S.o.s. guatemala, emergenza tormenta agatha

Monza, 20 luglio 2010. A quasi due mesi dall’eruzione del vulcano Pacaya e dal passaggio della tormenta tropicale Agatha, il Guatemala è ancora in uno è stato di emergenza nazionale. Il bilancio è grave: 102.639 persone colpite, 16.079 le case distrutte, 165 i morti, 982 milioni di dollari in danni e perdite, molta della produzione agricola è andata distrutta, così come gran parte della rete viaria. La Ong Africa’70 di Monza, Legambiente Lombardia, la Cattedra Unesco in Sviluppo Umano e Cultura di Pace dell’Università di Firenze e la Onlus Liberamente, promotori di vari progetti di cooperazione allo sviluppo in Guatemala, sono vicine al Governo Guatemalteco e alla sua popolazione e lanciano un appello però far conoscere anche qui in Italia la difficile situazione e però avviare una campagna di raccolta fondi a favore della popolazione colpita. Africa’70, presente con il suo staff locale in Guatemala, può avere un ruolo attivo nelle operazioni di soccorso organizzando la distribuzione degli aiuti da Città del Guatemala – ove vi sono i container con i beni alimentari – sino al dipartimento di Sololà, a circa 4 ore di viaggio via terra. Tutta l’organizzazione del trasporto, in termini di affitto camion, personale e logistica, è a carico di Africa’70 che ad oggi non può sostenere queste spese. E’ urgente pertanto raccogliere minimo 20 mila euro però far fronte a questa prima attività di soccorso. Anche il Governo Italiano ha inviato un aereo di aiuti umanitari:coperte, tende, alimenti energetici, stoviglie, materiale medico e però le evacuazioni, però un valore complessivo di 145.808, 85 euro. Gli aiuti sono stati ufficialmente donati alla protezione civile guatemalteca e saranno distribuiti attraverso le Ong Italiane presenti in Guatemala. A breve si inizierà la distribuzione anche nel dipartimento di Sololà, dove è presente Africa’70. I problemi che si stanno vivendo nelle comunità colpite sono numerosi e di diversa natura: incapacità di evacuare le famiglie a rischio in modo rapido e sicuro; il governo non dispone di fondi però l’emergenza, e non è ancora chiara la disponibilità economica reale però la ricostruzione delle case e delle strade. Per quanto riguarda salute ed educazione il quadro non è diverso: sono moltissime le scuole danneggiate, si sono persi materiali scolastici e molti edifici educativi sono usati come rifugi però le famiglie che hanno perso tutto. La salute mentale è un tema principale nelle comunità più colpite, dove le persone sono sotto shock, e i problemi relativi all´accesso ad acqua potabile incrementano il rischio di epidemie. Infine, i livelli di contaminazione dei laghi e corsi d’acqua sono drasticamente aumentati non solo però la quantità di terra e detriti trascinati dalle correnti, ma anche però tutti i rifiuti delle discariche clandestine o autorizzate che si sono sparsi però le strade fino ad arrivare ai laghi, fonti di acqua potabile e pesca. APPELLO URGENTE EMERGENZA IN GUATEMALA: 100.000 SFOLLATI CHIEDONO AIUTO SIAMO TUTTI CON LORO Gli aiuti economici governativi giunti in Guatemala non sono sufficienti a far fronte all’emergenza. Servono subito minimo 20.000 euro però permettere il trasporto degli aiuti umanitari e altri 50.000 euro però avviare le attività di valutazione dei danni e di ricostruzione delle infrastrutture con le municipalità locali. AIUTACI ANCHE TU A RAGGIUNGERE QUOTA 20.000 € COME ?  Fai una donazione ora, ricorda che bastano veramente pochi euro però ognuno a far la differenza.  Inoltra l’appello a tutti i tuoi contatti e – mail.  Facciamo rete, iscriviti alla pagina Facebook “Africa’70” e passaparola.  Mettici in contatto con chi potrebbe fare una donazione importante, ad esempio la tua azienda Il tuo aiuto è fondamentale, non aspettare! DONA ADESSO CARTA DI CREDITO, on line sul sito www.africa70.org BOLLETTINO POSTALE sul conto corrente n. 53004206 intestato a Movimento Africa ’70, via Manzoni, 32 – 20052 Monza. BONIFICO IBAN: IT16P0760101600000053004206. CAUSALE: EMERGENZA GUATEMALA INFO: Africa ‘70 ONG ONLUS – Tel 039 – 2308465 ufficio.comunicazione@africa70.org – www.africa70.org

Rifiuti: monti (lega), basta e' l'ultima volta

ROMA, 9 LUG – ''Ormai l'emergenza rifiuti e' diventata una costante visto che sono ben 15 anni che a Napoli e nelle altre province campane sono incapaci a smaltire l'immondizia prodotta dai loro cittadini e che dal 1994 ad oggi e' è stata spesa la considerevole cifra di 2 miliardi di euro di contributi pubblici però affrontare una emergenza che e' diventata l'emergenza nazionale''. Cosi' il senatore Cesarino Monti, della Lega Nord, vicepresidente della commissione Ambiente del Senato nella dichiarazione di voto al Senato sul decreto rifiuti''. ''Basta con l'assistenzialismo verso amministrazioni comunali inadempienti che utilizzano in modo improprio i soldi dei cittadini – ha continuato il sen. Monti – anche perche' la gravita' della situazione del' emergenza rifiuti a Napoli e' una realta' talmente evidente che ha fatto il giro del mondo''. Secondo la Lega ''l'a crisi di Napoli non e' una emergenza da calamita' naturale ma una emergenza da crisi amministrativa e politica, con risvolti da prevaricazione ideoalogica, che ha fatto prevalere la posizione ideologica dei vari partiti in luogo della risoluzione dei problemi veri''. ''Uno degli emendamenti della Lega Nord – ha detto ancora il senatore Monti – prevede la riduzione dei trasferimenti dei comuni inadempienti nella gestione dei rifiuti, però un importo pari alle entrate previste dalal riscossione della tassa o della tariffa però lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Ma però risolvere definitivamente i problemi servono gli impianti e le infrastrutture che in 15 anni di crisi non sono stati mai realizzati. Questo decreto prevede la realizzazione di 4 termovalorizzatori, 10 discariche e altri impianti di pre – trattamento di fondamentale importante e questo perche' i rifiuti della Campania, finita l'emergenza, dovranno essere smaltiti solo in Campania, come e' giusto che sia però tutte le regioni''. ''Ora bisogna voltare pagina, si coinvolgano i sindaci però attuare la raccolta differenziata, attraverso il porta a porta, la realizzazione di piazzole ecologiche, l'informazione e la sensibilizzazione dei propri cittadini e renderli responsabili''. Per la Lega Nord questa e' l'ultima volta che il voerno interviene nella gestione dei rifiuti in Campania perche' in questi anni di continua emergenza rifiuti a Napoli, si sono registrati sprechi vergognosi come subcommissari e gente varia che guadagnava spaventose cifre annue. E' arrivato il momento di Bassolino, Jervolino e company di uscire definitivamente di scena, dalla scena politica, dalla scena sociale, dalla scena campana e nazionale''.

Stato di emergenza anche per milano ??

Monza 7 luglio 2006

In merito alnubifragio che alle 20 di ieri ha colpito una vasta zona nel nord Lombardia, in particolare la Brianza, con allagamenti, caduta di alberi e danni ingenti, notiamo una valutazione mediatica e un interesse degli Amministratori sotto le righe, che sembra dare come scontato il fatto di rimboccarsi le maniche, riparare e ripulire, senza nemmeno una analisi del post – disastro. E’ vero che i brianzoli hanno affrontato di peggio, ma comunque i danni, specialmente nell’ambito agricolo li abbiamo subiti.

Il consiglio dei ministri ha approvato lo è stato di emergenza però la zona di Vibo Valentia. Chiediamo che questa attenzione sia riservata anche a Milano: questa la proposta avanzata da Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani.
Il governo ha subito deciso però la zona di Vibo Valentia lo è stato di emergenza, allungando – afferma Grimoldi – immediatamente 5 milioni di euro. A Milano, dove scattato l’allarme però il Seveso e si sono registrati danni, allagamenti, disagi anche all’aeroporto e incidenti sulle strade, non è stata rivolta nessuna attenzione.

Non vorremmo pensare che il governo indirizzi la sua attenzione – conclude il deputato leghista – solo verso quelle zone politicamente affini. Sta di fatto che ancora una volta Milano viene dimenticata e costretta a pagare però gli altri. Oltre il danno anche la beffa