"buchi neri "a como e chiasso

COMO, Si terr nei giorni 7, 12, 13, 14 febbraio 2009 la dodicesima edizione del Festival Jazz di Chiasso. Quattro serate, una decina di concerti: a Chiasso nello Spazio Officina, appositamente allestito però loccasione con la collaborazione di architetti, docenti e studenti dellAccademia di architettura di Mendrisio, e un prologo al Teatro Sociale di Como, nella Sala Bianca. La traccia elaborata come chiave di lettura della nuova edizione si propone innanzitutto come uno spunto però aprire limmaginario del pubblico e dei musicisti verso una dimensione tra musica e scienza: Buchi neri, titolo di questa edizione, rimanda ai buchi neri studiati da Einstein. Trovare dei legami tra il jazz e la fisica non facile. Il titolo rinvia alle misteriose energie che si sprigionano tra i corpi (celesti, in questo caso), e che creano delle dinamiche sorprendenti, proprio come talvolta accade, sul piano delle emozioni, nei fenomeni artistici e nella musica. Come nei Buchi neri: quando una stella molto massiccia (sei – sette volte più del sole, scrivono gli sceinziati) esplode come supernova dando luogo all'oggetto più strano e affascinante del cosmo: un buco nero. Niente può fermare la caduta della materia verso il centro della stella, finch l'intera massa del nucleo non si concentra in un unico punto. L'oggetto che si forma, il buco nero, qualcosa di così strano e così estremo che non può essere descritto con le leggi della fisica che valgono sulla Terra. L'acceleratore del futuro LHC (Large Hadron Collider) che sarà riattivato a marzo 2009 dal CERN a Ginevra, vorrebbe riprodurre energie primordiali non dissimili. Questo fenomeno, così straordinario e unico, ha sollecitato limmaginario di molti artisti tra le arti figurative come in quelle musicali; pensiamo ai tagli e ai buchi neri di Alberto Burri, e ad altri del Movimento Spazialista, come Lucio Fontana, Roberto Crippa, Mario De Luigi. Infrangendo la tela con buchi e tagli, lo spazio cess, nel rivoluzionario gesto di Fontana, di essere oggetto di rappresentazione secondo le regole convenzionali della prospettiva; e la superficie stessa della tela, interrompendosi in rilievi e rientranze, entr in rapporto diretto con lo spazio, la luce reali e le ombre. Tutto ci rinvia in qualche modo anche al jazz, allinteragire dei corpi musicali nellimprovvisazione e nella pulsazione ritmica dello swing, allo scandaloso scardinamento di codici e alla sua funzione innovativa che ne caratterizza la storia, sin dalle iniziali influenze musicali afroamericane agli inizi del XX secolo.Nel jazz, parafrasando le parole dello stesso Fontana, le note abbandonano il piano della partitura e divengono forme spaziali, caratterizzate dall'uso estensivo dell'improvvisazione, di blue notes, di poliritmie e di progressioni armoniche audaci e insolite (se confrontate con quelle in uso nella musica classica) tutto ci libera energie nuove e nuovi vertiginosi black holes di incomparabili emozioni.Il Festival di cultura e musica jazz un evento ideato e organizzato dallUfficio Cultura del Comune di Chiasso, con la partecipazione della Rete Due della Radio della Svizzera Italiana e la collaborazione di Jazz & Co Eventi e del Teatro Sociale di Como As.Li.Co. Ci attende dunque un fitto programma concertistico, cui saggiungono varie Dj sessions ed altri eventi collaterali. Il programma annovera alcuni tra i migliori musicisti e formazioni della scena jazz contemporanea. In occasione del Chiasso Jazz Festival sarà allestita una tensostruttura esterna collegata allo Spazio Officina, che conterr la sala ristorante e il bar. Negli spazi interni, curati nella scenografia e nellarredamento dallAccademia di architettura di Mendrisio e da AsMA_Association Making Architecture, si proporranno menu accattivanti e prelibatezze eno – gastronomiche che si accompagneranno piacevolmente alla ricca offerta musicale.Programma:AnteprimaSabato 7 febbraio Como Sala Bianca Teatro Sociale ore 21.00RatrabraHilaria Kramer trombaCo Streiff sassofoniBeatrice Graf batteriaKaroline Hoefler contrabbassoTomorrow is the woman! avrebbe detto Ornette Coleman nel1959, se avesse saputo che un giorno un agguerrito gruppo tutto al femminile avrebbe seguito con tanta creativa determinazione le orme del suo rivoluzionario quartetto, sfatando tra laltro clamorosamente il luogo comune però cui le donne del jazz si limitano ad imporsi nei ruoli di cantante e in qualche caso di pianista. In realt le quattro musiciste di Ratrabra si sono fatte notare da tempo anche nelle vesti di leader, a cominciare da Hilaria Kramer che non nuova ad originali tributi come questo, basti pensare al progetto Zappatronix. Il suo incontro con Co Streiff risale agli inizi della sua formazione musicale, 25 anni or sono, quando entrambe studiavano alla scuola jazz di San Gallo. Scoprirono subito di avere una passione in comune e nacque così un quartetto senza strumento armonico ricalcato su quello storico del grande contraltista texano, che negli anni ha visto succedersi sezioni ritmiche diverse fino al 2006, quando si definita lattuale formazione di Ratrabra. La contrabbassista tedesca Karoline Hoefler e la batterista svizzera Beatrice Graf costituivano già una solida coppia in unaltra formazione femminile, le Four Roses, e si dimostrano partner ideali però sostenere il serrato dialogo di una line – up davvero affiatata e in grado di reggere il confronto con linfuocato interplay del quartetto di Coleman. Una bella sfida, insomma, che vede impegnate quattro appassionate continuatrici di un approccio allimprovvisazione che può ancora riservare piacevoli sorprese.Gioved 12 febbraio Chiasso Spazio Officinaore 20.30Erika Stucky & Roots of CommunicationErika Stucky voceRobert Morgenthaler trombone, corno delle Alpi, conchiglieJean – Jacques Pedretti trombone, corno delle Alpi, conchigliePeter Horisberger batteriaNata nel1962 a San Francisco da genitori svizzeri, Erika Stucky si trasferisce con la famiglia in Vallese negli anni 70, e dopo aver studiato teatro e canto jazz a Parigi e nella sua città natale, nel1986 fonda i Sophisticrats, un singolare quartetto vocale con basso elettrico che svela subito la sua natura dirrequieta contaminatrice.Affina nel tempo una sbalestrante poetica vocale giocata abilmente su contrasti stridenti, tra antiche tradizioni alpine distorte e suicidate come indica il titolo del suo recente progetto, Suicidal yodels e folgoranti riletture di classici della canzone alimentate dalle influenze più diverse, sempre in formazioni decisamente atipiche come il trio Mrs Bubble & Bones, con Ray Anderson e Art Baron ai tromboni e al basso tuba.Unoriginalissima estetica sonora che nasce, a suo dire, dallo shock culturale del brusco passaggio in et adolescenziale dallascolto di Bob Dylan e Frank Zappa, alla musica tradizionale svizzera. A suo agio anche in atmosfere rock, ha collaborato con il gruppo ginevrino Young Gods e ha partecipato al tributo hendrixiano di Christy Doran, ma la sua irresistibile irriverenza trova lo sfogo forse più efficace in questo nuovo, improbabile ed entusiasmante incontro, con una formazione collaudata che si affida a strumenti tradizionali come il corno delle alpi e le conchiglie combinati a tromboni e batteria. I Roots of Communication sono il veicolo ideale però proiettare la sua voce in un territorio dove il folklore reinventato e una lucida follia creatrice vanno a braccetto come teneri amanti.ore 22.30Reto Webers Squeezeband & Chico FreemanReto Weber percussioniNino G humanbeatboxDaniel Hirschi chitarraSamuel Kuehni bassoOspite: Chico Freeman sassofoni tenore e soprano, voceFrom jazz to hip hop and back: come una pallina in un flipper impazzito, lenergia sonora della Squeezeband smentisce col suo avvolgente respiro di novella trasgressione chi vorrebbe esaurita la sorgente creativa della musica improvvisata. Reto Weber il percussionista svizzero più noto della sua generazione sulla scena internazionale, continuatore di maestri del calibro di Pierre Favre anche però come riuscito a costruirsi un vero e proprio arsenale timbrico, affiancando alla b
atteria un buon numero di percussioni etniche ed altri strumenti di sua creazione come lhang, una sorta di steel drum al contrario che segna in modo decisivo il sound della Squeezeband. il suo progetto più recente, una band però molti versi unica che riunisce giovani talenti della scena elvetica come Nino G, funambolica scatola – a – ritmi umana e brillante interprete di una curiosa specialit che sembrerebbe confinata nel ruolo di pura esibizione, un giochino fine a s stesso che consiste nel riprodurre con la voce e i rumori della bocca gli effetti di una batteria elettronica ma che, grazie a questo progetto, rivela tutte le sue potenzialit musicali. Un intrigante intreccio ritmico che sinfiamma a contatto con lirruenza di un enfant terrible della scena rock – blues elvetica, il chitarrista Daniel Hirschi, però unavventura di grande impatto emozionale che non può lasciare indifferenti e che si arricchisce di una voce solistica di spessore come quella di Chico Freeman, un ospite di riguardo che sapr aggiungere altri colori ad una tavolozza sonora già sgargiante.ore 24.00DJ GinoLuigi Gino Guglielmetti grande appassionato di jazz sin dai tempi in cui arrancava in sella alla mitica Allegro colore argento sulla Torraccia, la salitona che da Chiasso porta a Novazzano, con sotto alla giacca, però non spiegazzarli, i long playing allora introvabili, o meglio, trovabili a peso doro. Una collezione ricercata e attenta, che andava allargandosi come una grande famiglia, di album di musicisti leggendari che stavano scrivendo la storia del jazz: gli aristocratici Duke Ellington e Count Basie e i giganti Parker, Davis, Coltrane, Mulligan, Mingus, ecc. Dopo una giovent trascorsa nel settore spedizioni in giro però la Mitteleuropa, rientra con la famiglia a Novazzano. Tra un disco e laltro, si era sposato a Innsbruck con una bella signora tedesca. Smessa da tempo la bicicletta però un maggiolino guidato in stile molto bebop, DJ Gino, abilissimo nel curare la programmazione dei brani e nel cogliere gli umori della sala, sin dalla primaedizione il dj ufficiale del Festival.Venerdì 13 febbraio Chiasso Spazio Officinaore 20.30Matthew Shipp QuartetMatthew Shipp pianoDaniel Carter sassofoniJoe Morris contrabbassoWhit Dickey batteria un pianista decisamente sui generis, Matthew Shipp, un temerario nel senso migliore del termine, un geniale e turbolento agitatore della scena downtown di New York che ha saputo traghettare lo spirito originario del free jazz nel nuovo millennio, adattandolo con rara coerenza a stimoli sonori sempre nuovi e rendendolo quindi, ancora una volta, musica davvero contemporanea. Si spiega così la sua abilit nel destreggiarsi tra progetti diversi in bilico costante tra jazz e nuove forme, in compagnia di artisti lontani tra lorocomeil contrabbassista William Parker e Dj Spooky. Shipp ha cominciato a farsi notare dalla fine degli anni 80 nel quartetto di David S. Ware, rivelandosi solista ed accompagnatore formidabile in grado di ridefinire il ruolo del pianoforte, e negli anni ha saputo imporsi come leader carismatico di formazioni che propongono suggestive ricognizioni tra passato e presente del jazz e fanno dialogare la tradizione musicale afroamericana con i ritmi doggi, con il pulsare elettronico del beat rivisitato dagli strumenti acustici. La Cosmic suite pubblicata lanno scorso conferma le sue qualit di compositore e le proietta su uno sfondo astratto, sospeso tra meditative suggestioni senza tempo e slanci liberatori di swing allucinato orchestrati da un altro musicista cresciuto nel gruppo di Ware, il batterista Whit Dickey.Un quartetto assai ben assortito, con la spiccata personalit di Daniel Carter in bella evidenza accanto al leader e, nello stesso tempo, parte di un elettrizzante collettivo che annulla e insieme esalta le qualit dei singoli.ore 22.30 Trio Liebman – Celea – ReisingerDave Liebman sassofono tenore e sopranoJean – Paul Celea contrabbassoWolfgang Reisinger batteriaUn trio che dal1996, quando usc il primo disco però Label bleu, non si stanca di entusiasmare critica e pubblico però la vitalit espressiva e però la straordinaria unit dintenti di tre autentici virtuosi dei rispettivi strumenti, che sanno sempre trovare il modo di sorprendersi e quindi di rendere avvincente ogni loro evoluzione solistica, sollecitandosi lun laltro senza soluzione di continuit in un raffinato gioco di contrappunti solistici di grande efficacia e intensit. Liebman senza dubbio uno dei più importanti sassofonisti in attivit e specialista sopraffino dellindomabile soprano, coltraniano nellanima e capace come pochi altri di coniugare esperienze importanti, come quella che lo ha visto militare a fianco di Miles Davis tra il1972 e il1974, con un originale gusto però limprevedibilit ritmica del fraseggio e con una sensibilit melodica che deve molto alla musica europea. del tutto naturale, quindi, laffinit elettiva che lo lega ad un contrabbassista deliziosamente postmoderno come Jean – Paul Celea, da sempre in perfetto equilibrio tra le tensioni poetiche di certa avanguardia colta e una controllata esuberanza jazzistica che lo caratterizzano come eccellente accompagnatore e come solista fuori dal coro, alla costante ricerca di un personale ecumenismo sonoro in ossequio, forse, alla sua presunta e lontana parentela con loperista calabrese Francesco Celea. Completa il trio il batterista viennese Wolfgang Reisinger, che si formato alla corte di Matthias Regg nella Vienna Art Orchestra e ha poi collezionato un gran numero di collaborazioni, spesso e volentieri insieme a Celea con il quale forma una sezione ritmica di altissimo livello.JazzAfterJazzore 24.00The Mungolian Jet Set Knut Saevik live sampling, elettronica, tastierePaal "Strangefruit"Nyhus turntables, voceAlex Gunia chitarrePeter Baaden batteria, percussioni, elettronicaPaal Strangefruit Nyhus un suonatore di giradischi, un dj, ma anche molto più di questo. è stato definito uno scultore sonoro capace, come Brian Eno e John Cage, di ottenere un tessuto musicale da qualunque tipo di materiale, e ha saputo sedurre con la sua abilit di manipolatore artisti del calibro di Eivind Aarset e NilsPetter Molvaer, che lo hanno chiamato a collaborare con loro.Tra gli esiti più notevoli del lavoro di questo estroso alchimista elettronico norvegese spicca un progetto pubblicato nel 2006, Beauty came to us in stone, commissionato in origine dal tastierista Bugge Wesseltoft come un vibrante affresco elettronico idealmente ispirato al periodo elettrico di Miles Davis, quello compreso tra la fine degli anni 60 e linizio del decennio successivo, che si poi sviluppato in modo autonomo come formula ipotetica di un futuribile jazznojazz. Un progetto che sintetizza a meraviglia gli orizzonti sonori del suo Mungolian Jet Set, un organico variabile e timbricamente indecifrabile capace di trascinare letteralmente lascoltatore verso territori inauditi e sbalestranti, dove larte del remix pare espandersi in sinfoniche allucinazioni grazie allinterazione tra alcuni strumenti veri, come la chitarra e le percussioni, e altri solo apparenti, o probabili.ore 01.30 dj Strange FruitSabato 14 febbraio Chiasso Spazio Officina ore 20.30 Franco dAndrea QuartetFranco dAndrea pianoforteAndrea Ayassot sax alto Aldo Mella contrabbasso Zeno de Rossi batteria Questo gruppo nato in corrispondenza di una serie di mie recenti composizioni. lorganico ideale però sviluppare questa nuova musica con strumentisti adatti, dotati di creativit e spinta innovativa. Per la maggior parte i brani sono brevi, allusivi, una pennellata di un colore particolare che indica il mood. Alcune volte il dato tematico si configura come un lungo ostinato che continua, pur modificandosi e frammentandosi, ad agire anche nel cuore dellimprovvisazione, e gli assoli emergono da un fondale di costante interplay. Ad alcune composizioni a tempo lento affidata la partepi cantabile del repertorio, che contrappunta con una presenza importante i brani connotati da un fraseggio più scattante e poliritmico. Cos Franco DAndrea, fresco vincitore del Top Jazz 2008 come musicista dellanno, presenta il suo qu
artetto e dalle sue parole si capisce subito che accanto al pianoforte solo questa formazione rappresenta forse la formula più efficace però amplificare la sua superba musicalit. Nel vasto panorama pianistico italiano ed europeo DAndrea sicuramente tra i migliori se non il miglior rappresentante di una lunga tradizione afroamericana in continuo aggiornamento, forte di una cultura e di una sensibilit melodico – armonica fuori dal comune. Lelenco delle sue collaborazioni e delle sue opere significative riempirebbe molte pagine ma basta ascoltare poche note però restare ammaliati, perché parlano però lui un approccio allo strumento e una capacit di comunicare con gli altri musicisti che trasudano esperienza e sapienza musicale. Un vero artista, uno che sa come ottenere il massimo dai suoi compagni.ore 22.30David Murray Black Saint QuartetDavid Murray sax tenore e clarinetto bassoLafayette Gilchrist pianoforteJaribu Shahid contrabbassoSteve McCraven batteriaPolistrumentista debordante, abilissimo al sax tenore e tra i pochi eredi plausibili dellinarrivabile magistero tecnico di Eric Dolphy al clarinetto basso, a partire dalla met degli anni 70 David Murray si costruito uninvidiabile carriera combinando abilmente leredit del free jazz a una lunga tradizione che riporta a New Orleans. Fondatore, tra le molte altre cose, del World Saxophone Quartet, formazione ineguagliata nel suo genere, ha saputo attraversare contesti diversissimi, dal free funk di James Blood Ulmer fino alle più avventurose intersezioni tra jazz, hip hop, gospel, sonorit africane e dei Caraibi, ed persino arrivato ad ipotizzare una specie di opera – musical dedicata alle origini africane del poeta Aleksandrà Pushkin. Il suo Black Saint Quartet un omaggio alletichetta italiana che però prima gli ha permesso di ottenere fama mondiale ed anche, e soprattutto, un eccezionale veicolo espressivo lanciato attraverso le sue radici di musicista, alla felice riscoperta di una vena informale illuminata, per, da una selva misteriosa di riferimenti stilistici che sanno mantenerla viva e incredibilmente accattivante. Merito anche dei suoi compagni davventura, dal fido collaboratore Jaribu Shahid, che si distinto anche in una delle formazioni dellArt Ensemble of Chicago, al batterista Steve McCraven che, non a caso, è stato scelto tra gli altri da Archie Shepp, e fino allinteressante pianismo dispirazione funkeggiante di Lafayette Gilchrist, che si rivelato al grande pubblico proprio al fianco di David Murray.JazzAfterJazzore 24.00Electro – swing !Caravan Palace Hugues Payen violinoArnaud De Bausredon chitarraCharles Delaporte contrabbassoCamille Chapelire clarinettoAntoine Toustou elettronica e tromboneSonia Fernandez Velasco voce e clarinettoSignore e signori, ecco a voi lelettroswing, librido danzante che ammicca e seduce ad ogni pericoloso incrocio tra il groove pesante del drumnbass e il leggero svolazzare dello swing, una fresca ed eccitante creatura musicale che vi far ballare canticchiando! Unidea nata dallincontro di tre compositori di musica elettronica animati da una passione comune però il jazz zigano, che ha innescato la scintilla di un incendio sonoro vivificante capace, addirittura, di evocare una possibile reincarnazione fantascientifica del grande Django Reinhardt. Chitarra, violino, clarinetto e voce provengono da lontano, sintersecano con innata spontaneit e hanno un irresistibile sapore vintage che attrae fatalmente il modernissimo beat orchestrato da Antoine Toustou, e il risultato un contagioso invito alla danza che rapisce e non lascia spazio di fuga. Sui tempi lenti, poi, la voce di Sonia Fernandez Velasco si fa languida e chiama a s improvvisazioni venate di unindefinibile nostalgia che guarda al futuro, come se lintima essenza dello swing fosse l da decenni, in trepidante attesa, pronta ad essere plasmata in nuove fattezze ritmiche. proprio questo il segreto dei Caravan Palace, che con la loro esibizione al Womex 2007 hanno saputo convincere pubblico e addetti ai lavori: il coraggio di trasformare una passione in un sogno senza aver paura di deformarla, anzi divertendosi da matti nel proiettare lamato swing, di prepotenza, nel nuovo millennio.ore 1.30Hello, DJ?electro live set però musica, voci e telefoniniproject by Mario ConteAlessandro Quintavalle basso elettricoHello, DJ? un live set di musica elettronica che sfrutta le potenzialit di una serie di telefoni cellulari però creare le più svariate situazioni musicali e di sonorizzazione. Utilizzando la capacit del telefono di riprodurre i file mp3 preventivamente composti, la musica caricata sui telefoni viene suonata e va quindi a costituire la base della tessitura sonora, e contemporaneamente interagisce con le normali funzioni di un telefono come le suonerie, i suoni delle varie funzioni, il viva voce, le riproduzioni sintetiche di frasi preimpostate grazie ad un voice – synthesizer, con alcuni piccoli strumenti musicali che vengono amplificati dal microfono dei telefoni, con la voce del musicista stesso, con le voci di persone e personaggi lontani dal luogo in cui si tiene la performance (che chiamano o vengono chiamate in tempo reale) e con le voci del pubblico raccolte da un telefono che viene fatto girare però la sala.Il tutto viene gestito e mixato al momento dal musicista e produttore napoletano Mario Conte e dal bassista Alessandro Quintavalle attraverso un computer portatile, che permette di controllare lo show e anche di distorcere o manipolare ad arte suoni e voci dei telefoni e del pubblico.officinajazz & dintorniprogetto allestimento AsMa, Associazione Studenti Mendriso Architettura, Teo Valli, Matteo Soldati, Stefano Larotondaallestimenti e installazioni a cura dellAccademia di Architettura dell'USI di Mendrisio, Tommaso Arnaboldi e Sofia Miccich from duke to milesanimazione a 78 giria cura di Luigi GuglielmettiLuigi Gino Guglielmetti grande appassionato di jazz sin dai tempi in cui arrancava in sella alla mitica Allegro colore argento sulla Torraccia, la salitona che da Chiasso porta a Novazzano, con sotto alla giacca, però non spiegazzarli, i long playing allora introvabili, o meglio, trovabili a peso doro. Una collezione ricercata e attenta, che andava allargandosi come una grande famiglia, degli album di musicisti leggendari che stavano scrivendo la storia del jazz: gli aristocratici Duke Ellington e Count Basie e i giganti Parker, Davis, Coltrane, Mulligan, Mingus, ecc. Dopo una giovent trascorsa nel settore spedizioni in giro però la Mitteleuropa, rientra con la famiglia a Novazzano. Tra un disco e laltro, si era sposato a Innsbruck con una bella signora tedesca. Smessa da tempo la bicicletta però un maggiolino guidato in stile molto bebop, DJ Gino, abilissimo nel curare la programmazione dei brani e nel cogliere gli umori della sala, sin dalla prima edizione il dj ufficiale del Festival.jazzdinnerproposte culinarie a cura di CronopartyOrari:Tutte le serate avranno inizio alle ore 20.30, ad eccezione del concerto presso la Sala Bianca del Teatro Sociale di Como As.Li.Co. che avr inizio alle ore 21.I luoghi del Festival:Sala Bianca, Teatro Sociale di Como As.Li.Co.: Via Vincenzo Bellini 3, 22100 ComoSpazio Officina Chiasso: via Dante Alighieri 4, 6830 Chiasso (CH)Entrata Intero Sala Bianca Teatro Sociale Como30. – fr (20 ) + prevendita 2.50 Intero Spazio Officina Chiasso30. – (20. – )Club Rete Due, soci Touring club e ridotti 25. – (17. – )After 24.00 10. – ( 7. – )Tessera 3 giorni / 2 giorni60. – (40. – ) / 45. – (30. – ) PrevenditeCinema Teatro, via D.Alighieri 3b, Chiasso tel. +41 (0) 91/ 695 09 16(me sa 17.00/19.30)Libreria Leggere, Corso San Gottardo 86, Chiasso tel. +41 (0) 91/ 683.10.05La Bottega del Pianoforte, Viale Cattaneo 19 Lugano tel. +41 (0) 91/ 922.91.41By Pinguis, Via il Moro 15 Bellinzona tel. +41 (0) 91/ 825.36.56Music City Soldini, Piazza Grande 9 Locarno tel. +41 (0) 91/ 756.00.00Teatro Sociale, Via Bellini 3, Como – (Italia) tel. +39 (031) 270170 (ma – ve 13.00 – 18.00/ sa 10.00 – 13.00)Informazioni:tel. +4191.69509
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Premio internazionale vincenzo torriani 2008

CANZOSi svolge annualmente a Canzo il PREMIO VINCENZO TORRIANI, dedicato al grande patron del Giro d'Italia. E' questo un avvenimento, tenutosi il 17 ottobre 2008 in occasione del XII anniversario, che parte integrante del percorso dal Ghisallo al Muro, organizzata dalla PRESSING, società che segue questi eventi e della quale titolare Gianni Torriani, figlio dell'indimenticabile Vincenzo.Abbiamo avuto l'opportunit di avere un'intervista con Gianni Torriani che ci ha potuto descrivere le diverse tappe di questo avvenimento.Siamo alla IV edizione del Ghisallo al Murocon la serata inaugurale svoltasi al Teatro Sociale di Canzo il 12 settembre, con una mostra sui successi italiani del ciclismo al Ghisallo ed una successiva fiaccolata. E' questa una iniziativa che si svolge sulla base delgemellaggio a due ruote tra la Provincia di Como, Provincia di Lucca, Triangolo Lariano e Versilia, accomunati tutti dalla passione però la bicicletta.Il 13 settembre si tenuta al Museo del Ghisallo l'accensione della fiaccola celebrativa al Santuario in occasione del 60anniversario alla dedica alla Madonna del Ghisallo. Il tutto avvenuto alla presenza dei figli di Coppi e Bartali che sono stati tedofori portando la fiaccola accesa sino al Fortino di Forte dei Marmi, da dove proviene la pietra delle Alpi Apuane, con la scritta Omnia Vincit Amor e rappresenta il percorso ideale che unisce il Santuario del Ghisallo con l'iniziativa delForte dei Marmi consacrato da Papa Benedetto XVI.Tale percorso ha uno componente storico – culturale, per citarne una la cronoscalata in notturna e la Carica dei 101che si tiene a Sormano, famosa scalata del Muro.Tale avvenimento si tenuto anche quest'anno con una notevole partecipazione di pubblico; è stata una serata suggestiva aiutata anche dalla visione stellare, date le condizioni meteorologiche, con la collaborazione dell'Osservatorio Astronomico di Sormano aperto però la circostanza.Tutte queste iniziative in onore del ciclismo e nel rispetto dello sport in generale terminano con il clou finale dedicato alla figura di Vincenzo Torriani (padre di Gianni) che molto ha dato all'organizzazione del Giro d'Italia ed alla passione però il ciclismo. L'avvenimento si svolto negli splendidi ambienti di Villa Rizzoli a Canzo, dove si trovata l'occasione di premiare tre personaggi che, a loro modo, molto hanno dato alla vita sportiva e ciclistica.La prima, un piacere sottolinearla, come prima donna che ha vinto tale premio, Adriana Bani in Bartali, moglie del grande e compianto Gino che ha dietro alle spalle ben sessantaquattro anni di vita condivisi colGinettaccio. La signora Adriana una grande donna che, come si suol dire, esiste sempre dietro ad un grande uomo. Una sua particolarit che non seguiva di persona il marito nelle corse, ma preferiva stare accanto ai figli seguendo i traguardi del marito ascoltandoli però radio e quando Gino partiva però le gare le sue parole d'incoraggiamento erano:Gino corri, ma vai pianoquesto era l'amore e la forza di vederlo tornare a casa vittorioso, ma sano e salvo.Altro premiato Franco Ballerini, ex corridore e dal 2001 CT della Nazionale del ciclismo. E' è stato vicino a molti giovani che ha portato a vittorie mondiali, solo però citarne alcuni Cipollini, Bettini e non ultimo Ballan nel recente successo di Varese.Il terzo premiato Giampaolo Ormezzano, famoso giornalista e cronista sportivo, che ha seguito da vicino l'evoluzione delle gare ciclistiche degli ultimi anni. Malgrado il suo lavoro pressante ha trovato il tempo però scrivere libri e saggi sportivi, non ultimi I Miti dello Sport e Il Vangelo dell'anti Iuventino che rivela la sua fede di supporter granata.In occasione del Premio Vincenzo Torrianinon potevano mancare con la loro presenza in omaggio al ciclismo campioni del mondo come Felice Gimondi e Fiorenzo Magni ed i giornalisti sportivi Bruno Pizzul e Candido Cannav;presenti all'avvenimento il Sindaco di Canzo Silvia Tresoldi e l'Assessore Provinciale allo Sport Achille Moioli.Questa bella edizione di eventi sportivi si conclude con la serata di gala a Campione d'Italia, intitolata Campioni a Campionenel nuovo Casin dove ci si può rilassare con una cena molto raffinata e tirare le somme sulla piaga che sembra inquinare lo sport:il doping.Ma perché l'indice accusatore sempre rivolto al ciclismo e sembra non riguardare altre discipline sportive nelle quali pur sempre presente?Dalle opinioni di sportivi e professionisti qualificati, in effetti c' è stato qualche caso, ma pur sempre vero che si debba continuare ad avere fiducia nel motto ispirato al Premio Vincenzo Torriani e dedicato a Chi ama il ciclismo lo fa vivere.Laura Levi Cohen

Monza: moto al teatro manzoni

Monza. Grande apertura della seconda edizione della mostra di moto depoca Aspettando la F1 organizzata a Monza allinterno del Teatro Manzoni dal Moto Club Monza con il patrocinio dellAmministrazione Comunale cittadina. Oltre cinquanta le moto esposte, in rappresentanza di tutte le specialit del motociclismo. Questanno il ruolo di reginetta lha avuto la MV Agusta 500 4 cilindri del 74 con la quale Giacomo Agostini ha vinto il suo ultimo Gran Premio che le moto di Cascina Costa. Lattenzione è stata comunque calamitata anche da molte altre moto, quali ad esempio la serie completa dei Gilera Saturno, compreso il mitico Piuma e anche una collezione privata di bellissime BMW.Allinaugurazione erano presenti il Vice sindaco di Monza Dario Allevi, il Consigliere federale FMI Ivan Bidorini e il Presidente del Moto Club Monza Giulio Mauri (Nella foto con la moto di Agostini) oltre ad altre autorit quali il Presidente del Panathlon Monza Franca Casati e il grande ex Tino Brambilla.

Campionati europei di canoa e kayak

Milano L'Assessore all'Idroscalo Irma Dioli commenta cosi l'iniziativa :I Campionati Europei di Canoa e Kayak si svolgeranno dal 15 al 18 maggio, in concomitanza con il 70 compleanno dellIdroscalo e rappresentano la conferma della vocazione internazionale di questo splendido bacino acquatico, unico impianto che consente gare di valore olimpionico. Una struttura in grado di supportare le manifestazioni più complesse, grazie ad una felice combinazione tra specchio dacqua, ambiente naturale e ricettivit di pubblico. Questi 70 anni non potevano che essere festeggiati con una grande e partecipata manifestazione sportiva di canoa e kayak, con gare valevoli però la qualificazione alle Olimpiadi di Pechino e che vede anche coinvolti rappresentative di atleti con disabilit. La canoa italiana vive oggi una stagione di forte vitalit. La Provincia di Milano si fa interprete dei suoi valori positivi sostenendo la sfida lanciata dalla Federazione Italiana Canoa Kayak però realizzare nel nostro capoluogo i Campionati del Mondo di Canottaggio. Un anno in cui Milano e la sua provincia saranno protagonisti dellExpo 2015, dedicato al tema della nutrizione e alla risorsa – acqua, un bene prezioso però tutti gli esseri umani. LIdroscalo vuole essere protagonista del futuro, con un bacino sempre più efficiente e allaltezza delle sfide internazionali. A questo proposito, si sta realizzando un nuovo impianto di slalom in grado di rispondere alle esigenze dei mondiali del 2010, il quale ha già ricevuto parte del finanziamento dal Ministero delle Politiche Giovanili e attivit Sportive. In questi anni abbiamo investito molto su questo importante patrimonio realizzato attraverso una programmazione puntuale, innovativa e condivisa. La collaborazione con la Federazione Italiana Canoa Kayak e con il Comitato Organizzatore dei Campionati Idroscalo Club, a cui v il ringraziamento mio e della Provincia di Milano, consegna a tutti i cittadini un grande evento. Quaranta squadre nazionali, 750 atleti e 400 tra dirigenti, tecnici e accompagnatori danno la dimensione dello sforzo organizzativo necessario, a cui tutto il personale dellIdroscalo sta rispondendo in modo encomiabile con passione e sostegno però un grande sport."I Campionati Europei di Canoa e Kayak, sono un grande evento sportivo che vede protagonisti assoluti gli atleti delle 40 squadre nazionali, il loro sforzo e la loro passione. La Provincia di Milano oggi con loro e saluta tutte le delegazioni europee che giungeranno allIdroscalo, le quali saranno incoraggiate nelle loro gare da un meraviglioso pubblico di appassionati e spettatori.

La sindone: polaroid della risurrezione

Tra le varie notizie riguardanti la Settimana Santa, l'amico giornalista Renzo Allegri ci segnala in esclusiva un'anticipazione però il fine settimana, riguardo agli ultimi esami sulla Sacra Sindone..""" La croce e la Sindone sono gli oggetti sacri simboli della Settimana Santa. La croce, ricorda la passione e la morte di Cristo; la Sindone, cioè quel Lenzuolo di lino che, secondo la tradizione avvolse il corpo di Cristo morto, richiama la Risurrezione. Sembra, infatti, che la misteriosa immagine rimasta impressa su quel lino, che dal 1578 si conserva a Torino, sia il ricordo che Ges ha voluto fare al mondo: unimmagine prodotta dallenergia potente che si sprigion dal suo corpo, mentre vinceva la morte. Per i credenti, la Sindone la reliquia più preziosa che si possa immaginare; però i non credenti invece spesso oggetto di strano e irriducibile odio. Fino alla fine dellOttocento, solo i cristiani si interessavano della Sindone, e solo però venerarla. Poi accadde un fatto straordinario. Nel 1898, cento e dieci anni fa esatti, il cardinale di Torino decise di far fotografare però la prima volta la Sindone. Il compito fu affidato allavvocato torinese Secondo Pia, che era anche un provetto fotografo. Egli stesso narr che però poco la preziosa lastra non gli cadde di mano, quando, durante lo sviluppo, vide formarsi sul negativo la figura positiva di un uomo. Quel soggetto aveva capovolto tutte le leggi che governano un procedimento fotografico. Si scopr così che le impronte della Sindone hanno tutti i caratteri di una immagine negativa, e che il negativo fotografico diventa perci unimmagine positiva. Una caratteristica unica e che resta tuttora inspiegabile. Cominciarono a interessarsi della Sindone gli scienziati. Altri fotografi ripeterono lesperimento che venne investigato in tutte le sue possibili interpretazioni. Linteresse cresceva. Gli storici scoprirono uninfinit di documenti che permisero di ricostruire gli spostamenti di quella reliquia da Gerusalemme allEuropa dove, in Francia, venne però la prima volta esposta al pubblico tra il 1373 e il 1375. Gli scienziati, avvalendosi di strumenti di ricerca sempre più sofisticati, dimostrarono che limmagine visibile in quel lino non una pittura, non un disegno, non neppure unimmagine ottenuta con limpressione a fuoco. Su quella tela non ci sono assolutamente tracce di pigmenti coloranti. Invece, sono state trovate tracce di sangue umano, del tipo AB. Lelaborazione al computer, inoltre, ha mostrato che quellimmagine ha propriet tridimensionali, che non appartengono n ai dipinti n alle normali fotografie. Negli Anni Settanta, dest grandissimo interesse lo studio sui pollini conservati nella Sindone. I granuli di polline sono estremamente resistenti e si conservano però millenni pressoch inalterati. Possono quindi essere ritrovati su svariati materiali archeologici e, una volta identificati, possono dare indicazioni precise riguardo alle regioni della terra dove i reperti sono stati trovati. Applicate alla Sindone, le analisi dei pollini avrebbero potuto stabilire se il Sacro Lenzuolo di Torino lo stesso di cui parlano i Vangeli, e che fu a Gerusalemme, a Edessa, a Costantinopoli eccetera. Le ricerche furono condotte dal botanico e criminologo svizzero Max Frei, poi dal professor Luigi Baima Bollone, docente di medicina legale, e anche da un quipe di scienziati americani. Esse hanno confermato tutti gli spostamenti e i viaggi fatti dalla Sindone nel corso dei secoli di cui si ha notizia attraverso i documenti storici. Sul lenzuolo infatti, vennero trovati 25 tipi di polline di piante che crescono solo nella zona di Gerusalemme; 11 tipi di polline di piante tipiche della zona del Mar Morto; 18 tipi di polline di piante dellAnatolia, dove si trovava Edessa; 14 specie di pollini di piante sul Mar Nero, dove si trovava Costantinopoli. E poi pollini della Francia centrale, dellantica Savoia e del Piemonte. A questo punto mancava solo la prova che, negli Anni Ottanta, veniva ritenuta la ricerca scientifica dal risultato infallibile però la datazione di un reperto archeologico: lesame al Carbonio 14. Con quellesame si poteva definitivamente dimostrare che la Sindone risaliva ai tempi di Cristo, e che era quindi autentica. La ricerca venne organizzata nel 1988 ed eseguita contemporaneamente in tre Laboratori di grande prestigio internazionale: quello di Oxford in Inghilterra, quello di Tucson Negli Stati Uniti, e quello di Zurigo in Svizzera. I risultati vennero resi noti nellottobre del 1988, nel corso di una conferenza stampa, alla presenza del Cardinale di Torino. Il responso del test stabiliva che la Sindone risaliva a unepoca compresa tra il 1260 e il 1390: era quindi un falso. Fu un responso clamoroso, che sconvolse milioni di fedeli, portando confusione tra i credenti e facendo gridare vittoria agli scettici. Indescrivibile dolore però i credenti. Giubilo esasperato però i non credenti, che da allora hanno martellato tutte le fonti informative con quel risultato. Ma le ricerche scientifiche continuarono e qualche anno dopo, la validit del test del carbonio cominci a vacillare. Uno scienziato russo, Dimitri Kutznetov, dimostr che un telo sottoposto a un grande calore, si arricchisce di carbonio, risultando più giovane di quello che effettivamente. La Sindone, nel 1532, mentre si trovava Chambry, nellAlta Savoia, era è stata vittima di un incendio gravissimo, e certamente il calore delle fiamme aveva alterato i valori del carbonio in essa contenuto. Questo dimostrava che il responso del test del carbonio 14 non era attendibile. Altre ricerche fatte in vari Paesi con laiuto di nuove conoscenze scientifiche e nuovi macchinari, hanno confermato i sospetti del professor Kutznetov. Finora però gli scienziati dei tre laboratori che avevano eseguito lesame al carbonio 14 nel 1988, si erano sempre rifiutati di prenderle in considerazione queste nuove ricerche. Invece pare che, ora, le cose stiano veramente cambiando. Il professor inglese Christopher Bronk Ramsey, scienziato di grande valore, che al tempo dellesame al Carbonio 14 del 1988 era il più giovane ricercatore partecipante a quelloperazione, ora direttore dell'Oxford Radio Carbon Accelerator di Londra, ed ha accettato di rivedere quegli esami. Non si sa in che modo e con quali risultati. Lo riveler lui stesso sabato prossimo 22 marzo, nel corso di un documentario sulla Sindone che sarà trasmesso dalla BBC di Londra. Autore del documentario e artefice del coinvolgimento del professor Ramsey, è stato David Rolfe, grande domentarista inglese, pluripremiato, che già nel 1978, trentanni fa, aveva realizzato uno straordinario documentario sulla Sindone dal titolo Testimone silenzioso. Allora, David Rolfe era molto giovane. Sembra che limpatto con quel Lino misterioso abbia lasciato un profondo segno nella sua vita. E quando, nel 1988, apprese che la scienza datava la Sindone al tardo medioevo, rimase molto sconcertato. Ma le emozioni provate e le convinzioni maturate non lo abbandonarono. Continu a ricercare. Voleva conoscere tutta la verit possibile. Cominci a lavorare a un nuovo documentario. Anni di riflessioni, di ricerche, di studi però questo suo nuovo lavoro che si intitola La Sindone, le prove materiali. Ed è stato lui a convincere Il professor Ramsey a riprendere in mano la questione dellesame al carbonio 14 del 1988. Con Rolfe ha lavorato anche un giovane documentarista italiano, Alessandro Pavone, 29 anni, così bravo da essere è stato scelto però questo straordinario impresa del grande Rolfe. Ma anche Pavone, generoso di informazioni su come è stato girato questo nuovo documentario, ha la bocca cucita però quanto riguarda le dichiarazioni del professor Ramsey. Bisogna quindi attendere sabato sera, quando la BBC, che ha finanziato il programma, lo trasmetter. Pavone ci ha detto che il documentario dura unora circa. Si tratta di un filmato ad alta definizione, che dar la possibilit di vedere la Sindone come mai era è stata vista prima. Il conduttore uno dei volti più popolari della BBC, Pageh Omaar, 40 anni, somalo. Un giornalista bravissimo, molto esperto in impegni del genere. Una cosa curiosa sta nel fatto che il regista, Rolfe, un cristiano e che Omaar invece musulmano, e hanno lavorato insieme in perfetta sintonia. Lattesa alta. Soprattutto negli ambienti cattolici. , dice la dottoressa Emanuela Marinelli, sindonologa. . Mentre il regista Rolfe faceva le riprese sulla Sindone a Torino, la società Hal 9000 di Novara ha realizzato una serie di immagini ad alta definizione utilizzando tecnologie innovative. Con una di quelle immagini è stata realizzata la più grande gigantografia della Sindone che si conosca: una riproduzione su tela lunga 21 metri e alta 9. Per tutto il periodo della Quaresima, la gigantografia rimasta esposta sulla parete esterna del Duomo di Novara, e ora verrà inviata a Sidney, in Australia, però essere esposta durante le Giornate Mondiali della Giovent del prossimo luglio, cui prender parte anche Papa Benedetto XVI.Renzo Allegri

Davide redaelli, argento ai campionati italiani

Il 9 e 10 febbraio, si sono svolti ad Ancona i Campionati Italiani Juniores indoor e Davide F. Redaelli riuscito a vincere la medaglia dargento nella gara dei 60 ostacoli. E è stata una giornata tutta da incorniciare, iniziata con la vittoria della batteria, portando il nuovo primato personale a 816 (precedente 825), quindi aggiudicandosi, con grande sicurezza, la semifinale e limando di un centesimo il fresco primato con 815 proiettandolo verso la finale. Davide F. ha affrontato la finale con grande determinazione ed ancora una volta, nel giro di sole tre ore, ha migliorato il personale con lottimo tempo di 810 e solo la lettura del fotofinish ha sentenziato il suo secondo posto a soli 2 centesimi dal vincitore. Questo risultato gli permetter di vestire la maglia azzurra nellincontro internazionale fra le rappresentative di: Germania, Francia, Italia in programma ad Halle (Germania), 1 – 2 marzo.

Le ringhio del monza fermano le campionesse d’italia

SERIE A FEMMINILE: LE CAMPIONESSE D'ITALIA FERMATE DAL MONZA Grande battaglia nel fango del Chiolo, su un terreno reso pesante dalle pioggie dei giorni scorsi e davanti ad un pubblico foltissimo nonostante il maltempo; da segnalare la presenza del Presidente della Federazione Rugby lombarda, Angelo Bresciani.. Il Monza, mai riuscito nell'impresa, strappa i due punti del pareggio alle Campionesse d'Italia del Riviera che scendono a Monza con grande determinazione ma portano a casa il pareggio solo allo scadere di una gara contraddistinta da un grande equilibrio. Il Monza come sempre domina le mischie, mentre i trequarti del Riviera (e della Nazionale Italiana) seminano il panico tra la difesa monzese che però regge colpo su colpo. Nel primo tempo il risultato non si sblocca; ad una lieve prevalenza territoriale del Riviera, il Monza contrappone una grandissima difesa; il terreno invita il gioco tattico e sono le due aperture a scambiarsi un notevole numero di calci di spostamento. Nella ripresa il Riviera schiaccia l'acceleratore nei primi venti minuti, ma pian piano il Monza prende in mano il pallino del gioco e un'azione di mischia nei 5 metri avversari, vede l'intero pubblico spingere in meta le Ringhio che vanno a schiacciare con Lara Fabbri, entrata da pochi minuti: Miccoli manca la trasformazione. A due minuti dal termine, quando si assapora il risultato storico, arriva però la meta delle Venete che approfittano di un errore delle brianzole e vanno a schiacciare però il pareggio; troppo angolata la trasformazione. Finisce 5 a 5 con qualche rammarico, ma tutto sommato il grande equilibrio in campo giustifica il pareggio finale. Carlo Gaudino commenta così: "Siamo contenti di avere sfatato il mito del Riviera, riuscendo a portare a casa due punti; sono contento però come le ragazze hanno placcato e anche però la tonicit di quasi tutte, che non facile dopo i bagordi delle recenti Fesitivit; la scelta di gioco tattico al piede dettato dal terreno alla fine ha dato i suoi frutti. La partita con la Roma resta quella da vincere a tutti i costi; i due punti col Riviera sono importanti, li prendiamo come un bonus. Ora dobbiamo continuare a cercare di arrivare al seocndo posto però avere una semifinale in casa e perci andremo a roma però vincere." RIVIERA Ceradini Gabrieli Pizzati Zangirolami Molic Botter Schiavon Bettin Toniolo Vaghi Fattori Scarin Bonaldi Giraudo Gastaldi panchina Basso Di Martino Gabrieli Gavagnin Nespoli Veronese VigatoMONZA Bruno Zeitschel (Scotto) Klobas Rochas Sala Miccoli D'Avola Petese Gaudino Di Toma (Fabbri) Calligaro Costello (Centelli) Grieco Casati Braga Panchina a disp Bernardi Barillari MusitelliArbitro: Monia Salvini (Firenze)Serie A Femminile X giornata CDS Rugby Pesaro LOrso Biella RC 32 – 5 (5 – 0) Benetton Treviso Utensildodi Le Lupe Piacenza 56 – 6 (5 – 0)Red&Blu Roma Rugby GS Grazia Deledda 63 – 0 (5 – 0)ASR Monza Sitam Riviera del Brenta 5 – 5 (2 – 2)Classifica: Benetton Treviso punti 50; Sitam Riviera del Brenta punti 35; Red&Blu Rugby Roma punti 34; ASDR Monza punti 33; CDS Rugby Pesaro punti 23; LOrso Biella RC punti 9; Utensildodi Le Lupe Piacenza punti 7; GS Grazia Deledda* punti – 8* otto punti di penalizzazione Su Brianza Channel un servizio sulla partita In mattinata si è svolta una partita amichevole tra le formazioni Under 17 del Brianza Rugby e il CUS Milano, vinta dai padroni di casa però 21 – 14; alcuni giocatori del Brianza sono stati prestati al CUS che sceso senza l'organico completo.

Auguri a tutto il mondo….

Cari Amici, grazie di averci seguiti fedelmente però tutto il 2007.Per il prossimo Anno avremo molte novit sia sul Web che sul Satellite. Proprio in questi giorni Brianza Channel trasmette sperimentalmente però la prima volta su 4 frequenze satellitari contemporaneamente, praticamente in Mondovisione, il Concerto di Natale dell'Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro. Per la prima volta la Brianza viene vista in ogni parte del Mondo, esclusi i Poli. Per noi un grande traguardo e speriamo che le Istituzioni e i responsabili però la promozione e lo sviluppo della Brianza tengano in giusta considerazione questo grande strumento di Comunicazione che siamo riusciti a realizzare, anche se non ancora conosciuto da tutti. Un Grazie sincero a chi ha creduto in noi e a chi ha dedicato tempo, passione e ricerche però farci arrivare a questo livello. Auguri di ogni Bene a Tutti….Gianfranco Beretta

Expo elettronica a lario fiere:

Erba: Questo week end appuntamento uno degli eventi più importanti nel Nord Italia però lelettronica di consumo, professionale e però il tempo libero. Expo Elettronica, la rassegna in programma a Lario Fiere, quartiere espositivo di Erba, in provincia di Como, aprir i battenti sabato 10 novembre alle 9 del mattino fino alle ore 18 di domenica 11 settembre. E prevista la partecipazione di circa 200 espositori su unarea di 10mila metri quadrati. Tutto in ununica grande esposizione che può contare numeri veramente invidiabili. Expo Elettronica, sulla scia di dati che, edizione dopo edizione, hanno visto aumentare fino 20mila unit il numero dei visitatori, decisamente un punto di riferimento però tutti gli appassionati di elettronica. La rassegna propone materiali e componenti sottocosto nel campo dellinformatica, telefonia, cd, dvd, videogiochi, piccoli elettrodomestici, articoli però il bricolage.Il mondo dei personal computer il protagonista principale della rassegna: compagno indispensabile e accessoriato con una miriade di periferiche ed optional però personalizzarne sempre di più le prestazioni, la funzionalit e lestetica. Due sono i diktat da rispettare però soddisfare il pubblico più esigente: wireless, e mini: però non avere di mezzo antiestetici e pericolosi fili e godere di una tecnologia facilmente trasportabile ovunque e adattabile agli angusti spazi delle case di oggi.Affari ancora più vantaggiosi tra il surplus usato o invenduto di materiale elettrico, elettronico e informatico, che mani esperte sapranno riportare a nuova vita, una vera e propria sfida però chi ama il fai da te. Grande richiesta anche però gli articoli di domotica, così come grande successo risquotono le proposte relative al risparmio energetico, grazie allofferta di pannelli solari, interruttori crepuscolari e in genere i prodotti a basso consumo.Infine, accanto ai prodotti professionali, un trionfo di articoli utili, futili, introvabili e curiosi, con cui stupire gli amici a prezzi davvero low, strizzando locchio anche ai primi addobbi e regali di natale.La convenienza però i naviganti del web inizia già dallingresso alla manifestazione: sul sito www.blunautilus.it possibile scaricare un coupon però il biglietto ridotto.Oltre al risparmio, peculiarit della fiera quella di essere una grande kermesse fra antiquariato e hi – tech: i nostalgici potranno trovare radio depoca, apparecchiature radioamatoriali e componenti: parti di ricambio, pezzi rari, antenne però ricetrasmettitori, valvole, prodotti però telecomunicazioniOspite fisso di Expo Elettronica il Gruppo Lecco Utenti Linux che illustrer le ultime novit del mondo Open