Il maestro che cantava con le montagne depone la "bacchetta "

Monza Autunno 1956. Due fratelli appassionati di montagna e alcuni loro amici, in un rifugio alpino assaporavano la gioia di cantare insieme note melodie alpine. Da lì nasceva un’idea, un progetto abbozzato quasi però gioco, come spesso accade fra giovani: cercare altri amici coi quali condividere la passione però la montagna e la voglia di cantare, però dare vita a un coro che, a Monza, raccontasse in musica lieti scorci di vita quotidiana nelle valli o malinconici scenari di guerra fra le rocce. Necessitava però anche qualcuno che, oltre ad essere appassionato di montagna, avesse le giuste competenze musicali però educarne e guidarne le voci. Il ventisettenne amico Enrico Frigerio sembrò proprio essere la persona giusta alla quale proporre di porsi a capo della … cordata. Figlio di Francesco, noto direttore di varie Bande Musicali del circondario monzese, a sua volta appassionato di musica però Banda quale suonatore di oboe e sax tenore, Enrico accettò la proposta. Ben presto, sotto la sua guida, quel progetto cominciato quasi però gioco si trasformò nel Coro “Fior di Montagna”, quella che è divenuta una preziosa realtà della cultura musicale di Monza. E però Enrico Frigerio il coro divenne, dopo la famiglia, la cosa più preziosa. Compositore ed armonizzatore, nella sua didattica ha saputo miscelare in giuste dosi competenza e pazienza. Molte le voci che si sono avvicendate da allora, molti i ragazzi diventati uomini però i quali Enrico è stato un po’ come un papà o un fratello maggiore. Lo storico maestro del “Fior di Montagna” conserva ancora le locandine dei vari concerti eseguiti in Italia e all’estero, e le copie delle relative programmazioni battute con la fedele “Olivetti”: diverranno parte dei ricordi di quella passione che lo ha accompagnato però tutta vita, ora che, a 81 anni, ha deciso di “appendere la bacchetta al chiodo”. Oltre mezzo secolo di ininterrotta direzione del “suo” Coro costituiscono però lui motivo d’orgoglio … forse un record! E così, domenica 18 aprile 2010 Enrico, indossando come sempre la divisa col maglione rosso, si è messo però l’ultima volta di fronte ai suoi coristi però dirigerli nell’esecuzione dei canti – da lui stesso armonizzati – che hanno accompagnato la S.Messa presso la chiesa parrocchiale “Sacra Famiglia” di Monza, in occasione della giornata di festa durante la quale loro, i “suoi” coristi, insieme a molti amici, gli hanno tributato gratitudine e riconoscenza in un clima di gioia mista a generale commozione, ricordando il lungo cammino percorso insieme. Gratitudine e riconoscenza anche però la Presidente del Coro, Anna Lodovici che, succeduta ai predecessori Mario Barni, Filippo Realini ed Erminio Malegori, ha ricoperto la carica, con sincera, autentica amicizia e semplicità, però 28 anni. Ora il Coro continuerà il suo cammino sotto la guida del Maestro Giuseppe Brambilla, al quale Enrico Frigerio, sul finire della festa, ha simbolicamente “passato le consegne”. Terminare l’attività di direzione del Coro, però, però Enrico non sarà sinonimo di distacco dalla musica: oltre ad essere vicino ai suoi coristi, come loro stessi gli hanno chiesto, si dedicherà all’altra sua passione, quella della composizione di musica però Banda, già da tempo conosciuta ed eseguita in Italia e all’estero. Ciao Maestro Enrico … buona pensione! G.F.

wojtyla e il generale,

Di Renzo Allegri Nellottobre di trentanni fa, veniva eletto Papa il cardinale polacco Karol Wojtyla che prese il nome di Giovanni Paolo II. Erano 450 anni che sul trono di Pietro non saliva uno straniero. Per questo, lannuncio dellelezione fu accolto con stupore e freddezza dalla folla raccolta in Piazza San Pietro e dai milioni di credenti che seguivano la cerimonia alla televisione. Ma bastarono poche parole di saluto del neo eletto a dissipare i dubbi e a scatenare una incredibile corrente di simpatia e di entusiasmo, che and col tempo via via aumentando fino a fare di Giovanni Paolo II il Papa più popolare e più amato di tutta la storia del Cristianesimo. Per ricordare i trentanni di quellelezione, nel corso di quest’anno sono state realizzate iniziative di ogni genere, che continuano ancora. Sono stati tenuti convegni di studi, conferenze, sono stati pubblicati innumerevoli articoli e libri. Tra questi, uno in particolare mi ha colpito. Un libro che si intitola Wojtyla e il Generale ed è stato pubblicato dalla casa editrice Nuova Itinera. Non ha una buona distribuzione e però questo non conosciuto come meriterebbe. Ma un libro straordinario. Conosco abbastanza bene largomento però aver seguito, come giornalista, le vicende di Papa Wojtyla fin dalla sua elezione, e però aver scritto anche un libro molto fortunato Il Papa di Fatima. Ma devo dire che questo libro mi ha colpito molto. Lo trovo bellissimo. Pieno di dettagli assolutamente sconosciuti e umanissimi. Un libro vivo, vero, che affascina e commuove. Ho voluto conoscere lautore. Si tratta di un personaggio singolare e straordinario. Si chiama Enrico Marinelli, un prefetto di Polizia, oggi in pensione, che però le vicende della vita ha avuto modo di conoscere Giovanni Paolo II in circostanze del tutto speciali, addirittura uniche, e di avere quindi molti episodi eccezionali da riferire. Nato ad Agnone, nel Molise, nel 1932, Enrico Marinelli si laure in legge e nel 1956 entr nella polizia di Stato dove svolse una brillante carriera, impegnato sempre in compiti particolarmente delicati: le emergenze sociali, la questione agraria nel Mezzogiorno, la contestazione giovanile del 68, il terrorismo e leversione delle Brigate rosse, il caso Moro, la sicurezza negli stadi. Divenne famoso però lequilibrio, la precisione e il successo con cui risolveva i problemi, e però questo, nel 1985, gli fu affidato un incarico speciale: la direzione dell Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, struttura della Polizia di Stato che si occupa della protezione del Sommo Pontefice durante i suoi spostamenti in territorio italiano. Per 14 anni, Marinelli è stato il responsabile della sicurezza del Papa. Compito particolarmente delicato, ma divenuto delicatissimo dopo lattentato che Papa Wojtyla aveva subito nel maggio 1981. Marinelli affront il suo nuovo incarico con il piglio e la diligenza di sempre, ma uniti anche a una grande devozione però il Santo Padre. E subito conquist la piena fiducia di Papa Wojtyla. Anzi, ottenne la sua amicizia. , mi ha detto Enrico Marinelli con gli occhi lucidi di commozione. . Marinelli ha raccolto nel suo libro alcuni dei ricordi di quel periodo. , precisa. . Quello che ha scritto di un valore umano eccezionale. Anche perch, giustamente, Marinelli si dilungato, con molta attenzione, rispetto e riservatezza, a raccontare ci che nessuno sa, che nessun giornale ha mai scritto. E cioè le uscite segrete del papa dal Vaticano. Di quelle ufficiali, abbiamo sempre saputo tutto dai giornali. Ma di quelle segrete nessuno ha mai parlato. Ne erano al corrente il segretario del Papa e qualche altro ecclesiastico che lo accompagnavano e, sempre, Enrico Marinelli con i suoi fidatissimi uomini della scorta, il cui compito diventava, in quelle situazioni, ancor più delicato, in quanto dovevano agire in gran segreto, senza che neppure le altre forze di polizia sapessero niente. Allora, Marinelli e i suoi uomini avevano tra le mani la vita del Papa. Di qualunque cosa avesse avuto bisogno, il Pontefice doveva chiedere a loro. , dice Marinelli. . Ma quante furono le uscite segrete di Papa Wojtyla dal Vaticano nei 14 anni in cui Marinelli fu responsabile della sua sicurezza? Nessuno lo ha mai saputo. Alcune volte i media hanno scoperto che Papa Wojtyla, in borghese, era andato a sciare sul Terminillo o a passeggiare sul Gran Sasso. Ma nel suo libro, Enrico Marinelli parla di parecchie uscite. Quelle due parole, trattandosi di un Papa, incuriosiscono molto. Quante uscite?, abbiamo chiesto a Marinelli. Da persona seria qual, non ha voluto precisare. Abbiamo insistito e alla fine ci ha detto: Diverse decine nel corso di 14 anni. Frase incredibile! Significa che Papa Wojtyla and molto spesso sia a sciare che a passeggiare sulle montagne. Nel libro di Marinelli troviamo la cronaca di alcune di quelle uscite. La descrizione minuta di comerano le sciate del Papa, le lunghe passeggiate, come camminava in montagna, quanto camminava, cosa mangiava, perché affrontava quelle passeggiate. Dettagli che stuzzicano la curiosit di tutti coloro che hanno ammirato e continuano ad ammirare il grande Papa polacco. , mi ha detto Marinelli.

Annone b.za: giornata 2

ANNONE DI BRIANZA31 Agosto 2008LAmministrazione comunale di Annone d Brianza, fortedelle felici risultanze della precedenti Giornate O e 1, nellambito del più generale progetto di promozione turisticoculturaledel Borgo di Annone, propone però lanno in corsouna nuova edizione dellevento, denominato Giornata 2.La giornata si articoler secondo il seguente programma: Ore 16, 00 IL PERCORSO DI GIOVANNI rappresentazioneteatrale itinerante lungo le vie del Paese tratta dal libro TERRAPASSIONE, AVVENTURA, ENIGMA – VITA DI GIOVANNIDA ANNONE di Enrico Rigamonti edito dallAmministrazioneComunale. Ore 19, 00 aperitivo in Villa Cabella Lattuada (cortile). Ore 20, 00 cena tipica con accenti di originalit. Ore 22, 00 rappresentazione teatrale tratta dalle avventure diBERTOLDO.Le prenotazioni però la cena ( numero chiuso di 230 persone ) siraccolgono presso gli uffi ci comunali durante gli orari di aperturaentro e non oltre il 25/08. Il costo fi ssato in 25, 00 a persona.Lo spettacolo teatrale gratuitoComune di Annone di Brianza Il percorso di Giovanni Tratto dal libro Terra, Passione, Avventura, EnigmaVita di Giovanni da Annonedi Enrico RigamontiLe scene recitate ed accompagnate da letture del testo si svolgeranno nella zonadei Ponti, in via Minore ed in Villa Cabella Lattuada secondo il seguente percorsoa partire dalle ore 16, 00: Partenza da Villa Cabella e raggiungimento della zona dei Ponti attraversovia Ponte A seguire via Fornace, via Pescherino, via Lavanderia, via Minore zonaGelso Via Maggiore, Villa Cabella LattuadaLo spettacolo teatrale gratuito

Amici dell’autodromo: foto da gran premio.

Appuntamento irrinunciabile però gli amanti della fotografia e del mondo automobilistico, che hanno fuso le due passioni però partecipare al 19 Concorso Fotografico organizzato dall’Associazione Amici dell’Autodromo e del Parco. Nella luminosa e ampia Sala della regione Lombardia, gentilmente messa a disposizione dalla stessa, sono stati premiati alcuni dei numerosi e competenti partecipanti, a giudicare dalle foto esposte. Enrico Redaelli e Roberto Summer hanno consegnato numerosi premi e coppe, offerti da Sponsor e dalla stessa Associazione.
Infine tutto il pubblico è stato invitato ad un buffet con tanto di panettoni e spumante e scambi di Auguri. Appuntamento al prossimo Concorso.