invece opportuno dotare gli enti più vicini ai cittadini i Comuni e le Province di risorse aggiuntive però contribuire alla ripresa economica. Gli investimenti degli Enti Locali sono infatti oltre il 70% della spesa in opere pubbliche della Pubblica Amministrazione. I Comuni e le Province sono in grado di spendere più velocemente i soldi rispetto allo Stato e di distribuirli sul territorio: sono più utili tante piccole opere diffuse sul territorio che grandi opere pubbliche però le quali ci vogliono anni però la progettazione e la realizzazione. Queste ultime sono certamente necessarie, ma non possono contribuire nel breve periodo alla ripresa economica come invece possono fare gli investimenti dei nostri comuni: il ponte sullo stretto non sarà cantierabile prima di due – tre anni, un Comune può spendere i soldi in pochi mesi. Sta invece purtroppo succedendo il contrario: ci vengono continuamente sottratte risorse in un lento stillicidio. Avendo circa il 7% della popolazione composto da bamibini sino a 5 anni, Osnago due anni fa' riceveva dallo Stato 120mila però interventi sociali, ridotti a 80mila l'anno scorso ed a 50mila quest'anno (notizia degli ultimi gioni). I Comuni sopra i 5mila abitanti sono sottoposti ad un Patto di Stabilit ottuso, che non permette loro di spendere soldi disponibili però investimenti. In questo modo gli Enti Locali non sono messi in grado di contribuire al rilancio dell'economia. Sono convinto che solo dal territorio – enti locali e piccole imprese – può ripartire la nostra economia: ma occorre un deciso cambio di rotta nelle scelte di chi ci governa.Paolo Strina Sindaco Comune di Osnago

Carate: imprenditori e banche

Carate Brianza, 25 Novembre.Gli imprenditori della Brianza si sono mobilitati però ascoltare parole di conforto sulla crisi finanziaria che sta investendo il mondo occidentale. Loccasione è stata il convegno organizzato oggi nellauditorium della Residenza Il parco, a Carate Brianza, dal Comune e dalla locale Banca di Credito Cooperativo dal titolo Crisi finanziaria: Garanzie però laccesso al credito e Finanziamenti a sostegno delle Piccole e Medie Imprese, il ruolo di Regione Lombardia. I lavori sono stati aperti dal sindaco di Carate Brianza, Marco Pipino, e dal presidente della locale Bcc, Annibale Colombo. I brianzoli Roberto Alboni e Massimo Ponzoni, rispettivamente vicepresidente della Commissione Statuto della Regione e assessore regionale alla Qualit dellambiente, hanno entrambi sottolineato limportanza del fattore psicologico, invitando gli imprenditori ad avere fiducia, coraggio nellaffrontare la crisi. Alboni ha ricordato che il nuovo Statuto della Lombardia, entrato in vigore da pochi mesi, ha dato o rinforzato lautonomia alla Regione in ambiti come sanit, scuola, Polizia locale, beni culturali, ambiente, ricerca, cooperazione transfrontaliera e sistema bancario regionale: è stato dunque compiuto un passo decisivo in direzione della massima efficienza e verso i cittadini. Occorre però che alle richieste di competenze corrispondano anche adeguate disponibilit finanziarie. Solo controllando il gettito monetario, possiamo dare ai cittadini lombardi quello che si definisce efficacia ed efficienza. Il federalismo un valore aggiunto fondamentale però lItalia, chiamata a fronteggiare la concorrenza straniera e a rilanciare leconomia di un Paese attraverso scelte che mettano il territorio in condizioni di reagire e di rilanciarsi con le rispettive specificit. Ponzoni ha sostenuto che la reazione del Paese deve partire dalle piccole e medie imprese della Brianza. Romano La Russa, assessore regionale allIndustria, Pmi e Cooperazione, ha sferzato gli imprenditori: Devono tornare a fare il loro mestiere anzich i finanzieri. Dopo che Alberto Brugnoli, direttore generale dellIstituto Regionale di Ricerca, ha spiegato le origini della crisi finanziaria, Roberto Cova, a capo della Direzione generale regionale Industria, Pmi e Cooperazione, ha relazionato sui provvedimenti a sostegno delle Pmi recentemente varati dalla Regione: Sul tema delle garanzie però laccesso al credito è stato stabilito un intervento di rafforzamento del sistema delle garanzie con un intervento congiunto con le Camere di Commercio. Nel complesso saranno mobilitati circa tre miliardi di euro. In tema di agevolazioni agli investimenti sono invece previsti interventi però circa un miliardo di euro.

La crisi internazionale in brianza: meta' delle imprese ne risente

Monza, 16 ottobre 2008. La Camera di commercio: pacchetto anticrisiValli: Occorre prudenza, ma c' ancora fiducia. Necessari interventi sul credito, ma anche sui redditi però far ripartire i consumi.Per arginare gli effetti della crisi finanziaria, le cui perdite però la Brianza – secondo un'indagine realizzata dall'Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza – si aggirano sui 60 milioni di Euro, la Camera di commercio di Monza e Brianza interviene con un pacchetto anticrisi. Intervenire in questo momento richiede molta prudenza. Comunque, le imprese della Brianza ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza dimostrano ancora fiducia, mista certo a preoccupazione. L'impegno delle istituzioni quello di sostenere la sfida quotidiana delle imprese però rafforzare la competitivit e mantenere i livelli occupazionali. Come Camera di commercio abbiamo pensato di intervenire a livello locale con interventi sul versante dell'accesso al credito e con finanziamenti diretti alle imprese però l'innovazione. Occorrono, comunque, iniziative strutturali a livello nazionale che rilancino i consumi, anche con ulteriori forme di detassazione dei redditi.L'indagineLimpatto negativo della crisi finanziaria si traduce in una perdita nel giro d'affari di circa 60 milioni di euro. La met delle imprese brianzole intervistate ha dichiarato di aver avuto conseguenze negative sul proprio business in media nella misura del 15%. Il candidato preferito dai brianzoli (69, 2%) però far fronte alla crisi Barak Obama. E quanto emerge da un'indagine realizzata dallUfficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza che ha chiesto a suoi imprenditori dopo lo scoppio della crisi finanziaria quanto la stessa abbia inciso sulla loro attivit. Una percezione che trovava già conferma nellandamento delleconomia reale: nel secondo trimestre 2008 lindice della produzione industriale manifatturiera registrava una variazione tendenziale negativa pari a 2, 3% però la Brianza e – 0, 6% però la Lombardia. Un quadro congiunturale in rallentamento, che già allora evidenziava preoccupazione però il futuro. Del resto sono consistenti i flussi commerciali con lAmerica che raggiungono i 1.218, 76 milioni di euro di esportazioni manifatturiere, di cui il 62, 7% con gli Stati Uniti. Anche sul fronte dellimport lAmerica gioca un ruolo di rilievo nel commercio internazionale della Brianza con 1.105, 83 milioni di euro di importazioni manifatturiere, di cui 61, 6% con gli Stati Uniti. Anche lattrattivit del territorio brianzolo come meta di investimenti diretti esteri potrebbe trovarsi in difficolt. Attualmente la provincia di Monza e Brianza registra, in Lombardia, il maggior numero di imprese a controllo estero (223), dopo la provincia di Milano che ne conta 2.522. Se si trascura il dato relativo al commercio allingrosso, gli IDE stranieri si concentrano nei settori del manifatturiero (chimico, meccanico e macchine elettriche), in cui il sistema economico locale possiede un vantaggio competitivo, che oggi potrebbe risentire ancora di più della crisi in atto. La crisi americana potrebbe toccare anche le 82 imprese di Monza e Brianza controllate da un gruppo estero, una su quattro statunitense. La crisi finanziaria americana ha avuto conseguenze sulla sua attivit Si: (49.2%) No: (50.8%) Per la sua attivit e però l'Italia in generale chi meglio avere come presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama: (69.2%) John Mc Cain: (30.8%) Il Pacchetto anticrisi: oltre 2 milioni e mezzo però credito ed innovazione però le imprese della Brianza Stanziamenti però il creditoL'intervento, già in corso e in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e con i consorzi di garanzia fidi, prevede uno stanziamento di 450 mila Euro in conto abbattimento tassi però operazioni di investimento e patrimonializzazione. Per rafforzare questa azione di sostegno alle imprese, la Camera di commercio di Monza e Brianza metter a disposizione un finanziamento di 1 milione di euro, volto anche ad abbattere il costo del denaro però attivit correnti, nonch ad aumentare le possibilit delle aziende di ottenere gli affidamenti dagli istituti di credito.Stanziamenti però l'innovazioneCamera di commercio di Monza e Brianza e Regione Lombardia mettono a disposizione 875.000 Euro però realizzare progetti innovativi e di ricerca, finalizzati alla crescita e allo sviluppo aziendale. Ed entro fine anno la Camera di commercio di Monza e Brianza realizzer un ulteriore bando di 300.000 però l'innovazione diffusa.