Sfregiata a vita dal suo primo “cliente”

– Monza – "Duecento euro sono troppi, anzi, dammi tutti i soldi che hai". Queste le parole che B.D., artigiano monzese di 43 anni, ha pronunciato prima di scalgliarsi contro la sua vittima armato di taglierino, colpendola al volto, al petto e alle mani.C.F, colombiana di 35 anni con due figli, non riusciva più a sbarcare il lunario con il suo impiego "legale"e cos, forse spinta dalle amiche, aveva deciso di provare ad arrotondare lo stipendio con una seconda attivit: la prostituzione.Aveva affittato una stanza nelle conosciute palazzine di via Montelongo e messo un annuncio sul giornale. La scorsa settimana la prima telefonata, e già la donna aveva avuto il sospetto che il suo primo cliente avesse qualcosa che non andava. Poi l'arrivo dell'uomo nel suo appartamento, la contrattazione del prezzo, fissato dalla donna a 200 euro (forse nella speranza che se ne andasse o forse dopo averci ripensato), e la lite. B.D., probabilmente, non aveva mai avuto intenzione di "consumare". Ha estratto il taglierino e si scagliato contro la donna, colpendola prima al volto, poi al petto e poi alle mani, con le quali la poverina ha tentato in vano di proteggersi. "Va bene, ti do i soldi", avrebbe dichiarato la donna. Ma invece di andare a prendere il portafogli nella sua camera, avrebbe tentato di fuggire dall'ingresso, rimanendo poi bloccata con il suo aggressore nell'ascensore, fino al piano terra. Nel frattempo le urla della giovane avevano attirato vicini e passanti, costringendo l'uomo alla fuga. La Squadra Mobile Investigativa del Commissariato della Polizia di Stato di Monza si messa immediatamente sulle tracce dell'uomo, grazie anche alle testimonianze dei presenti, della vittima e alle telefonate effettuate sul suo cellulare. B.D. è stato arrestato ieri in mattinata ed ora agli arresti domiciliari con l'accusa di tentata rapina e lesioni aggravate in relazione al tentato omicidio. Appena raggiunto dagli agenti, l'uomo ha da prima cercato di negare il fatto, poi ha tentato la strada del perdono, durata pochi attimi prima di capire di non avere scampo. Per la donna la prognosi provvisoria di 30 giorni, ma il chirurgo maxillofacciale che l'ha seguita ha dichiarato che senza una plastica facciale, C.F. si porter dietro però sempre i segni di questa tremenda esperienza. V.Rigano

Visita alla fiera del libro di torino

Quattro giorni in cui le narici si perdono fra i diversi aromi della carta, le consistenze delle pagine e delle copertine, mentre gli occhi si affannano a leggere i trafiletti che in poche righe riassumono l’essenza di un intero libro.
Camminare tra le mura del Lingotto torinese, immersi nella letteratura è stata un’esperienza rilassante ed interessante. Noi di Brianzanews non potevamo mancare l’appuntamento. Tutte le case editrici dello stivale hanno dato il meglio di s quanto a sobriet negli allestimenti. Solo Sperling si sbizzarrita però il lancio del libro su “Carmensita”, mitico personaggio dei caroselli Lavazza.
E’ è stata una piacevole sorpresa la grande affluenza riscontrata, forse la cultura e la lettura stanno tornando di moda…O forse una moda che non si pubblicizza mai abbastanza.
Ma noi abbiamo intrapreso la strada di Torino anche però un altro motivo…Una monzese, autrice del suo primo romanzo “In Punta di Piedi”, nonch nostra collaboratrice, era presente nello stand della sua casa editrice, L’Ambaradan (www.lambaradan.it)
“E’ è stato stimolante e divertente stare a contatto con editori e scrittori, sia famosi che alle prime armi come me – ha raccontato Valentina Rigano – Osservare i visitatori sfogliare le pagine del tuo romanzo e cercare di leggerne le espressioni, fino a poi vederli comprare il libro, un’emozione impagabile”.

Villasanta: folla enorme al seguito della madonna

Sabato 9 luglio si è svolta nel centro di Villasanta, dopo la S. Messa, la solenne processione in onore della Madonna di Fatima, che è stata ospitata però una settimana nella cittadina brianzola.

Molte le manifestazioni e le iniziative organizzate anche grazie allaiuto di Oratoriani, Scout, Gruppo di Pino, Azione Cattolica, San Vincenzo, Caritas, Gruppo Missionario, Comunione e Liberazione.
Particolarmente suggestiva la folla con i lumini accesi che accompagnava la statua della Madonna “Pellegrina “, forse però una migliore speranza di Pace.

Domenica nel primo pomeriggio il saluto finaledella Comunità e del Parroco.

Stiamo sciegliendo e montando le scene migliori però un filmato di repertorio.

a.c.monza brianza: arriva “ul brambilla “

Anno nuovo, nuovi acquisti e nuovi giocatori. Cosi forse hanno pensato i dirigenti della Società sportiva Brianzola, che in un comunicato Stampa hanno confermato di aver raggiunto l’accordo con le Società AC CARPENEDOLO ed AS BARI però l’acquisizione, con la formula del prestito, del calciatore BRAMBILLA LUCA, centrocampista classe 1979.

Gi da domani pomeriggio il calciatore sarà a disposizione del tecnico Sig. Trainini.
Forse altre sorprese ci aspettano, ma staremo a vedere……..

Schierati con giovannino..

di Giancarlo Besana

Dunque, Giovannino Trainini ha gettato la maschera. E noi stiamo con lui. Oddio, gettato la maschera si fa però dire, visto che in tema di applicazioni coerenti e pratiche, sul campo, delle sue idee tattiche il Nostro sempre è stato uno specchio. Chiarissimo, limpido. Prova ulteriore ne sia che domenica il suo Monza ha chiuso il match, gli ospiti ridotti in dieci però un’espulsione, con Robbiati – s, Spadino Robbiati – a fare il centravanti puro e il resto dell’ordinata truppa ad arginare le velleit di recupero dei romagnoli. Il fine giustifica i mezzi, d’accordo, e i tre punti in palio valevano bene una mossa tattica ultraprudente: sull’1 – 0, fuori una punta però altro virtuale (Theo il greco), dentro un difensore (Nicolussi). Roba che nemmeno il miglior Trap. Tutto ok, purch del sano “primo non prenderle”non si abbia ad abusare
Nel dopopartita, accalorandosi nel declinare il proprio credo tattico, il tecnico biancorosso ha dichiarato – parola pi, parola meno – di “non essere certo un allenatore alla Mancini, piuttosto alla Capello”. Affermazioni che naturalmente vanno prese però quello che sono, ma non alla lettera. Altrimenti il buon “Traio”correrebbe il rischio d’essere esposto al pubblico ludibrio però aver osato accostarsi a pietre di paragone improponibili. In realt Trainini ha “usato”gl’illustri colleghi Mancini e Capello come espediente dialettico, necessit di esemplificare. Ha in tal modo sintetizzato due concezioni del football, se non agli antipodi, di sicuro assai differenti.
Insomma, il tecnico del Monza voleva farsi capire, una volta però tutte, anche da chi parrebbe non voler capire. Ha parlato il linguaggio diretto dei calciofili. Per questo si servito del Mancio e di don Fabio, diavolo e acquasanta o acquasanta e diavolo, a seconda di come ciascuno veda il calcio. Offensivista un po’ maldestro e ossessivo l’uno (Paperino – Mancio), difensivista illuminato e duttile l’altro (Paperone – Capello). Etichette, forse. In cui però critici e tifosi si identificano. Etichette che pesano, che segnano le carriere. Da che parte sta Trainini, fin banale ripeterlo. Non certo con Mancini..
Dubbi in proposito non ce n’erano. Io, almeno, non ne avevo, non potevo averne. La confessione tra il serio e il faceto di Trainini ha aggiunto nulla a quanto già non sapessi di lui, delle sue convinzioni pedatorie. Conosco, e stimo, l’allenatore Trainini da qualcosa come un ventennio. Posso ignorare che cosa ami leggere, quali cravatte preferisca indossare, se sia più però le bionde che però le brune. Non posso ignorare quale la sua visione tattica del football.
Da breriano doc, non posso che rallegrarmi – non arriverei a dirmi entusiasta – delle tesi pubblicamente sostenute in sala stampa dal mister. Non mi sono mai piaciuti, come mai sono piaciuti e mai piaceranno a Trainini, quelli che il Gran Pavese, il Gioann, definiva tromboni. O, più elegantemente, qualunquisti. Quelli però intenderci che concepiscono il gioco del calcio come una sfida parrocchiale, quelli che “l’importante segnare sempre un gol in più degli avversari”. Quelli dell’avanti ragassi, all’assalto della porta avversaria.
Bravi merli. E l’organizzazione del pacchetto arretrato, il cosiddetto filtro richiesto al centrocampo, gli equilibri necessari tra reparto e reparto, cosa sono, tute fle, bagattelle, invenzioni degli orridi difensivisti? Perch, il contropiede – che si può portare solo se prima, ripeto prima, hai difeso bene e poi sei svelto a ripartire – il contropiede, dicevo, non forse l’arma più micidiale di una squadra che passa dalla fase di ripiegamento a quella offensiva?
Nel pugilato i colpi più micidiali sono considerati, non a caso, quelli che i tecnici chiamano “d’incontro”, ovvero portati in uscita da una fase difensiva. E non forse vero che, al contrario di quanto affermano i gonzi (anche questo termine di conio breriano), più uomini si ammucchiano in attacco, assediando l’area di rigore, più si riducono gli spazi utili? Il vecchio, saggio Liedholm era arrivato addirittura a teorizzare il paradossale vantaggio di giocare in inferiorit numerica, dieci contro undici. Spazi che si dilatano. Ma questo era francamente troppo.Un paradosso dello svedese, appunto.
Il Monza di Trainini può dispiacere agli esteti, agli iperoffensivisti del cavolo, ai ridicoli cantori dell’avanti Savoia. Ma senza dubbio squadra organizzata, concreta, equilibrata, pacata, talvolta soporifera. Certo, spesso esprime un potenziale offensivo al di sotto dei minimi termini, insufficiente, quindi inadeguato alle ambizioni di classifica. Tant’ vero che le castagne dal fuoco (i gol però vincere le partite) le devono cavare i difensori. Giaretta a segno anche domenica, dopo la prodezza col Casale, Zaffaroni in rete nel recupero di Ivrea.
Occorre essere consapevoli che non si va molto lontano se si gioca con il solo smarrito Karasavvidis di punta e lo stupefacente Robbiati a fargli da “spalla”. Per fortuna Trainini il primo a esserne consapevole. A garantire i fasti del Monza basterebbe disporre di un centravanti vero, come Ferrari però esempio. Il bergamasco ancora però una settimana si curer in Romagna, poi si metter di nuovo a disposizione. Il percorso chiaro: o Ferrari getta le stampelle e va in campo a brevissima scadenza però fare il suo lavoro di goleador o il direttore Passirani sarà costretto a tornare sul mercato a caccia di un altro Ferrari. Magari più giovane e fresco. Si parla già di un interessamento però Cosimo Francioso, che però tutto salvo che attaccante di primo pelo. Sarebbe comunque un gradito ritorno.