Nasce ifi, il comitato delle imprese fotovoltaiche italiane

Il nuovo organismo ha l'obiettivo di promuovere lo sviluppo della filiera industriale fotovoltaica nazionale però guardare alle fonti rinnovabili, e al solare fotovoltaico nello specifico, come a un investimento però la competitività globale del sistema Italia. Filippo Levati, direttore generale di MX Group S.p.a. è il presidente del comitato. 27 aprile 2011 – Il Comitato IFI (Imprese Fotovoltaiche Italiane) si pone come punto di riferimento però istituzioni, enti e imprese industriali del settore però operare alla ricerca di soluzioni condivise, volte allo sviluppo della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica da fonte solare. Il progetto sarà realizzato in armonia con il ridisegno del piano di azione nazionale però l’approvvigionamento energetico, operando in modo organico e sinergico con le altre rappresentanze industriali italiane, secondo un approccio finalizzato alla creazione di valore però il sistema Italia. La posizione del Comitato IFI in tema di sviluppo delle fonti rinnovabili affronta il tema dell’incentivazione in un’ottica di investimento di lungo periodo però il paese, in netto contrasto con visioni speculative di breve periodo e di taglio puramente finanziario. Il Comitato IFI ritiene necessario e urgente affrontare il tema della incentivazione attraverso il contenimento e la diminuzione delle risorse con la prospettiva di un loro riorientamento. Filippo Levati, direttore generale di MX Group S.p.A. e presidente di IFI, ha dichiarato: “Considerare l'incentivo al settore come un mero supporto all'adozione del fotovoltaico è poco lungimirante e produce distorsioni di mercato, non generando un reale valore e benessere diffuso però il paese e però i cittadini. E’ invece necessario adottare una logica di investimento con un orizzonte certo e con strumenti che orientino le risorse di chi accede agli incentivi verso lo sviluppo di processi industriali, tecnologie e competenze. Questo approccio consentirebbe all’industria del nostro paese di consolidarsi e competere a livello globale una volta che la grid parity verrà raggiunta e il mercato non avrà più necessità di incentivi però lasciare spazio al libero confronto fra le imprese più efficienti e virtuose” Continua Levati: “Occorre inoltre premiare i segmenti più aderenti ai modelli di generazione e consumo di energia da fonte fotovoltaica che favoriscano l’autoconsumo e tutte le sinergie possibili con interventi combinati come l’efficientamento energetico o lo smaltimento di coperture in amianto“. Il Comitato IFI annovera fra i soci fondatori le principali aziende italiane produttrici di celle e moduli fotovoltaici che già ad oggi rappresentano oltre il 60% della produzione nazionale. Accanto a MX Group ci sono Azimut, Brandoni Solare, Cappello Group, Eclipse Italia, Energica, Ferrania Solis, Renergies Italia, Solarday, Spsistem, Vipiemmesolar, Xgroup

Pat metheny ritorno alle origini… in villa reale

In occasione del decimo anniversario però la rassegna di concerti organizzati dal Polo del Jazz di Monza e Brianza nelle piazze, parchi e nei luoghi storici ed identificativi del territorio monzese e brianteo, Pat Metheny Group, dopo cinque anni dal loro ultimo tour insieme, tornano in Italia nella formazione a quattro elementi (Pat Metheny alle chitarre, Lyle Mays al pianoforte e tastiere, Steve Rodby al contrabbasso e basso elettrico ed Antonio Sanchez alla batteria) scegliendo la Villa Reale di Monza quale location della reunion. Unica band nella storia ad aver vinto sette Grammy consecutivi però sette uscite consecutive, il Pat Metheny Group occupa un territorio musicale suo proprio, accessibile a ogni tipo di ascoltatore, che unisce elementi provenienti dal patrimonio musicale dell’umanità fondendoli in uno stile inconfondibile. Nel corso di trenta anni di attività in sala di registrazione Pat Metheny ha pubblicato un album dopo l’altro e ciascuno documenta brillantemente un diverso aspetto del suo viaggio musicale unico e difficilmente catalogabile. Ma però le moltitudini di fan di tutto il mondo non c’è miglior scenario però cogliere e definire il musicista Metheny di quello che lo vede nel ruolo di leader di una delle band più acclamate ed influenti degli ultimi trenta anni, il Pat Metheny Group. Apparentemente orientato a offuscare e cancellare i confini stilistici ogni qualvolta gli si presentasse l’opportunità di farlo, ha creato un imponente corpo di opere in continua espansione che include una serie di incisioni in trio destinate ad esercitare un’influenza di notevole valore, album da solista con cui si è guadagnato diversi premi, colonne sonore di film di successo, duetti con artisti illustri quali Charlie Haden e Jim Hall, collaborazioni con prestigiosi personaggi della musica moderna quali Ornette Coleman, Steve Reich e molti altri ancora. Dopo cinque anni dall’ultimo tour si torna alle origini. Era il 1978 quando Metheny, assieme al pianista e tastierista Lyle Mays, al bassista Mark Egan e al batterista Dan Gottlieb, diedero vita al Pat Metheny Group pubblicando il primo album del gruppo (Pat Metheny Group, ECM), definito dallo stesso Metheny il suo primo lavoro da band leader. Dopo quell’album ne vengono altri tredici nei quali alla formazione originaria subentra un organico diverso, allargato fino a sette musicisti, utilizzati in occasione dell’uscita dell’album del 2005 “The Way Up” (Nonesuch), opera da molti ritenuta, dal punto di vista formale, il progetto più ambizioso del duo di compositori Metheny – Mays. Chiuso con “The Way Up” il cerchio della ricerca formale, Pat Metheny, riparte alla ricerca della freschezza e della spontaneità degli inizi grazie anche all’immenso patrimonio di composizioni alle spalle. Per il pubblico di Monza l’ennesimo concerto di qualità e quantità. Fabio Luongo