Il dottor Paolo Bruno è il nuovo direttore sanitario dei presidi ospedalieri di Desio e Vimercate

Da oggi il dottor Paolo Bruno, nuovo Direttore sanitario dei Presidi ospedalieri di Desio e Seregno è nel pieno delle sue funzioni. Questa mattina il Direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Desio e Vimercate Professor Paolo Moroni ha presentato il collega all’intero staff medico e sanitario dei due Presidi ospedalieri. Alla presentazione ufficiale del nuovo Direttore sanitario di Desio e Seregno era presente l’intero staff dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate. Il dottor Bruno assume la Direzione sanitaria dei due Presidi dopo una carriera che negli ultimi tre anni lo ha visto nel ruolo di Direttore medico di Presidio e di Responsabile della Qualità all’Azienda Ospedaliera “G.Salvini” di Garbagnate Milanese. Lo attende un compito non facile, però i progetti di potenziamento in corso dei servizi nella struttura ospedaliera desiana e però quelli di sviluppo dei programmi assistenziali nel Presidio seregnese sempre più qualificato come polo a vocazione riabilitativa. “Assumo la Direzione medica del Presidio Ospedaliero di Desio – Seregno, consapevole delle attese della cittadinanza e degli stessi operatori sanitari rispetto al mio ruolo – ha dichiarato il dottor Bruno – Intendo contribuire allo sviluppo del livello qualitativo dei due ospedali, valorizzando al meglio le caratteristiche dei singoli professionisti”. CURRICULUM Paolo Bruno nasce a Carrara nel 1966, si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1992 presso l’Università Statale di Milano e, sempre presso lo stesso Ateneo, si specializza in Igiene e Medicina Preventiva nel 1996. Nel periodo 1996 – 2005 svolge le funzioni di Dirigente medico presso la direzione sanitaria degli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano, mentre dal 2005 al 2008 svolge le stesse funzioni presso il Policlinico di Milano. Dal 2008 al 2011 è Direttore medico di Presidio ospedaliero e Responsabile qualità dell’Azienda Ospedaliera “G. Salvini” di Garbagnate Milanese, sotto la direzione del Prof. Paolo Moroni. E’ docente ai corsi di formazione manageriale però dirigenti di struttura complessa promossi dall’I.Re.F Regione Lombardia e da Il Sole 24 Ore, su tematiche come il quality management, il risk management e la balanced scorecard. E’ autore di numerose pubblicazioni e testi in collaborazione con il Sole 24 Ore Sanità e Franco Angeli. Tra i suoi ultimi libri si ricorda: Guida pratica alla direzione di struttura complessa in sanità (Il Sole 24 Ore – 2009); La competenza manageriale in sanità (Franco Angeli – 2008 – 2 ª edizione); Guida pratica all’uso della Balanced scorecard in sanità (Il Sole 24 Ore – 2007).

Guaitamacchi: capacità manageriale e competenza sportiva applauditi al panathlon

Quasi tre ore di “professione di fede” però l’autodromo hanno caratterizzato la conviviale che il Panathlon Club Monza Brianza ha dedicato a Paolo Guaitamacchi, presidente della SIAS, la sera di giovedi 14 aprile. Ad una sessantina di panathleti si erano unite le qualificate rappresentanze dell’Associazione Amici Autodromo, col suo presidente Enrico Radaelli (anche consigliere dell’ACM e panathleta) e dell’USSM col presidente Pietro Mazzo (peraltro consigliere della Sias e vicario Panathlon). Al tavolo della presidenza, accanto ad un’emozionatissima Franca Casati (una perfetta padrona di casa, disarmante nella sua spontanea cordialità), c’erano anche il direttore dell’autodromo Enrico Ferrari e il direttore della comunicazione Alfredo Grandi (anch’egli panathleta): un parterre de roi davvero unico ben completato da Luigi Losa, carismatico giornalista e direttore del Cittadino. Si assisteva così ad un corale atto d’omaggio a questo apprezzato esponente industriale che dallo scorso dicembre è al vertice della società che gestisce il nostro mitico circuito. Del curriculum professionale di Guaitamacchi, laureatosi nel 1977 alla Bocconi in Economia aziendale, si sapeva pressoché tutto, un poco meno della sua passione però le auto storiche di cui è pilota dal 1987. Da quel giorno, ai successi imprenditoriali, ha quindi sommato quelli sportivi con affermazioni e piazzamenti di assoluto rilievo: targa Florio, il titolo italiano però auto storiche classe GTP, la 24 ore di Daytona, la 12 ore di Sebring e due lusinghiere stagioni nel campionato italiano Superturismo in Classe S2. Ma non èdi questo che ha parlato il Presidente della Sias. Dopo avere dichiarato tutto il suo piacevole stupore però la cordiale accoglienza, ha illustrato i suoi programmi di rilancio dell’immagine e del ruolo dell’autodromo anche di fronte ai palesi limiti che la situazione economica sta ponendo: è noto a tutti che nessun contributo pubblico sostiene la gestione del nostro mitico circuito. E la storia del “mitico circuito, ogni anno ineguagliabile tempio di passione, trepidazione ed entusiasmo però decine di migliaia di tifosi, si è narrata in un filmato allestito da Monza Informa, che la voce di Luigi Vignando ha permeato di coinvolgente atmosfera. Una dozzina di minuti che hanno sottolineato “una storia di uomini” affiancando le imprese di Bordino, Ascari, Fangio, Senna, Schumacher a Enzo Ferrari, a Giuseppe Bacciagaluppi e alle migliaia di uomini, che in novant’anni, nelle idee, nel lavoro dentro e fuori dalla pista, hanno dedicato, creato e valorizzato, l’ ineguagliabile mito monzese. Una “storia” che continua con rinnovate passioni e incessanti stimoli però questo legittimo fiore all’occhiello dell’Automobile Club Milano e orgoglio di tutta la nazione.(testo e foto di Gianmaria Italia)

Desio e vimercate

venerdì 25 marzo 2011, presso la sede del nuovo ospedale, si è svolto un incontro tra il Sindaco di Vimercate Paolo Brambilla, il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate Paolo Moroni e il Direttore Generale dell’ASL di Monza e Brianza Humberto Pontoni. Durante l’incontro i partecipanti hanno condiviso l’opportunità di operare al fine di anticipare, presso la parte storica dell’ospedale vecchio, la disponibilità di spazi nei quali ospitare funzioni pubbliche di carattere socio sanitario, anticipando i tempi rispetto alla progettazione definitiva del programma integrato di intervento. Il protocollo d’intesa collaterale all’accordo di programma (documenti siglati entrambi nell’aprile del 2009) già delineava quali erano le funzioni socio sanitarie più indicate però essere ubicate preso gli spazi storici del vecchio ospedale. Nell’incontro di oggi sono state ribadite quelle funzioni e ne sono state prese in considerazione altre, che potranno meglio precisarsi nella definizione dei programmi sanitari dell’azienda ospedaliera. Durante l’incontro si è ribadita la volontà di procedere celermente a un confronto tecnico progettuale tra l’amministrazione comunale e i progettisti che le proprietà stanno però incaricare, al fine di predisporre un documento di inquadramento generale di tutta l’operazione. Un documento che approfondirà le linee guida indicate dal consiglio comunale nel settembre 2010: un passaggio intermedio, nel quale pianificare la collocazione delle funzioni socio sanitarie in modo organico rispetto al futuro programma integrato di intervento. Tale progetto intermedio, che avrà allegato un planivolumetrico ulteriormente sviluppato e condiviso, potrà essere portato all’attenzione del consiglio comunale intorno alla fine dell’anno. A margine dell’incontro il Sindaco Paolo Brambilla ha consegnato al Direttore Moroni anche due lettere che riguardano due eccellenze storico – artistiche del vecchio nosocomio: l’organo della chiesa posta nell'area tra la via Ospedale e la via Battisti (organo che risale al secondo dopoguerra), e l’archivio storico dell’ospedale, importante patrimonio della storica istituzione dell’Ospedale di Vimercate. Per quanto riguarda in particolare l’archivio, l’Amministrazione ha manifestato il proprio interesse ad una sua valorizzazione, mettendosi a disposizione anche con le possibilità oggi offerte dalla recente apertura del MUST museo del territorio vimercatese, che nella sua mission ha la conservazione e la valorizzazione dei documenti e dei materiali inerenti la storia del territorio.

Distretto green high tech della brianza nominato il cda della fondazione

Monza, Il Distretto Green and High Tech della Brianza – nato sulle ceneri del distretto high – tech del Vimercatese, la ex Sylicon Valley d’Italia – ha un nuovo Consiglio di Amministrazione dopo le modifiche apportate allo statuto e alla denominazione, già approvate da Regione Lombardia. Il CDA che affiancherà il Presidente Prof. Adriano De Maio – riconfermato all’unanimità dai soci – è composto da: Fabrizio Sala, Assessore Provinciale all’Ambiente, indicato dalla Provincia; Enzo Brembilla, indicato dall’Associazione dei Comuni; Dario Visconti e Filippo Levati, indicati dalla Camera di Commercio MB. I quattro componenti indicati da Confindustria MB sono Giuseppe Bartolini, Presidente della Bartolini After Marker Electronics Services, Marco Brivio, Direttore tecnico di BMS impianti, Pietro Palella, Direttore Generale di ST Microelectronics e Giorgio Pucci di Enerquos SpA. Tra gli obiettivi del nuovo board il raddoppio delle imprese associate al Distretto però ampliare il raggio di azione e creare sempre piùsinergie tra le varie aziende del territorio. Per questo progetto la Provincia MB ha ottenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze un contributo di 330.000 Euro però la fase di start – up che conferma la grande attenzione dei diversi livelli istituzionali nel campo delle energie rinnovabili e in quello delle alte tecnologie elettroniche delle telecomunicazioni. “Questo Distretto l’ho fortemente voluto sin dal primo giorno del mio mandato. – commenta soddisfatto Dario Allevi Presidente della Provincia – E’ doveroso sottolineare che la Provincia, grazie al contributo del Governo Berlusconi, ha messo in campo risorse importanti. Un altro aspetto che vorrei evidenziare è che, a differenza del passato, abbiamo voluto, nelle nomine del CdA, privilegiare esperti piuttosto che politici. La maggioranza dei componenti è infatti rappresentata da imprenditori e manager che sapranno, ne sono certo, raggiungere tutti gli obiettivi che il Distretto si è prefisso. Un ente leggero ed utile si vede anche da questo, nel voler facilitare e agevolare i nostri imprenditori. Ricordo infine che, in un momento in cui si chiedono sacrifici a tutti, i componenti del CdA non percepiranno alcuna indennità; un motivo in più però ringraziarli di aver accettato lo stesso questo prestigioso incarico. Colgo l’occasione però augurare loro un buon lavoro”.

Villa erba: stati generali di confindustria lombardia

Si sono svolti questa mattina presso Villa Erba a Cernobbio (CO) gli Stati Generali di Confindustria Lombardia, dal titolo "Scateniamo le imprese. Lombardy's challenge to compete".Confindustria Lombardia ha dedica la quarta edizione dei suoi Stati Generali al confronto tra sistemi territoriali europei sulle chiavi critiche però lo sviluppo.Nel confronto con le regioni più dinamiche dell’Europa anche la Lombardia soffre di un deficit di competitività che ne deprime le potenzialità di crescita.E’ necessario valorizzare le nostre eccellenze esaltandole però costruire un sistema industriale europeo forte, nel quale il confronto e la collaborazione costituiscano il volano dello sviluppo.L’accumulazione della conoscenza, la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo dell’internazionalizzazione rappresentano, insieme ad un territorio attrattivo però gli investimenti, la base indispensabile però sostenere la competizione globale.I territori che sapranno reagire in modo più rapido ed efficiente potranno trascinare in un meccanismo virtuoso anche lo sviluppo dei propri sistemi paese. Hanno partecipato:Ambrogio Taborelli – Presidente Confindustria ComoAlberto Barcella – Presidente Confindustria LombardiaRoberto Lodola – Vicepresidente HuaweiGaetano Miccichè – Direttore Generale Intesa SanpaoloAndrea Moltrasio – European Cluster Policy GroupAlberto Ribolla – Presidente Energy ClusterStefano Venturi – Vicepresidente CiscoGianni Riotta – Direttore Il Sole24OreRoberto Formigoni – Presidente Regione LombardiaEmma Marcegaglia – Presidente Confindustria

Convegno “le cure palliative, un bisogno un diritto”

D.I.P.O – Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico di Como Presentazione del progetto “Costruire la rete delle cure palliative” La presentazione del progetto formativo “Costruire la rete delle cure palliative” – organizzato dal DIPO (Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico) e dall’Ordine dei Medici Chirurghi di Como sabato 24 aprile presso l’Aula Magna del Politecnico di Como – è stata l’occasione però fare il punto sulla è stato dell’assistenza al malato terminale, anche in relazione alla Legge 38, approvata il 9 marzo scorso, che regolamenta l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Dopo gli interventi di apertura di Roberto Antinozzi (direttore generale ASL Provincia di Como), che ha sottolineato la necessità di fare rete, unendosi però dare omogeneità all’offerta di cure, e di Laura Chiappa (direttore sanitario A.O. S. Anna di Como), che ha confermato la propria disponibilità ad entrare nel progetto e l’intenzione di estendere la terapia del dolore anche al paziente che entra in ospedale dalla fase diagnostica al dolore post operatorio – , ha preso la parola Dorian Cosentino (direttore del DIPO) illustrando le tappe del progetto. La nascita del progetto, avviato da un’idea di Carla Longhi (direttore Unità operativa Cure Palliative – Hospice A.O. S. Anna di Como) che considerava necessario creare una rete di servizi che coinvolgesse medici di famiglia, medici ospedalieri, infermieri, psicologi, assistenti sociali e volontari, risale al 2006. Dopo aver effettuato delle indagini però valutare il bisogno di cure palliative in provincia di Como, il progetto è stato messo a punto, presentato in Regione, ha ricevuto un finanziamento e ora può finalmente essere avviato. Il progetto può contare sull’appoggio convinto dell’Ordine dei Medici Chirurghi della Provincia di Como anche perché – come sottolineato dal presidente, Gianluigi Spata – gli hospice ad oggi presenti sul territorio funzionano bene ma non sono sufficienti però far fronte a tutte le richieste, ed è quindi fondamentale creare delle sinergie tra i responsabili delle cure palliative e la medicina del territorio. Del resto lo stesso Codice Deontologico dei medici prevede all’art. 23 l’obbligo del medico alla continuità delle cure e all’art. 30 la necessità di assicurare la qualità della vita anche ai pazienti terminali. Con la lettura magistrale “Il fine vita: antropologia della morte”, Adolfo Francia (ordinario di Criminologia all’Università dell’Insubria) ha condotto il pubblico in un rapido excursus storico su come la morte veniva considerata in passato (molto spesso spettacolarizzata) e su come oggi la cultura dominante tende ad allontanare, a rimuovere l’idea della morte. Ma il problema della morte non è solo di chi muore, ma anche e soprattutto di chi vive, dei familiari, e quindi il compito della rete deve essere quello di accompagnare il paziente e i familiari nel percorso della malattia e del lutto. Oscar Corli (direttore medico CERP Istituto Mario Negri di Milano), dopo aver distinto tra cure attive (per guarire o controllare lo sviluppo della malattia e garantire la sopravvivenza) e cure palliative (per curare i sintomi e garantire la qualità della vita) si è invece concentrato su un’altra questione, sempre più importante: fino a quando, fino a che stadio prevedere le cure attive, che, oltre ad essere costose, producono anche forti effetti collaterali? Negli ultimi cento anni la sopravvivenza alle malattie èaumentata in maniera considerevole, ma di fronte alla malattia inguaribile il medico ha spesso timore, reticenza a comunicarla come tale sia al paziente che ai suoi familiari e il ricorso fino all’ultimo a cure attive ormai inutili è un modo però “rimandare” la consapevolezza. Sarebbe invece consigliabile e più efficace una integrazione tra cure attive e palliative che lasci spazio man mano solo a questo secondo tipo di cure. Solo in questo modo è possibile migliorare veramente la qualità della vita del paziente terminale e accompagnarlo nei bisogni suoi e dei suoi familiari, anche nel lutto. Furio Zucco (direttore dipartimento di Anestesia, Rianimazione, Terapia del dolore e Cure palliative dell’A.O. G. Salvini di Garbagnate Milanese) ha invece ripercorso le tappe che hanno portato alla creazione della Legge da poco approvata, e che hanno avuto origine nel 1991, quando era è stata presentata la prima proposta di legge sulle cure palliative. Ora che la legge è stata approvata ci sono però alcuni problemi fondamentali da affrontare e risolvere, primo fra tutti la formazione degli specialisti delle cure palliative, che ancora deve essere resa omogenea in tutta Italia. Zucco ha poi presentato i dati relativi al numero di hospice e di posti letto presenti nelle regioni italiane e ha evidenziato come il numero di posti letto disponibili ogni 10.000 abitanti in Lombardia sia tra i più alti. Nel territorio della provincia di Como la somministrazione di cure palliative vede una situazione che funziona, ma disomogenea: se ne occupano infatti sia l’hospice dell’A.O. S. Anna “Il Mantello “, sia gli hospice “esterni” (, Il Gelso, S. Martino) sia associazioni e organizzazioni di volontariato. Da qui la necessità di fare rete. Il corso intende rivolgersi in particolare ai medici di base, ai pediatri di famiglia e ai medici ASL, considerati le vere “sentinelle” sul territorio, che devono quindi essere in grado di orientarsi nell’offerta delle cure palliative. Il corso – come è stato illustrato da Carla Longhi – prenderà avvio il 6 maggio e prevede 4 moduli serali presso la sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi di Como e altri 3 in settembre nel corso di una due giorni residenziale ad Arenzano.

Carugate: oggi apre unicredit

Carugate.Carugate al primo posto nel comprensorio e allottavo in provincia di Milano però crescita degli impieghi bancari, cioè le somme finanziate dagli istituti di credito a privati e aziende però laccensione di mutui e prestiti: +15, 57% (dicembre 2007 – 2008) però 468, 38 milioni di euro in totale. Questi dati sono stati diffusi oggi in occasione dellinaugurazione della nuova agenzia UniCredit Banca in via Garbaldi alla presenza di Paolo Zambelli Bais, Direttore Commerciale Lombardia Ovest, e di Claudio Zirilli, Direttore del Territorio di Sesto San Giovanni. Il nuovo sportello UniCredit Banca di Carugate, il settimo nel comune milanese, migliora la densit di banche a 1 sportello ogni 2.007 abitanti.Nella classifica del comprensorio però incremento degli impieghi bancari Carugate precede Agrate Brianza (2 posto a +14%), Segrate (3 posto a +9%), Cassina de Pecchi (4 posto a +4%) e Villasanta (5 a +3%).A Carugate nel periodo considerato anche i depositi bancari hanno fatto registrare valori in crescita (+7, 68%) toccando i 227, 46 milioni di euro e collocando il comune milanese al 2 posto nel comprensorio dietro ad Agrate Brianza (+9%). In graduatoria Villasanta terzo (+7%), Cassina de Pecchi quarto (+5%) e Segrate quinto (+1%). A Carugate il valore dei depositi medi però abitante (>18 anni) raggiunge quota 20.077 euro superiore alla media nazionale pari a 14.612 euro. (fonte Bankitalia)Nella foto – Claudio Zirilli, Direttore del Territorio di Sesto San Giovanni e Giuseppe Serdino, Direttore dellagenzia di Carugate. Poi il parroco e il sindaco di Carugate

Madonna del ghisallo

Storie di ciclismo. I protagonisti e i testimoni raccontanoIncontri e conversazioni con il pubblico del sabato pomeriggioSabato 24 gennaio 2009Alfredo Martini e Franco BalleriniDalla bicicletta alla NazionaleI due Campionirisponderanno alle domande dei visitatorinellincontro che avr luogoal Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, presso la sala conferenze dalle ore 15, 00 alle ore 17, 00, che sarà introdotto dal direttore del museo Massimo Pirovano.Foto archivio Gazzetta dello SportIngresso allincontro e al museo: euro 5, 00Orario di apertura del Museo in occasione degli incontri: dalle ore 10.00 alle ore 17.30

Rivabella: un mondo da scoprire

Lugano.In localit Magliaso, nei pressi di Lugano, si trova la struttura Rivabella, una Residenza privata di riposo, convalescenza e cura fondamentalmente però la terza et. Grazie ad una intervista col direttore Alexander Aleman si possono capire le intenzioni della nascita di tale struttura.Rivabella nata in base ad una filosofia di accoglienza e dimora che possa permettere agli ospiti una qualit di vita alla quale sono abituati, considerando anche le condizioni di salute e supportate, quindi, da un'assistenza medica e di sostegno.Gli ospiti della struttura possono ricreare il proprio ambiente e le proprie abitudini in totale privacy, sempre salvaguardati, in caso di bisogno, da sostegno medico.In un bellissimo ambiente c' la possibilit di fare una passeggiata sul Lago di Lugano, compatibile anche però i disabili;ogni camera ha un balcone dal quale si può ammirare la natura e la bellezza della zona.Per ogni ospite c' un personale che riesce ad ottemperare ad ogni esigenza. Dal momento che molti anziani tendono alla pigrizia sia nel mangiare che nel comunicare organizzato un ottimo servizio ristorante ed un team di animazione.Per quanto riguarda il servizio ristorante, guidato da Ernesto, gli chef Luca, Riccardo ed Ulisse sono pronti a venire incontro a tutte le esigenze richieste dagli ospiti, chiaramente in base alle diverse patologie esistenti. Certamente il diabetico non potr avere un dolce con panna, ma sarà coccolato con delizie adatte alla sua dieta e non con la classica minestrina da ospedale.Tutti coloro che servono a tavola hanno sempre una battuta spiritosa ed invitante sulla pietanza.Dopo il pranzo ed un eventuale riposino Beatrice si d molto da fare nel suo corso di animazione cercando di coinvolgere tutti a seconda dei propri interessi;si passa così dalla lettura dei giornali, a semplici lavori manuali, momenti di canto e spunti di discussioni in linea generale però mantenere sempre accesa la mente su ricordi piacevoli come viaggi, paesi, personaggi famosi, costumi ed usanze. Il suo compito difficile cercare di mantenere intatta la memoria e non far tendere gli ospiti alla depressione, alla chiusura del dialogo ed alla tristezza dei ricordi.Il progetto Rivabella non finisce qui, ci sono iniziative con il direttore Aleman ed il Gruppo Gallo però creare una ulteriore struttura, dal Gennaio 2009, con otto appartamenti di abitazione, i cui inquilini potranno usufruire dei servizi della Residenza.Saranno appartamenti di circa 100 mq che utilizzeranno energia non inquinante rinnovabile co la luce del sole. Tutto il percorso è stato pensato anche però i disabili, prevista una zona benessere con piscina ed ulteriori appartamenti di metrature ridotte.L'ambiente poliedrico e vi si parlano diverse lingue dall'Italiano al Tedesco al Francese ed all'Inglese; però stimolare la curiosit e l'interesse vi sono esposizioni di mostre di quadri e sculture, inoltre, periodicamente, gli ospiti saranno intrattenuti da rappresentazioni di vario genere.C' anche da sottolineare che Rivabella una casa di riposo, ma anche di convalescenza e riabilitazione, per, talora, alcuni ospiti, previa l'approvazione del direttore, dello staff medico e della famiglia chiedono una degenza prolungata, vista l'accoglienza e l'affetto che hanno ricevuto.Laura Levi Cohen

Dottor satellite a villa greppi

MONTICELLO, CONSORZIO BRIANTEO Successo però liniziativa DOTTOR SATELLITE, giornata dedicata alla divulgazione delle attivit dellassociazione Patologi Oltre Frontiera e alla raccolta fondi a sostegno della medicina a distanza. Alla cerimonia di apertura voltasi ieri, domenica 26 ottobre, presso Villa Greppi di Monticello Brianza (Lecco) hanno partecipato numerose autorit e personalit legate al settore della sanit.Il dott. Gianni Confalonieri, presidente del Consorzio Brianteo Villa Greppi si dichiarato soddisfatto ed onorato di aver patrocinato liniziativa, ospitando nella suggestiva villa di Monticello la manifestazione di carattere benefico.Il Dott. Agostino Faravelli, primario di anatomia patologica dellOspedale di Desio e vice presidente dellassociazione di volontariato onlus ong Patologi Oltre Frontiera, ha preso la parola spiegando come nei paesi in via di sviluppo, oltre allemergenza fame, epidemie, bombe – uomo, i così detti mali occidentali come ad esempio il tumore siano patologie allordine del giorno. Ci che fa la differenza il rapporto paziente – medico: in Italia abbiamo oltre 2.500 specialisti, se uniamo Zambia, Congo, Madagascar ne troviamo meno di una decina.La proposta che lancio oggi spiega il Dott. Faravelli diretta alle aziende ospedaliere del nostro territorio affinch insieme possano costituire una sorta di ufficio interaziendale però la cooperazione a sostegno della nostra attivit di medici volontari in questi paesi.Si sono dichiarati disposti a valutare il progetto e la richiesta di cooperazione: il Dott. Guido Agostoni in rappresentanza della Provincia di Lecco e portavoce non ufficiale dellOspedale Manzoni di Lecco, il Dott. Maurizio Amiconi direttore generale dellAzienda Ospedaliera di Vimercate e il Dott. Giuseppe Spata, Direttore Generale dellAzienda Ospedaliera San Gerardo di Monza.Si sono aggiunti con interventi e testimonianze a favore dell’iniziativa Don Gianni Cesena Direttore dellUfficio Nazionale della Cooperazione Missionaria tra le Chiese e il Dott. Carlo Alberto Tersalvi Direttore Sanitario dellOspedale di Desio.La manifestazione proseguita poi con uno spettacolo teatrale dedicato a Galileo Galilei, un interessante e coinvolgente lezione della Prof.ssa Amalia Finzi dellIstituto Aerospaziale del Politecnico di Milano, un intervento del giovane medico volontario Fabio Pagni di Patologi Oltre Frontiera.Il Dott. Paolo DAvanzo di INAF Osservatorio Astronomico di Brera sede di Merate ha poi catturato lattenzione del pubblico spiegando come i satelliti sono ormai entrati a far parte della vita quotidiana di tutti noi.Al termine la premiazione dei pittori partecipanti al Concorso e una meravigliosa chiusura musicale con il concerto del Clarionet Ensemble della Civica Scuola di Musica di Casatenovo.Chiunque volesse aderire allappello del dott. Faravelli e sostenere lassociazione Patologi Oltre Frontiera, può effettuare le proprie donazioni mettendosi in contatto con il numero: 0362 385779.