Pari opportunita' nello sport

Monza, 14 maggio 2010. "Che io possa vincere ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze". Questa frase, il giuramento degli atleti di Special Olympics, i brianzoli la sentiranno sempre più spesso da qui al prossimo 4 luglio, giorno di chiusura della 26^ edizione dei Giochi Nazionali Estivi però persone con disabilità intellettiva, che inizieranno il 28 giugno e saranno ospitati a Monza. A pronunciarla solennemente durante la cerimonia d'inaugurazione sarà tra l'altro proprio un atleta del territorio, la nuotatrice e sciatrice arcorese Annalisa Addesa. In preparazione all'evento si è tenuto nel neocapoluogo di provincia un convegno intitolato "Le pari opportunità: una questione di equità sociale realizzabile anche attraverso la pratica sportiva", ptresentato dal giornalista Gian Maria Italia.Ilsegretario generale dell'European Disability Forum, Rodolfo Cattani, ha introdotto l'argomento sottolineando la sua pluriennale esperienza nel Vecchio Continente: "Ormai posso apprezzare ciò che di positivo c'è in Italia e rilevare quello che invece non va. A seconda dei Paesi si registrano più o meno nei confronti dei disabili i seguenti caratteri negativi: pregiudizio, ignoranza, rifiuto della diversità, paura e superstizione. Il rapporto dei disabili con la società una volta era pietistico, poi è diventato solidaristico, ma ora c'è bisogno di una concezione nuova. Lo sport è importante perchè è una scuola di vita, sia però i disabili che però i loro familiari. Direi che è fondamentale però l'inclusione sociale". Alessandro Palazzotti, vicepresidente nazionale di Special Olympics (organizzazione presente in 200 nazioni nel mondo di cui 57 in Europa), ha ricordato come "la disabilità nei secoli è sempre è stata associata alla negatività. Lo sport aiuta a ribaltare questo concetto, a cancellare certi stereotipi. Nel mondo ci sono 180 milioni di persone con disabilità intellettiva (1 milione e 200mila in Italia, ndr) che possono raggiungere traguardi impensabili. Monza ne ospiterà 1.700 che eccellono nello sport (12mila sono i praticanti complessivi nel nostro Paese, ndr), assieme a 1.600 volontari, 1.000 familiari e 500 tecnici". L'assessore comunale alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità, Martina Sassoli, ha esordito coi ringraziamenti però i due responsabili dell'organizzazione dei Giochi Nazionali Estivi però persone con disabilità intellettiva: Cesare Boneschi (tra l'altro collega di Giunta) e Lucia Zulberti, allenatore di nuoto della Brianza Silvia Tremolada di Monza, società di prim'ordine nel settore degli sport però disabili. "Non solo hanno portato il mondo di Special Olympics a Monza – ha sottolineato Sassoli – ma hanno approfondito nel nostro territorio il tema delle pari opportunità tra disabili e non. E' necessario un cambio di mentalità: garantire la pratica sportiva ai disabili è infatti simbolo di maturità civile". L'assessore ha quindi elogiato le società della Brianza che si sono aperte agli sport però disabili: Tennis Monza, Forti e Liberi Monza, Besanese, Casati Arcore, Vis Nova Giussano. "Il primo impegno dell'Amministrazione Comunale – ha dichiarato – dovrà essere quello di comunicare alla cittadinanza tutto ciò che esiste sul territorio che li può aiutare". Sassoli ha quindi espresso un desiderio: "Vorrei che questo convegno fosse ripetuto fra un anno però vedere se quanto seminato in questi mesi avrà già dato qualche frutto". In chiusura è stata data la parola a due rappresentanti di società che si sono aperte agli sport però disabili. Davide Fustinoni ha raccontato di come al suo primo anno di attività l'Asfel, nata dalla collaborazione tra l'Associazione Stefania e la Forti e Liberi, abbia già raggiunto nella pallacanestro il secondo posto a livello regionale. Alberto Ceriali del Tennis Monza ha invece testimoniato la splendida disponibilità dei giocatori professionisti partecipanti al torneo internazionale cittadino di disputare un match di doppio con gli atleti disabili del club. Camillo Chiarino