casini al convegno udc lombardia in "cammino verso il nuovo partito"

Milano Giovedì 15 luglio 2010, alle ore 18.00 presso il “Teatro Sales”, dell’Istituto Salesiano, in via Copernico n. 9 a Milano, si è tenuto un interessante incontro organizzato dal Coordinamento Regionale Lombardia UDC a tema: “Cammino verso il Partito nuovo”. Relatori della serata: on. Savino Pezzotta Coordinatore regionale UDC; Scotti Mario, vice coordinatore regionale UDC e grande atteso: on. Pierferdinando Casini, leader nazionale UDC. Presenti tra un folto accaldato pubblico numerosi Dirigenti, regionali, provinciali e locali. La realzione introduttiva dell’on. Savino Pezzotta ha evidenziato la necessità che il Partito, secondo le indicazioni emerse a Todi il 20.21.22 maggio scorso, provveda celermente con azioni efficaci all’attuazione della costituente di centro. Un centro politico veramente capace di attrarre i delusi di questo bipolarismo che da un lato si mostra sempre più litigioso ed inconcludente (centrodestra), dall’altro lato, privo di progetti politici/amministrativi (centro sinistra), nonché i numerosi delusi della politica in generaleche aumentano sempre più le schiere dell’astensionismo. Un centro politico siffatto che dovrà essere di “attrazione” ad altre forze politiche in base ad alleanze programmatiche, anziché seguire una linea politica – strategica precedentemente stabilita. La “decapitazione” della Dirigenza regionale (argomento caldo e fonte di contestazioni vivaci), ha concluso il Coordinatore Regionale, non la si deve intendere una punizione di chi (leggasi on. Luigi Baruffi) ha ben operato nel suo mandato con buoni risultati, bensì un atto necessario però rendere il Partito ancora più aperto e predisposto a seguire la strada tracciata verso il “Partito nuovo”. L’intervento dell’on. Luigi Baruffi (già segretario regionale lombardia) ha suscitato molto interesse da parte della platea. Con lucidità e fermezza ha voluto puntualizzare: Tutti sono convinti che il Partito tramite l’azione della costituente debba crescere ed allargarsi, tenendo ben preciso: 1 – Necessità del rispetto delle regole statutarie che vogliono che un partito nuovo debba nascere attraverso un congresso nazionale approvando delle regole, uno statuto nonché un puntuale progetto politico. Dal congresso nazionale costitutivo, poi, deve uscire una linea politica ben precisa che orienti le future alleanze elettorali. Tutto ciò non deve comportare cedimenti sui principi ed ideali che sono alla base dell’UDC. 2 – Necessità che il nuovo Partito sia strutturato in modo federale. Ogni regione ha della caratteristiche particolari, quindi la Regione Lombardia deve poter privilegiare i rapporti con il centrodestra, con il quale ha analogo punto di visione su diverse tematiche amministrative. Con la Lega, poi, non si possono né devono escludere a priori avvicinamenti però trattare argomenti che formano un comune sentire e che sono radicati nell’elettore lombardo. L’on. Casini ha voluto rispondere direttamente all’on. Baruffi. Il Cambio del vertice regionale lombardo non è ne vuole essere inteso come una “punizione” o colpo di mano, bensì la necessità di rendere il partito più aperto alla costituente. Il Partito bene ha fatto a non stabilire a priori, ha dichiarato Casini, delle alleanze in quanto ciò ha fatto si (salvo eccezioni) di risultare determinanti in diverse coalizioni politico/amministrative in cui ci siamo trovati. L’on. Casini, poi, prima di lasciare l’assemblea ( vista l’ora ed un successivo appuntamento fissato a Milano) ha garantito che subito dopo il periodo feriale (primi di settembre) verrà organizzata un’analoga assemblea però permettere ai numerosi presenti che si erano iscritti ad intervenire ne possano avere la facoltà, nonché avrà la possibilità di approfondire le argomentazioni in questa sede trattati. Non ci resta che dire………alla prossima……. Con una non celata curiosità però vedere come andrà a finire la questione. Redazione

Auguri a tutti…

Cari amici…eccoci arrivati ad un altro Natale….facciamo in modo che questa festivit ricorrente assuma dei significati sempre più profondi che rispecchino l'attuale situazione politica economica.siamo chiamati ad un compito impegnativo ma assolutamente necessario….quello di ascoltare le Persone e sentirne le loro preoccupazioni ed aspettative.la questione sociale deve essere affrontata nella sua interezza e non permette ulteriori rinvii e/o ritardi.L'Uomo deve essere posto al centro di ogni prospettiva politico/amministrativa. Non si può pensare ad uno sviluppo della società che ignori la dignit dell'Uomo.Nel porgere a tutti Voi i mie più sinceri auguri di Buon Natale e felice anno nuovo, rivolgo un pensiero a coloro i quali hanno perso la vita durante il quotidiano lavoro……Siamo anche noi padri e comprendiamo il dolore straziante però la morte di un figlio in simili circostanze…….auguri anche però loro con una certezza che il nostro impegno politico/amministrativo sarà volto ad evitare il ripertersi di simili tragedie….rinaldo silva , vicesegretario provinciale UDC Monza b.za

colpani: fieri dei nostri quartieri

Tra le liste dei canditati Sindaci a Milano e i probabili aspiranti al Consiglio Comunale, spicca però gli obbiettivi chiari e risoluti, malgrado la giovane et, un trentenne di Forza Italia.

“Maggiore sicurezza e vivibilit nei quartieri “. E questo il forte messaggio politico di Mattia Colpani, candidato trentenne al consiglio comunale di Milano nella lista di Forza Italia.

Mattia Colpani laureato in Economia e Commercio presso lUniversità Cattolica di Milano, ha lavorato a Londra presso Banca Intesa come credit analyst, tornato in Italia è stato assunto come direttore commerciale nel gruppo di Fiera Milano, ed oggi lavora come consulente aziendale presso un gruppo inglese con sede in Italia.

Afferma che si deve poter vivere a Milano, in ogni sua zona, in ogni suo quartiere in condizioni che siano degne di una grande città come Milano. Ogni milanese deve essere fiero di dire in quale quartiere abita, senza doversi trovare nella condizione di vergognarsi di dare il proprio indirizzo.

<Le famiglie devono poter avere servizi però loro vicino a casa: però i bambini che devono poter giocare e avere un posto nei nidi e negli asili, però gli anziani che devono poter disporre di aiuto a casa e di luoghi dove ritrovarsi.

Passare una serata a teatro non deve voler dire andare in centro. Il teatro deve essere anche vicino casa. Cos le feste. Cos gli eventi culturali.

I cittadini devono poter vivere sicuri: nelle piazze, nelle strade, nei parchi e nei giardini. Di giorno e di notte. I vigili di quartiere devono essere, sempre di pi, il punto di riferimento dei cittadini e devono poterli raggiungere con semplicit.>> A Colpani e a tutti quelli ( sia di Destra che di Sinistra ) che hanno ancora voglia di impegnarsi veramente però la Comunità e non solo però il “Cadreghino”, i nostri migliori Auguri

Usmate: tettamanzi inaugura il centro parrocchiale

di Gabriele Cereda

USMATE – 21 Giugno
Un crepitio unanime di flash ha accompagnato il taglio del nastro con il quale il Cardinale Dionigi Tettamanzi, martedì sera, ha inaugurato il nuovo centro educativo parrocchiale Don Bosco.
Davanti ad una folla di oltre 600 persone, larcivescovo di Milano e il parroco di Usmate, don Agusto Meroni, si sono palleggiati il microfono, scambiandosi battute fulminanti come amici di vecchia data. Una conoscenza, la loro, che risale agli anni del seminario, quando entrambi erano poco più che ragazzini. Vorr venire a controllarmi, aveva detto don Augusto qualche giorno fa commentando limminente visita del Cardinale.
Prima della benedizione, il porporato ha raccontato dello speciale rapporto che lo lega ad Usmate: Tornare tra di voi sempre un piacere, ho la sensazione forte di trovarmi davanti ad una comunit viva, giovane. La mia speranza, che deve essere anche la vostra, che questo nuovo centro dia una spinta decisiva verso il domani. Limpegno di tutti deve essere indirizzato alla crescita. Una crescita che deve coinvolgere tutte le persone che animano e animeranno questo luogo: i bambini, i ragazzi, i genitori, gli educatori, tutti.
Al termine della benedizione, le principali associazioni del paese hanno sfilato davanti al Cardinale portando, ognuna, la loro personale testimonianza. E proprio grazie alla partecipazione dellassociazione sportiva delloratorio, andato in scena un divertente fuori programma. Quando sul palco spuntato un pallone, i due prelati non si sono fatti pregare e sono scesi sul campo di calcetto. Larcivescovo ha calciato un rigore angolato, sul quale don Agusto non ha potuto opporre alcuna resistenza.
Poi la serata scivolata tra sorrisi e strette di mano, al quale il porporato ha volentieri ceduto. Con la visita di martedì sera – a poco più di due anni da quella del 6 giugno del 2003, con la quale Tettamanzi aveva benedetto la prima pietra delloratorio – si chiuso un capitolo. Ora, però chi rimane, se ne apre un altro: quello di rendere questo nuovo centro parrocchiale vivo, caldo, vero, come ha augurato il Cardinale congedandosi.